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Pierwsza miłość

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Journal intime d'un homme de 54 ans, professeur de latin dans une petite ville hongroise, en 1910. Il mène une vie monotone et routinière entre ses cours, ses repas et ses soirées au club. Lors d'une cure dans une station thermale de montagne, il trompe son ennui avec ce journal, qui devient le compte-rendu d'une crise imprévisible.

308 pages, Hardcover

First published January 1, 1928

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About the author

Sándor Márai

181 books1,243 followers
Sándor Márai (originally Sándor Károly Henrik Grosschmied de Mára) was a Hungarian writer and journalist.
He was born in the city of Kassa in Austria-Hungary (now Košice in Slovakia) to an old family of Saxon origin who had mixed with magyars through the centuries. Through his father he was a relative of the Ország-family. In his early years, Márai travelled to and lived in Frankfurt, Berlin, and Paris and briefly considered writing in German, but eventually chose his mother language, Hungarian, for his writings. He settled in Krisztinaváros, Budapest, in 1928. In the 1930s, he gained prominence with a precise and clear realist style. He was the first person to write reviews of the work of Kafka.
He wrote very enthusiastically about the Vienna Awards, in which Germany forced Czechoslovakia and Romania to give back part of the territories which Hungary lost in the Treaty of Trianon. Nevertheless, Márai was highly critical of the Nazis as such and was considered "profoundly antifascist," a dangerous position to take in wartime Hungary.
Marai authored forty-six books, mostly novels, and was considered by literary critics to be one of Hungary's most influential representatives of middle class literature between the two world wars. His 1942 book Embers (Hungarian title: A gyertyák csonkig égnek, meaning "The Candles Burn Down to the Stump") expresses a nostalgia for the bygone multi-ethnic, multicultural society of the Austro-Hungarian Empire, reminiscent of the works of Joseph Roth. In 2006 an adaptation of this novel for the stage, written by Christopher Hampton, was performed in London.
He also disliked the Communist regime that seized power after World War II, and left – or was driven away – in 1948. After living for some time in Italy, Márai settled in the city of San Diego, California, in the United States.
He continued to write in his native language, but was not published in English until the mid-1990s. Márai's Memoir of Hungary (1944-1948) provides an interesting glimpse of post World War II Hungary under Soviet occupation. Like other memoirs by Hungarian writers and statesmen, it was first published in the West, because it could not be published in the Hungary of the post-1956 Kádár era. The English version of the memoir was published posthumously in 1996. After his wife died, Márai retreated more and more into isolation. He committed suicide by a gunshot to his head in San Diego in 1989.
Largely forgotten outside of Hungary, his work (consisting of poems, novels, and diaries) has only been recently "rediscovered" and republished in French (starting in 1992), Polish, Catalan, Italian, English, German, Spanish, Portuguese, Czech, Danish, Icelandic, Korean, Dutch, and other languages too, and is now considered to be part of the European Twentieth Century literary canon.

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Community Reviews

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155 (47%)
3 stars
75 (23%)
2 stars
15 (4%)
1 star
4 (1%)
Displaying 1 - 30 of 36 reviews
Profile Image for Alessia | Talee Letterarie.
120 reviews236 followers
November 25, 2024
«[...] gli scaffali pieni di libri, molti dei quali non ho ancora letto... la strada silenziosa e gli ippocastani davanti alla finestra, ecco il mio mondo. È quello che ho ricevuto in sorte. Va bene così. Non chiedo altro. Sono solo, e va bene anche questo. C'è pace intorno a me, ci sarà pace dentro di me.»
Profile Image for Pierpaolo Lamacchia.
162 reviews
September 7, 2024
Di Sandor Marai avevo letto soltanto il famosissimo Le Braci che, come a tanti altri, mi era molto piaciuto. Ho affrontato quindi questo racconto con molte aspettative. Puntualmente non sono state deluse. Un ritratto perfetto e estremamente preciso della crisi di mezza età. L'autore analizza il pensiero e i sentimenti con una delicatezza e sensibilità uniche portando il lettore a soffrire le pene del protagonista. Scritto in forma di diario con uno stile chiaro e diretto che riesce a evocare luoghi, persone e situazioni in modo vivido e assolutamente empatico. Una volta in più mi rendo conto come nelle grandi storie la trama abbia poca importanza, ciò che tiene incollati alle pagine e lascia il segno è sempre la potenza dei personaggi. Da leggere.
Profile Image for Xenja.
697 reviews99 followers
August 11, 2024
“Deve sapere che questo è il mistero più grande. Il mistero di come un essere umano finisce per guastarsi. E rimanere solo. È come se parlasse nel vuoto: la sua voce non si sente. Gli altri non lo capiscono. Cammina sulla loro stessa strada... ma non arriva da nessuna parte. Gira in tondo, intorno a sé stesso. Ha il potere di disgregare tutto ciò che lo circonda. Un branco, un gregge non può tollerare un membro simile: è naturale che venga escluso. Ma non è questo l’essenziale. L’importante è: da dove trae origine la tara che affligge queste persone? Dove?”

In effetti, anche se la Psicologia da qualche anno ha definito l’intelligenza sociale, ossia la capacità istintiva di relazionarsi con gli altri, e sa immediatamente riconoscere gli individui che non ce l’hanno, credo che ancora non si sappia nulla sul perché alcuni ne sono privi, proprio come altri sono privi di capacità logiche, musicali o linguistiche. E soprattutto non si sa come rimediare; perché, se si può vivere benissimo senza suonare o far calcoli, la solitudine fa soffrire tutti.
Storia lenta e un po’ noiosa da principio, che disegna con magnifica finezza la vita di Gaspar, professore di latino cinquantenne, grigio, abitudinario, pedante, che non si è mai reso conto di quanto è solo, finché uno sconosciuto incontrato in vacanza (sono sue le parole che ho citato) lo mette di fronte a uno specchio. L’improvvisa consapevolezza mette in crisi Gaspar. Passo dopo passo, percorrerà un cammino doloroso, fino a sprofondare in un “primo amore” spaventosamente inopportuno, una studentessa adolescente, che sarà la sua rovina. Romanzo perfetto, ma angosciante.
Profile Image for Marcella Caiazzo.
10 reviews1 follower
May 25, 2025
Non avevo mai letto Márai.
Mi sono detta anziché iniziare da le Braci, uno dei suoi capolavori piu’ riusciti, ho acquistato questo.
E’ stato molto rassicurante leggere alcuni stati d’animo del Professore.
Lo consiglio soprattutto a chi ama leggere i diari segreti degli altri.
Profile Image for Valerio Iannitti.
79 reviews
December 7, 2024
"Non credo nel destino. Ciascuno di noi è l’unico artefice della propria vita. Se ricominciassi da capo, forse agirei in modo diverso. Ne sono assolutamente certo. Sono stato vigliacco, ho sempre scelto la via più comoda. Così non si va da nessuna parte. È ridicolo scriverlo adesso; ormai è tardi. Sono prigioniero della mia età, del mio aspetto fisico; per così dire, sono schiavo del mio stile di vita e delle circostanze. È pur vero che questa situazione, questa vacanza che ho deciso di prendermi, dovrebbe restituirmi un senso di fiducia.” 

Letto quest'opera prima di Marai dopo aver letto Le braci.

Sì conferma un raro indagatore dell'animo umano e delle sue turbe.

Il protagonista, un insegnante al 28esimo anno di attività, inizia il suo diario mentre è in vacanza.

Qui finisce senza volerlo per confidarsi con un tizio che sulle prime aveva ritenuto invadente.

Tornato a casa, ricomincia l'anno scolastico, continuando nella sua vita maniacalmente routinaria.

La svolta della sua vita inizia a manifestarsi quando capta la storia d'amore tra due suoi studenti, scoprendo quasi una sorta di morbosa gelosia verso il ragazzo che, peraltro, è il suo miglior studente.

"Devo meditare su questa cosa, anche se mi rendo conto che può essere pericoloso. Ma non posso farci nulla, è più forte di me. A differenza del giorno, di notte sono costretto a riflettere con sincerità. È un brutto vizio, al quale cedo da qualche tempo. Un vizio pericoloso. Una volta che si comincia a riflettere su sé stessi, a insistere si rischia di diventare matti. Non so se è davvero così pericoloso; non ha importanza, comunque, tanto è più forte di me. Per due o tre ore al giorno sento l’esigenza di riflettere con assoluta sincerità. Un’esigenza paragonabile a quella che altri hanno di sedersi a bere qualcosa.”
Profile Image for RobertoF.
205 reviews2 followers
August 5, 2024
3,5 ⭐ su 5

Pubblicato nel 1928, questo secondo libro di Márai mi ha piacevolmente sorpreso. In poche pagine l'autore riesce a entrare nel personaggio in modo incredibilmente realistico, dipingendo lui e la solitudine che lo accompagna in un crescendo di empatia (nostra nei confronti del protagonista) e tensione (che si sviluppa più avanti nel romanzo).
Anche se il contesto storico e culturale è diverso dal nostro è un romanzo che può essere attualissimo, un contrasto fra il mondo interiore del protagonista, descrittoci in forma di diario, e quello esterno, sempre filtrato però dagli occhi del protagonista, in un percorso di cambiamento che finirà per sorprendere il lettore.
Il finale aperto in questo caso è la ciliegina sulla torta, l'affermazione finale sull'imprevedibilità della vita e del cambiamento.
Profile Image for josee.
62 reviews60 followers
November 8, 2022
''Je n’étais plus parmi les autres, mais à côté d’eux. Eux non plus ne se précipitent plus vers moi : ils font tous un pas de côté. Et c’est ainsi, dans un demi-sommeil, que la plupart des figures de ma vie ont défilé à côté de moi. J’étais seul, quel que soit l’endroit où mon regard se tournait.''


nooooo i want to know more of the story.... why did it have to end like that ?? i want to know what happened next !!!!
Profile Image for Chiara Canu.
180 reviews8 followers
September 19, 2024
3,5 (Lettura apprezzatissima)

"Solitudine colpevole". È la definizione espressa da Timàr, che Gaspar conosce durante una breve vacanza estiva prima del fatidico rientro al lavoro come professore di latino in un liceo. Un incontro e un dialogo che fungono da apri porta all'interiorità di un uomo così ancorato all'ordinarietà, fra isolamento ricercato e bisogno di interazioni che non ritraggano banalità e convenzioni. Indispensabile affermare da subito che si ha che fare forse con il libro più complesso di Màrai, proprio per la complessità dell'uomo che propone in queste pagine. Stavolta abbiamo a che fare con una prima persona, un diario e una prosa meno articolata, più intima e diretta. Ci si impiega un po' ad abituarsi - se già si conosce l'autore - ma l'immersione risulta sempre trascinante e, altrettanto trascinante, risultano i pensieri impressi ed espressi.

Gaspar è solo; si domanda e soffre; i sensi non colgono un sapore, per le cose, per il cibo, per le persone - soprattutto le persone. È pervaso da un continuo sentimento di attesa per qualcosa che non sa. La morte? O forse l'amore? Perché nel trascorrere dei giorni risuonano le parole di Timàr, su quella totale importanza di amare qualcuno che a Gaspar risulta così lontana e stonata, troppo occupato dallo sguardo su di sé per poter vedere l'altro. Poi, la novità: una classe mista in cui dovrà tenere le sue lezioni, al di fuori del proprio ordinario. Da qui lo sganciamento: come possono due allievi, Madàr e Cserey, adolescenti alle prime armi con i sentimenti, a riaccendere quello che Gaspar non ha mai contemplato? In modo quasi inspiegabile - a tratti riprovevole - il professore si ritroverà a fare i conti con la presenza, metaforica, sempre più perenne di Cserey. A guardarla di più. A vederla di più. A pensarla di più. A ingelosirsi, perfino, di un legame così distante. A redimersi da quell'Io così solo con il semplice e innammissibile innamoramento. E Bèbi non sarà più un soprannome, ma quasi uno stato d'animo.

Con un finale che lascia di stucco, restiamo noi, con la maestria di Màrai di farci realizzare quanto la solitudine conduca a pensare e a commettere. Per potersi dire, forse, ancora vivi su questa terra.
Profile Image for Giuseppe Di Caro.
144 reviews4 followers
October 24, 2024
Il professore di Latino che insegna in un liceo di provincia attorno agli anni Venti del '900, protagonista del romanzo, è il tipico antieroe ripiegato su se stesso, solitario, anaffettivo, "un triste ronzino" come si autodefinisce. Finchè l'ordinaria e monotona vita di sempre conosce uno scarto: l'insorgere dell' amore per una allieva, una forza travolgente e sconosciuta che lo porta fino ai limiti della follia. Marai si cala con magistrale abilità nella psicologia del personaggio indagandone tutti gli stati d'animo con chirurgica precisione anche con azzeccate proiezioni metaforiche. Ci ritroviamo di fronte ad una storia apparentemente banale di una vita spesa nel cercare di stare sempre nel recinto autocostruito di un perbenismo ossessivo e delirante che non porta alla perfezione ma ad una totale infelicità.
Profile Image for Silvia.
163 reviews29 followers
February 22, 2025
Màrai, uno tra i pochi scrittori in grado di addentrarsi con chirurgica precisone tra gli anfratti più reconditi della psiche umana. Questo libro è la trascrizione del perturbante, messo su carta con una chiarezza e una semplicità tali da risultare disarmanti.
Profile Image for lentasa.
122 reviews2 followers
May 12, 2024
Piękna, kameralna powieść.
Mężczyzna, który w całym swoim życiu nie doznał ludzkiej bliskości.
Profile Image for Frabe.
1,201 reviews57 followers
August 14, 2024
Primo romanzo di Marai: il diario di un uomo psicotico... soprattutto solo.
Profile Image for Andrea Giovanni Rossi.
162 reviews4 followers
May 30, 2025
Un amore negato che consuma, porta un vecchio professore a nutrire un odio geloso e feroce verso un ragazzo, simbolo vivente di tutto ciò che gli è precluso
Profile Image for Nicola Scalvini.
8 reviews
April 21, 2025
Lettura tanto scorrevole quanto profonda, questo romanzo è riuscito dove molti avevano fallito: risvegliarmi dal torpore di una lettura che era divenuta, per me, un esercizio svuotato. È un diario, quello di Gaspar, professore di latino, che si muove nei confini stretti di un’esistenza monocroma. Definirlo “ordinario” è riduttivo: stesso lavoro, stessi abiti, stesso cibo. Nessuna vibrazione emotiva, neppure nei momenti di socialità: la sua voce diaristica è anestetizzata, priva di gioia.

Il romanzo si apre con un’immagine emblematica: una vacanza in un centro termale sul punto di chiudere, decrepito, immerso in una malinconia tangibile. Gaspar è lì per una crisi nervosa apparentemente inspiegabile, esplosa davanti a un innocuo poster pubblicitario del Brasile. Una scena fulminante. È qui che incontra Timar: giovane goffo, sgraziato, un “fallito” sociale che diventa il primo specchio vero dell’anima del protagonista.

L’incontro tra i due si costruisce per accostamenti e risonanze sotterranee. Timar è lo scarto umano, la vergogna incarnata. Ma è anche specchio, è richiamo. Entrambi esclusi, entrambi soli. La loro amicizia nasce sulla condivisione di un’assenza: quella dell’amore. E proprio in questa comunanza di sconfitta, Gaspar inizia a sentire qualcosa che assomiglia a un’apertura, a una prima crepa nella corazza della sua metodica apatia.

Tornato al suo paese e al suo liceo, Gaspar incontra un nuovo ostacolo: una classe mista. Una novità, per lui. Tra gli studenti, spicca Madar, il suo preferito, un ragazzo brillante e povero — in cui Gaspar si rispecchia, ma che finisce per odiare. Madar si innamora di una compagna, Bebi: un nomignolo infantile, dolcissimo, che si insinua come un tarlo nella mente del professore. Quel nome lo ossessiona. Ed è allora che si svela il cortocircuito: Gaspar non disprezza Madar, lo invidia. È infatuato, forse innamorato, di Bebi.

A partire da questo nodo, il libro cresce in intensità psicologica. Il professore, che non ha mai amato, inizia a provare un sentimento nuovo, che lo salva ma al tempo stesso lo devasta. Il senso di colpa lo accompagna come un’ombra: ha violato un confine invisibile, ma profondissimo. Perché amare, dopo una vita anestetizzata, è un atto insostenibile.

Il romanzo affonda con precisione nella psiche di un uomo “ai margini”, scavando nei temi dell’inadeguatezza, del desiderio e della solitudine — una solitudine tutta contemporanea, postmoderna, che non è isolamento ma rimozione. Alla fine, resta la sensazione che ogni uomo — anche il più pacato, anche il più metodico — porti con sé un piccolo inferno di dolori irrisolti. E che l’amore, o il suo simulacro, possa essere tanto la salvezza quanto la condanna.
Profile Image for Sofia.
172 reviews13 followers
October 1, 2025
Fin dalle prime pagine otteniamo un quadro piuttosto chiaro sul tipo di uomo con cui abbiamo a che fare: un signore di mezza età solo, asociale, distaccato dal mondo ma attaccato maniacalmente alla sua routine, scandita dalla monotonia delle sue azioni (definibili come piccoli rituali). Ha una vita talmente noiosa e ripetitiva da farci percepire la lentezza delle sue giornate tramite le pagine del suo diario. Ma il giorno in cui realizza di essere “… prigioniero della mia età, del mio aspetto fisico, sono schiavo del mio stile di gite e delle circostanze”, finalmente qualcosa in lui cambia. E allora sì che il ritmo aumenta e tutto scorre più velocemente, reagisce a questa crisi di mezza età e finalmente tira fuori le palle. Ho divorato le ultime cento pagine in metà pomeriggio. Peccato per il finale perché mi ha lasciato un po’ l’amaro in bocca nonostante la grande tensione, se avesse aggiunto altre dieci pagine raccontaci l’evolversi della vicenda sarei stata più contenta. L’ho trovato inconclusivo.
Ad ogni modo mi è piaciuto tantissimo, amo leggere queste storie sotto forma di diari segreti degli altri.
Profile Image for Beatrice Zanette.
5 reviews21 followers
January 20, 2026
Domani mattina devo andare da lei. Devo parlarle. Chiederle cosa farà questa estate. Che cosa le piace leggere. Quali sono le sue abitudini. Non ci si può torturare così, questo è chiaro. Non voglio niente, soltanto parlare tranquillamente con lei. Adesso sono solo, mi appare il suo viso, e mi copro gli occhi con le mani per non vederlo, perché sono in preda al terrore. Ma non serve a niente, il suo viso è ormai dentro di me, vedo i suoi occhi. Devo parlare con lei.
Profile Image for Lady Stardust.
3 reviews
September 12, 2024
una piacevole scoperta. non conoscendo l’autore, ho temuto di abbandonarlo dopo poche pagine, ma mi ha tenuta incollata alla storia fino alla fine.
il racconto di un uomo solo, ormai vecchio, che sembra aver vissuto la sua vita in piena ombra, senza mai uscire alla luce del sole.
quando lo fa, per altre esigenze, sará per lui la fine.
Profile Image for Artemisia.
38 reviews
November 11, 2024
L'ho iniziato ma non sono riuscita a finirlo e fortunatamente non sono una di quelle persone che anche se non gradisce un libro continua a leggerlo, ho smesso di farlo mesi fa perché mi portava solamente ad avere un blocco del lettore per mesi. Se non vi piace un libro mettetelo giù e iniziatene un altro.
Profile Image for Rachele Silvestrelli.
19 reviews2 followers
April 20, 2025
È il primo libro che leggo dell’autore e ne sono rimasta piacevolmente colpita.
Devo ammettere che l’inizio è stato leggermente confusionario, ma quando la storia ha preso il via è diventato un piacere proseguire.
Trapelano sentimenti esistenzialisti, un po’ alla Sartre, speziati qua e là anche da echi della “Lolita” di Nabokov.
Apprezzamento speciale allo stile di scrittura dell’autore☺️
Profile Image for Francesco Granati.
243 reviews4 followers
December 8, 2024
Storia lenta e un po prolissa… ma il fondo della storia e’ socialmente e psicologicamente interessante. Cosa vuol dire scoprire l’amore, anzi una cotta adolescenziale, ma a quasi sessant’anni? Che effetto fa su un uomo semi depresso con una vita fine a se stessa?
Profile Image for Serginho S.
100 reviews1 follower
December 15, 2024
Secondo me molto meglio questo che il tanto celebrato “Le Braci”.
Un diario accurato, riesce a trasmettere benissimo la tetra atmosfera di intrappolamento di chi ha scelto di non vivere, di rimanere ai margini dell’esistenza e fare da spettatore a quella degli altri.
Profile Image for Isolde Feron.
137 reviews1 follower
July 20, 2020
Un régal pour tout amateur de tréfonds psychologiques à la Zweig. Lu en apnée d'une seule traite. Un excellent tableau de la Hongrie d'avant-guerre.
111 reviews1 follower
January 12, 2024
Le talent de Marai pour décrire le basculement progressif de la solitude vers la folie. Remarquable
Profile Image for heidola.
213 reviews10 followers
September 14, 2024
Il diario di un professore alla fine della sua vita professionale e allo stesso tempo all’inizio della sua vita sentimentale e spirituale.
Profile Image for Paola Barillari Panetta.
136 reviews1 follower
October 19, 2024
Una bella storia
Apparentemente tranquilla e serena e da metà in poi ritmo incalzante mi ha preso fin da subito.
Il finale però mi fa pensare ad un seguito.
223 reviews1 follower
November 11, 2024

Ho appena finito di leggerlo. Scrittura semplice. È la storia di un professore di latino poco più che cinquantenne, solitario e abitudinario....
Mi è piaciuto e lo consiglio.
Profile Image for Yupa.
786 reviews128 followers
August 2, 2024
Romanzo molto europeo, alieno agli effetti speciali, tutto concentrato sui percorsi mentali del protagonista, al cui interno ci si perde claustrofobicamente, del cui interno è egli stesso prigioniero.
Un protagonista che, come detto a un certo punto, non ha mai vissuto, che forse per questo si ritrova a seguire dappresso, ossessivamente, le vite altrui, in special modo quelle di due suoi studenti, maschio e femmina. Qui emerge in rilievo l'intreccio tra il còmpito di sorveglianza diffusa che la società concede a ogni adulto nei confronti dei più giovani e il rischio sempre presente, o forse intrinseco, che la sorveglianza sia invece un controllo repressivo spinto a negare l'individualità dei controllati, il loro Mondo interiore, la loro intimità, di cui qui ci vengono dati scorci fugaci, ricchi di vita, così lontani dalla vita fatta di morte del protagonista.
Il romanzo è di quasi un secolo fa, ma gira con discrezione intorno a temi come potere e desiderio e alla loro ambiguità inquieta, tutte cose che negli ultimi decennî sono invece esplose nella luce esplicita del dibattito pubblico.
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