Nella vita arriva prima o poi il momento della verità, quando la realtà ci si presenta per come è, fredda e crudele.
Non si può più mentire, soprattutto a sé stessi.
Glauco Rovelli, il protagonista di questo libro, si mette a nudo, e l’analisi non fa sconti, a nessuno.
È una disamina tutta al maschile; eppure, la scintilla arriva da una frase pronunciata da Giulia, la moglie “Forse non mi piacciono gli uomini“, che è l’incipit del romanzo.
L’amarezza per il rapporto di coppia, perché non hanno saputo coltivare l’amore, lo hanno lasciato andare.
I troppi silenzi, le cose taciute, i dissapori e la diversità di vedute hanno scavato una fossa che non potranno mai più riempire.
Si sa, l’amore va tenuto acceso, giorno dopo giorno, con impegno e caparbietà.
E loro non lo hanno fatto.
Dopo la nascita della figlia il sesso è stato inesistente e lui, insoddisfatto e inquieto, è alla spasmodica ricerca di uno sfogo, fasullo o mercenario che sia.
Il tradimento rimane una fantasia? Chissà!
Glauco è uno chef rinomato, rincorre le Stelle e la pubblica consacrazione ma infine paga pesantemente gli insuccessi e la conseguente crisi economica.
L’unica cosa che gli rimane è la paternità, è giunta tardi ma diventando padre si riscopre figlio.
Negli occhi di Anita, la figlia, vede il futuro, comprende il valore di quello che ha vissuto, coglie il senso di un’intera esistenza.
Sarà padre per sempre e questa è l’unica cosa importante.