Una lettura molto interessante; non un elogio dell'introversione, bensì un'analisi di cosa significa essere introversi, con la presentazione delle forze e delle debolezze caratteristiche. L'intento dell'autrice è quello di dare al lettore una consapevolezza delle proprie peculiarità, e di fornirgli alcuni suggerimenti, in vista di un lavoro su stesso che gli possa permettere di vivere serenamente quei contatti sociali indispensabili, dalla famiglia al lavoro ai social media. Vengono affrontate le difficoltà nell'ambito privato e in quello lavorativo, con piccoli consigli per comprendere se stessi e permettersi di vivere i propri bisogni, in particolar modo quello di silenzio e di piccoli momenti di solitudine, necessari per noi introversi per ricaricarci. L'ultima parte del libro è rivolta soprattutto all'ambito lavorativo, con indicazioni per affrontare discorsi, riunioni e momenti sociali, in buona parte applicabili anche alla sfera privata.
Mi sono ritrovata in molte pagine: ho letto l'esperienza di altre persone che provano le mie stesse difficoltà e i miei stessi bisogni, e spiegazioni scientifiche che mi hanno fatto sentire meno sola e anche un po' meno strana. Il libro mi ha fatto riflettere su come sia necessario fare un lavoro su se stessi per coltivare contatti sociali, soprattutto in questo periodo, per non correre il rischio di trasformare l'isolamento a cui siamo stati costretti in un isolamento totale.
Una lettura piacevole, un po' ripetitiva, ma puntuale e scorrevole; consigliata sia a chi è introverso e desidera migliorare se stesso, sia a chi vive a contatto con un introverso e desidera comprenderlo meglio.