À la veille de la Première Guerre, la clientèle cosmopolite de l’Excelsior, un palace du Lido vénitien, brille de ses derniers feux sous le regard aigu de son directeur, Niccolò Spada. La belle Margarete von Hayek, ressortissante autrichienne et cliente de l’hôtel, attire particulièrement son attention. Or, cette jeune femme aux moeurs très libres séjourne en réalité à Venise pour des raisons plus que sombres.
À Paris peu de temps auparavant, elle fut l’amante de son professeur bien plus âgé, Viktor, avant de séduire son jeune fils Gustave, dont elle démolit le coeur... Mais bientôt Margarete ne pourra plus cacher ses secrets à Niccolò. Parviendra-t-elle enfin à aimer un homme sans en ravager l’existence ?
Presagio se savoure tel un joyau parfaitement aiguisé, une intrigue tragique en pleine Belle Époque désenchantée, une fresque viscontienne de frivolité désespérée. « Un récit incandescent. » Corriere del Veneto « Une écriture merveilleusement aiguisée et riche en moments de pure poésie. » Il Corriere della Sera
Tre stelle per certi passaggi delicati, quasi poetici. Ma la storia, lontana nel tempo e nella concezione, come pure qualche scelta narrativa discutibile e disturbante - come i troppi transitivi forzati: "ridere un riso, gridare un grido..." -, coinvolgono poco e poco convincono. Dal Molesini di "Non tutti i bastardi sono di Vienna" si vorrebbe di più.
Per avere una lettura critica di Presagio di Molesini è fondamentale immergersi nel contesto storico-sociale che accoglie le vicende del Commendator Niccolò Spada e della Marchesa Margarete von Hayek. Siamo nel 1914, un forte fermento anima le coscienze della nobiltà europea in seguito all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando per mano del fanatico serbo Gavrilo Princip: cosa succederà all’Europa in seguito al rifiuto serbo dell’ultimatum inviato dalle forze austriche?
Siamo a Venezia, più precisamente all’Excelsior l’albergo gestito dal Commendator Niccolò Spada, un hotel che ospita la più variegata nobiltà francese, tedesca, inglese, austriaca e slava. L’Excelsior farà da scenario alle vicende belligeranti del primo conflitto mondiale e inizierà lentamente a veder diminuire il numero dei suoi ospiti con la dichiarazione di guerra della Germania alla Russia, intervenuta in aiuto della collega etnica, la Serbia. La guerra è la chiave di lettura che ci permette di cogliere il romanzo nella sua pienezza di significato: intesa in senso metaforico, essa altro non è che la realizzazione del leone ruggente sognato ogni notte dal Commendatore, è la forza dell’uomo stesso che porta all’autodistruzione, è il destino che scegliamo di vivere. Il presagio è proprio questo, ovvero la possibilità di scegliere, perché una diversa sorte c’è ma siamo noi a volere tale il futuro che ci attraversa.
Racconto che ricorda Zweig, ma anche Fruttero & Lucentini, o certo Tabucchi: intrattenimento di un certo livello, ma, secondo me, nient'affatto riuscito. Siamo all'Excelsior del Lido di Venezia nel 1914, e Molesini tenta di scrivere come nel 1914, con parole antiquate e desuete, addirittura un po' dannunziane, senza però riuscirci, perché il suo stile è inconfondibilmente moderno; oltre che artificioso e pretenzioso. Siamo fra conti e duchesse, fiumi di champagne, perle e abiti da sera, lettere e calamai, brillantina e accendisigari, locomotive che sbuffano vapore, velette e piume di struzzo, bocchini di bachelite e medaglie militari. Sta per scoppiare la Grande Guerra, ma in verità questo è un racconto di passioni amorose, tormenti e follia: la bella marchesa Margarete von Hayek nasconde un segreto. Per me è divertente osservare come, quando uno scrittore uomo vuole creare il personaggio di una donna affascinante, di quelle femmes fatale che rovinano gli amanti, torna sempre sugli stessi attributi: bellissima e altera, intelligente e audace, cosmopolita, colta, ricca, spiritosa e brillante ma anche inquieta e tormentata, un poco eccentrica, ma soprattutto spregiudicata, e libera: la sua libertà, l'impossibilità di possederla, di catturarla, di farla innamorare, ci viene ribadita molte volte. Margarete von Hayek è così, come tante altre eroine della letteratura minore, e la sua storia è davvero ben poca cosa. Ma poi, ditemi voi: c'è davvero a chi piace leggere frasi come “La nube di un'ilarità mal sorvegliata scivolava da un tavolino all'altro sospendendo i calici a mezz'aria, e lasciando labbra purpuree dischiuse, propense, ma non ancora decise, a farsi travolgere dal riso” oppure “La risata esplose, gracchiante e diffusa come una raffica di mitragliatrice, quando la statura dell'invidiato gentiluomo gareggiò con lo schienale della seggiole da cui il suo smunto deretano si era appena congedato”? Eppure qualcuno deve esserci, a quanto vedo dagli altri commenti anobiani, e dal successo di Molesini...!
“[…] la lussuria è l’unguento dei disperati… ed è questo che noi siamo, disperati… perché non sappiamo amare… tu, come me, sei incapace di abbandono.”
Pochi sanno raccontare Venezia e i suoi cittadini come Andrea Molesini. In “Presagio” il protagonista è Nicolò Spada, ideatore e proprietario dell’hotel Excelsior al Lido, struttura di lusso che sin da subito ha attratto la nobiltà e l’alta borghesia di tutta Europa. In questo breve romanzo Molesini traccia l’agitazione e la disperazione dei suoi ospiti proprio mentre, con la dichiarazione di guerra dell’Austria-Ungheria alla Serbia, sta per deflagrare la Grande Guerra. E mentre tutti fuggono, c’è qualcos’altro che deflagra: la passione tra il protagonista e una donna giovane e avvenente, la sua ospite Margarete von Hayek, che si porta da Parigi un passato misterioso, legato d un ospite del manicomio di San Servolo, che non fa altro che ripetere mestamente la parola ‘Warheit’. Molesini ha un merito: quello di sa per adattare, in ogni suo romanzo, il lessico del contesto storico in cui la vicenda è ambientata. In questo caso, la Belle Epoque che sta per svanire, distrutta da una guerra che sin da subito appare insensata sebbene desiderata. La voce dell’autore è quindi tarata su una bellezza malinconica, su un soffuso senso di perdizione, di decadenza, di ultimo vagito di decoro. E così ne nasce una parvenza di eleganza misurata, che rende il romanzo un bellissimo affresco del tramonto di un’epoca.
Pessimo libro! Tempo perso e soldi buttati! Diciamo che la sinossi è scritta molto meglio e trae parecchio in inganno, infatti l’avevo preso perché pensavo che veramente l’aspetto storico fosse, non dico in primo piano, ma preponderante e coinvolgesse davvero i protagonisti e invece…prima grandissima delusione; seconda delusione la storia narrata: una trita e ritrita storia d’amore della nobile Margarete da una parte e la passione bruciante e alquanto breve per questa femme fatale da parte di Niccolò Spada, il fondatore dell’Excelsior presso il quale è ospite la donna…tutto qui…senza sugo, senza spessore, senza approfondimenti psicologici. Terza e ultima delusione è stata sicuramente lo stile di scrittura, di Molesini ho letto di meglio, qui appare frettoloso di buttare giù qualcosa da dare al più presto alle stampe, senza perdere troppo tempo nel curare i dettagli contenutistici e la lingua italiana.
Una Belle Époque veneziana tinta di nero, una prosa tragica e poetica, relazioni tanto passionali quanto torbide, la Grande Guerra che dal nulla scende sugli sfondi dorati come una pesante tenda scura… Tutti ingredienti perfetti per questa piccola perla.
Siamo nel 1914, a Venezia, e più precisamente all'Hotel Excelsior. E il mondo sta per cambiare per sempre. Sullo sfondo storico si snoda la storia del Commendatore Niccolò Spada e della Marchesa Margarete von Hayek. Il contesto storico è reso bene, il personaggio di Margarete un po' meno... c'è del cliché nel suo essere femme fatale bella, audace, ricca, brillante, arguta, tormentata, spregiudicata, libera e con un segreto dolore... Ma è un peccato veniale che si può perdonare.
Belle atmosfere decadenti di smarrimento e di incertezza di fronte all'imminenza dello scoppio della Grande Guerra, storia interessante e prosa ben scritta. Un buon libro anche se a tratti ancora un po' "acerbo", ma sicuramente Molesini non delude ed e' da tenere d'occhio.
Tout d'abord, je souhaite remercier les Editions Calmann-Lévy qui m'ont permis de découvrir ce livre en avant première grâce à Net Galley. Merci pour cette très belle découverte.
Aussi envoutant que Vingt-quatre heures de la vie d'une femme de Stefan Zweig, ce roman est une petite perle qui roule sous les doigts.
Si je n'avais pas su que son auteur était une femme (avec toutes mes excuse, l'auteur est bien un homme), j'aurais dit sans l'ombre d'une hésitation que ce roman est écrit par une plume masculine dardant les contours voluptueux de la femme. Et qu'elle femme : la comtesse Margaret von Hayek. Une femme libertine ou du moins qui assume le choix de ces partenaires qui défie les règles de l'époque : l'histoire se situe juste avant le 26 juillet 1914. Elle se réfugie à Venise et on va découvrir son passé à travers les yeux de son nouvel amant Niccolò Spada, directeur de d'hôtel l'Excelsior.
L'histoire est simple, juste, sans fioriture, mais j'ai été enivrée par la bora (vent froid et violent du Nord-Est qui souffle sur l'Adriatique). Les personnages sont travaillés sans excès, juste ce qu'il faut pour nous tenir éveiller et pour vouloir connaître leur destination.
Je n'ai pas beaucoup plus à dire concernant ce livre sauf que si vous le croisez, n'hésitez pas à le découvrir, poussez les portes de l'Excelsior, descendez sur la plage, jetez au vent votre chapeau, inspirez l'air marin et laissez-vous emporter et peut-être vous trouverez un carré de soie rouge.