Questa raccolta della Newton Compton contiene alcuni dei racconti scritti da Bulgakov negli anni ’20, con l’aggiunta di un romanzo incompleto a cui ha lavorato negli anni ’30. In tutti emerge la vena ironica, satirica e graffiante dello scrittore che viene indirizzata verso la società sovietica in ogni suo aspetto, dalla radicale trasformazione che la rivoluzione ha cercato di imporre alle persone passando per il caotico labirinto della burocrazia, degli appartamenti comuni e anche per l’intelligencija letteraria e il mondo del teatro (di quest’ultimo argomento si parla nell’incompiuto Romanzo teatrale, che prende di mira anche Stanislavskij e il suo famoso metodo). Gli stili e i toni, invece, sono vari: si passa dai toni di science fiction Uova fatali a quelli più nervosi e quasi surreali di Diavoleide e Il numero civico tredici, ma anche a toni più pacati come quelli de I racconti di un giovane medico.
Su tutti spiccano, ça va sans dire, i due racconti più celebri, ovvero Cuore di cane e Uova fatali, che ho letteralmente divorato, ma una menzione particolare la riserverei anche a Le avventure di Čičikov, in cui la voce narrante “sogna” il celebre personaggio delle Anime Morte di Gogol’ che si dà ai suoi soliti inganni e magheggi nella Russia sovietica con l'aiuto involontario dalla non semplice burocrazia, e I racconti di un giovane medico, che si rifanno all'esperienza dello stesso Bulgakov come giovane dottore di provincia. Quest’ultimo, come fa intuire il titolo, è a sua volta una raccolta di raccontini sulle avventure e le memorie di un medico, fresco d’università, che viene mandato ad lavorare in campagna con alle spalle solo tanta teoria e poca pratica, che sarà costretto ad apprendere in fretta sul posto. Anche qui non manca quell'ironia a cui Bulgakov ha abituato il lettore e che rende ogni singolo raccontino piacevole da leggere, anche se si allontanano un po’ dalle tematiche che si trovano nelle altre opere della raccolta e dell'autore, ma averli in chiusura del volume è stata un’ottima scelta, soprattutto dopo l’intensità delle pagine precedenti.
[Le stelle sarebbero 3,5, ma stavolta ho arrotondato per difetto]