Diciamo che quanto sto dicendo per questo numero vale per tutta la serie, crossover compresi. La storia prosegue confusa, in parte perché corre parallela con quella della testata principale dei Figli Della Mezzanotte, ossia Ghost Rider di Mackie. Non si capisce quasi mai il perché ed il percome delle cose che accadono; sembra una serie di albi senza capo ne coda, ed è il risultato del voler creare una sottofamiglia di albi basandosi solo sul successo di un personaggio. Una pura operazione commerciale per vendere più albi e fare soldi. Infatti si parte dal crossover del numero 1 e si prosegue con altri 2 crossover in meno di due anni. Inoltre se i disegni dei primi numeri sono ancora buoni o comunque accettabili, tenuto conto dell'ipertrofia e dell'effetto visivo cercato a tutti i costi nella prima metà dei '90, già dopo qualche mese peggiorano. Le storie dopo il numero 6-7 sono disegnate sempre peggio, c'è un uso dei neri esorbitante messo lì apposta per mascherare carenze artistiche. L'introduzione di Badilino e del suo alter ego sempre più orrorifico non migliora le cose, anzi, le peggiora aumentando la confusione. Midnight Massacre e Siege of Darkness avrebbero dovuto dare un cambio di marcia, ma non solo falliscono, ma col senno di poi sono inutili.
Insomma, 23 numeri durò questa serie, e rileggerla ora fa capire quanto già intuivo all'epoca: a parte pochi albi, siamo a livello spazzatura. Qualche idea buona c'era, ma mal sviluppata e nel tempo anche mal disegnata. La serie non merita che ci si perda tempo oggi. 1 stella.
The Ghost Rider family of books, all two of them, had an abundance of talent at this time. The main book was handled by the Kuberts, Andy and father, Joe, whereas this spin-off title had art by other Kubert son, Adam.
I really like that Adam's style fit well with the horror vibe. This was an underrated era of Ghost Rider comics.