Morti terribili e misteriose, suicidi, canzoni maledette, famiglie insospettabili. La vicenda delle "Bestie di Satana" è iniziata nel 1998, in Lombardia, e ancora continua. Sette giovani sono finiti in carcere con accuse da ergastolo. Un pezzo di Italia sazia, apparentemente tranquilla, in realtà ossessionata dal proprio vuoto. Ma vi sono altre morti mai spiegate, altri riti che coinvolgono ambienti inimmaginabili. Solo il cinquanta per cento di questa vicenda è stato reso pubblico. Il resto ce lo rivelano i due autori che più di tutti hanno seguito da vicino l'inchiesta, e per questo hanno avuto accesso alle fonti più riservate. Il loro è un racconto rigorosamente e tragicamente autentico, in cui ogni parola è stata documentata.
Ero in biblioteca, guardavo distrattamente gli scaffali e l'occhio mi è caduto sulla targhetta di classsificazione "133.4. Demologia e stregoneria". Sul subito ho sorriso, immaginandomi la biblioteca di quartiere incassata tra un parchetto e l'ufficio anagrafe che offre in prestito il Necronomicon, poi ho notato il dorsetto di questo libro. Sempre scettica, temendo più che altro una cronaca simil-sceneggiata italiana ricca di lacrime e indignazione, mi sono messa a sfogliarlo. Poi a leggerlo. Poi a camminare di gran passo verso il bancone per registrare il prestito. Per carità, qualche passaggio lirico c'è e probabilmente è inevitabile, dato il tema. Ma la vicenda è ben narrata, ordinatamente, e di agevole lettura. Questo episodio di cronaca mi interessa particolarmente perchè riguarda in parte la zona in cui sono cresciuta e perchè i protagonisti sono più o meno miei coetanei: averne incrociato qualcuno in discoteca è plausibile. Tuttavia quando Le bestie di Satana comparvero sui giornali per me fu una storia nuova, una vera sorpresa. Rimane quindi una sensazione strana: mentre leggo riesco a vedere i luoghi citati con una più che discreta precisione, eppure non riesco a metterli come sfondo a una storia simile.
Torniamo al libro: la prefazione è saltabile, potete iniziare da pagina 30. Non male il capitolo sulla storia di Somma Lombardo, paesone insospettabile sito da sempre su una zona di passaggio. Poi comincia la cronaca vera e propria, che prende ritmo velocemente e ripercorre tutte le vicende: dagli omicidi-suicidi sicuramente imputabili al gruppo, a quelli in forse, fino ad allargarsi ad altre persone morte o scomparse che, forse, si vuol collegare alla setta più per dare ai parenti la serenità del risolvere dubbi dolorosi. I fatti essenziali sono ben raccontati anche nella pagina di Wikipedia relativa alla setta, ma il libro racconta meglio delle indagini e delle famiglie, dell'ambiente da cui provengono vittime e carnefici. E' stata una lettura interessante, informativa, obiettiva, che ha avuto anche il pregio di mostrare gli assassini per quello che sono, senza puntare il dito contro la musica o chissà quali altri cause esterne: Lettura interessante per chi si interessa di true crime.
Lettura interessante per chi vuole muovere i primi passi in questo oscuro fatto di cronaca, per conoscere i protagonisti e i vari eventi che si sono succeduti nel corso degli anni. Intrigante se vogliamo la parte dove altri crimini vengono accostati a quelli principali, facendo dei possibili collegamenti e mostrando come forse si poteva fare di piú per determinare se veramente c'é piú di quanto é stato scoperto e giudicato.
Sicuramente le parti migliori sono quelle dove vengono mostrate le dichiarazioni dei protagonisti, accusati e non, durante il procedimento penale, quindi documenti reali. Decisamente meno buone le parti dove gli autori raccontano e ricostruiscono alcuni eventi: si possono perdonare alcuni momenti fin troppo romanzati che risultano poco credibili, ma in piú di un passaggio nonostante il tentativo di essere imparziali, viene fuori la tipica modalitá (molto italiana) di giudicare in base a come ci veste e ai gusti musicali.
Inspiegabile l'introduzione del dottor Andreoli, solitamente persona saggia e colta e senza pregiudizi, che qui invece si lancia in un discorso intriso (oltre che di refusi) di una retorica e chiusura mentale a tratti raggelante.
Un libro indispensabile per chi vuole conoscere ed entrare nella testa, nei loro modi di pensare, in quegli anni, nell'atmosfera che fa da cornice a quello che son Stati tra gli assassini più violenti e premeditati dal dopoguerra italiano. Un libro necessariamente crudo ma inevitabilmente.