Era il 1987 quando la linguista Alma Sabatini scrisse per il Parlamento le sue Raccomandazioni per un uno non sessista della lingua. Con quel libretto denunciava l'uso paternalistico di termini riferiti alle donne e, sottolineando che i ruoli importanti non erano più ricoperti solo dagli uomini, invitava alla declinazione al femminile. Se le Raccomandazioni allora furono accolte con freddezza e talora derise, oggi termini come "avvocata" e "ministra" si stanno imponendo nel parlato e nello scritto. Ma non senza scossoni. Questo volume ripercorre le tappe della discussione dall'Ottocento ai giorni nostri: illustra le regole suggerite dalle grammatiche; dà conto della diffusione sempre più marcato di parole come "prefetta" o "assessora" e anche delle critiche che ancora suscitano. Ricordando a "favorevoli" e "contrari" che la lingua è in continuo movimento e che nessuna norma può imbrigliarla.
Interessante piccolo manuale per un linguaggio più inclusivo. I primi quattro capitoli sono dedicati all’inquadramento storico del problema, con un interessante excursus storico politico. Molto illuminanti sono le testimonianze storiche di come il problema del linguaggio e la discriminazione verso le donne abbia radici più profonde di quello che pensiamo, andando indietro fino al XIX secolo. Il quinto capitolo dà delle indicazioni operative per un linguaggio più inclusivo, in maniera molto didascalica e diretta. Pregevole anche la postfazione da parte del direttore dell’Accademia della crusca in merito alla questione.
Un piccolo manuale per l'uso corretto della lingua italiana. Di diffusione capillare in edicola, ha una forma stilistica comprensibile a tutte e tutti, perfetta per una infarinatura generale in merito all'argomento. 4 stelle e non 5 per le TROPPE citazioni che rendono a mio avviso la lettura a tratti pesantissima e poco scorrevole.
La mia prof all'uni voleva farmi fare una tesi sui gender studies. Ci ha provato. Davvero. Ma non me ne fregava proprio niente dell'argomento... E non è che la discriminazione femminile nel linguaggio di tutti i giorni mi tenga sveglia la notte.
Così... Ho letto. Ho alzato le sopracciglia. Mi sono un po' annoiata. E poi ho chiuso. Mi spiego meglio. Questo libro dà delle indicazioni reali? Nì, solo al capitolo cinque. Il resto è fluffa. Il capitolo VI dà nota dei disegni di legge locali che cercano di combattere le discriminazioni di genere. Ma alla fin fine è sembra la stessa minestra. I capitolo iniziali offrono un percorso storico per vedere come si è arrivati a questo punto. Alma Sabatini, autrice di una delle prime guide per la non discriminazione, compare quasi ad ogni pagina. SIGH!
Va beh che l'argomento non era dei migliori, ma questo volume mi ha proprio delusa.