Una coppia di giovani turisti americani in viaggio di nozze in Sicilia e il boss mafioso Masino Caligiuri, latitante e braccato dalla polizia, incrociano i loro destini in un graphic novel tenebroso e imprevedibile. L’ultimo tentativo del boss di chiudere i conti con il suo passato e ricordare a chi vuole tradirlo il patto scellerato che la mafia ha stretto con lo Stato. The Passenger, che presto diventerà un film diretto dallo stesso Carlo Carlei, è un fumetto dal ritmo serrato, capace di distinguersi dalle classiche narrazioni di mafia e in grado di rielaborare, grazie a colpi di scena mozzafiato, temi centrali come la giustizia e la vendetta.
Ambientata in una Palermo notturna, la storia intreccia le vite di un boss mafioso in fuga, Masino Caligiuri, e di una coppia americana in viaggio di nozze. Il boss prende in ostaggio la donna e costringe il marito a guidarlo in una notte di vendetta, tradimenti e resa dei conti. Il risultato è un viaggio all’inferno, dominato dalla violenza e dalla corruzione, dove il confine tra vittime e carnefici si fa sempre più sottile.
Leggere questa graphic novel mi ha colpito profondamente. Sono italiana, e il tema della mafia è qualcosa che sento sempre sulla pelle. Forse perché da italiani non possiamo davvero ignorarlo: fa parte della nostra storia, della nostra realtà, anche quando si cerca di voltarsi dall’altra parte. Con il 23 maggio che si avvicina — la data della strage di Capaci — la domanda si fa inevitabile: finirà mai? Ci sarà giustizia vera? O il potere oscuro continuerà a muoversi, invisibile, tra regioni e nazioni, stringendo patti inconfessabili?
La struttura della storia è solida, si percepisce subito la mano esperta di uno sceneggiatore. I colpi di scena arrivano al momento giusto, i dialoghi sono credibili, intensi. E le immagini… non lasciano spazio all’immaginazione. Tutto è mostrato, crudo, reale. La narrazione visiva ti immerge completamente, ti trascina in una notte che sembra non finire mai.
Consiglio questa graphic novel non solo a chi ama le storie forti e ben scritte, ma anche a chi vuole riflettere su quello che ancora oggi la mafia rappresenta. Perché ricordare non basta: bisogna anche raccontare. E The Passenger lo fa con forza e coraggio.
The Passenger è una storia di mafia, una storia di quella parte d'Italia che noi tutti speriamo che non esista, ma che invece c'è. Comincia con il viaggio di una giovane coppia americana in Sicilia, e poi diventa tutt'altro che una vacanza spensierata. La storia raccontata in questa graphic novel parla di un boss latitante della mafia, di tradimenti, di un senso di colpa che non esiste, di omertà e falsa onestà, di uccisioni.. di così tante uccisioni che se ne perde il conto. Di così tante uccisioni che i volti delle vittime sfumano, non si sanno i loro nomi, la loro storia, a volte non si sa nemmeno dove sono sepolti, se c'era effettivamente un corpo da seppellire. Ho seguito con foga le fila della narrazione, che ho trovato realistica, attuale e mai noiosa, senza eccessi nonostante l'argomento trattato non sia dei più rosei. Il finale mi ha colpita tantissimo, ha chiuso quel cerchio cominciato con la prima immagine in modo egregio e spezzacuore. A volte è stato duro leggere lo svolgimento dei fatti perchè, nonostante sia un'opera di fantasia, in realtà cose come quelle scritte e disegnate accadono, sono accadute e continuano ad accadere. Rovinano un paese che altrimenti sarebbe bellissimo da guardare e vivere, rovinano la fiducia nel genere umano. Una buona parte dell'intensità del racconto è data dai disegni, che sono così realistici che sembrano staccarsi dalla pagina stampata, ed è proprio questo -secondo me- l'elemento fondamentale per una buona graphic novel. Certo, ci sono contenuti espliciti, la violenza viene rappresentata con tratti forti e chiari, ma tutto questo aggiunge una marcia in più ad una storia che già di per sè non ha bisogno di essere sospinta. Ho avuto qualche difficoltà, invece, con il linguaggio. Il siciliano contestualizza sicuramente meglio la storia e la sua ambientazione, ma in alcuni punti ho avuto qualche problema a tradurre i termini dialettali e sono stata costretta ad andare ad intuito. Questo comunque mi ha disturbato davvero poco, perchè ritengo che storie del genere abbiano bisogno anche del loro contesto linguistico che, in questo caso, è il siciliano. In conclusione, The Passenger è, forse, più votata verso un pubblico maschile, ma questo non mi ha impedito di apprezzarla e farmela piacere, perchè è una di quelle storie che non sono facili da leggere ma che, prima o poi, vanno lette... per conoscere, per ricordare, e, chissà, per combattere.
Storia avvincente anche se non del mio genere sebbene sia di attualità. I disegni e le tavole ma non sono male, ma le fisionomie non mi sono piaciute tantissimo. Ma si vede che è una sceneggiatura per un film, quasi uno storyboard. Pecca: il dialetto siciliani che ha portato a una faticosa lettura specie nelle parti più salienti della trama.