Evan, promettente studente di veterinaria del secondo anno di università, ha 23 anni ed è un ragazzo riflessivo, pacato e gentile. Il suo carattere lo rende propenso ad aiutare gli altri senza pretendere mai nulla in cambio. E' il classico "bravo ragazzo" cresciuto in una famiglia amorevole che ha accettato senza problemi la sua omossesualità. All'apparenza la sua vita sembrerebbe perfetta, se non fosse per Trey.
Trey, annoiato studente di giurisprudenza al secondo anno di università, ha 23 anni ed un ragazzo sfacciato, arrogante e promiscuo. Il suo carattere lo rende affascinante agli occhi degli altri e colleziona conquiste innumerevoli senza promettere mai nulla in cambio. E' il classico "cattivo ragazzo" cresciuto in una famiglia ottusa e perbenista che non ha mai accettato la sua bisessualità. All'apparenza la sua vita sembrerebbe un casino, se non fosse per Evan.
Evan e Trey sono amici di infanzia. Sono i due poli opposti di una calamita, non hanno nessun sogno in comune. Sono come l'acqua e il fuoco. Evan sa benissimo quello che vuole dalla sua vita, lo sa da quando ha conosciuto Trey. E sa benissimo che il suo migliore amico non potrà mai dargli quello che desidera. Trey è uno spirito libero, non vuole legami, non vuole appartenere a nessuna etichetta, si diverte andando a letto con chiunque in attesa di trovare la donna giusta con cui avere una famiglia. Evan invece vuole essere quella famiglia che Trey cerca da sempre. Ma la calma e la dolcezza di Evan, così simile all'acqua, potranno mai catturare il fuoco che da sempre alberga dentro Trey?
Attenzione: alcune mie riflessioni potrebbero considerarsi spoiler.
Questa è una delle poche volte in cui sono in difficoltà nel recensire un libro. Raramente mi capita di trovare dei protagonisti che mi urtino così tanto certe corde interiori. Evan e Trey lo fanno entrambi, anche se per ragioni diverse. Tutta la prima parte, direi un terzo del libro, è un’angoscia strisciante. Una lunga serie di pensieri interiori in cui si dice tutto e il contrario di tutto. Evan è da sempre innamorato del suo migliore amico, Trey. Mi piange il cuore nel vederlo struggersi per lui, per quest’amore apparentemente a senso unico, in cui Evan diventa un amico-zerbino pronto a tutto pur di compiacere l’altro, che ne approfitta a piene mani, trascinandolo nella sua spirale di autodistruzione, in cui tutto è lecito, in cui i legami e gli affetti sono banditi. Mi dà da pensare il fatto che Evan sia innamorato da tempo immemore, ed è lui stesso che ammette di essere cambiato da anni, di mascherare ogni azione e reazione per non far scoprire ciò che prova, di dover portare una costante maschera e fingere di essere qualcun altro. Ma allora sei davvero un amico? E come fai ad essere cotto di uno stronz0 integrale che non dimostra neanche mezza qualità positiva, neppure se la cerchi col lanternino? Perché è così speciale? Trey si porta appresso un passato traumatico, un lutto che lo ha segnato e una famiglia che lo ha rifiutato, ma francamente non trovo un motivo valido per tutti i suoi comportamenti, fra cui quello di ‘farsi’ uomini e donne, se il suo orientamento è davvero un argomento insoluto. Il ‘tutti ma non lui’ è una carta già giocata in film e libri, ma qui l’ho trovata un po’ debole. Trey fa volontariamente del male a Evan, un male reiterato nel tempo, fino a che – dopo aver toccato il fondo – non riesce finalmente ad accettarsi e ad accettare ciò che prova per il suo amico. E d’improvviso spuntano qualità che prima non c’erano. Verso la fine, il libro si risolleva e ci dà l’agognata soddisfazione, anche se qui avrei preferito un confronto più approfondito fra loro. Salvo le scene d’amore, che sono davvero hot e molto dolci, soprattutto se paragonate agli incontri freddi e anonimi della prima parte. Mi dispiace per Jared. Ho amato questo personaggio e di solito non tifo mai per il terzo incomodo… ma qui è successo. Sono curiosa di vedere cosa gli succederà. Mi sono piaciuti tanto anche altri personaggi secondari, sia i genitori di Evan che i loro amici, Aaron e Kay. In conclusione, ci sono parti che salverei, altre no. Di sicuro, non mi ha lasciata indifferente.
Trey ed Evan, migliori amici da una vita, l’uno il punto di riferimento dell’altro. Trey ha un passato doloroso, che lo ha portato a costruire una corazza per difendere il suo cuore da altri dolori. L’unico che riesce a penetrare questo muro di arroganza è Evan, il classico bravo ragazzo, che da sempre sta vicino al suo migliore amico e sa comprenderlo e aiutarlo. Ma a giocare con il fuoco prima o poi ci si scotta e Evan, da anni, è perdutamente innamorato di Trey. Quest’ultimo è a conoscenza di questi sentimenti ma finge di non saperlo e, anche se tiene molto al suo migliore amico, più di quello che dimostra, non vuole rovinare la loro amicizia cedendo all’attrazione e non vuole ascoltare il suo cuore per paura di soffrire.
Quando un incidente cambia le carte in tavola e mette Trey davanti ai suoi sentimenti, i nostri due protagonisti saranno costretti a guardare in faccia la realtà e a dare ascolto ai loro cuori. Ma basterà? O la paura di Trey si metterà di nuovo tra loro rovinando tutto?
La storia di un uomo innamorato del suo migliore amico l’abbiamo già vista, è vero, ma non per questo non l’ho letta volentieri, anzi! Queste due scrittrici hanno saputo intrattenermi e regalarmi alcune emozioni: mi sono commossa e ho riso… e mi sono arrabbiata! Dubito che qualcuno non abbia avuto il desiderio di dare un pugno in testa a Trey, però, nonostante tutto, l’ho apprezzato. Che ci posso fare? Non vi dico che ho amato tutto di lui, anzi. In certi momenti l’ho odiato per tutto quello che ha fatto passare a Evan, però mi ha conquistata… i misteri del mio cuore matto! Evan ti affascina perché è dolce, tenero e un amico speciale, Trey è più testardo, più duro, un po’ svogliato e arrogante e più bisognoso di amore. Mi sono stupita io stessa del fatto di poter apprezzare un personaggio così, ehm…. Difficile?! ma così è stato e non ci posso fare niente.
Il pov cambia ogni capitolo, così conosciamo i pensieri e i ricordi dei nostri protagonisti in modo approfondito, cosa che apprezzo sempre molto. Ho amato anche gli altri personaggi, da Aaron a Kayleight, da Jared ai genitori di Evan, che danno quel pizzico in più alla storia, stando vicini ai nostri protagonisti.
Una buona rilettura, atta a togliere i refusi presenti, darà a questo romanzo una marcia in più! Non vedo l’ora di poter leggere il secondo libro e scoprire la storia di Jared che mi ha incuriosita! Non mi resta che consigliare questa storia.
Una buona prova, anche se non originale. L'autrice scrive bene, necessiterebbe solo di una mano esperta per affinare e limare, soprattutto rendere la lettura più scorrevole. La trama non è molto originale, i protagonisti anche risultano abbastanza stereotipati, ma nel complesso rimane comunque una buona prova da cui partire per fare di meglio. Con una scrittura e un'introspezione dei personaggi così, non si può non pretendere di più.
Dopo aver letto questo libro le autrici dovrebbero pagarmi lo psicologo, per tutte le emozioni contrastanti che mi hanno fatto provare a causa di Trey. Questo libro è un uragano di emozioni che ti sballottola da una parte all'altra. Evan e Trey sono due migliori amici che si conoscono da quando avevano tredici anni, ma a differenza di Trey, Evan è sempre stato innamorato del suo migliore amico, o meglio, è quello che ci vogliono far credere per tutta la metà del primo libro. Evan è una persona stupenda, ma troppo permissiva così tanto, che permette a Trey di trattarlo da zerbino e finisce per amarlo segretamente per anni. Dall'altra parte ce Trey un uomo distrutto dalla vita perchè ha perso i genitori e quindi non vuole legarsi a nessuno, andando a letto con tutti tranne che con il suo migliore amico perchè off-limits( anche se sa quello che Evan prova per lui). Questo però non lo giustifica dal trattare male tutti e soprattutto allontanare in malo modo l'unica persona che lo amava davvero, diceva che lo faceva per il bene di entrambi. In realtà è solo un gran egoista che pensava solo a proteggersi da se stesso. E magicamente inizierà a comprendere i suoi sentimenti solo quando perderà Evan e con una dichiarazione d'amore risolverà tutto. io se fossi stata in Evan non lo avrei mai perdonato, soprattutto perchè al suo fianco aveva Jered una persona stupenda( non vedo l'ora di leggere il suo libro). Di questo libro vorrei fare una statua a quei poveri amici di questi due protagonisti, che li hanno accettati e supportati sempre nonostante tutto: Aron e Kay, tutti dovremmo avere degli amici così
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L'idea che ho di questo libro è piuttosto articolata, cercherò di enuclearne i punti nel modo più lineare possibile. Storia: due ragazzi cresciuti insieme, uniti da un legame indissolubile, Evan e Trey. Un rapporto che va ben al di là dell'amicizia, quasi una fusione, che mentre per Evan si manifesta come amore dal primo momento; per Trey richiederà una lunga gestazione per venire alla luce, una gestazione sofferta, difficile, non accettata. Fra alti e bassi, i due ragazzi si allontanano, si riavvicinano, si uniscono e di nuovo si separano, fino all'ambito lieto fine. Molti hanno sottolineato la "convenzionalità" dei personaggi: bello e dannato uno, dolce e fedele l'altro - e in effetti Trey mi ha ricordato molto Brian Kinney di Queer As Folk, per intenderci: pieno di ombre, insicurezze, rifiuto per legami ed impegni, allergico al sentimento. Dall'altra parte Evan, dolce, paziente, sempre incline all'andargli incontro. Tuttavia, a mio parere, il modo in cui sono approfonditi li fa percepire vicini al lettore, e mitiga notevolmente la prevedibilità dei rispettivi caratteri. Sarà difficile non affezionarsi ai due ragazzi, quasi sicuramente impersonarsi in almeno uno di loro; dico almeno perchè io mi sono ritrovata a tratti in Evan, nel suo romanticismo, nella voglia di tenerezza, ma a tratti anche in Trey, nella sua autodistruttività, nel suo proibirsi l'amore, nella paura. I loro sentimenti sono talmente eviscerati agli occhi del lettore che, anche se non ci si immedesimasse, risulterebbe quasi impossibile biasimarli o non comprenderli; leggere i capitoli, che alternano i POV dei due protagonisti, trasporta direttamente nelle loro teste, fa essere loro, al punto sa trovare quasi "naturale" come reagiscano alle cose, come se non ci fossero alternative. E questo è ottimo, un gran lavoro di resa immedesimazione. Il contro è, a mio avviso, l'eccesso introspettivo. Mi spiego: l'intero libro si svolge praticamente nelle teste - e nei cuori - di E e T. Ci sono pochi veri avvenimenti, snodi principali essenziali, attorno ai quali tutti gli altri personaggi ruotano come satelliti. Ogni cosa che avviene viene vissuta, analizzata e sentita attraverso gli occhi dei due, che spesso ripropongono lo stesso fatto dal rispettivo POV. Questo può andar bene, ma alla lunga e con tanta massività potrebbe appesantire notevolmente la narrazione. Personalmente la prima metà del libro è scorsa bene, ma la seconda meno, e al termine ci si sente quasi "sbattuti" da una parte all'altra, con la sensazione di non essere riusciti a ritagliarsi una propria idea, visto che si assorbe costantemente il pensiero a volte di E, a volte di T. Non si ha il tempo di elaborarne una propria, perchè ogni cosa viene vista con il loro POV. E questo mi piace un po' meno. Altra nota che pervade il libro è un sottile senso di oppressione che non lascia praticamente mai, se non verso la fine, che scioglie la tensione avvertita già nelle prime pagine. L'intero libro sa di morsa in petto, di cose taciute, di pensieri, paure, sentimenti repressi; un costante malessere. Momenti di sorriso davvero pochi, isolati e incarnati in qualche battuta fra i personaggi. L'ultima parte, per fortuna, allenta questa sensazione.
Formalmente e stilisticamente ci sono un paio di cose: le frasi sono brevi, separate solo da punti, e conferiscono alla narrazione quel ritmo spezzato e nervoso perfettamente coerente con le sensazione di E e T. Non c'è praticamente nessun altro tipo di punteggiatura, e io che sono un'amante della varietà non ho potuto non notarlo. Peccato, perchè spesso e volentieri due punti o punti di sospensione avrebbero dato tutt'altra intonazione ad una frase. L'andare a capo, peraltro, un po' abusato: buona parte dei periodi potrebbe proseguire tranquillamente sullo stesso rigo, invece sono continuamente interrotti, anche quando la scena è la medesima e il protagonista o l'azione la stessa. Altra nota che mi ha creato qualche fastidio è la commistione costante di chi era in scena: troppo spesso i predicati si seguono e i nomi mancano, e - ma qui forse è stata una mia difficoltà - ho dovuto rileggere o andare avanti per capire chi avesse parlato o agito. Mi è capitato spesso. Solo trovando il nome dell'altra persona dopo capivo chi fosse quella precedente. Ammetto la presenza di alcuni refusi, ma chi non ne fa? A furia di leggere e rileggere le stesse cose i propri occhi ci si abituano e non li vedono più, quindi imputo la cosa a questo, come capita sicuramente anche a me e chiunque altro, anche perchè si tratta palesemente di sviste e sono trascurabili.
Bello, invece, il modo di descrivere sensazioni, sentimenti, percezioni dei protagonisti: vivido, intenso. Capace di far provare le stesse cose a chi legge, come se fossimo noi E o T, a seconda del POV. Ripeto, difficile non sentirsi loro. La rappresentazione emotiva è talmente accurata e dettagliata dal far calare perfettamente nei loro panni. A volte ho letto frasi incredibilmente poetiche, e tenere, che se avessi avuto il cartaceo avrei sottolineato come un'adolescente. Ma poi, il registro usato nelle scene di sesso... Il contrappeso. Qui, premetto, è ancora una mia preferenza: non amo la scurrilità, non mi piace leggere termini da bar in un libro, non importa che a far sesso siano due uomini - sarebbe limitato e ingenuo asserire che "sono maschi, parlano così". Non è vero, non è detto per niente. Lì l'immedesimazione crollava sotto lo zero, purtroppo... Peccato. Lo stile, così bello e intenso nel sentimento, scade un po' troppo nelle scene calde -ma sottolineo, è una mia considerazione. Molti lettori non ci fanno caso e non ne sono infastiditi, altri perfino apprezzano. Io invece sono una fissata della forma, per me conta quanto la sostanza, e che si tratti di alta letteratura o un racconto sul web considero la terminologia impiegata parte rilevante.
In definitiva il libro mi è piaciuto, soprattutto la prima parte l'ho praticamente divorata, dopodiché ho avuto un rallentamento - forse per la ridondanza dei pensieri e dei vissuti che i personaggi provavano, e per l'alternanza dei POV, un po' stancanti, alla lunga. Devo dire, comunque, che la capacità descrittiva degli stati d'animo è senz'altro una carta vincente del libro. Spero di trovare nel sequel gli stessi punti di forza, ma meglio dosati, e qualche miglioria in più nella forma.
Grazie di aver condiviso il vostro lavoro, ragazze!
Devo dire che mi è piaciuto... e non credevo, l'ho letto attirata più dalla bella copertina e dalla trama che parlava di due amici da sempre, queste storie di solito mi intrigano, proprio perché quando c'è l'amicizia fin da ragazzini come in questo caso è difficile esprimere i propri sentimenti per l'altro... e lo sviluppo finale inaspettato e totalmente diverso dall'inizio mi ha lasciata piacevolmente colpita. Non nascondo che non vedo l'ora di leggere il prossimo su Jared e magari scoprire anche la storia di Jade???? il cameriere onnipresente!!!
Lettura piacevole che ti induce a girare le pagine per sapere cosa succederà. Queste autrici sono state una piacevole scoperta, che penso di continuare a seguire in futuro. Nel libro i conflitti vengono risolti secondo me in maniera un po' troppo sbrigativa e semplicistica ma non dico di più per non fare spoiler. Se ho tifato per il rivale? Devo ammetterlo, a un certo punto sì, ma tutto sommato Trey ed Evan sono una coppia che continuo a ricordare in positivo, in mezzo a molte che sono rimaste piuttosto anonime nella memoria.
Buon inizio. Le Fiorescato mi hanno incuriosita molto con questo primo volume della serie. Non ho amato particolarmente Trey ed Evan, ma il perosnaggio di Jared mi ha intrigata non poco. Sicuramente leggerò i prossimi volumi, chissà se si vedrà un'evoluzione della loro relazione, che rimane in qualche modo sospesa. Essendo la scrittura niente male, spero in un miglioramento, sicuramente possibile alle due autrici.
L'ho divorato, iniziato ieri sera e finito oggi in tarda mattinata, mi ha letteralmente conquistato, ho adorato Evan e devo ammetterlo, per il 90% del libro ho odiato Trey ma tanto è, ma si è fatto perdonare, ho amato in particolar modo il finale ed una scena verso la fine del libro, le parole usate da Trey per Evan mi sono entrate nell'anima e nel cuore, meraviglioso!
E' il primo libro di questo genere che leggo, e devo dire che non mi è dispiaciuto! Ho trovato interessante l'evoluzione dei due personaggi, soprattutto di Trey con la sua difficoltà a parlare, legarsi e confidarsi.
Non mi è dispiaciuto lo stile dell'autore, ma purtroppo mi sono risultati antipatici entrambi i protagonisti. Lo terrò in considerazione per il futuro sperando in personaggi più piacevoli.
Bella storia d’amore. Peccato che il testo sia rovinato da refusi e verbi che non sempre hanno i tempi giusti. Lo si perdona perché è gratuito. Se volete potete scaricarlo qui https://www.amazon.it/Catch-Fire-F-n-...