Salve lettrici,
Con aspettative molto meno alte di quando avevo iniziato questa serie, continuo la “Bourbon Street Boys” di Elle Casey.
Il quarto e ultimo volume, “La direzione giusta alla curva sbagliata”, racconta dell’ultimo ragazzo della squadra, Thibault.
La serie è sempre stata raccontata dal punto di vista femminile quindi, anche questa volta, a parlare è una donna, una new entry.
Tamika è una ragazza che, schiava di un gangster russo invischiato con la mafia, fa un accordo con la polizia per la sua libertà.
Il giorno in cui Tamika dovrebbe incontrarsi con la polizia, si imbatte, o meglio va a sbattere, contro Thibault.
Tra loro inizia subito una discussione tra chi ha ragione e chi ha torto e mentre gli animi si scaldano a Tamika si rompono le acque.
Immaginate dunque la scena...
Questo ultimo volume è esilarante e riprende tantissimo i primi due in quanto a ironia.
Tamika incontra il nostro bel ragazzo per caso, lo investe per strada, ma nemmeno nei film più comici avrei pensato che l’incontro sarebbe andato a finire in quel modo.
A Tamika si rompono le acque e Thibault la aiuta a partorire in una SPA, ma non è nemmeno questo che mi ha scioccato di più, perché il bello è che Tamika non sapeva di essere incinta.
Insomma, il loro incontro è una bella scenetta comica.
Tornando alla storia, dopo che Thibault aiuta Tamika con il parto, spinto dal Superman che è in lui, aiuta la ragazza, sconosciuta, anche con il resto, ospitandola a casa sua, proteggendola dal suo passato e coinvolgendo tutta la squadra dei ragazzi per far sì che Tamika e il suo bambino siano al sicuro.
Insomma lettrici, a serie conclusa posso senz’altro dire che mi ha un po’ confusa.
Era iniziata piuttosto bene, coinvolgendomi e facendomi divertire, ma volume dopo volume è scemata molto.
Il volume precedente, quello su Toni, la sorella di Thibault, è stato per me il peggiore, ma questo, seppure abbia alzato un po’ l’asticella, mi ha comunque lasciata perplessa.
È un romanzo ben scritto, quello sì, e ha molto potenziale visto il legame che unisce i protagonisti e la vena ironica che l’autrice possiede, ma continuo a non apprezzare le protagoniste femminili.
Tamika è... non lo so.
Mi aspettavo molte più emozioni e molta più intensità da una protagonista con un passato così importante e con un presente così movimentato, invece mi è sembrata frivola, spesso con uscite senza senso e assurdità per la testa.
Già dal loro primo incontro mi aveva lasciato interdetta. Lei che non sapeva di essere incinta, guida contromano e investe il protagonista maschile, che alla fine le fa da ostetrico. Un po’ inverosimile, no?
Io l’avrei mandata a quel paese, altro che ostetrico, soprattutto perché i modi di Tamika sono davvero superficiali.
Al contrario, nonostante il quadro generale non sia il massimo, continuo ad apprezzare i protagonisti maschili.
Thibault è generoso, altruista e con il cuore d’oro e forse, dico forse, se l’autrice avesse scelto di raccontare queste storie dal punto di vista maschile sarebbe stato sicuramente molto meglio.
Ahimè la storia è andata così e seppure non abbia apprezzato totalmente questo romanzo, devo dire che l’ho letto molto velocemente. Leggendo non sfugge di certo lo stile dell’autrice che sa raccontare storie divertenti, originali e ben scritte.