Ormai è chiaro: la crisi in cui l'Occidente si sta dibattendo non assomiglia a nulla di conosciuto. È una crisi di valori, di democrazia, economica, finanziaria, ambientale, politica senza precedenti. Tutti i riferimenti stanno crollando, la leadership USA non è più invincibile, e anzi mostra la guardia. E quando il potere si sente debole, cerca un nemico da additare. Qualcuno su cui scaricare responsabilità e colpe, qualcuno di cui avere paura. Tutto pur di non ammettere la verità, cioè che le risorse stanno finendo e il sistema sta viaggiando a marce forzate verso il collasso. La Russia è quel nemico. Lo è stato in passato, e oggi quell'ossessione ritorna in versione aggiornata. La Russia e il suo uomo forte Vladimir Putin sono il nuovo "nemico numero 1". Rispolverando gli slogan della Guerra Fredda, sono tornati a essere l'Impero del Male e Putin è un mostro da dare in pasto alle masse, opportunamente dipinto come tiranno psicopatico, responsabile di stragi o cinico tessitore di trame imperialiste. La guerra in Ucraina, le sanzioni economiche, persino la negazione del ruolo russo nella sconfitta del nazismo, tutto spinge in quella direzione. Ma è davvero così, o la "Putinfobia" spacciata da molti media è solo un grande specchio su cui l'Occidente riflette le proprie mancanze e i propri guai? Le cose stanno cambiando. Il risoluto intervento della Russia contro i terroristi dell'ISIS, l'azione di smascheramento delle ambiguità di Turchia e Arabia Saudita, hanno lasciato di sasso le diplomazie occidentali e gettato nel panico la propaganda russofobica. Lentamente si comincia a intravedere un'altra verità: la Russia di Putin, fenice risorta dalle proprie ceneri, può essere la sola superpotenza in grado di far deviare il treno lanciato verso la catastrofe.
Giulietto Chiesa (Acqui Terme, 1940 – 2020) è stato un giornalista e politico italiano. E' stato dirigente nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana. Dal 1970 al 1979 è stato dirigente della Federazione di Genova del Partito Comunista Italiano (PCI). E' stato corrispondente da Mosca per L'Unità e La Stampa, oltre che per il TG5, il TG1 e il TG3. Ha scritto svariati libri sull'Unione Sovietica e sulla Russia, con un taglio che varia tra la storia, la cronaca e il reportage. Dal 2001 in poi Giulietto Chiesa scrive e opera soprattutto sui temi della globalizzazione economica, politica e militare, con un'attenzione particolare sui suoi effetti sul sistema dei mass media. Ha pubblicato molti saggi su questo tema per riviste italiane ed estere. Nel 2014 e poi nel 2015 si segnala per alcune analisi sulla crisi ucraina, in cui argomenta che con la Guerra del Donbass si sarebbe alla vigilia della Terza guerra mondiale e sostiene che riguardo alla Guerra del Donbass i media occidentali avrebbero falsificato i fatti. È morto improvvisamente la notte del 26 aprile 2020 a 79 anni, stroncato da un infarto.
Una via di mezzo tra un saggio e un predicozzo. In certe parti del libro Chiesa descrive la Russia come una grande potenza militare capace di lasciare di stucco l'Occidente con le sue azioni in Siria. Forse era così qualche anno fa o forse è stato un caso, perché con l'attuale guerra in Ucraina la Russia è parecchio in difficoltà. È evidente che Putin non è quel grande giocatore di scacchi che tutti credevano.
Da leggere! Un approfondimento molto interessante su un personaggio politico che molto spesso viene presentato dai media occidentali in una maniera un po’ approssimativa e superficiale.