Pubblicato nel 1995, Le catene di Eymerich costituisce il terzo episodio della saga dell'inquisitore catalano ed è ambientato nel 1360 quando il frate, appena quarantenne ma già da tempo Inquisitore generale del Regno d'Aragona, viene inviato in missione in Valle d'Aosta. Qui, nel villaggio di Châtillon, sembra abbia trovato rifugio una comunità di catari sopravvissuti alle persecuzioni. Sulle tracce degli eretici, l'inflessibile Eymerich procede faticosamente nelle attorno a lui si moltiplicano inquietanti prodigi mentre creature mostruose e apparentemente immortali gli sbarrano il passo. Ancora una volta la lotta di Eymerich contro le forze demoniache che si svolgerà a cavallo tra diverse epoche storiche, dalla Germania nazista alla Romania appena liberatasi dalla tirannide di Ceausescu.
Valerio Evangelisti è stato uno dei più importanti scrittori italiani di genere fantasy e horror. Si è laureato in scienze politiche, indirizzo storico-politico, e ha intrapreso una carriera accademica interrotta verso il 1990, alternata all'attività di funzionario del Ministero delle finanze. Dopo avere numerosi saggi, si è dedicato interamente alla narrativa. Nel 1994 è uscito il suo primo romanzo, Nicolas Eymerich, inquisitore, che ha vinto il Premio Urania. Sono seguiti seguiti altri numerosi romanzi, tradotti in più di dieci lingue.
Evangelisti earned his degree in Political Science in 1976 with a historical-political thesis. He was born in Bologna. Until 1990 his career was mainly academic. He also worked for the Italian Ministero delle Finanze (Treasury Department). His first written works were historical essays, including five books and some forty articles. In 1993 his novel Nicolas Eymerich, inquisitore won the Urania Award, which was established by Urania, Italy’s main science fiction magazine, with the aim of discovering new talent in the field. Urania published other novels of the series in the following years: Le catene di Eymerich ("Eymerich’s Chains", 1995), Il corpo e il sangue di Eymerich ("Eymerich’s Body and Blood", 1996), Il mistero dell'inquisitore Eymerich ("Eymerich’s Mystery", 1996), Cherudek (1997), Picatrix, la scala per l'inferno ("Picatrix, the Stairway to Hell", 1998), Il castello di Eymerich ("Eymerich’s Castle", 2001), Mater terribilis (2002). Most of the last ones were however first published as hardcover. Nicolas Eymerich is a real historical character, member of the order of the Dominicans and inquisitor in the Spanish Inquisition. He was born in 1320 in Girona, Catalonia, and died in 1399. Evangelisti’s interpretation of his character is a cruel, ruthless, haughty, restless man, who acts mercilessly to protect the Catholic Church against perceived menaces of natural or supernatural origin. At the same time he shows an outstanding intelligence and a deep culture in his actions. In the novels of the series he investigates the mysterious phenomena of Medieval Europe, thus subtly influencing many of the historical events of that epoch; on many occasions the solution of the riddles comes up from stories which are narrated along with the main plot, normally set in the present and in the future. Evangelisti's atmospheres are normally dark, nightmarish, haunting. Another success of 1999, also translated in several languages, is the Magus trilogy, a romanticized biography of the famous Middle Ages prophecies writer Nostradamus. The three novels, Il presagio ("The Omen"), L’inganno ("The Deceit") and L'abisso ("The Abyss") sold 100,000 copies in Italy. Evangelisti's novels are greatly appreciated in France (where he won several literary awards), Spain, Germany and Portugal. He is currently the director of the Carmilla magazine. In the last years he has written some works which show his love for heavy metal music, namely the short stories collection Metallo urlante (referring to the French magazine Metal Hurlant) and the novels Black Flag and Antracite: they are set during the American Civil War and feature a new character, Pantera, a palero shaman. One of his latest novels, Noi saremo tutto ("We Shall Be All"), spans several decades of the last century, exploring the life of Eddie Florio, a gangster, against the background of the history of the trade unions and the workers' battles for civil rights. Mexico is the setting for his next two novels, Il collare di fuoco ("The Fire Collar"), which was published in November 2005 and Il collare spezzato ("The Broken Collar", October 2006). In 2007 La luce di Orione was released, the ninth title in the Eymerich series, followed in 2010 by Rex tremendae maiestatis. Tortuga, a novel about pirates of the Caribbean, was published in 2008.
Ho finito quest'oggi il secondo libro di Eymerich, Le catene di Eymerich. Segnalo subito però che c'è qualcosa che non va, o meglio, che mi lascia un po' perplessa, in questa serie di romanzi. L'ordine con cui sono stati pubblicati (e che si evince dal sito ufficiale) non corrisponde a quanto dice il risvolto di copertina, che chiama "secondo episodio" quello che in realtà è uscito per terzo, e viceversa, e "quarto episodio" il sesto. A confondere ancora di più le cose è il fatto che le storie raccontate nei vari libri sembrano non essere in ordine cronologico, si salta avanti e indietro nel tempo con una logica a me ignota, ma che evidentemente per Evangelisti avrà qualche significato.
Comunque. In questo secondo (considerando l'ordine di pubblicazione) episodio, siamo nel 1365, e Nicolas Eymerich si trova ad Avignone, presso il Palazzo dei Papi. Urbano V lo incarica di recarsi ad Aosta, per indagare su possibili sopravvivenze di gruppi eretici catari. Contemporaneamente, seguiamo gli sviluppi e le conseguenze di una serie di esperimenti genetici iniziati nella Germania nazista, proseguiti nei decenni nel Sudamerica dei gerarchi sfuggiti alla cattura e fino alla Romania di Nicolae Ceauşescu, che alimentano un immondo traffico di organi umani. Le due vicende sono collegate in modo imprevedibile.
Devo dire che il secondo romanzo non è all'altezza del primo: l'inizio, soprattutto, è eccessivamente frettoloso e affastellato di eventi, mentre in Nicolas Eymerich, inquisitore la tensione veniva costruita con sapienza ed era sempre viva: qui invece la scrittura per molte pagine è estremamente piatta. Verso la fine, quando tutte le trame iniziano a trovare spiegazione, l'interesse è maggiore, anche se il colpo di scena finale è un po' la replica di quanto già attuato da Eymerich in un passo della prima avventura. Eymerich, che avevamo conosciuto a 32 anni e fresco di nomina, adesso di anni ne ha 45 e sembra più sicuro di sé ma anche più tormentato, come se ne avesse passate parecchie: tutte cose che, suppongo, capirò meglio continuando a leggere.
Fonte di ispirazione per questo romanzo deve essere stata, per Evangelisti, la lettura dello stupendo saggio Storia di un paese: Montaillou di Emmanuel Le Roy-Ladurie, che consiglio.
"Le Catene di Eymerich" è un secondo capitolo che accentua la componente horror e weird già presente nel primo romanzo, spingendo la saga verso territori più cupi e disturbanti. La scrittura resta scorrevole e accessibile, ma il tono si fa più cupo e disturbante, con una maggiore insistenza sugli elementi perturbanti e sulle derive più oscure della vicenda.
Evangelisti affina l’equilibrio tra storia e fantastico, con ambientazioni medievali ancora più curate e un orrore più viscerale. Il weird cresce di intensità: le forze che Eymerich fronteggia sono più oscure e meno spiegabili, e l’atmosfera acquista una qualità allucinatoria che rimane addosso.
Scorrevole, originale, sempre più coraggioso nel mescolare i generi.
L'autore mescola con maestria storia, horror e fantascienza, lasciando il lettore in continua incertezza su come i diversi piani temporali e narrativi si collegheranno. È un capitolo riuscito della saga, ricco di mistero e pieno di riferimenti storici e politici, ma consiglio di leggerlo con attenzione per cogliere tutti i collegamenti.
Avevo deciso di provare a dare una seconda chance a questa saga, visto che avevo preso l'impegno di leggerla nel mio forum, ma questo volume è risultato ancora più patetico e sconclusionato del primo. Per non parlare della "qualità" della scrittura: una prosa sciatta e anonima in cui ogni tanto Evangelisti fa cadere elementi che saltano all'occhio, intendo per la loro bruttezza (come "alcunché" usato al positivo, uso raro e prezioso del tutto fuori luogo nella sciatteria) o per la loro assurdità, come per esempio "ora provava freddo" e, ultima solo perché non ho intenzione di star qui tutto il weekend, la definizione di cornea per il bianco dell'occhio. Ma dico, parli per pagine e pagine di enzimi e filamenti di DNA (ovviamente in modo assurdo, ma sembra che esista una produzione fantascientifica dove non servono minimi ancoraggi con la realtà, piuttosto con la favola) e poi chiami cornea il bianco dell'occhio? E per finire, Eymerich: un uomo che scopriamo essere uno psicopatico affetto da manie di pulizia assurde, che se vede un ragno viene colto da un momento di ribrezzo così forte da doversi fare un bagno purgante, che non sopporta a tal punto il tocco delle persone da avere una reazione scomposta OGNI VOLTA che qualcuno gli si avvicina anche per dirgli qualcosa all'orecchio (e comunque l'abbiamo capito, Evangelisti...non è che devi spendere una frase per sottilinearlo tutte le volte); anche a me non piace che gli estranei mi tocchino, ma non mi comporto come una bimbominkia ogni volta che succede, e che diamine! E dal primo libro si deduceva inoltre quanto odiasse malattie e imperfezionifisiche: un vero cristiano, eh. Ma vai a cagare, Nicolas. Inoltre è vanesio, gli piace avere lo stuolo di persone adoranti, ma con discrezione, la superbia è una cosa da sotto controllo. Non perderò mai più il mio tempo nel leggere roba simile.
per qualche motivo ai tempi in cui mi ero appassionato alla saga di eymerich avevo saltato questo secondo romanzo, in realtà utile per capire la saga fantascientifica che corre parallela alle vicende dell'inquisitore medioevale. chi cerca storie verosimili e una fantascienza in cui la scienza sia il più possibile fedele alla realtà può lasciar perdere o al massimo affascinarsi per la bravura con cui evangelisti ricrea l'epoca medioevale (e non solo: il capitolo sugli skinhead probabilmente avrà fatto sorridere molti appassionati di punk e oi! quando si saranno imbattuti in certi nomi o ambienti) , ma se ci si lascia andare il romanzo è godibile, scorrevole (si legge davvero in fretta) e capace di tenere il lettore sulla pagina grazie a rivelazioni e sorprese ben dosate capitolo dopo capitolo. poco da dire: evangelisti è un maestro della letteratura di genere, ne ha capito perfettamente i meccanismi e sa usarli con precisione, meglio di tantissimi suoi contemporanei e non solo italiani.
Seconda avventura per Eymerich con una trama avvolgente e complessa, che Evangelisti riesce a dispiegare con grande abilità e senza esagerare con le rivelazioni, epilogo a parte. La parte relativa alla scoperta scientifica appare talvolta ridondante, ma il fascino delle varie ambientazioni che si susseguono riesce ad offuscarne i difetti. Le pagine in cui è protagonista Eymerich sono una meraviglia per gli occhi.
Francamente una perdita di tempo. Se guardate la mia recensione del primo romanzo su Eymerich scoprirete che è una recensione entusiasta. Qui vengono riprodotti gli stessi archetipi narrativi, ma con molta più debolezza. I flashforward, chiamiamoli così, più che interrompere il ritmo interrompono il desiderio di proseguire la lettura. Sono convinto che la saga di Eymerich sarebbe potuta essere un bellissimo fantasy, ma viene rovinata da spiegazioni fantascientifiche. Il finale è pure frettoloso che quasi avrei preferito una deludente ellissi.
Però due stelle, anziché una, perché è inconfessabilmente eccitante sentire Eymerich inquisire: "Non crediate che abbiamo compassione di voi. I sacrilegi commessi contro la santa romana Chiesa vi precludono qualsiasi pietà. Siete incorsi in peccato di eresia e avete meritato il rogo, su ciò non si discute. Tuttavia questo tribunale, composto da buoni e da giusti, è disposto a mitigare la pena a quanti di voi siano stati tratti in inganno da falsi vescovi e falsi dottori, e siano pronti a dimostrarlo denunciando i corruttori e abiurando le false dottrine. In caso contrario, la vostra carne brucerà fino a che non sarà carbone, e urlerete finché la lingua essiccata non vi cadrà dalla bocca."
Il voto per questo romanzo è almeno di mezza stellina più alto. Pur avendo riconosciuto, anche se soltando al secondo volume della saga, una sorta di struttura di default che sembra essere presente in ogni romanzo con protagonista padre Eymerich, devo dire che qua la tipica "frammentazione" dell'unicum narrativo in tante sottotrame e/o salti di tempo, cambi di punto di vista e quant'altro, è stata elevata alla massima potenza, arrivando a tre o quattro narrazioni che si intrecciavano fra loro. L'inizio è lento, come ricordo di aver notato anche per il primo volume, ma una volta che la storia prende piede, diventa assolutamente piacevole e affascinante e si lascia leggere senza intoppi.
Questo mix di medioevo e contemporaneità distopica funziona davvero bene. Mi è davvero spiaciuto arrivare alla fine. Eymerich arriva in Valle d'Aosta alla ricerca di eretici, e li trova (non vado oltre causa spoiler). La giornalista francese arriva in Romania in cerca di uno scoop, e lo trova. Manca il lieto fine.
Terminato il secondo capitolo delle avventure dell'inquisitore Eymerich.
Il mio giudizio è sospeso a metà tra una sonora bocciatura ed un parere favorevole. Se nel primo capitolo il plot narrativo era risultato abbastanza piatto ma compensato dalla fine descrizione del personaggio, in questo secondo capitolo l'introspezione è sicuramente minore e si assiste nel primo centinaio di pagine ad un more-of-the-same della prima avventura. Tanto che mi stava venendo voglia di chiudere il libro e lasciarlo perdere, cosa che non mi sarei mai immaginato con questo autore.
Invece, soprattutto nelle ultime cento pagine, VE riesce a riannodare i fili della trama, regalandoci anche un paio di piacevoli colpi di scena. E soprattutto getta l'impianto per un qualcosa di seriale. Se il primo capitolo era difatti auto-conclusivo, questo secondo termina con un finale aperto anche se abbastanza flebile nell'interessare il lettore a proseguire con le vicende dell'inquisitore.
Per il resto, VE non si smentisce mai. Narra la storia su più piani temporali come al solito, mischia sapientemente personaggi esistiti realmente ad altri di fantasia, non risparmia le solite frecciatine anticlericali (e questa volta nemmeno alla tanto odiata borghesia, nel personaggio dello speziale) ed infarcisce il tutto di riferimenti scientifici alquanto desiderabili. Questa pecca è però tollerabile, in fondo si tratta di un romanzo di fantasia e non è il lato prettamente tecnico che interessa (non è certo Asimov che stiamo leggendo). Ciò che invece mi ha provocato un leggero retrogusto amaro è l'uso di uno dei cliché narrativi più abusati: i nazisti. Eh vabbè... sempre meglio dei vampiri.
Chiudo con una domanda che rimarrà sicuramente inevasa. Ma VE per caso leggeva Martyn Mystere, il fumetto della Bonelli? Perché lo stile di intavolare le storie ed i temi trattati ricalcano, talvolta sfiorando il parossismo, quelli dello sceneggiatore Alfredo Castelli, papà del suddetto personaggio.
Ero molto curiosa di leggere la seconda storia di Eymerich. Sostanzialmente l'intelaiatura è la stessa del primo romanzo, con variazioni sul tema. Di identico al primo c'è poi anche il meccanismo di Eymerich in una cella e di una figura femminile che arriva e snocciola tutta una sequenza di verità. Di interessante c'è il cominciare a profilarsi uno sviluppo interiore del protagonista, cosa che mi incuriosisce e che mi porterà a procedere con i libri successivi. Tra le scelte meno riuscite, per quanto mi riguarda, c'è quella di giocare esageratamente su nome e cognome, ottenendo lo sviluppo a sorpresa nella storia, ma prendendo un po' in giro chi legge, e non aggiungo altro per chi dovesse ancora scoprire la storia. Nascondere, dire non dire, vanno bene, a me però è parso un po' esagerata come trovata e non molto felice. Come nel precedente ho trovato davvero notevole la capacità dell'autore di inserire riflessioni politiche in maniera del tutto naturale e senza che quasi appaiano tali, così come mi piacciono i rudimenti storici. Di solito non amo i romanzi storici puri, qui invece, essendo di base non proprio storico, mi trovo più a mio agio. Infine riguardo le copertine, mi pare che quelle di Mondadori siano davvero poco riuscite, molto meglio quelle di Urania
Geniale. Il "ragazzo" ha le idee chiare su dove deve andare a parare la storia. Non mi apettavo un tale finale; pensavo che ogni libro fosse un pò un mondo a sè invece...
Mi nota es un 6/10. Las cadenas de Eymerich es una obra fascinante que combina elementos de la novela histórica con la ficción fantástica, centrándose en el intrigante personaje de Nicolau Eymerich, un inquisidor del siglo XIV. Valerio Evangelisti nos presenta un mundo en el que la fe, la política y el conocimiento chocan de maneras complejas, creando una narrativa rica y envolvente.
Uno de los aspectos más destacados de la novela es la construcción del personaje de Eymerich. Evangelisti logra retratarlo como una figura enigmática y multifacética, atrapada entre sus convicciones y la realidad del mundo que lo rodea. Su papel como inquisidor añade un trasfondo moral que invita a la reflexión sobre el poder, la religión y la justicia, temas que son igualmente relevantes en la actualidad. Con un estilo que combina descripciones vívidas con un ritmo ágil. La ambientación histórica está meticulosamente investigada, lo que permite a los lectores sumergirse en la época con facilidad. La mezcla de hechos históricos con elementos de fantasía y horror proporciona una experiencia de lectura única, que mantiene a los lectores intrigados y en vilo.
A pesar de sus muchas virtudes, el libro puede ser desafiante en algunos momentos, especialmente debido a su complejidad temática y a la profundidad de los debates filosóficos que se presentan. Algunos lectores pueden sentirse abrumados por la densidad del contenido, pero aquellos dispuestos a adentrarse en esta exploración serán recompensados con una historia rica y provocadora.
La narrativa se desarrolla en un entorno oscuro y opresivo, lo que refleja las luchas internas de Eymerich y su entorno. La tensión constante entre la fe y la razón se convierte en el hilo conductor de la trama, desafiando al lector a cuestionar sus propias creencias y su comprensión del mundo.
En conclusión, Las cadenas de Eymerich es una obra ambiciosa y bien elaborada que ofrece una rica mezcla de historia, filosofía y fantasía. Es un libro que invita a la reflexión y desafía las percepciones, lo que lo convierte en una lectura recomendada para aquellos que buscan algo más que una simple narrativa.
Niente male, ma nemmeno troppo entusiasmante. Il punto di forza, analogamente al primo volume della saga, risiede a mio giudizio nel world building e nell'alternanza tra i due piani temporali della storia (contro i tre del primo libro).
Purtroppo, ancora più che nel suo predecessore, il ricorso agli spiegoni è qui ancora più marcato. Interi passi significativi della trama vengono spiegati da un personaggio a un altro, e intendo letteralmente capitoli che esordiscono con "Lasci che le spieghi come sono avvenuti i fatti", oppure "Magister, ma come avete fatto a venire a capo di tale mistero? Spiegatemi, ve ne prego". Uno stile di narrazione molto "tell" e poco "show" che oggi suona un po' superato.
Non mancano gli interludi troppo didascalici inerenti la Chiesa Cattolica come unico grande potere politico capace di garantire l'ordine terreno in periodo medievale; quelli a condanna della classe borghese, all'epoca in fase di consolidamento, caratterizzata dagli aspetti peggiori della nobiltà, ma priva dei relativi pregi.
Un po' poco credibili alcuni escamotage per risolvere conflitti e situazioni precarie nelle quali il protagonista viene a trovarsi.
Di questo episodio ho gustato maggiormente la trama contemporanea, costituita da intermezzi alla trama medievale. Diversi protagonisti, nell'arco che va dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino a metà degli anni Ottanta, tessono un mosaico che gradualmente si rivela agli occhi del lettore. Al contrario, la trama medievale si presenta molto lineare e prevedibile, pur con l'itento di un thriller con un mistero da risolvere.
Consiglio senza dubbio il libro a chi è disposto a soprassedere sullo stile narrativo e gradirebbe approfondire l'universo narrativo di Eymerich, in particolare delle ripercussioni delle vicende dell'inquisitore nei secoli successivi.
Ottimo libro, molto più convincente del predecessore, con una trama ben ritmata ed interessante. Mentre il primo si perde in maniera eccessiva in una pseudoscienza che mi ha lasciato un po' perplesso, qui la teoria pseudoscientifica di base è molto più semplice e meno confusa, permettendo all'autore di concentrarsi in modo più significativo sulla storia.
Di questa ho apprezzato sia la trama principale, cioè la storia di Eymerich, che quella secondaria, cioè i filonazisti che conducono esperimenti. Entrambe (ma la prima soprattutto) denotano una grande cura e studio dello sfondo storico da parte dell'autore. Ogni tanto, la storia principale che si interrompe per fare posto a quella secondaria è un po' fastidiosa, ma tutto sommato anche i vari episodi dell'altra storia sono piuttosto interessanti, e quindi la sensazione di fastidio va presto da parte.
Ho anche apprezzato il fatto che alla fine la trama non si concluda con un "e vissero tutti felici e contenti", anzi, Eymerich se la cava a malapena dopo che tutti i suoi piani sono andati a monte, con la sua missione che tutto sommato è un fallimento e solo per poco non un disastro.
Guardando le recensioni scritte da altri lettori, ne trovo numerose poco convinte o perfino deluse. Questo mi sorprende, perché non solo questo libro mi è piaciuto molto, ma l'ho anche preferito al primo, quindi mi sarei aspettato di vedere risultati diversi. Credo però che in parte sia dovuto all'aspettativa di alcuni lettori di avere a che fare con una storia fantasy, e questo libro più che al fantasy si avvicina alla fantascienza. Difficilmente i due pubblici hanno gusti compatibili.
Secondo capitolo dell’inquisitore Eymerich. Wow, Evangelisti, mi hai stupito ancora. Quando penso che quest autore l’ho scoperto per caso prendendo un libro da portare in vacanza, solo perché mi attirava la copertina… mi chiedo come possa essermi sfuggito per così tanto tempo. Cosa mi sono persa!!! Ok, niente fusione con il mondo di Star Trek questa volta, ma comunque un libro appassionante.
Presente. Età contemporanea. Hoomer Loomis sta assistendo in un laboratorio ad un interrogatorio psichiatrico. Un monaco sotto apparente ipnosi racconta di essere nato nel 1318 a Valladolid. Com’è possibile? E chi è quell’uomo steso e legato ad un lettino al di la del vetro? Nel frattempo in Guatemala il sergente Da Costa sta per ritirare in una clinica molto particolare, un carico prezioso per Loomis. Fare affari con il dottor Mureles è sempre un piacere. Tutti si muovono sotto un’organizzazione chiamata RACHE. Compresi Dollmann e Trifa che sembrano essere legati al lavoro del dottor Mureles. In cosa consta questo lavoro? Traffico di organi umani. E traffico di esseri umani. Un traffico che costerà la vita alla bella Chantal Delmas, giornalista francese, in missione in Romania. Chi è Ian Remesul? Cosa si nasconde dietro questo nome che sembra aprire perfino le porte dell’inferno? Perché quello che Chantal ha visto è proprio questo, l’inferno. Un mare di acqua lattiginosa che rigenera i cadaveri, gli organi e qualsiasi cosa vi si immerga. Una diavoleria che rende immortali.
Passato. Albori della seconda guerra mondiale. 1937. Il biologo tedesco Jakob Graf sta per essere ricevuto nientepopodimeno che dal Fuhrer in persona. A destare la sua attenzione un libro del biologo sull’eugenetica. Roba da far rabbrividire. 1945. Graf è di nuovo da Hitler per aggiornarlo, oramai lavora per lui da 8 anni e i suoi progressi sull’eugenetica sono evidenti. Una sostanza in particolare, il colchico, sembra avere poteri miracolosi e raccapriccianti sulla riproduzione dei cromosomi. Lo scopo? Produrre esemplari umani geneticamente migliori. Esseri umani soprannaturalmente forti e senza cervello. Macchine da guerra agli ordini di qualcuno.
Trapassato. Medioevo. Saint Didier. Nicola Eymerich si sta recando da Papa Urbano V, ancora in esilio ad Avignone. È giunta voce che nella contea di Savoia, Chatillon, si sia insediata una comunità di catari. Secondo il Conte Verde, Amedeo IV di Savoia, sarebbero un piccolo gruppetto sfuggito al rogo di Montsegur. Sembrerebbe impossibile ma la presenza nel palazzo del notaio Berjavel non sembra dare scampo: la situazione allora è grave. La questione è oltremodo delicata per via di alcune forze politiche in campo, da una parte i Savoia, dall’altra Ebail de Challant. Senza contare l’ingombrante presenza del vescovo di Aosta, che con padre Eymerich condivide curiosamente il nome e il cognome. Eymerich parte, scortato, insieme al notaio, padre Jacinto, il boia e i suoi aiutanti. Abituato a lavorare da solo si allontana dal gruppo precedendoli di un paio di giorni, arrivando a Chatillon non senza aver notato creature strane nei boschi circostanti. Nicolas non trova vita facile, ma sufficiente appoggio; un inquisitore in tempi non sospetti che dice di voler scovare dei catari non è sicuramente la migliore delle presentazioni. Tuttavia viene ricevuto e ascoltato. Già dai primi giorni padre Eymerich si rende conto che qualcosa di strano effettivamente sussiste… pur non avendo ancora prove sufficienti per condannare qualcuno. Assolutamente inspiegabili sono poi le strane apparizioni di alcune creature non umane, accolte dallo scherno dei più e rigorosamente sotto la protezione di Semurel, il castellano ospite. Tali creature non sembrano avere un intelletto, tuttavia si muovono normalmente e sembrano avere straordinaria forza. Corpi vuoti, senza anima. Sono riuniti tutti nella foresta, dove viene loro portato del cibo quotidianamente, per volere di Semurel. Vivono nei pressi di una cisterna, dove anni addietro erano stati buttati i cadaveri di coloro che erano morti di malattie contagiose. Sicuramente diabolico, innaturale, ma nulla di cataro. Fino a quando padre Nicolas non comincia a sentire, quasi per caso, strane preghiere, leggermente modificate, in un modo che ricorda molto il rito cataro e, volendo approfondire, decide di seguire una funzione religiosa ed eventualmente di intervenire. Ma il sopralluogo si trasforma in un massacro incontrollato. Cosa è successo ai guerrieri della scorta? Presentano strani sintomi di euforia e totale mancanza di autocontrollo, in più sembrano avere una forza incredibile. I pochi sopravvissuti al massacro vengono condotti al castello per essere interrogati e inquisiti, anche con la tortura se necessario. Nicolas però non sa cosa lo aspetta, altre morti sconvolgono le mura del castello e la pressione politica si fa sempre più forte. Eymerich sa dove andare, grazie ad un medico conoscitore delle spezie, sa cosa ha causato la morte di così tante persone ed ora è convinto che la risposta si trovi nella foresta, vicino alla cisterna. Al suo arrivo però sono tutti morti. Meglio avrebbe fatto a fuggire poiché al suo ritorno a Chatillon viene inquisito egli stesso e condannato a morte. Padre Nicolas viene gettato nella cisterna.
Va be non posso raccontarvi tutto se no che gusto c’è? Devo dire che questo secondo capitolo delle avventure di padre Nicolas mi è piaciuto un po’ meno del primo… forse per il tema. Ho apprezzato i collegamenti storici tra nazismo e sudamerica e centroamerica, luoghi dove effettivamente hanno trovato rifugio moltissimi nazisti, i quali hanno continuato indisturbati i loro abominii. Uno su tutto il Dottor Mengele, l’angelo della morte. Non mi meraviglierei se, quanto raccontato in questo romanzo, si accostasse notevolmente alla realtà. Non è proprio leggero come il primo, affronta un argomento decisamente più pesante. Direi che è quasi angosciante. Una nota di colore, tuttavia, l’ho trovata nel personaggio di Dullis, per l’esattezza il premio Nobel Kary Mullis.
Valerio Evangelisti è uno degli autori italiani che preferisco. Riesce a coniugare critica sociale, approfondimento socio/politico/religioso ad ambientazioni sempre diverse, con elementi fantastici e weid e lo fa in modo magistrale. Credo sia anche uno degli autori del quale ho letto il maggior numero di romanzi. Amo molto le sue serie minori, quella del palero Pantera in primis, ma anche il ciclo dei pirati e quello americano. Oggi però sono tornato a concentrarmi sul suo filone principale, quello legato all’inquisitore Eymerich e lo faccio parlandovi del romanzo “Le catene di Eymerich”. Ammetto che questo sia il lavoro che meno mi è piaciuto di Evangelisti. Intendiamoci, non è un brutto romanzo, ma non mi pare abbia brillato per originalità e non è riuscito a coinvolgermi in modo particolare. Recensione completa: https://www.scrittorindipendenti.com/...
In questo secondo romanzo del ciclo la storia si svolge in Valle d'Aosta, dove Eymerich arriva per sconfiggere un'ondata di eretici catari. Qui si troverà ad affrontare strane creature mutanti che sembrano essere state create dal diavolo. Nel frattempo una storia parallela si dipana per tutto il XX secolo, e alla fine sarà direttamente collegata al racconto di Eymerich. Rispetto al primo libro la storia è più lineare e più focalizzata. Inoltre, la storia parallela è direttamente intrecciata con la storia ambientata nel XIV secolo, mentre nel primo libro i collegamenti erano un po' più labili. Molto più delineato anche il personaggio di Eymerich, che diventa sempre più un antieroe: sempre più cattivo, più spietato ma soprattutto molto più subdolo. Magari nei prossimi libri Evangelisti si perderà, ma al momento continuo a non capire perchè questo ciclo non ha avuto il successo che merita.
Secondo romanzo, forse, altra avventura in più piani temporali! Eymerich, l'inquisitore, viene mandato a Chatillon, in val d'Aosta a indagare su una probabile presenza di eretici. L'altro piano si svolge nel XX secolo, sia nel II dopoguerra, sia negli anni a venire fino al periodo della caduta di Ceasescu, in Romania. Mentre Eymerich si ritrova a indagare su uomini mezzo animali, letteralmente, e ad affrontare una crescente coscienza borghese tutta dedita al guadagno senza convinzioni morali, nel XX secolo si paventano terribili possibilità di rigenerazione di organi e di esseri viventi senza coscienza e in pratica senza cervello, ma con organi, come dire, plurimi. Le due storie corrono su binari paralleli per riunirsi alla fine del romanzo con una spiegazione sconvolgente ma entusiasmante. Veramente un bel libro.
Forse il migliore della collana 'L'Ombra di Eymerich', nonostante la complicatezza delle sottotrame ambientate nel XX° secolo, che alla fine assumono finalmente un senso, seppur in modo troppo riassuntivo. La conclusione in generale è interessante ma pecca di colpi di scena troppo forti e troppo numerosi per mantenere credibilità.
Le parti migliori rimangono probabilmente quelle degli interrogatori degli eretici, che raggiungono picchi di più alti di destreggiamenti tra la verità e la menzogna.
Eymerich rimane sempre un personaggio più abbozzato che delineato appieno, malgrado la sua centralità a tutte le vicende. Interessante come si muova sempre sul filo del rasoio, sfidando la sorte fino al punto di doversi arrampicare sugli specchi per salvaguardare lo svolgimento del suo compito, prima, e addirittura la sua vita, poi.
Le riflessioni sulla dimensione politica dell'epoca medioevale rimangono le più solide, e la tesi finale è che l'inquisizione è un braccio armato della chiesa che può permettersi la propria supremazia ed indipendenza solo finchè non pesta i piedi ad altri poteri forti: in ultimo, un ruolo tanto forte quanto circoscritto. Le società si limitano più a prendere quello che viene come religione, che a scegliere veramente una via spirituale, come si vede dalla borghesia emergente, povera di valori morali.
Due linee temporali. Da una parte abbiamo Eymerich nel 1360, mandato in Valle d'Aosta per indagare su una nuova sacca di eretici catari che vivono in mezzo a creature mostruose e uomini deformi. Dall'altra abbiamo una linea temporale più frammentata, con piccoli episodi che dalla Berlino del Terzo Reich ci portano in Romania, in Inghilterra, in Francia, facendoci seguire una multinazionale di nome RACHE che commercia in organi. Il legame fra le due vicende sarà ben presto chiaro, ma non sarò certo io a rivelarvelo! Il romanzo segue lo stile tipico del ciclo di Eymerich e il risultato è più che buono.
Secondo libro per il nostro amatissimo inquisitore ed è un lavoro che per certi versi supera il precedente, ma che per altri tende ad incasinarsi un po' troppo nel finale, nel tentativo di lasciare aperta una porta a romanzi futuri. Questo è l'unico difettuccio che posso fare su questo romanzo, capace di mescolare, genetica molecolare, l'eresia dei catari, nazisti, commercio di organi ed immortali, con tanto di corredo di mostri metà umani e metà animali, dove un intreccio del genere potrebbe risultare una trashata clamorosa ma non per il nostro Evangelisti, che riesce a tirare bene le file tra tutto questo popo di robba senza mai perdere la bussola.
Eymerich viene inviato ad Aosta per indagare su una sopravvissuta comunità catara. La storia ambientata nel '300 si intreccia con il tempo presente dove la storia reale si intreccia con la fiction. Evangelisti ha una grande abilità nel partire da fatti reali siano essi eventi storico o teorie scientifiche e deformarli, dilatarli, interpretarli tanto da far perdere al lettore il senso del reale. In questo episodio teorie genetiche ed eugenetiche si intrecciano tra passato e presente e ci troviamo sbalzati nel terzo reich, nella Romania post Ceaușescu ed il Guatemala. Evocativo ma sempre sopra le righe.
Uno dei volumi meglio riusciti della saga del Magister: attribuisco il merito alla presenza gradita del povero padre Corona, sempre sia lodata la sua pazienza! E, chiaro, al plot twist che, in poche righe, ribalta non solo la lettura dell'intero romanzo, ma che stravolge e spalanca l'intera saga agli abissi allucinanti di ispirazione Lovecraftiana che sarebbero venuti in seguito: per me la saga cosmica del Magister e del circo di personaggi che lo attorniano inizia qui.
Penso che sia stato il volume che mi é piaciuto di meno: solitamente trova un filo conduttore con la scienza (mischiandola ovviamente con il sci-fi) ma questa volta mi é sembrato davvero troppo inverosimile e troppo lento. La parte interessante arriva tutta alla fine, per il resto ammetto che é stata una lettura parecchio pesante. Questa volta non sono riuscita ad apprezzare Eymerich come avrei voluto, ho trovato la storia alquanto piatta e aveva del buon potenziale.
Anche più bello del primo. Soprattutto la parte ambientata nel XX secolo offre una maggiore profondità di trama, con alla base un’idea agghiacciante. Il modo in cui si collega al filone del passato, con l’inquisitore Eymerich come protagonista, lascia sulle spine per più di un momento ma la risoluzione è geniale. Una conferma.
4,5/5 Evangelisti è sempre una certezza, ma attenzione all'ordine di lettura della saga di Eymerich: questo sarebbe il secondo libro della saga pubblicato ma è l'ultimo in ordine cronologico della vita di Eymerich e ha tanti rimandi a situazioni che si trovano in volumi futuri. Io ho scelto l'ordine di pubblicazione, ma più spesso le persone preferiscono quello cronologico.
Prosegue la saga di Eymerich nella normale narrativa che ormai tanto caratterizza Evangelisti. La storia si snocciola con un ritmo coinvolgente, unendo sempre elementi del fantastico e del didattico assieme per creare uno specchio interessante di approfondimento sul passato e sul presente.
Rimango dell'idea che sia davvero un'ottima serie. Non ho trovato l'eccellenza tanto acclamata dai fan del compianto Evangelisti, ma comunque una lettura appagante. La parte centrale è piuttosto noiosa ma poi si riprende nell'ottimo finale. Eymerich personaggione da quintale.