3.5 stelle
Per essere libere bisogna lottare, perfino far del male, a volte. Ancora di più se si è donne.
Mi sono avvicinata a questa graphic novel grazie al consiglio della bibliotecaria, e devo dire che è stata una scoperta interessante. Non conoscevo la storia di queste due donne, Zennur e Nuryé, protagoniste di una fuga alla ricerca della libertà e della vita. Anche se breve, questa graphic novel copre un arco di tempo abbastanza vasto, dagli anni che precedono la fuga - attraverso vari flashback - fino al 1912, quando le due sorelle si ritrovano a convivere con le conseguenze della loro sofferta ma più che necessaria scelta. Ho apprezzato molto questo tipo di narrazione diluita; il rischio, quando si ha a che fare con storie vere dall'impatto così forte, è quello di concentrarsi eccessivamente sul momento più critico - in questo caso la fuga -, con il risultato di una metamorfosi della biografia in racconto epico. Qui, invece, il lettore ha modo di avere una visione il più completa possibile della vicenda, al cui centro stanno non due eroine bensì due donne: con i loro desideri, le loro sofferenze, le loro ambizioni, le loro scelte e le loro amarezze.
Trovo bellissimo poi che nella narrazione sia stato lasciato spazio per far emergere i caratteri differenti delle due sorelle: una aggrappata alla sua determinazione, pronta a difendere la libertà anche contro le pretese della famiglia; l'altra divorata dal senso di colpa per aver tradito il proprio sangue. Differenze che poi si riscontrano anche nelle scelte che seguono la fuga. A questo proposito, ho apprezzato moltissimo le riflessioni di Zennur quando, di fronte alla lotta delle suffragette inglesi, si rende conto che la libertà richiede un prezzo troppo alto, in Occidente come in Oriente, e che questo prezzo è un doloroso disincanto.
Non da ultimo sono i disegni, davvero particolari, con un tratto fumoso che dà alla storia un autentico sapore antico.