I romanzi sono collezioni di falsità? Che differenza c'è tra uno scritto qualsiasi e un'opera letteraria? La letteratura deve comunicare valori morali? Possiamo imparare dai romanzi? Queste sono alcune delle domande alle quali la filosofia della letteratura cerca di dare una risposta. A partire da una serrata analisi dei principi e degli assunti che sono a fondamento delle opere letterarie - quelli grazie ai quali siamo in grado di riconoscerle, apprezzarle e forse anche di perderle per sempre - il libro propone analisi e spunti di discussione interessanti per chiunque sia appassionato di letteratura e delle questioni a essa correlate.
Una completa guida alla filosofia della letteratura: cosa presuppone l'ambito, quali sono i suoi limiti e i suoi pregi. La domanda fondamentale intorno alla quale si concentra l'indagine: Cos'è la letteratura? Da un punto di vista filosofico, che cosa si può dire della letteratura? Vengono analizzate, capitolo per capitolo, le maggiori teorie che hanno contribuito al dibattito durante la storia, da Platone ed Aristotele ai giorni nostri, in un susseguirsi di argomenti e contro-argomenti che solo poche volte risulta ripetitivo e poco chiaro. Manca una conclusione vera e propria, forse perché non può esistere, dal momento che la letteratura è un oggetto così difficile da definire che nessuna teoria potrà mai, forse, fornire delle risposte complete ai numerosi problemi che lei pone.
Filosofia applicata alla letteratura non significa affatto critica letteraria, nulla a che vedere. Carola Barbero è fin da subito chiara sul metodo e le tappe che strutturano questo breve saggio: piuttosto, la sua indagine filosofica sulla letteratura si svolge innanzitutto cercando di definire cosa sia l'oggetto della sua osservazione, la letteratura appunto, per approfondire poi il ruolo e la relazione tra i diversi soggetti che possono esserne coinvolti (l'autore, la critica, i lettori), quale sia l'essenza della finzione letteraria e i meccanismi attraverso i quali agisce sui lettori generando in loro emozioni e sentimenti, concludendo infine interrogandosi su quale sia il valore della letteratura. L'opera letteraria quindi, come le opere d'arte in genere, è principalmente caratterizzata dalla fruizione, senza la quale praticamente non esiste, fruizione che è per prima cosa estetica, ovvero in grado di suscitare piacere nei lettori, fortemente condizionata dal contesto temporale e sociale nel quale appare. Più difficile, quasi impossibile, è individuare quali possano essere le proprietà da ricercare in un testo per permettere di comprendere quel testo tra le opere letterarie. La letteratura ha infatti confini vaghi e in perenne trasformazione così come vago è il processo di interpretazione di un testo letterario, dipendente com'è dalle intenzioni dell'autore, da quelle dei lettori, da quelle dei critici, nonché dai significanti indipendenti da chicchessia che emergono dall'opera come proprietà che si costituiscono da sé. I personaggi, i fatti, i mondi possibili e le idee contenuti nelle opere letterarie sono finzione, eppure esistono e sortiscono degli effetti nei fruitori dei testi: i lettori infatti non soltanto possono provare interesse, ma persino emozioni, pur sapendo che ciò che stanno leggendo in pratica non esiste. Attraverso quali meccanismi? Come considerare allora il rapporto tra letteratura e verità? Cosa insegna la letteratura? E più in generale qual è, o quali sono i valori della letteratura? E quale pesa di più, quello cognitivo, quello morale o quello estetico? Questi in estrema sintesi i temi approfonditi dall'autrice: un saggio fondato su molte domande poste nel modo corretto, come si deve fare in filosofia. Quasi mai le risposte sono univoche, bensì vengono mostrate le teorie, anche opposte tra loro, che finora hanno cercato di fornire una spiegazione ad ogni interrogativo. Diventa così una sintesi che può indirizzare chi fosse interessato a un successivo percorso di approfondimento. Ma soprattutto, al di là del coinvolgimento che si può o meno avere nell'esercizio metodico ed esasperato del pensiero, fa certamente luce sui benefici della fruizione della letteratura che, necessariamente attiva, induce il lettore ad ampliare le proprie conoscenze, la capacità di comprendere il diverso da sé, certamente al sicuro grazie a una esperienza mediata dalla finzione, ma pronto a riversare nella realtà del mondo ciò che attraverso quello stesso mondo difficilmente potrebbe entrare a far parte del suo vissuto con altrettanta efficacia e verità.
"Una delle cose che l'arte ci permette di fare è di esplorare modi di pensare, di comportarsi e di vedere il mondo molto diversi rispetto a quelli che solitamente adottiamo. in questo senso le opere letterarie che trasmettono valori morali problematici possono contribuire in maniera maggiore rispetto alle altre opere ad aumentare la nostra conoscenza e comprensione [...] proprio perché consentono al lettore di mettere momentaneamente tra parentesi le sue certezze e di esplorare quell'altra metà del cielo che, per varie ragioni, è bene lasciare in ombra nella vita di tutti i giorni".