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A volte si muore

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In una città dove intere aree erano preda di criminali e maniaci, di bande mascherate, di stupratori seriali e pazzi sbandati, e sotto il controllo di gangster in doppiopetto, si muoveva un assassino misterioso e invisibile chiamato il Bisbiglio. La leggenda voleva che solo i morti che si lasciava dietro – straziati e oltraggiati – potessero vederlo. Infliggeva una fredda violenza e una studiata crudeltà, muovendosi con astuzia nel buio e nel silenzio. Colpiva quando le sue vittime erano ignare, indifese o deboli. Oppure, al contrario, quando erano certe di essere al sicuro. E, quel che era peggio, non comprendevamo nemmeno perché lo facesse. Non eravamo un passo indietro, eravamo proprio anni luce distanti. Eppure, in qualche modo, sentivamo che il cerchio ci si stava stringendo intorno, che alla fine, in un modo o nell’altro, lo avremmo visto anche noi…

“La soffitta era come le altre, salvo per alcuni particolari. Il tetto era integro. Era stato riparato e sostenuto con puntelli me­tallici e piastre d’acciaio. Il lucernario intatto. Sul pavimento era steso un tappeto economico. La finestra era chiusa e sprangata con assi inchiodate, sulle quali era stato sistemato un materasso. Un tavolino pieghevole da picnic era rove­sciato su un lato. Tutt’intorno erano disseminati gli oggetti ca­duti: spiedi sudici, un martello, delle pinze, un paio di cesoie, una batteria e altri attrezzi insanguinati. Per terra, in un angolo, era appog­giato un saldatore ad acetilene. Sul fondo, vi­cino al muro, si trovava un faro spento collegato a un gruppo elettrogeno. Al centro della stanza, simile a un trono osceno, spiccava una pol­trona metallica che avrebbe potuto ricordare quella di un denti­sta – con cuscino, schienale e poggiatesta im­bottiti – se non fosse stato per le manette assicurate al poggia­piedi e ai braccio­li, e per le catene che pendevano dalla spallie­ra. Il sedile era im­brattato di feci. C’era sangue ovunque, persi­no sulle pareti. Sul tappeto risaltava un mucchio di materiale aggro­vigliato. Sembrava un tubo rosa con rifles­si blu sul quale qualcuno avesse cosparso grossi chicchi di riso. Poi compresi che si trattava di un lungo pezzo d’intestino, bru­ciato, tagliuz­zato e calpestato, ricoperto di larve. C’era ancora un cavo della batteria pinzato a un tratto delle budella…”

404 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2016

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Claudio Vergnani

30 books25 followers

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Displaying 1 - 3 of 3 reviews
Profile Image for Alessandro Balestra.
Author 38 books43 followers
August 26, 2017
Faccio sempre una fatica immane a recensire un libro, la questione poi si complica ulteriormente quando 1) voglio che la mia recensione sia all'altezza dell'opera 2) l'autore è uno dei miei preferiti 3) il libro in questione è fotonico. Quindi scriverò di getto o come dice Vergy, uno dei protagonisti del romanzo, suonerò ad orecchio.
Tralasciando per un attimo il lato drammatico della storia, "A volte si muore" mi ha fatto riassaporare i vecchi tempi quando da ragazzo, invece di andare in discoteca, partivo per esplorare vecchie case abbandonate e cimiteri. E in questo libro i ruderi giocano un ruolo fondamentale.
Claudio Vergnani, oltre a scrivere dannatamente bene, ha la capacità di regalare al lettore una gamma vastissima di emozioni: paura, tensione, meraviglia, raccapriccio, felicità (si ride di brutto), ma anche lacrime... C'è un passaggio infatti che mi ha sconvolto e commosso come un bambino! Ma non solo.
Avete presente una suspense da manuale? Sì signori, tutto il testo è caratterizzato da un'attesa snervante alla deserto dei Tartari che non vi mollerà fin quando non arrivate alla fine.
Per concludere "A volte si muore" non è solo uno dei migliori libri scritti da Vergnani ma è anche uno dei più belli che abbia mai letto.
Consiglio però, anche se non è essenziale, per apprezzarlo al 100% invece che al 95% di leggersi prima le precedenti avventure di Claudio e Vergy ossia nell'ordine "Il 18° vampiro", "Il 36° giusto", "L'ora più buia", "Lovecraft's Innsmouth" e "La Torre delle ombre".
Profile Image for Scandal Wonder.
185 reviews26 followers
September 14, 2022
“A volte si muore” di Claudio Vergnani mi ha tenuto compagnia per diverse ore. Cosa si può chiedere di più a un libro?
La carica magnetica delle sue pagine non mi ha permesso di staccarmici prima di averlo concluso, riuscendo a incantarmi con la sua dose di suspense, paura, angoscia e, sembra assurdo, divertimento.
I due protagonisti, Claudio e Vergy, sono così ben caratterizzati da essere il punto fermo di tutta la storia. Claudio parla in prima persona e così ci coinvolge in ogni pensiero, difficoltà e scelta. E’ impossibile non immedesimarsi in lui perchè si trova ad affrontare ogni situazione per la prima volta, proprio come noi lettori attraverso i suoi occhi. Vergy invece è il co-protagonista perfetto per questa narrazione: forte fisicamente e caratterialmente, determinato, arrogante, scurrile. Niente e nessuno può fermarlo, uno che neanche le pallottole possono abbattere. L’ho adorato! Su di lui si posa pure la parte comica del duo, fattore fondamentale per spezzare un ritmo altrimenti troppo cupo e asfissiante.
La trama li vede coinvolti in una serie di disavventure che iniziano con il loro ritorno in Italia, segnato dalla perdita della casa. Si dovranno arrangiare occupando abusivamente un vecchio edificio situato ai margini della città. Poco dopo il loro insediamento scoprono quanto malfamata sia la zona, teatro di scorribande di ogni sorta e di… omicidi. Il cimitero lì dietro ne è la prova: il temibile Bisbiglio vi si aggira per raggiungere loschi scopi che, stranamente, hanno a che fare con i nostri protagonisti.
L’atmosfera horror riesce a mettere angoscia nel lettore che vive le paure dei personaggi. Ansia, terrore, incertezza, spavento. Emozioni che si susseguono continuamente, alternate a profonde riflessioni sulla vita, la morte e l’esistenza stessa, per non parlare della violenza e del declino inesorabile della società. Tra parentesi, quella del libro è una società non molto lontana dalla nostra, dalla realtà, in cui la criminalità regna sovrana e solo chi possiede denaro, potere o conoscenza può scamparla. A tutti gli altri la mano della giustizia e della legge non arriva. Quanto ci manca per arrivare a quel punto?
Un complimento sincero a Claudio per quest’opera intrigante che ho apprezzato moltissimo. Ora sono costretto a mettere in lista le altre sue opere. Tanta roba!!!
Profile Image for Baldurian.
1,231 reviews34 followers
July 12, 2017
Vergnani nel suo nuovo romanzo rimuove tutte le influenze horror e gli orpelli soprannaturali, confezionando un action thriller compatto e ad alta tensione. Una prova sicura che una coppia di protagonisti azzeccata come Vergy e Claudio non ha bisogno di vampiri o creature lovecraftiane per risaltare, basta un più realistico degrado umano. A volte si muore, per stile cinematografico di scrittura, pessimismo e impietosa analisi sociale mi ha ricordato il compianto Altieri. Ottimo libro.
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