Marcello Simoni abbandona le ambientazioni del Medio alle quali ci ha abituato con le trilogie che l’hanno reso famoso e ci trasporta nella Roma del XVII secolo, creando uno scenario storico in cui la città campeggia con i suoi rioni, le strade, le dimore storiche e le catapecchie, gli edifici visibili in superficie ma anche le vestigia sotterranee care alle consorterie e alle società segrete.
Il romanzo è ambientato nella Roma del secolo di Ferro ed è un giallo che crea suspance nel lettore anche se ha una trama che riporta un altro libro. Nonostante le modalità della morte siano molto diverse, l’avvenimento non manca comunque di ricordare moltissimo l’inizio del romanzo Il nome della rosa di Umberto Eco. Le similitudini si ritrovano sia per quanto riguarda l’ambiente, le credenze della gente, l'omicidio dei monaci, l'arrivo di un inquisitore esterno ai fatti e la tipologia della morte, sempre legati alla stampa e al binomio torchio-macchina del diavolo.
Ci troviamo di fronte ad un giallo colto.
Una finestra letteraria, come l’autore stesso ama definire i propri romanzi, che si apre sul secolo di ferro e getta lo sguardo sulla Roma papalina dell’anno 1625, combattuta tra le sfide della controriforma e l’attesa del XIII Giubileo indetto per l’anno successivo dal pontefice Papa Urbano VIII. Sono in primis le ambientazioni a rendere particolare e a svelarci il marchio impresso nella storia, quell’appunto dell’Inquisizione.
Da notare le descrizioni molto minuziose dei personaggi, in questo caso di Svampa, da cui traspare perfettamente tutto il suo orgoglio, il suo sentirsi superiore a tutti, provocando anche un senso di fastidio nel lettore, che anche se in questo caso in negativo, instaura comunque un rapporto empirico con il personaggio.
Pur non dando minimamente nessun indizio chiaro, Simoni riesce a incuriosire il lettore inserendo ogni tanto nella narrazione frasi e paragrafi pieni mistero, che alludono a fatti e cose non chiare, lasciando tutto sottinteso, come se si trattasse di argomenti conosciuti e già trattati, ma che invece saranno il nucleo intorno al quale la storia inizierà a girare, portando il lettore a uno stato di confusione, curiosità e aspettativa parecchio alta.
È un romanzo che denota, come in tutti i romanzi di Simoni, un accurato studio da parte dell’autore degli argomenti trattati. Una storia ben sviluppata che coinvolge e trasporta il lettore indietro nel tempo, e che anche se utilizza passi che ricordano altri romanzi, riesce in ogni caso a essere innovativo e interessante come sempre.
Adatto a chi ha voglia di leggere un libro non tanto impegnativo; un libro con un linguaggio e una scrittura semplice; un libro che nonostante il titolo e la copertina un po’ macabra, potrebbe essere letto da tutti.