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La Freccia d'Oro

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Uniti resistiamo. Divisi cadiamo.
Peter ha perso tutto. I suoi compagni, la libertà, perfino la speranza. Non gli resta che una cosa: la vendetta. I suoi demoni riaffiorano durante lo scontro risolutivo tra i Solar e Greyven. Dovrà affrontarli o esserne sopraffatto, ma è una battaglia che nessun uomo può vincere…
Non da solo.

568 pages, Paperback

Published January 30, 2017

12 people want to read

About the author

Davide Cencini

24 books26 followers
Davide Cencini, scrittore, colorista, docente, è diplomato in sceneggiatura e realizza narrativa e illustrazioni per testi scolastici.
Autore con una spiccata preferenza per fantasy e fantascienza, realizza le saghe di Darkwing (autoprodotta) e Dershing (Astro Edizioni/Plesio Editore).

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
4 reviews
November 11, 2016
RECENSIONE DARKWING 3 La Freccia d'oro

di Nicola M.

Giunto alla fine di questo terzo capitolo di questa meravigliosa saga che è IL MONDO DI DARKWING non posso fare altro che sottolineare l'ulteriore passo avanti fatto da Davide con questo suo ultimo volume.
Il libro fin da subito si presenta ricco di contenuti che vanno a riprendere le vicende su Corown li dove le abbiamo lasciate dopo il finale travolegente de "L'armata degli scheletri".
Si nota fin da subito la struttura della trama,piena di balzi temporali che incastrati alla perfezione riescono a darci subito un'idea di quello che è lo svolgersi delle gesta dei protagonisti da inizio alla fine.
E' una novità rispetto ai primi due libri e, a mio modo di vedere, è risultata molto efficace viste le numerose storyline presenti (L'ho trovata anche molto divertente)
L'attenzione ai dettagli e la minuziosa elaborazione di vicende che proseguono di paragrafo in paragrafo..di capitolo in capitolo mi hanno tenuto appiccicato alle pagine..
con dei picchi di adrenalina che a volte mi hanno fatto letteralmente fare salti dalla sedia!!

Darkwing come spesso Davide vuole ricordarci va al di la del Fantasy ordinario fatto solo di Draghi magia e belle donzelle
ma affronta tematiche delicate che purtroppo fanno parte della nostra vita reale ,riportandoci a riflettere profondamente a MOSTRI veri che non si possono scacciare con armi o sortilegi.
Lo sviluppo del rapporto Jasmine-Malcolm-Amanda mi ha shocckato e innervosito parecchio..
Sono capitoli illuminanti descritti magnificamente e vanno a completare il romanzo facendogli fare un ulteriore salto di qualità.

Come ben ci ha abituati negli anni passati Darkwing è anche nido di situazioni bizzarre,vicende comiche che ci coinvolgono insieme ai personaggi..
Non mancano citazioni a film e fumetti .. per noi cinefili e nerd incalliti sono quasi sicuramente un punto fondamentale per la buona riuscita di un fantasy moderno come questo..insomma,anche le risate sono assicurate!!!

Per quanto riguarda ALCUNI dei personaggi :

Peter,Lidia,Tom e Kai..il nostro Dream-Team è maturato tantissimo dal giorno della partenza da Candral,e per ognuno di loro vengono portati a galla eventi e ricordi che saranno cruciali per la storia e anche per i capitoli a venire.

Vonatar,il villan che ho seguito subito con amorevole interesse... la sua Storia si è ritagliata uno spazio davvero importante nel romanzo.

Drago Assopito..Il Maestro,il saggio,il Sensei per eccellenza ha una storia!!! Ha un passato che finalmente è stato portato alla nostra attenzione.
E' un personaggio nobile e affascinante e sentivo proprio il bisogno di saperne di piu.Sono stato pienamente accontentato.

I personaggi con questo capitolo sono considerevolmente aumentati..
Abbiamo conosciuto meglio i Solar e il Sole Oscuro,
la mente contorta della bella e crudele Sindel e il pericolosissimo Nashejrazam,
Mostri,creature,luoghi diverse.

In conclusione..L'attesa per questo terzo capitolo è stata tanta..le mie aspettative erano altissime..e per la terza volta mi ritrovo a chiudere un libro con un sorriso a 36 denti stampato in faccia soddisfatissimo.
Bravo Davide,i complimenti per questo tuo romanzo sono davvero meritati e non smetterò di farteli ogni volta che ne avrò l'occasione.
E' un libro che consiglio a tutti(anche a chi con i fantasy ha pochi precedenti)..
LA FRECCIA D'ORO è finita ma la saga continua... io sono strafelice.
Profile Image for Alessia Palumbo.
Author 10 books33 followers
May 15, 2017
E ora comincia una lunga attesa...
Ho letteralmente divorato (nel giro di 12 giorni), i primi tre libri di questa saga grandiosa. Ora che sono arrivata al termine dei libri pubblicati, provo un incredibile senso di vuoto. Tipico dell'autore, ormai lo si è capito, è il finale a cliffhanger, con mille punti di domanda che vengono rimandati al volume successivo. Al termine del primo e del secondo romanzo non me ne ero data troppo pensiero poichè potevo subito fiondarmi sul proseguo, ora invece avrò un bel po' da attendere, ma sono certa che il quarto volume meriterà ogni giorno in cui ci farà patire la sua assenza.

Arrivando alla recensione vera e propria, devo dire che Davide Cencini si tiene fedele alla struttura dei libri precedenti e dei suoi temi, implementandoli e trattandoli con maggiore maturità. Di conseguenza, non mi soffermerò su argomenti quali la religione, l'omosessualità, il world-building, della crescita dei personaggi, perchè ne ho già parlato ampiamente nella recensione del secondo libro e questi macro-argomenti, sebbene abbiano subito un notevole miglioramento e un maggiore approfondimento rispetto a "L'armata degli scheletri", non presentano elementi di grande novità tanto da essere nuovamente sviscerati.
Di conseguenza, mi concentrerei sulle caratteristiche intrinseche de "La freccia d'oro".

Elemento che mi ha piacevolmente sorpresa è stato sicuramente il nuovo modo di impostare la struttura narrativa. Se nei due precedenti libri lo schema narrativo seguiva una linea temporale abbastanza chiara, con solo qualche spostamento nell'asse spaziale fra un personaggio e l'altro (se non con qualche sparuta eccezione), adesso le interferenze, le connessioni e i rimandi si avviluppano in una rete di scambi.
La storia inizia con lo stesso gioco con cui è iniziato il primo volume; un misterioso individuo se ne sta in una locanda di malaffare, e in entrambi i casi possiamo sospettare che si tratti del protagonista. Quando i sospetti ci vengono confermati, cominciamo a chiederci come era potuto arrivare lì, e che cosa è successo allo stesso protagonista che alla fine del secondo volume avevamo visto in un altro luogo e in un altro contesto. Allora, fra un capitoletto e l'altro, si innestano dei capitoli flash-back che hanno il compito di riempire questo vuoto narrativo durato tre mesi. La divisione dei capitoli è davvero gestita magistralmente; in ogni frammento puoi carpire l'informazione che ti permette di comprendere il presente, ma comunque non avrai una visione d'insieme fino a quando non li avrai letti tutti (questa struttura va avanti fino circa al 60% del libro, poi si torna a una narrazione lineare).
La freccia d'oro sembra ambientata in un'unica grande "azione". Se i capitoli precedenti andavano avanti un po' per episodi, qui invece si percepisce di essere parte di un'immensa scena teatrale, messa tutta davanti agli occhi degli spettatori senza che si cali mai il sipario. Ho apprezzato molto questa struttura poichè permette di catturare maggiormente l'attenzione del lettore senza lasciargli troppi piacevoli episodi su cui tergiversare.

Sebbene molto presenti negli altri volumi, è in questo che Davide mostra maggiormente le sue doti come gestore di battaglie. Saranno tante, e vivide. Non mostreranno le grandi crociate campali a cui siamo abituati ad assistere nei romanzi high-fantasy, ma saranno guerre che mostreranno i lati peggiori e meno umani di ambedue le parti. Sarà una guerra fatta di morte, di epidemia, di sofferenza, di malattie, senza il paladino immune alle faccende mortali. I mostri sono vividi, e fantasiosi. Sembra che un po' di Lovecraft sia arrivato su Corown e abbia instillato qualche idea agli abitanti delle Terre Grigie, per permettere loro di plasmare aberrazioni davvero stupefacenti.

Il numero di personaggi secondari e comparse, già alto, aumenta a vista d'occhio, tanto che a volte se ne fatica a tenere il conto e ricordare a quali caratteristiche dovessi associare un nome in particolare. Spesse volte mi sono ritrovata a chiedermi il potere o la razza di un personaggio piuttosto che un altro. Una volta che invece introdotta una nuova persona certo viene presentata con dovizia di particolari, anche se qualche aggettivo in più, disposto per tutto il romanzo, non avrebbe guastato.

Riassumendo, "La freccia d'oro" è un romanzo maturo per lettori che sono maturati coi due volumi precedenti. Meno spazio all'umorismo (più sottile e meno invadente, e a detta mia, riuscitissimo), o alle eccessive, esplicite, citazioni. Peter non è più il nerd di New Hopes ma un guerriero, un Guardino, con un peso così grande sulle spalle che non si può più concedere troppe piacevoli facezie.
Anche lo stile, di cui ho parlato davvero poco in queste tre recensioni, lo ammetto, è notevolmente migliorato. Le descrizioni sono belle e puntuali, ma non invadenti, i dialoghi credibili e tutto il testo è notevolmente curato.
Un grande plauso a Davide per il mondo che è riuscito ad erigere. Noi rimarremo qui, piccoli guardiani delle sue storie, ad attendere il nostro destino.
3 reviews1 follower
June 8, 2017
Ancora una volta Davide ci sorprende con il terzo capitolo della sua saga personale, quella costruita pezzo su pezzo, un appunto, un disegno alla volta, come vuole la tradizione dei più grandi scrittori del genere.
Tuttavia non si tratta di un semplice "sequel", o meglio, sì, la storia continua e va avanti, ma intendo dire che la voglia di migliorarsi e di sperimentare nuove tecniche, di non esser mai banale, ha condotto il nostro autore a fare propria la lezione di alcuni scrittori di recente fama come G.R.R. Martin e Andrzej Sapkowski(questi sono quelli che mi vengono in mente ora, credo ce ne siano anche altri), nelle tecniche narrative, nel sapiente uso dei salti temporali e nella moltiplicazione dei punti di vista, punto forte, secondo me, del nuovo prodotto.
Non sarò tacciato di spoiler se invito a focalizzare l'attenzione sui nemici oltre che sugli "amici", perché penso troverete interessanti spunti ai quali guardare, senza correre il rischio di dire: "sì, io sto con lui, uccidiamo tutti gli infedeli!". Pur tuttavia, un'analisi attenta vi rivelerà(almeno in parte) le ragioni di un comportamento, le sicurezze e le insicurezze che si nascondono dietro ad un personaggio.
Discorso analogo per i protagonisti, che non rispecchiano certo i prototipi degli uomini incorruttibili, ma che spesso, grazie ad una tecnica meravigliosa grazie alla quale possiamo risalire alle origini di un personaggio dalla bocca di chi l'ha conosciuto "prima di noi", scopriamo nascondono qualcosa di sé che odiano o della quale hanno paura.

Con la speranza che qualcuno al posto mio possa soffermarsi su dettagli come le meravigliose battaglie(eh...sì, rispetto ai primi queste sono veramente maestose) o sui giochi spazio-temporali(magistralmente controllati, fortunatamente, quando si scherza con il tempo si rischia sempre di creare un minestrone. Sostanziale, qui, è il contributo dei titoli in ogni capitolo)o, infine, sul filone che si svolge sulla terra(il più faticoso, ma solo per la bravura dell'autore, lo capirete quando lo leggerete), mi voglio rivolgere ora a chi ha letto i primi due libri, quindi vorrei che chi sia capitato qui per sbaglio NON leggesse, a meno che non volesse subire SPOILER.
Se ci avete fatto caso dal momento in cui Peter si rende conto di ciò che effettivamente la spada può esercitare su di lui una lieve ma consapevole disperazione comincia ad infiltrarsi nella sua mente, subdola: se prima egli quasi spera in una soluzione dei solar, poi è decisamente convinto di essere destinato ad uccidere, che la sua natura sia definitivamente determinata dal suo legame con la spada.
Guardiamo al terzo libro: troverete all'inizio una citazione di John Donne, poeta metafisico del Seicento, di recente rivalutazione nella letteratura inglese. Dategli un occhiata, ma vi consiglio di tornarci finito il libro. Non mi permetto di citare l'opera nelle sue parti interne, ma vi invito a tenere realmente presente ciò che vi ho fatto notare sul protagonista mentre leggete: scoprirete, come ho fatto io, che mi ero abituato a vedere Peter in un certo modo, qualcosa di nuovo e inaspettato.

Un appunto finale per chi, come me, ama e odia(no, non è vero) le cose "complicate". La saga, man mano che ci avviciniamo al suo nucleo, si arricchisce di dettagli nuovi che, lungi dal chiarire e dare risposte ferme alle nostre iniziali questioni, ci riempiono di nuove domande. Grazie tante Davide, eh!

Un magnifico libro, in fin dei conti, il degno erede di questa storia così ricca, che già da tempo ci ha mirabilmente affascinato.
54 reviews
May 19, 2018
Siamo al terzo capitolo e la guerra imperversa su Corown. Bel libro, avvincente, confermo i commenti fatti sui precedenti volumi. Sono impaziente di per leggere i prossimi capitoli.
Profile Image for Ivan Rocca.
Author 9 books42 followers
July 30, 2024
La storia prosegue, vecchi nemici e amici si fanno da parte per lasciare spazio ad altri.
Chi ha già letto i romanzi di Darkwing, non ha bisogno di presentazioni: lo stile che ammicca al mondo nerd, i riferimenti e le citazioni, i personaggi che si intrecciano in innumerevoli vicende.
La stella mancante sta proprio qui. Tanti, forse troppi personaggi e nomi che fanno sospendere spesso la lettura per andare a pescare chi fosse questo o quello.
L'epicità è allo stato puro, la voglia di proseguire nella lettura della saga parecchia.
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