Estos relatos recogen lo esencial de su mirada vitriólica, pero también comprensiva, sobre la soledad neoyorquina de entre guerras. Retratos femeninos construidos con ironía cruel, unas veces teñidos de cierta ternura -dos estenógrafas que se pasan las tardes soñando que harían si tuvieran un millón de dólares-; otras, de una mordacidad implacable- la damisela que se muere de ganas por conocer a un cantante negro; o la vieja dama de alta sociedad empeñada en hacer algo por su país.
Librarian Note: There is more than one author by this name in the Goodreads data base.
Dorothy Parker was an American writer, poet and critic best known for her caustic wit, wisecracks, and sharp eye for 20th century urban foibles. From a conflicted and unhappy childhood, Parker rose to acclaim, both for her literary output in such venues as The New Yorker and as a founding member of the Algonquin Round Table. Following the breakup of the circle, Parker traveled to Hollywood to pursue screenwriting. Her successes there, including two Academy Award nominations, were curtailed as her involvement in left-wing politics led to a place on the Hollywood blacklist. Dismissive of her own talents, she deplored her reputation as a "wisecracker." Nevertheless, her literary output and reputation for her sharp wit have endured.
Non avendo mai letto la Parker mi aspettavo soda caustica, invece sono stata sorpresa da un libro di storie al femminile, scritte da una donna per le donne. Lievi, teatrali, ironici, a tratti amari ritratti di donne a cui è stato insegnato ad aver paura della tenerezza.
Monocorde Un'esigua raccolta di racconti, ritratti di donne e uomini (ma le voci parlanti sono femminili), della New York prima metà del Novecento. Avevo letto della graffiante ironia con cui la scrittrice ritraeva la società del tempo e mi ero quindi accostata alla lettura con un certo entusiasmo, ridimensionato precocemente, fino a sfociare in una certa delusione. Son rimasta delusa, perché lo stile e le situazioni, persino i caratteri, mi sono apparsi monocordi: tutto ruota intorno all'amore e alle sue false lusinghe, alle promesse non mantenute, al monotono vivere che prende il posto dei sogni. Non bastasse questa uniformità di temi, anche lo stile mi è sembrato ripetitivo, ricco di oddio! o simili, punti esclamativi in quantità, oserei dire lagne ai limiti dell'isteria. Non metto in dubbio che sia lo specchio della società newyorkese del periodo, ma, ecco, mi sono piuttosto annoiata.
Breve raccolta di racconti divertenti, ironici e arguti; non però all'altezza di quelli che ho letto nella raccolta "Eccoci qui" dello stesso editore, che conteneva anche racconti drammatici, di ben altro spessore. Comunque, è sempre un piacere.
Dorothy Parker con il cinismo, l’arguzia, l’ironia crudele e spietata che contraddistingue la sua scrittura, ritrae nei racconti contenuti in "Dal diario di una signora di New York", donne appartenenti all’alta società, sempre eleganti, impeccabili, educate e ornate di tutto punto ma che per colpa della sofferenza, della crudeltà, della malinconia e della fragilità che portano dentro, finiscono per mostrare il loro lato peggiore, comportandosi in modo sconsiderato magari bevendo troppo alcool o finendo nelle braccia di chiunque.
Non avevo letto mai niente di Dorothy Parker, pur avendo ovviamente molto sentito parlare di lei (e avendone letto anche nel libro dedicato alla storia del Barbizon Hotel che tanto mi aveva appassionato qualche mese fa). Non sono rimasta delusa e non faccio fatica a credere che queste storie abbiano scandalizzato i newyorkesi. Mantengono ancora un certa brillantezza, se si pensa agli anni in cui sono state scritte.
Dorothy Parker ha una scrittura elegante, sarcastica e scorrevole che regge alla prova del tempo. Con Dorothy si ride ma di un riso amarognolo, ritrovando negli stereotipi di una società patinata e ormai lontana, alcuni vizietti purtroppo ancora presenti nel mondo di oggi. Recensione completa su Patataridens: https://wp.me/p3rZE8-1TS Naviga
Non quello che mi aspettavo. Anzi. Diversi ritratti di donne (la donna borghese, la donna che lavora per mantenere la famiglia..). Forse alcuni li ho trovati un po soporiferi (valzer e la signora della lampada). I belli a mio modesto parere sono: sentimento, da new York a Detroit e alla luce del giorno.
Mi tío me dejó con toda su ilusión este libro en el que están “Una dama neoyorquina” y “La soledad de las parejas”. El pobre me había dicho que se trataba de cuentos y yo creí que cada uno de los libros era un pequeño cuento. Pues no, resulta que todo el rato te va contando breves historias que no tienen nada que ver con la siguiente y, a veces, también unas historias largas. ¿Están mal escritas? pues no y ,además, tienen su gancho, ¿me ha gustado? pues tampoco. Se me hace muy incómodo leer una historia y luego otra y que no tengan que ver. Supongo que aquí no es Dorothy, soy yo.
Le daría 2 estrellas y media, pero no se puede así que le doy 3.
La edición que me he leído es de Versal y me pareció preciosa, comprada en La Cuesta de Moyano. La traducción es muy buena, conserva el tono de Parker en inglés. Me encanta cómo Parker es capaz de meternos en la mente de sus protagonistas femeninas, dejando en evidencia la diferencia entre lo que se piensa, lo que se hace, lo que se dice. Es una delicia porque, aunque los ambientes descritos son muy distintos a los de ahora, te das cuenta de que las emociones, las dudas, los deseos, son los mismos, lo que imagino que hace que una obra perviva tan bien como esta.
Los cuentos cortos de Dorothy Parker me sorprenden por su mordacidad (reparte caña a todos, desde las clases de la alta sociedad de NY hasta las más humildes) y la sensación de ir adelantada a su tiempo en una época en la que la mujer seguía teniendo un papel muy sumiso. Recomendables