La pedagogia generale, oggi, viene costantemente chiamata a essere lo "spazio" di una riflessione complessiva nell'ambito dei saperi educativi (a tutto campo, esplicitamente critica, coordinata al focus stesso del pedagogico: l'educare/formare/formarsi). Pertanto continua, pur tra polemiche, a svolgere un ruolo centrale in tali saperi educativi. Essa è, però, uno spazio sempre più interdisciplinare, scientifico e, al tempo stesso, filosofico, riflessivo e metariflessivo, e va allora interpretata e coltivata in stretto rapporto con un tipo di discorso critico, appunto filosofico e saggistico. Il volume la espone nel suo volto teorico e nel suo modello di discorso, declinandone anche il rapporto stretto e complesso e, ancora, critico con le varie "realtà dell'educazione"; l'articolazione interna in un fascio di "pedagogie di... o della..." che ne fissano le frontiere settoriali più evidenti e attuali; l'interrogazione critica sulla propria identità e funzione che - a partire dagli anni sessanta - ha reso assai più problematico, più complesso e più sottile il fare-pedagogia-generale.
È stato il secondo libro di Cambi che io abbia letto nel mio percorso delle letture pedagogiche! L'ho trovato molto più impegnativo rispetto alla "Storia di Pedagogia" senpre scritto da lui, però credo di averli letto nell'ordine giusto; per cui sono contento. Il libro è strutturato in quattro parti. Ogni parte ha dei capitoli in cui vengono discussi gli argomenti e poi sono forniti dei pezzetti scritti dagli altri scrittori e studiosi nel campo pedagogico. Infatti io questo lo trovo come un punto di forza perché tra questi pezzetti io ho trovato tanti autori, ed anche libri, nuovi che mi daranno la possibilità di continuare la mia lettura in questo percorso.
Ho dovuto leggerlo per un esame universitario. I concetti trattati li ho trovati molto interessanti perché permetto di riflettere su se stessi e su ciò che ci circonda. Tuttavia l’ho trovato un po’ lento e molto ripetitivo.