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Costretti a sanguinare

Lui suona in una band, provoca i benpensanti e scrive invettive contro il futuro, ha lo sguardo allucinato e, sulla schiena del giubbotto, la scritta “Costretti a sanguinare”.
Una narrazione senza virgole e senza pause, come avviene nei dialoghi più appassionati, un flusso di coscienza a strappi, simile al balbettio di un oratore concitato, un libro autobiografico che tenta di trovare l’eco di un moto collettivo.
Una testimonianza urlata sul punk italiano che ha segnato un drammatico passaggio d’epoca, modificando per sempre l’immaginario e la critica all’omologazione. Un testo febbrile che mette in scena la rabbia e lotta per la sopravvivenza di migliaia di giovanissimi che frequentavano lo storico centro sociale Virus di via Correggio 18, quando Milano era una delle capitali del punk in Europa.
Come in un romanzo, ricco di episodi esilaranti e di situazioni limite, qui si corre a tutta velocità lungo otto anni, dal 1977 al 1984, sulla linea di una fragile etica metropolitana per ribelli di ieri e di oggi.
Riscritto e aggiornato dall’autore con nuovo carburante narrativo, Costretti a sanguinare continua il suo resistente viaggio editoriale alla caccia di lettori che vogliono provare a cambiare il mondo e il proprio destino.

Paperback

First published January 1, 1997

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About the author

Marco Philopat

14 books8 followers

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Community Reviews

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60 (27%)
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1 star
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Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Wu Ming.
Author 38 books1,312 followers
December 29, 2010
WM1: Quel giorno partimmo da Bologna su un'auto a noleggio io, WM5, Tommaso e Tano (personaggio del racconto Carcajada profunda y negra). Avevamo in mente un'impresa da Guinness: durante il viaggio, a turno, avremmo letto a voce alta il romanzo-culto La stanza mnemonica di Oscar Marchisio. Forse, con l'attenzione e la collaborazione dell'intero abitacolo, finalmente (dopo anni!) saremmo riusciti a capire di che cazzo parla quel libro.
Gettammo la spugna poco dopo Modena. A sconfiggere le nostre velleità, come accaduto altre volte, la frase a pag.22: "L'aria giungeva nella cucina, trasformando l'odore del minestrone in un sottile CD-room [sic] di verdure appena raccolte, bagnate e tritate". La zingarata proseguì senza Marchisio, lungo la via Emilia e poi, dopo Milano, verso il confine.
Mendrisio: centro sociale pulito da girarci con le pattìne, in Italia ho visto alberghi a tre stelle più malmessi. Poco dopo il nostro arrivo beccammo Marco, lo accompagnava un amico che sapeva un sacco di cose su Gagarin e il programma spaziale sovietico. Cosmonauti fluttuavano nel tramonto.
L'iniziativa era all'aperto e fu lunga, partecipata, bellissima. Philopat era in grande spolvero e ben rodato (per lui era la 43esima presentazione de La banda Bellini). L'abbinamento diede la stura alla voglia di discutere, i due libri erano solo pretesti, ci pungolammo e rispondemmo su narrazioni, miti, movimenti, produttori cinematografici, autoproduzioni, letteratura d'autore, letteratura di generi. I nostri interventi si completavano in maniera mirabile, fummo passionalmente logorroici, rovesciammo sul tavolo paioli di libere associazioni, come quando nel noto film rovesciano la polenta e dentro c'è Fantozzi. Philopat ricordò le discussioni tra me e lui sulle vecchie BBS, nei primi anni Novanta, dopo l'uscita dell'Antologia Cyberpunk della ShaKe. Diverse ore dopo c'erano ancora domande e interventi e così, annunciando la fine della presentazione vera e propria, invitammo chi voleva proseguire a raggiungerci in una saletta del circolo. Rispondemmo fino allo sfinimento, irradiavamo ottimo umore, ricordo la serata come una delle più intense da quando faccio questo lavoro.
Marco e "Gagarin" tornarono a Milano, noi dormimmo in un paesino incantevole sul lago di Lugano, a casa del compagno che aveva organizzato il tutto (Mosso, ex-Blissett dei tempi del LBP bolognese). Zapping di radio elvetiche nella notte cristallina, una voce pacata spingeva nell'etere brani di psichedelia inglese. La mattina, Mosso ci regalò chili e chili di verdura biologica e una bottiglia di sciroppo di sambuco. Partimmo, la radio ci offrì un pezzo dell'Equipe 84 e io pensavo: che bella questa comunità informale di scrittori e lettori, questa convivialità che ci tiene in piedi e ci viene incontro e non ci lascia soli; questo è ciò per cui vivo e racconto.
"Bassa retorica", dirà qualcuno , ma per me è sangue nei ventricoli. E lo è anche per Philopat, da quasi trent'anni. Philopat è mosso da amore per tutto ciò che forma e tiene unite le "scene", i network, i movimenti. Racconta storie di persone che si sbattono insieme. Mi torna alla mente Diesel di Eugenio Finardi: "E io amo questa gente che si dà da fare / che vive la sua vita senza starsela a menare". Ecco, Philopat racconta di gente che si dà da fare: si dà da fare a scoprire, a occupare e gestire, resistere e rilanciare, produrre e creare, tenere contatti.
[La doppia recensione prosegue qui: http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropau… ]
Profile Image for Roberta Bellitto.
26 reviews16 followers
May 7, 2018
Bellissimo spaccato di un'epoca, di un periodo, con un racconto scorrevole e avvincente in cui anche Milano la fa da protagonista.
250 reviews3 followers
July 27, 2023
Non un romanzo, ma proprio un racconto, un ininterrotto flusso di coscienza sulla stagione del punk in Italia, narrata da uno dei suoi protagonisti.
Profile Image for Giudy.
40 reviews
September 21, 2026
In un mondo capitalistico in cui il CEO di Spotofy usa i proventi dell'app per investire in armamenti militari, il software libero e open source è la cosa più rivoluzionaria che si può fare per ascoltare i podcast.
Per l'esattezza, la soluzione più punk (termine non a caso) è l'app AntennaPod, che funziona grazie alla meraviglia dei feed RSS, è completamente gratuita, senza pubblicità e non ruba i dati delle persone.

Grazie ad AntennaPod infatti, ho potuto ascoltare l'audiolibro di Costretti a sanguinare, letto dallo stesso Marco Philopat, con Kenobit in regia. Basta scaricare l'app, cliccare il + per aggiungere i podcast e cercare "Audiolibri di Agenzia X".
Ottima l'idea e ottimi gli intermezzi musicali.
La storia non è molto la mia cup of tea, perché io in realtà col mondo punk non so cosa ci azzecco, e le storie sulla marginalità, la fragilità e le droghe ultimamente cerco di evitarle proprio per la mia salute mentale. È comunque uno spaccato molto interessante della vita a Milano tra gli anni '70 e '80, con molti problemi che si cercava di risolvere con modi, così per dire, alternativi, e che ora sono ancora presenti e forse moltiplicati per 10000 (vedasi problema affitti a Milano, gentrificazione, droghe, ecc.).
L'ultimo capitolo per me un po' troppo lungo, e l'unica cosa che forse mi ha dato più noia è che nel momento in cui il lettore magari sbagliava parola o l'intonazione della frase, questa veniva lasciata; per i prossimi progetti valuterei la possibilità di rifare questi passaggi per rendere l'ascolto più fluido.
Profile Image for Emanuele.
88 reviews1 follower
February 4, 2025
Cronache di vita in una Milano non ancora perduta, dove vivere insieme per creare un'alternativa ad una vita che non fosse un mutuo di 30-40 anni era ancora possibile.

"Virus espansione di azioni immagini e rumori - scritto in dieci sintetici punti:
Virus è uno spazio autogestito da un gruppo di giovani nell'area occupata di via Correggio 18 a Milano.
Virus è un progetto di sviluppo di cultura autonoma autogestita senza fini di lucro.
Virus è partecipazione - lo spazio è di tutti coloro che partecipano al progetto - è inoltre aperto a situazioni esterne operanti con lo stesso fine.
Virus è attività.
Virus è negazione di droghe.
Virus è adesso a Milano perché c'è noia e ci vengono negati tutti gli spazi - è nostro intento crearne altri.
Virus non si chiude in se stesso - ma opera/organizza anche all'esterno secondo fatti/situazioni attuali.
Virus è un grosso punto di incontro per tutti i gruppi che vorranno suonare o fare attività - la riunione è al martedì sera.
Virus come spazio è frutto di dure lotte contro i padroni - come struttura è frutto della lotta contro la mancanza di soldi.
Virus non è commercio o commerciabile - per questo gli spettacoli saranno qualitativamente più veri e reali o... più scarsi (secondo i punti di vista) - comunque il prezzo del biglietto è certamente più basso."

"A grande in mezzo a un cerchio"
13 reviews
April 6, 2021
Interessante per conoscere la situazione punk italiana di quel periodo, purtroppo poche cose sulla scena romaa
Profile Image for Lou.
24 reviews
September 2, 2026
giro.. vedo gente... mi muovo... conosco... faccio delle cose........
Profile Image for Sara Booklover.
1,097 reviews981 followers
April 30, 2014
Una reale testimonianza degli anni del punk, vissuti in prima persona dello scrittore, ed è per questo che questo libro è di grande valore culturale.
Certo... dal punto di vista della scrittura non è il massimo, poco scorrevole e macchinoso... e anche la storia guardata con il senno di poi sembra un po' stupida... pero' c'è da dire che stupida o no c'è gente che in quegli ideali ci ha creduto veramente, anche se magari per poco tempo...!!
Profile Image for Sonika.
26 reviews5 followers
January 5, 2016
Bello. Crudo più nei fatti che nel linguaggio. Superato lo spaesamento iniziale per la prosa senza punteggiatura (che confonde e rallenta la lettura) va avanti veloce. Una storia che volevo conoscere, piena di disillusione e rabbia. E di investimento.
Profile Image for Lorenzo Pulici.
44 reviews2 followers
December 28, 2011

autistico e protestante: fare, scoprire, gestire, resistere e ricominciare.
fino allo sfinimento.
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