Jump to ratings and reviews
Rate this book

Ночной дозор

Rate this book
Presentado como un «Nocturno para dos voces», este relato contrapone la fina textura poética de una voz que recorre un paisaje urbano con una narración en primera persona de la represión en la dictadura estalinista. La llaneza y la espontaneidad, despojadas de cualquier carga moral, con que un antiguo agente de la policía política evoca sus andanzas en los años del terror, dan vida con mano maestra a un espacio en el que el lector advertirá la facilidad con que a menudo se desdibujan las fronteras del mal. Como en todos los relatos de Kuráyev—uno de los más importantes narradores rusos contemporáneos—, en esta Ronda Nocturna se describe con excepcional talento un mundo impenetrable y hermético en el que lo ingenuo convive con lo feroz, consiguiendo así traer a la luz la oscura y asfixiante atmósfera del estalinismo.

85 pages, Paperback

First published January 1, 1989

20 people want to read

About the author

Mikhail Kuraev

17 books2 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
0 (0%)
4 stars
11 (37%)
3 stars
14 (48%)
2 stars
4 (13%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Michael H. Miranda.
Author 11 books58 followers
November 18, 2018
Lo que merece ser destacado de esta novela: la represión estalinista es contada con humor y toca al lector aportar el paisaje moral.
El terror policial viste ropajes de andar por casa, es funcionarial y ha sido despojada de la tensa mirada del horror que aportan los documentos y testimonios históricos. Salir a detener a alguien es como ir a la plaza a hacer amigos con los que conversar, como quien cumple un rito parecido al de todos los días. Eso, en la narrativa de Kuráyev, también forma parte de la máquina de borrar humanidades.
Hasta qué punto la narrativa rusa ha condicionado la manera en que leemos el relato de la gran represión bajo regímenes comunistas. Esta es otra versión del apocalipsis, sólo que con una sonrisa diabólica como trasfondo del terror, sin imperativos morales y una absoluta convicción de cuál debe ser el papel del escritor ante la sociedad.
La novela transcurre en una noche de 1966 durante una ronda de vigilancia nocturna. El narrador, antiguo miembro “de los órganos”, como él mismo dice, comienza a recordar escenas de su vida como agente y en varias de ellas presta oído a las historias que le cuentan los detenidos. Gran parte del atractivo de esta breve novela reside precisamente en esas historias: un experimentado banquero caído en desgracia, un joven soldado que molestó a la hija de un alto jefe y sabe todo sobre ruiseñores, un juez que conoce bien cómo opera el mecanismo represivo...
No hay atisbo de arrepentimiento sino hasta el final y levemente, sin declaraciones ni mea culpas, cuando el narrador cree escuchar, en el silencio de las noches blancas, y como un rumor de olas que se estrellan en las piedras, “las oraciones de ciertas personas, en concreto las de aquellas que habían sido privadas de toda esperanza de conseguir justicia y caridad en este mundo”.
¿Pero cómo puede alguien arrepentirse de haber participado en una broma enorme, aunque macabra, en un sainete que arrastró a millones de personas a la muerte, al encierro, al exilio? No hay gravedad alguna en lo que ha sido apenas un “este fue el pasado que nos tocó en nuestra corta vida, camaradas, mirémoslo con humor”.

Profile Image for Héctor Genta.
401 reviews88 followers
June 23, 2019
Il buio delle notti bianche.

È possibile per un ex-funzionario della polizia politica sovietica provare nostalgia per i 'bei tempi andati', intendendo con questo termine quelli del terrore staliniano? Sì, è possibile, e Ronda di notte ne è la dimostrazione. Se la cosa può urtare la suscettibilità del lettore, sappiate che il vostro fastidio sarà ancora maggiore quando scoprirete che in questo libro la narrazione dei ricordi del compagno Polubolotov si sviluppa con un registro leggero, a tratti addirittura lirico ed intriso da un'ironia sottile, come se il protagonista non avesse consapevolezza delle azioni commesse.
Quello di Kuraev è un romanzo breve, che propone un punto di vista originale e provocatorio (fin troppo provocatorio…) per raccontare il buio dell'epoca sovietica attraverso l'esistenza di un piccolo uomo senza morale. Sullo sfondo delle notti bianche leningradesi di dostoevskijana memoria, vanno in scena i ricordi del protagonista del libro che per giustificare i suoi comportamenti passati usa parole che ricalcano alla lettera quelle di qualche ex-gerarca nazista: "Questo dovevamo fare, fonderci con la nostra epoca, e questo ho fatto." E ancora: "Si dice adesso che qualcuno abbia sbagliato, posso ammetterlo, anche se personalmente non lo credo, ma che tutto il popolo abbia sbagliato, abbi pazienza!.... Un'opinione del genere nessuno potrebbe condividerla, neppure oggi."
Polubolotov era semplicemente un soldato che obbediva agli ordini, e questo gli sembra sufficiente per togliersi ogni peso dalla coscienza. Vaso di coccio tra vasi di ferro, che grazie ad un comportamento accorto ha saputo attraversare indenne la tempesta ("ho sempre avuto l'abitudine di tenere la bocca chiusa, ed è per questo che sono arrivato sin qui sano e salvo, come vedi. Non mi lamento; attraverso i vetri limpidi delle finestre osservo la città spazzata dai venti primaverili, mi sono riturato dal servizio, con medaglia e pensione… non di mia spontanea volontà, certo, però mi è sempre andata meglio che a Pil'din…").
Ccome detto Ronda di notte è un libro pervaso un'ironia sottile e da uno humor nero che a tratti riecheggiano Gogol' e anche il Vojnovic di Propaganda monumentale, ma che nonostante l'apparenza non si arrende all'inevitabilità del male: "…Ho notato che durante le notti bianche tutto il disordine della vita sembra scomparire, – dice Polubolotov – non viene a galla, si nasconde, diventa invisibile, e la pace scende sugli uomini e sulla natura… In una notte bianca persino la pioggia, il vento impetuoso e i cicloni sono rarissimi." Torniamo dunque alla bellezza che salverà il mondo? Forse, o magari la risposta che Kuraev cerca è ancora più nel profondo, nelle radici dell'anima russa, nelle ricerca di una 'pulizia interiore' alla quale sembra alludere anche l'usignolo, simbolo che ritorna spesso nelle pagine nel libro ed al quale è affidato il compito di risvegliare le coscienze.
"Perché mi piace fare il turno alla vigilia delle feste? In occasione delle feste, dopo l’inverno, si lavano tutte le vetrate, sia qui in fabbrica sia alla direzione. E le tende, non so se lo hai mai notato, non vengono rimesse a posto subito. Probabilmente le mandano in lavanderia. Fatto sta che per tre o quattro giorni le vetrate appena pulite rimangono senza tende. Non c’è nulla di più bello di una finestra ben lavata! È come se quello spazio immacolato e trasparente non si aprisse nella parete, ma dentro la tua anima! Attraverso un vetro limpido anche la vita all’esterno sembra splendere piena di gioia.
Eh sì, tu sei libero di pensarla come buoi, ma secondo me nelle notti di Leningrado c’è qualcosa di unico ed eccezionale, una specie di sogno che si spande sulla città... Il silenzio. L’impressione che non vi sia nulla di malvagio né di fosco, che il futuro sia ancora tutto da giocare, e la vita stia appena cominciando. Guarda le nuvole, leggere come carta, che si stendono sulla terra simili a fogli bianchi; siediti e scrivi la tua vita in bella copia... La notte bianca ci è offerta per meditare su ciò che stiamo facendo, su dove stiamo andando...".
Profile Image for Issie.
118 reviews11 followers
January 15, 2021
3.5

Al principio encontré tan poético el lenguaje que pensé que seguramente me iba a aburrir, como a la cuarta página el relato es mucho más equilibrado y se torna interesante.

Un pequeño librito que manera de conversación casual es como escuchar a cualquier persona mayor contando episodios de su antigua vida laboral, que en este caso resulta interesante porque era una vida laboral en la extinta unión soviética en pleno auge del Stalinismo. Además, como si fuera poca cosa eran trabajos nocturnos entre guardia de prisión e interrogador de sospechosos.

Me gustó bastante porque hace ver el lado humano en una de las profesiones más estigmatizadas en un periodo histórico considerado bastante cruel.

Al final, todos somos personas que trabajan y buscan sobrevivir. Un pequeño toque meláncolico de las noches.
Profile Image for il. menestrello.
111 reviews6 followers
October 3, 2023
Un libro molto interessante, dotato di una prosa fantastica e d'informazioni sicuramente utili per chi è interessato ad approfondire il tema del periodo storico in questione; tuttavia si tratta semplicemente di uno slice of life. Non ho trovato una vera e propria trama al suo interno e non ho potuto apprezzarlo più di tanto.
Displaying 1 - 5 of 5 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.