Entrare nella mente di Hitler Con questa monografia Riccardo Dalle Luche e Luca Petrini si sono posti un obiettivo da far tremare i polsi: riassumere, approfondire e giudicare tutte le teorie psicologiche e psicopatologiche che hanno tentato di "spiegare" la mente di Adolf Hitler. Questi studi, frutto delle ricerche di psichiatri statunitensi ed europei, si accompagnano inevitabilmente alla storiografia sul Führer e il nazismo, in quanto le vicende del Terzo Reich rinviano ad un "nocciolo" irrazionale che pervade sia la figura del dittatore tedesco, sia l'entourage di cui si circondò, sia l'intero apparato del nazionalsocialismo. La vita privata di Hitler è segnata da episodi di indubbia rilevanza psichiatrica e si intreccia con quella, altrettanto tumultuosa, della leadership del suo movimento: un connubio micidiale che non solo ha prodotto un regime "delirante" (a dispetto del vasto consenso popolare che l'ha sorretto per dodici anni), ma che ancora oggi si segnala come caso estremo di follia al potere. Muovendosi agilmente tra biografia, affresco storico, rievocazione aneddotica e interpretazione scientifica, il saggio di Dalle Luche e Petrini compie un piccolo grande miracolo: esporre in modo nitido l'interiorità misteriosa di un uomo e di un movimento che hanno tragicamente segnato la storia del Ventesimo secolo. "Raramente mi è capitato di trovare un testo così chiaro, preciso e psicologicamente profondo su un tema indubbiamente delicato come quello trattato" (Recensione) L'AUTORE: Mi chiamo Riccardo Dalle Luche, medico, da trent’anni mi occupo soprattutto di Salute Mentale. Sono laico e ateo ma mi affascina lo studio di tutte le religioni e delle mitologie occidentali e orientali. Sono anche un grande appassionato di letteratura, cinema, fotografia, astronomia e storia dell’arte. Ho anche viaggiato moltissimo, sia in relazione al lavoro, sia per curiosità culturale, ambientale e antropologica. L'AUTORE: Mi chiamo Luca Petrini, sono attualmente presidente dell’Associazione di Promozione Sociale “Laboratorio Gestalt” che si occupa di integrare diverse discipline (psicologia, omeopatia, riflessologia, scienza dell’alimentazione, naturopatia, ecc), convinto che la complessità della natura umana non possa essere approcciata che da una prospettiva integrata, che veda mente, corpo, emozioni e sensazioni come le diverse manifestazioni di una stessa unità. Attualmente svolgo la libera professione in Provincia di Lucca, dove collaboro all’interno di equipe di lavoro che operano in modo integrato come gli Studi Professionali Medicei di Seravezza, il Laboratorio Gestalt di Pietrasanta e il Centro Mosaica di Lido di Camaiore.
Il libro mi ha intrigato - del resto, chi non si lascerebbe intrigare da una raccolta di aneddoti sulla personalità di una delle figure chiave del '900? - ma lo ritengo concettualmente sbagliato e scientificamente piuttosto carente.
Questo libro raccoglie tutti i tentativi di analisi a posteriori della personalità di Adolf Hitler, sfociati nella diagnosi dell'intero spettro di disturbi psichici conosciuti: dalla psicosi alla depressione, passando per il disturbo bipolare, l'autismo, l'epilessia e il disturbo da stress post-traumatico.
L'operazione è concettualmente sbagliata perché focalizza l'attenzione su una singola persona. Questo è stato l'abbaglio di una intera generazione, ma la facile individuazione di un capro espiatorio non alleggerisce il peso delle responsabilità collettive. Libro consigliato: Modernità e Olocausto di Zygmunt Bauman, in cui Hitler non è mai (o quasi) citato, e in cui vengono analizzati alcuni aspetti della modernità che l'autore ritiene possibili concause di ciò che accadde.
Le ipotesi qui presentate sono scientificamente carenti: non si diagnostica alcunché in assenza del paziente e sulla base di testimonianze indirette. Infatti, si è riusciti nell'intento di diagnosticargli praticamente tutto - del resto, lo scopo dichiarato dell'operazione era "mostrificare" Adolf Hitler.
È vero che l'autore si limita a raccogliere e valutare criticamente studi fatti in passato, offrendo anche una panoramica di come sia evoluta la disciplina; è vero che l'autore riconosce i limiti di tutti quegli studi e aiuta il lettore a individuare quelli meno infondati; tuttavia continua a sfuggirmi l'utilità di questo saggio, che riesce solo nello scopo di solleticare il lettore con ipotesi fantasiose, e possibilmente consolarlo addossando tutta la colpa al Nerone di turno.
Un continuo lanciare il sasso e nascondere la mano.
Non avrei mai immaginato diappassionarmi in maniera così intensa e radicale a un saggio storico-medico. Gli autori ripercorrono la storia diagnostica di hitler e del nazismo, contribuendo a tracciare una storia della psichiatria e della psicologia delle masse dal 1940 ad oggi. Credo si tratti di una delle migliori letture dell’anno.
lungo. alle volte pedante. ma oggettivamente interessante e in certi punti assolutamente agghiacciante. come si può concepire certe nefandezze? impossibile.