Ipocondriaca, ossessiva, maniaca del controllo e sfegatata di telenovelas del resto che cosa aspettarsi dopo un’infanzia trascorsa in un borgo hippy, senza tv, con una mamma fissata con la cristalloterapia, un padre non ben identificato e tanti amici che danzano in giro, spesso senza vestiti? È comprensibile che a trentacinque anni Agata Trambusti voglia avere il pieno controllo di ogni aspetto della sua vita e detesti qualsiasi fuoriprogramma. Inclusa la pioggia, e quella mattina si è messo a piovere sul serio, mentre in tailleur e chignon Agata varca il cancello di una villa sull’Appia per valutare alcuni quadri che il proprietario vuole mettere all’asta. Ma la pioggia non è niente rispetto a quello che la in meno di un minuto la sua tranquilla esistenza si trasforma in un rocambolesco film d’azione, a partire dall’uomo misterioso – terribilmente somigliante a Christian Bale! – che Agata mette ko con due abili mosse di krav maga prima di darsela a gambe. Ma che cosa sta cercando quell’uomo? E perché le sta improvvisamente alle calcagna? Tra una fuga nei vicoli più sordidi di Barcellona, le minacce di uno strozzino di quartiere e un losco traffico di falsi d’autore, Agata dovrà per una volta dar ragione al suo psicologo e lasciarsi risucchiare dal vortice impazzito degli eventi. E delle emozioni. Perché sarà proprio questa la partita più dura.
Io questo libro l'ho letto e mi sono anche imposta di finirlo. Volevo capire. Ho cercato di capire. Ho provato a capire per tutto il romanzo ma... non ce l'ho proprio fatta.
L'unica nota positiva, a livello di progettazione e di caratterizzazione del personaggio, è che l'autrice ha pensato a una protagonista ipocondriaca e ossessiva, ricolma di difetti e di conflitti personali. Quando a una protagonista del genere si accosta una madre sessantottina, esperta in cristalloterapia, con una casa frequentata spesso da uomini e donne nudi... il successo dovrebbe essere assicurato.
E invece no. Trovo che questo romanzo sia stato un enorme spreco di possibilità.
Premetto che è il secondo che leggo dell'autrice, e che magari questo mio giudizio rimarrà un caso isolato, ma io personalmente non amo chi scrive cercando a tutti i costi di strappare una risata, perché la forzatura si distingue a chilometri di distanza, e non ridiamo tutti per le stesse cose.
Quello che manca in questa storia non è una buona scrittura, perché quella c'è per carità. C'è uno stile e c'è un'ottima conoscenza della lingua. Ci sarebbe una protagonista promettente con una madre eccentrica.
Però la trama è un enorme vuoto cosmico, una rincorsa del nulla, dello zero più assoluto. Secondo me non c'erano le idee chiare o forse una serie di pressioni editoriali hanno spinto l'autrice a tirar fuori qualche idea, ma gli eventi che si susseguono sono rocamboleschi e assolutamente poco credibili, fino al punto di essere ridicoli.
Quando si spezza in questo modo il patto finzionale con il lettore, propinandogli qualcosa di assurdo in un contesto che di assurdo non ha nulla, la storia non decolla. Non è stato piacevole leggere questo romanzo, pensando continuamente "No, va beh, questa cosa è impossibile!", "Ma questo non è credibile!" "Davvero? A chi la vuol dare a bere?".
Ed eccoci all'enorme dilemma. Basta davvero pubblicare un romanzo con una grossa casa editrice per convincersi di aver scritto una grande storia? La risposta è no. Anche se c'è una buona scrittura, una buona idea e una base di partenza originale per la caratterizzazione dei personaggi, creare una fabula convincente e interessante non è un elemento secondario, ma una tappa obbligatoria che ogni scrittore che si rispetti, ormai al quarto romanzo, deve tenere sempre a mente.
Sconsiglio questo romanzo, e mi dispiace moltissimo, perché avevo trovato carino un suo precedente lavoro, "Quando meno te l'aspetti". Ecco, se proprio volete, partite da lì per conoscere l'autrice.
La prima cosa che mi ha colpito di questo libro è stata la copertina. Ora, guardatela bene... Non vi sembra curiosa? Ecco, a me è scattata la scintilla e anche il pallino di capire cosa ci entrasse questo donnino appeso alla staccionata con il romanzo che nasconde. Anche perchè molto spesso le copertine magari sono belle ma non hanno un nesso con il racconto. Dopo la lettura del romanzo si riguarda la copertina, si fissano queste due gambette e la posizione sconveniente e si pensa "Beh è proprio lei, è Agata!". Agata, 35 anni, un lavoro in una importante casa d'aste romana, ipocondriaca, in analisi ( e in conflitto perenne con il suo psicologo), maniaca del controllo. Abita in un appartamento più simile ad una sala operatoria che ad una casa, data pulizia e sobrietà. Si veste come una di Equitalia e non ha mai avuto un colpo di testa in tutta la sua vita. Tutto questo è una reazione all'infanzia passata in una comune hippy, insieme alla madre Rosa, senza televisione, senza padre, insieme ai tanti amici della madre che spesso erano senza vestiti. La sua è una vita perfetta, incasellata, ma solitaria e noiosa. In un giorno di pioggia (anche voi avete cantato Kiss me Licia?) torrenziale Agata si reca in una villa sulla via Appia per valutare dei quadri e da questo momento tutto nella sua vita verrà sconvolto e la nostra Agata, che non a caso di cognome fa Trambusti, si ritrova nel pieno di quello che è a metà tra un film di azione e una delle sue amate telenovelas sudamericane. Peccato che sia la vita vera!
Uh mamma come mi sono divertita con questo romanzo! Io non avevo ancora letto niente della Moscardelli (anche se a questo punto la mia wish list impone un ampliamento con qualche altro suo romanzo) e me ne sono pentita! L'autrice ha, infatti, uno stile fresco e spensierato, ma soprattutto pieno di ironia. Ha saputo creare una protagonista strana, diversa, in continua crisi; diciamolo, Agata è una fuori come un balcone! E' perennemente convita di essere in punto di morte, tanto da immaginare i suoi amici intorno al suo letto di dolore, ma soprattutto, e questo me l'ha resa ancora più simpatica, pensa una cosa e fa o dice l'esatto contrario, ritrovandosi così nei guai più assurdi, come in una stazione di polizia di Barcellona vestita come una spogliarellista o ad arrancare su una scala interminabile in un palazzo nel non raccomandabilissimo quartiere romano di Torpignattara. E Agata non è una abituata situazioni strane, no il suo massimo di caos giornaliero è spostare un penna sulla scrivania da sinistra a destra. Insomma, non è esattamente amante del rischio e del pericolo, e di tutti i germi che comportano. Invece Agata si ritrova nel pieno di un losco traffico di quadri di autori che vede protagonisti un greco scomparso, l'affascinante sosia di Cristian Bale e una banda malavitosa romana. La parte "thriller" della storia è molto interessante, ben congegnata, un po' caotica (ma quale giallo non lo è?) e curiosa. Ammetto che all'inizio ero un tantino perplessa, perchè si entra immediatamente nella storia e quindi bisogna un attimo capire cosa sta succedendo, ma vi assicuro che poi è divertimento puro, avventura e anche un po' di sentimento. Eh si, avanti, ci sta! Agata, che per anni si è negata l'amore perchè troppo complicato, troppo caotico, insomma una gran fregatura, ora che si trova a rivoluzionare la sua vita casca anche nelle grinfie di Cupido. E ce ne vuole per capire il cuor dei Agata! Come ce ne vuole a capire Fabrizio, il sosia di Bale per capirci, chiuso nel suo passato, incapace di andare avanti anche se il suo scopo è proprio capire che cosa è successo. E qui interverrebbe lo psicologo di Agata con una delle sue tante domande irritanti e uno dei suoi silenzi: perchè chiudersi nel passato? In conclusione, io ve lo consiglio al 100%! Mi sono divertita tantissimo con Agata e Fabrizio, con i loro battibecchi, il loro chiamarsi per cognome, e le loro avventure spericolate.
Ancora una volta una protagonista in pieno stile Bridget Jones all'italiana (la cover già dice tutto!) Non sono riuscita a capire se la storia gialla di sottofondo fosse troppo semplice o troppo complicata, distratta com'ero dalla follia di Agata Trambusti, dalla sua ipocondria e dalla sua dipendenza dalle telenovelas messicane e argentine, che mi hanno strappato più di una risata a scena aperta. Certo, che avere una madre come Rosa deve essere stato davvero traumatico. E la capisco, poveretta, se sogna tutte le notti Portnoy e Drogo!
4.5⭐️Mi è piaciuta tantissimo sia la trama ma soprattutto lo stile di scrittura, l'autrice è in grado di far ridere durante ogni passaggio del libro, persino quando la protagonista si sta disperando. Non è affatto facile trovare il modo di scrivere in maniera comica trasmettendo comunque la serietà di quello che sta accadendo ed i sentimenti dei personaggi, quindi chapeau. Perde mezza stella perché non è possibile che nel 2025 ci siano ancora i telefoni con la batteria che si stacca ed interrompe la telefonata😹
Letto per curiosità! Non gli avrei dato 1€, ma alla fine lettura carina e scorrevole. A volte avrei saltato delle pagine per far scorrere di più la lettura. Finale senza troppe novità, facile da intuire.
Un bel libro frizzante per qualche ora di spensieratezza e allegria. Ma l’autrice non è da sottovalutare: la scrittura è brillante anche se scorrevole. C’è un giallo da risolvere e già per questo mi piace. Ma quello che conquista veramente è lei, la protagonista Agata. Potrebbe sembrare esagerata ed eccessiva ma secondo me è proprio per questo che funziona benissimo. Fa sorridere dall’inizio alla fine. Ecco magari la sua evoluzione è stata troppo rapida per essere stata così radicale. E poi non ci si può non innamorare di Fabrizio...bello, intrigante e misterioso. Bellissimo!
1,25 ⭐ Personaggio insopportabile, pesante e pedante. La prima metà del libro si svolge attraverso avvenimenti apparentemente casuali buttati alla rinfusa, che altro non servono se non a farti odiare il personaggio all'inverosimile. Nella seconda metà del libro, se hai il coraggio di arrivarci, finalmente inizia a tirare le fila della narrazione arrivando ad un epilogo piuttosto banale e scontato (ce l'aspettavamo tutti, dai) ma che sottintende tutta una serie di "morali" tutto sommato interessanti. Per questo lo 0,25 in più.
Educativo, in qualche modo. Ma poteva esserlo comunque anche con meno stress e ansia.
Iniziato e finito prima di iniziare il turno di lavoro. Il che la dice lunga. Di per sé è un romanzetto leggero, scorrevole, con personaggi pazzoidi e protagonisti ancora più fuori di testa. Da leggere senza troppe pretese.
You can translate this review on: http://labibliotecadidrusie.blogspot.it/ Voto: 3/5 (6/10) Comincio subito col dire che il voto è frutto di una mediazione: da un lato non mi è piaciuto, dall'altro, oggettivamente non è orribile. Ho letto di peggio. Forse sono partita con il piede sbagliato, rimanendo perplessa (e un filo disturbata), quando mi sono trovata davanti la scritta 'Saigon'. Per carità, è un nome ancora usato, ma è da metà anni '70 che si chiama Ho Chi Minh e avrei preferito il nome corretto. A meno che l'autrice non si riferisse al fiume e non alla città, ma dal testo non si capisce.
Poco dopo altro momento di perplessità.
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Ma come 'già'??? capisco la vecchietta per la quale un tentato stupro potrebbe essere un'avventura pure divertente, ma tu? Che fai, concordi? Allora potevi lasciarti stuprare no? Parlandone durante la lettura, qualcuno mi ha fatto notare che almeno ha un minimo di trama. Vero. Purtroppo rimane sommersa dalle ... paranoie della protagonista. Troppe perché mi risultasse simpatica. Ho provato sinceramente a prendere il libro con leggerezza, come qualcosa di cui sorridere senza troppe pretese, ma non ha funzionato. Ho mal sopportato Agata fin dall'inizio e non ho potuto fare a meno di concordare con il romano sull'aereo: <> Più che sull'indagine (niente di che, onestamente, e in certi momenti mi sono anche un po' persa) la storia è incentrata sul cambiamento di Agata, ma non sono riuscita ad immedesimarmi e a 'sentirla' cambiare. Non l'ho percepita come una vittoria, più come qualcosa di ineluttabile a cui Agata non riesce ad opporsi. Alla fine del libro sembra sia convinta e felice, ma a me continuava a sembrare una rassegnazione più che una libera decisione. Tutti gli altri personaggi sono di contorno, alcuni decisamente eccessivi, escluso Fabrizio, che ho trovato comunque lacunoso. Vero che il punto di vista è quello di Agata, ma non sono riuscita a capire e vivere il dramma di questo ragazzo. E' qualcosa che nel libro viene detto, ma non sono riuscita a 'sentirlo'. Unica nota positiva: la scrittura, veloce e leggera permette di procedere nella lettura senza intoppi e di arrivare velocemente alla fine. Qualche refuso qua e là. Ammetto che mi dispiace non averne parlato benissimo, ma proprio non sono andata d'accordo con questo libro. Non mi sono piaciuti i personaggi, non ho sentito il loro cambiamento, l'indagine non mi ha presa e un po' troppo spesso ho storto il naso. Fossi un tipo da spiaggia, giusto sotto l'ombrellone mentre penso a quanto manca per fare il bagno, ma io sono per la montagna...
Dal libro degli appunti di Dru (oltre quelli citati nella recensione):
Il pedinatore ha un neo gigante. Giusto per passare inosservati. Orde di spie si rivolterebbero nella tomba.
Un monitor da 56 pollici. Non sogno altro nella vita...
La fuga dalla finestra... Ridicola? Insensata? Scema? Assurda? Mah...
Il bordello? Mah numero 2...
Prende un vecchio cellulare... e la scheda? Ne ha due? Ma funziona ancora? Non è scaduta?
Esiste una cosa di cui nessuno può fare a meno, terapeutica e essenziale: RIDERE! Mi sono resa conto che ogni tanto sono proprio come Agata, la protagonista di questo romanzo. Ovvero una persona che cerca di tenere sotto controllo ogni azione che compie. Lei però oltre a questo, è anche una persona che ha paura di lasciarsi andare con le emozioni, quindi di innamorarsi, semplicemente per non soffrire dopo. Tra uno Xanax e un’analisi del sangue, eh si perché è anche ipocondriaca, svolge come sempre il suo lavoro in una galleria d’arte. Viene da un’infanzia particolare, con la mamma che cerca di curarla con i cristalli e gli amici di lei che vivono la vita in piena libertà, andando in giro nudi e cantando tutti insieme. Il papà non lo ha conosciuto e rimarrà un suo cruccio, voler saperne di più su quest’uomo. Sarà appunto l’aver avuto un infanzia così piena di “libertà”, che nel suo quotidiano a Roma ora cerca di darsi paletti e costrizioni. La vita però è piena di sorprese, catapultando la nostra giovane protagonista in un mondo completamente imprevedibile, dopo aver conosciuto Fabrizio Calcaterra, sosia di Cristian Bale, da un passato misterioso. Si troverà a scappare, nascondersi, difendersi e preoccuparsi della sua stessa integrità per colpa di alcuni brutti ceffi che incontrerà nella villa dove si recherà un giorno per valutare alcuni quadri. Voi non potete immaginare quanto mi sia piaciuto questo romanzo dalle descrizioni eccezionali, dialoghi divertenti e situazioni al limite del paradosso. Mi ricorda molto uno di quei film d’azione, con scene comiche. Sensazionale. Sono rimasta incollata alla lettura, facendo il tifo per la mia nuova eroina Agata! Consigliatissimo
ormai ho capito che la scrittura di chiara moscardelli mi piace molto. il libro in sè non è nulla di trascendentale (ma non credo fosse poi l'obbiettivo dell'autrice) ma la sua scrittura scorrevole, pulita e piacevole mi cattura e non mi fa mollare la presa finchè non mi si chiudono gli occhi. il personaggio di agata mi è piaciuto molto, cosi come mi sono piaciute le sue paranoie e le sue malattie immaginarie, un pò meno mi è piaciuto il suo cambiamento nella seconda parte della storia. posto che sicuramente serviva uno sblocco emotivo e psicologico, ho trovato questo sdilinquimento amoroso un pò troppo eccessivo, per una che fino a due giorni prima aveva la fobia delle sue stesse unghie. l'ho letto come il passaggio da un eccesso all'altro e come un ritenersi tutta sbagliata. avrei preferito piuttosto un ammorbidimento ed una consapevolezza dei suoi eccessi ma anche delle sue caratteristiche peculiari (poi magari succede, ma noi non lo sappiamo perché l'autrice non ce lo dice). per il resto nulla da dire, va letta per quello che è: una commedia romantica, con tutti i topos del caso: la combriccola di amici, la madre strana, il tipo che si innamora della protagonista, dal nulla, a pagina 2 .
Scrittura scorrevole, anche se ci sono passaggi poco chiari, spesso ho avuto l'impressione che ci siano stati come dei salti temporali e illogici. Per il resto non credo ci sia stato qualcosa che mi sia piaciuto di questo libro. La protagonista è una "squilibrata" di 35 anni che in cinque minuti ha incontrato il tipo che gli ha fatto cambiare la vita, anni di terapia inutili. Il mistero che si cela dietro ai quadri, che poteva essere ben sviluppato è rimasto da cornice, svalutando quella che avrebbe potuto essere una trama interessante. La storia è stata sviluppata davvero male, anzi in certe parti non è stata sviluppata affatto.
Scoppiettante, fresco, ottimista e scorrevolissimo! Una piacevole sorpresa! Devo ammettere che sono influenzata dalla verve dell'autrice. Conosciuta personalmente, Chiara Moscardelli è davvero così: immediata, spontanea, fervente sostenitrice della teoria che dietro ad una staccionata o ad un muro, c'è sempre la possibilità di una svolta, buttarsi quindi sempre con coraggio e ottimismo. Devo dire che ho trascorso un pomeriggio divertente ed interessante come non ne trascorrevo da tempo e il libro mi ha riportato a quelle sensazioni.
Agata Trambusti. Una donna maniaca dell'ordine, ipocondriaca e amante delle telenovela, cresciuta con una mamma libertina e che non sa chi sia suo padre, con appuntamento fisso settimanale dallo psicologo vive una vita ordinaria, priva di ogni rischio e cambiamento. Si ritroverà invece coinvolta in una storia pazzesca, che le farà rivalutare la sua vita, prendere decisioni che fin a quel momento sarebbero state inconcepibili e si confronterà anche con un nuovo sentimento per lei off-limits: l'amore. Una storia divertente e travolgente che mi ha tenuto compagnia sotto l'ombrellone!
Lettura gradevole.. ..seppur piuttosto scontato (la vita della classica ipocondriaca-paranoica-maniaca del controllo-perennemente in cura dallo psicanalista viene sconvolta dall'arrivo del bello-e-dannato-ma –in-fondo-buono di turno..il tutto contestualizzato in un blando mistery) e a tratti davvero inverosimile..lo stile leggero e ironico rende la lettura piacevole!
Effettive 3 stelle e mezzo. Divertente e simpatico, una storia piacevole e scorrevole per passare qualche ora in tutta leggerezza e totale relax. I personaggi rimangono in parte solo tratteggiati e le storie non si completano totalmente lasciando ampio margine all’immaginazione. Un maggior approfondimento avrebbe sicuramente giovato a tutto l’insieme rendendo ancor più godibile il racconto.
A tratti simpatico. A tratti noioso. Cioè la storia della tipa che mai si è innamorata e poi arriva il bad guy che tanto bad poi non è è la conquista, è qualcosa di già sentito. Le interazioni di Agata con i suoi coinquilini strappano risate ma nonostante questo non sono riuscita ad apprezzare totalmente questo romanzo.
Storia carinissima, semplice, veloce, da leggere durante il periodo estivo se si vuole leggere qualcosa di leggero ma non solo! Adatto a chi voglia superare il blocco del lettore, ma non solo! Un giallo comico che mi ha fatto ridere, ma anche molto riflettere, visto che mi sono rivista molto nella protagonista per certi aspetti.
È inutile negarlo...adoro Chiara Moscardelli!!! Ogni volta che un suo libro finisce nelle mie mani è amore a prima vista!!! Già con la serie di Teresa Papavero mi aveva conquistata, ma anche questo romanzo mi ha tenuta incollata dalla prima pagina! Si tratta del suo quarto romanzo e la sua penna ironica mi ha regalato un'altra lettura tragicomica, come solo lei sa fare. Le donne protagoniste di Chiara sono sempre dei personaggi indimenticabili e anche Agata Trambusti non è da meno. Figlia della sessantottina Rosa ("non mamma, ma Rosa per salvaguardare l’individualità e non dare troppa importanza ai ruoli istituzionali"!!!) e di un non ben identificato padre che non sa nemmeno della sua esistenza, Agata cresce tra questa madre "particolare", esperta di cristalloterapia, un numero imprecisato di suoi amici, uomini e donne, che frequentavano in costume adamitico la sua casa e Bernardo, un pittore che viveva da anni con loro e rappresenta l'unico punto fermo della sua vita. A questi personaggi andiamo ad aggiungere gli amici del cuore, Grazia e la coppia Luca e Guglielmo, che non fanno che spronarla ad uscire dalla sua ipercondria cronica e godersi decisamente meglio la vita e il quadro che ne esce è praticamente perfetto...e per noi lettori un calderone di risate, divertimento, intrighi, quadri, pedinamenti, inseguimenti, padri scomparsi, maestri di musica mooooolto affascinanti, un tocco di mafia,...insomma chi più ne ha, non metta altro che non ce ne raccapezziamo più già così. Ovviamente la protagonista indiscussa è la nostra Agata, che lavora per una casa d'arte perennemente alla ricerca del quadro più prezioso e di valore e che in quest'avventura viene mandata a visionare delle tele a casa, anzi nel maniero, di un facoltoso uomo, Papadoupulos. Peccato che lui non sia in casa e Agata sia a dir poco mezza rapita da un affascinante sconosciuto, ...si risvegliare ore dopo in ospedale. Da quel momento la sua vita prenderà una direzione completamente diversa, affrontando e facendo cose che nemmeno si sarebbe mai immaginata di fare solo per...non proseguo oltre nella storia per non svelare nulla, ma vi assicuro che non è un romanzo da perdere. Piano piano vedremo emergere una donna che esce dal bozzolo in cui si era rinchiusa per sfuggire alle sofferenze e alle stranezze causatele in totale buona fede dalla madre. La vedremo finalmente riconoscere di quanto amore sia circondata e pagina dopo pagina non potremo che fare il tifo per lei. La scrittura di Chiara è sempre perfetta: leggera, ironica, incalzante,...il lettore giunge alla fine senza accorgersene e rimpiange di non poterne subito iniziare un altro. I personaggi sono ben costruiti e dettagliati, riuscendo a farci cogliere le sfumature dei loro caratteri e a provare empatia nei confronti di tutti...Rosa in primis che è decisamente una macchietta a cui non potremo sfuggire. Non mi resta che augurare a tutti...Buona lettura
I libri di Chiara Moscardelli riescono sempre a strapparmi tantissime risate, ma anche molte riflessioni! Questo libro mi è piaciuto molto, ma forse in certe parti mi ha un po’ annoiata. Resta il fatto che è una lettura veramente piacevolissima che consiglio a tutti quelli che voglio un libro “pausa” per alleggerì il morale.
È il secondo libro di Chiara Moscardelli che leggo. Confermo il mio parere iniziale: la scrittura della Moscardelli è fluida e pulita, i suoi personaggi sopra le righe sanno farti sorridere e immedesimarti anche nelle loro situazioni più assurde! Sono letture leggere e simpatiche!
Carino, carino. Un simpatico intreccio narrativo e tante risate. Niente di trascendentale ma autentica leggerezza per qualche ora piacevole. ...ah, l'Amour! 😊
Illeggibile! A mio avviso scritto male e con una storia banale. L’inizio sembrava promettente, ma a mano a mano che si va avanti peggiora! Peccato, sembrava un bel libro!