Il volume ripercorre la storia delle principali forme librarie dall’antichità romana fino a oggi attraverso le innovazioni che si sono succedute nei supporti (legno, papiro, membrana, carta), nelle tipologie (tabula, rotolo, codice, libro a stampa), nelle figure professionali impegnate nella produzione (copista, miniatore, compositore, tipografo), nelle pratiche di elaborazione, ricezione e circolazione del testo presso il pubblico dei lettori. La rivoluzione digitale e l’avvento dell’e-book hanno scisso il binomio finora indivisibile tra il piano del testo e quello del libro, rendendo possibile la realizzazione dell’antico sogno di una biblioteca universale capace di contenere l’intero patrimonio scritto dell’umanità.
Argomento che mi appassiona molto ma trattato in maniera troppo dispersiva. Il libro ti lancia addosso una marea di informazioni diluite da innumerevoli digressioni che, secondo me, fanno perdere il filo, il punto centrale del libro.
Gli esempi portati sono assolutamente interessanti, critico però la modalità in cui sono stati inseriti.
Ritengo tremenda infine la scelta di descrivere le varie tipologie di libro nei loro minuziosi dettagli tecnici (!!!!) praticamente senza illustrazioni.
È un buon testo. Ricco di riferimenti storici che danno profondità ma in alcuni punti appesantiscono la lettura. Fortunatamente il libro è ben organizzato si parte dalle tavole cerate Romane, ai rotoli, per passare ai codici ed infine alle origini della stampa. Viene quindi presa in considerazione la storia occidentale del libro dai Romani sino al Cinquecento. Vengono analizzate i materiali di fabbricazione, le modalità di fruizione e le metodologie di produzione. Il testo si chiude con un'analisi sugli ebook.