Librarian's note: There is an Alternate Cover Edition for this edition of this book here.
Non c'è stato momento in cui la forma breve non abbia accompagnato il fiume narrativo di Virginia Woolf. Schizzi, immagini, prose da cui trarre un'intera poetica: in quel brusio dell'essere, tappeto armonico per l'intera opera della scrittrice, i racconti sembra abbiano fatto da accompagnamento ritmico. In parte pubblicati in vita, in parte postumi, oppure custoditi in un quaderno, oggi costituiscono il battito letterario di Oggetti solidi. Un libro della vita. Sia perché testimone di un'intera biografia, sia perché eloquente di uno sguardo e di un orecchio teso verso niente più, e nientemeno, che la vita stessa. Potrà sembrare astratto, ma è bene coglierne la solidità nascosta. La potenza dei moti d'animo, la forza delle passioni al di sotto di quel volo leggero che sembra planare sopra un chiacchiericcio troppo mondano, come nei racconti della «festa». Le escursioni in una lingua nuova, polifonica anche in seno alla coscienza, che non fatica a far sentire il suo peso. E poi ovunque la gioia, e il fardello, dell'immaginazione: animali che prendono vita su di un pezzo di stoffa, case stregate o piene di tesori sorvegliati da pappagalli, diari colmi di confessioni inascoltate, pensieri racchiusi in uno stagno e la creazione, fra i tanti, di personaggi come Mrs Dalloway e Mrs Ramsay. Raccolti in un'edizione impreziosita dalla curatela di Liliana Rampello, ognuno di questi oggetti ricompone tutta la complessità di un respiro libero, sottile e colmo di ironia, in un rinnovato classico della narrativa breve e non solo.
(Adeline) Virginia Woolf was an English novelist and essayist regarded as one of the foremost modernist literary figures of the twentieth century.
During the interwar period, Woolf was a significant figure in London literary society and a member of the Bloomsbury Group. Her most famous works include the novels Mrs. Dalloway (1925), To the Lighthouse (1927), and Orlando (1928), and the book-length essay A Room of One's Own (1929) with its famous dictum, "a woman must have money and a room of her own if she is to write fiction."
Un libro diverso, inaspettato, a cui mi sono avvicinata con estrema curiosità. Mi ha dato conferma di quanto poliedrica sia Virginia Woolf: riesce a catturare dei momenti sfuggenti - all’apparenza semplici - e a trasformarli in piccoli tesori, che possono essere affiancati alla vita quotidiana di tutti. L’ordinario che diventa straordinario. Tra tutti mi sono rimasti impressi "Quartetto d’archi" e "Kew Gardens". Il secondo, in particolare, mi ha dato le stesse sensazioni di un quadro en plein air; le aiuole sembravano anche dei microcosmi dove si intrecciavano vite e ricordi. Devo ammettere però che sono stata conquistata da "La società": qui Woolf trasforma una riunione di donne in una vera indagine sociologica, sulla scia dei temi di "Una stanza tutta per sé". Anche se preferisco di gran lunga la Woolf romanziera, sono dell’idea che i racconti meritino di essere assolutamente letti.
L’edizione curata da Liliana Rampello riappare sugli scaffali delle librerie in questa veste elegante, seguendo l’ordine cronologico si dipana in quattro sezioni aperte da citazioni che colgono l’infaticabile obiettivo della Woolf di scalare la montagna della scrittura – come continua sperimentazione, ritmo, senso della realtà e la ben più appagante vita immaginaria. my blog
Tra i racconti migliori: Phyllis e Rosamond, La festa, Oggetti solidi, Un romanzo non scritto, Il vestito nuovo, La signora nello specchio, Il lascito.