Interi mondi simbolici si aprono dentro lo spazio di una rappresentazione visiva. Banti ci mette davanti a quadri anche assai noti, come quelli di Manet, di Sargent, di Millais, di Velázquez, e ce li fa guardare per la prima volta, svelandoci, da storico, il modo in cui le élites sociali e culturali concepiscono i rapporti di genere, l'amore, la sessualità.
Watteau e Manet con due loro famosi quadri, L'insegna di Gersaint e Il balcone, ci mettono sotto gli occhi il mutamento fondamentale che ha luogo tra XVIII e XIX secolo nella cultura europea. Nel Settecento le nobildonne godono di molte libertà, sessuali, intellettuali e politiche. Una parte influente della più qualificata cultura d'opposizione (con Jean-Jacques Rousseau in testa) scatena un durissimo attacco contro queste libertà, direttamente collegato all'attacco politico contro i nobili e i sovrani. Il nuovo mondo che esce dall'esperienza della Rivoluzione fa tesoro di questa elaborazione, e di conseguenza mette le donne 'al loro posto': 'angeli del focolare', chiuse nella loro prigione domestica, questo sono le nipoti ottocentesche delle gentildonne di ancien régime, di cui non hanno più né le libertà sessuali, né quelle intellettuali, né quelle politiche. Per questo si può dire che la nuova società, nata dalla Rivoluzione, non viene costruita tanto senza le donne, ma piuttosto contro le donne. E così, nell'Ottocento borghese, il potere maschile trionfa. È un potere moralisticamente severo. E tuttavia è anche un potere pronto ad abbandonarsi a fantasie di dominio è ciò che ci viene documentato dalla pittura di nudo, molto di moda per tutto l'Ottocento, e tutta concentrata sulle nudità di donne giovani e attraenti. A questo inquietante modo di immaginare i rapporti di genere si oppone proprio Manet con Colazione sull'erba, un quadro il cui significato viene decifrato nelle ultime pagine del libro.
Nato nel 1957. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Storia e Civiltà all’Istituto Universitario Europeo di Fiesole. Dal 1992 insegna Storia contemporanea all’Università di Pisa. Fra i suoi libri: La nazione del Risorgimento, Il Risorgimento italiano, L’età contemporanea. Dalle rivoluzioni settecentesche all’imperialismo, L’età contemporanea. Dalla Grande Guerra a oggi, Sublime madre nostra. La nazione italiana dal Risorgimento al fascismo.
Poteva essere un libro interessante, che legge i mutamenti sociali tra due secoli, '700 e '800, attraverso alcune opere d'arte, ma man mano che procede si rivela una tirata che bacchetta con fare virtuoso desiderio e fantasia o almeno sue determinate forme. Peccato che l'arte, forse, non va giudicata tramite il metro morale e i suoi presunti effetti sociali e politici.
Una breve analisi della visione della figura femminile e dell'eros a cavallo tra XXVIII e XIX secolo. L'autore prende spunto da due opere, "L'insegna di Gersaint" di Watteau e "Il balcone" di Manet, e allarga la trattazione ad altre opere del medesimo periodo mostrando come esse rivelino, spesso in piccoli particolari, l'evoluzione della posizione della donna nella società. Lo stile è semplice e pulito. Il testo è accompagnato dalla riproduzione di tutte le tele a cui l'autore fa riferimento. La bibliografia finale è molto utile per ulteriori approfondimenti.