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Quasi Grazia

Un perfetto «romanzo in forma di teatro» intorno alla figura di Grazia Deledda, l'unica donna italiana che abbia vinto il Premio Nobel per la Letteratura. Al centro, tre momenti della sua vita lontani decenni l'uno dall'altro: il giorno in cui Grazia lascia la Sardegna e tutto quello che rappresenta, il giorno in cui vince il premio più prestigioso al mondo e il giorno in cui un dottore la guarda negli occhi per trovare parole che non facciano troppo male. In mezzo, la vita tutta. Ed è seguendo con calore quella vita che questo libro non smette mai d'interrogarsi (e d'interrogarci) sulla scrittura, l'amore coniugale, il ruolo della donna e il senso del fare artistico.

Nuoro, 1900. Grazia non ha neppure trent'anni quando decide di trasferirsi a Roma con il marito. La città eterna sembra chiamarla, o forse sfidarla: contro il parere della famiglia, la giovane Deledda si getta a capofitto nel mondo.
Stoccolma, 1926. È il pomeriggio che precede la consegna del Premio Nobel: in una camera del Grand Hôtel, marito e moglie si confrontano con tenerezza, entrambi stupefatti, su come sia possibile che la vita li abbia condotti alle soglie di quel giorno glorioso.
Roma, 1935. In uno studio radiologico, un medico cerca di trovare le parole esatte per comunicare a una donna (che proprio delle parole ha fatto la sua forza) la ferocia del male che di lí a un anno la porterà via.
Marcello Fois illumina tre momenti decisivi della vita dell'autrice di Canne al vento, consegnandoci una storia di vocazione imbattibile, di tenacia assoluta, di fede cieca nel potere della scrittura. Un omaggio appassionato a un'autrice troppo a lungo sottovalutata, che letta oggi rivela tutta la sua dirompente contemporaneità.

136 pages, Paperback

First published November 29, 2016

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Marcello Fois

102 books71 followers

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Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Emilio Berra.
334 reviews324 followers
June 18, 2019
' Ritratto di signora '
Era da anni che non leggevo un libro di scrittore italiano contemporaneo così bello. Sì, "Quasi Grazia" di M. Fois è proprio un piccolo gioiello letterario. Un'opera imperdibile, dunque, per chi ama la Deledda.
E' un testo teatrale ma si legge come un romanzo.

Incentrato su tre momenti particolarmente significativi per la vita della grande scrittrice.
Dapprima siamo a Nuoro, nel 1900, quando la ventinovenne Grazia decide di lasciare definitivamente la Sardegna per trasferirsi col marito a Roma.
Poi a Stoccolma, nel '26, in una lussuosa camera d'albergo, in attesa di partecipare alla cerimonia in cui riceverà il Premio Nobel per la Letteratura.
Infine a Roma, in uno studio medico, dove apprende l'esito radiologico che evidenzia la malattia che l'anno successivo la condurrà alla morte.

Oltre alla protagonista, pochi i personaggi essenziali : il premuroso marito e la madre ; questa, in carne ed ossa nella prima scena , successivamente una misteriosa presenza, fantasma immutato nel tempo.
Grazia campeggia sempre, col suo carattere forte e nel contempo con le sue fragilità ; con le ambizioni di letterata e un sentimento poco espresso verso la Sardegna, che si palesa però essere una dichiarazione d'amore.
Profile Image for Laura V. لاورا.
545 reviews89 followers
August 6, 2017
Magnificamente Grazia

Una splendida lettura, l’omaggio da parte di un grande scrittore di oggi a una grandissima autrice di ieri, la cui opera non sembra destinata a tramontare!
Marcello Fois, nuorese come Grazia Deledda, ci regala una pièce teatrale incentrata sulla figura della nostra scrittrice Premio Nobel di cui dovremmo (specie qui in Sardegna) essere più fieri.
Tre atti che portano in scena altrettanti momenti, tutti cruciali, della vita della Deledda: la partenza dal paese natio nel 1900, le ore precedenti la consegna del Nobel a Stoccolma nel 1926 e, infine, l’inappellabile sentenza di morte pronunciata presso uno studio radiologico romano quasi dieci anni dopo. Ne emerge un verosimile ritratto della scrittrice e della donna, anche in relazione agli affetti più cari, in particolare il marito e l’anziana madre. Mi hanno profondamente colpita proprio i dialoghi con quest’ultima, dove si riscontra, come spesso accade nei rapporti tra genitori e figli, un intreccio di amore inespresso e forte incomprensione destinato, purtroppo, a rendere soltanto più amara la vita; inevitabilmente, queste pagine finiscono per toccare anche il tema del ruolo femminile, dal momento che, all’epoca della giovane Grazia, per una donna non era impresa facile né dedicarsi alla scrittura né lasciare la casa d’origine, soprattutto in un ambiente come quello isolano di fine Ottocento-inizi Novecento.
Una figura, dunque, forte, coraggiosa e indipendente alla quale la penna abile e attenta di Fois rende il dovuto riconoscimento. Un libro che consiglio a chi ama Fois, così come a chi già conosce l’autrice di “Canne al vento”, “Cosima” e tanti altri romanzi indimenticabili o volesse iniziare ad avvicinarsi all’opera deleddiana.
Profile Image for Siti.
431 reviews172 followers
December 20, 2019
Testo teatrale perfetto. Tre atti, tre capitoli significativi della vita di Grazia Deledda: la partenza definitiva dalla Sardegna in seguito al matrimonio, il ritiro del premio Nobel, la malattia che la porterà alla morte. Due persone ad accompagnare la sua vita terrena e la presenza nel palcoscenico: il marito e la madre, viva e poi sotto forma di spirito. Grazia, la protagonista assoluta, restituita allo spettatore dall’eccellente maestria di Fois che ha saputo far rivivere l’anima di una donna intelligente, collocandola opportunamente nel suo ristretto universo culturale di riferimento. E, si badi bene, non parlo qui solo delle angherie subite da un perbenismo di facciata nutrito dalla cultura ancestrale della famiglia di riferimento o da parte della piccola Nuoro, quanto, e in misura forse ancora più palese, di quelle riconducibili alla cultura ufficiale, a quella continentale, a quella che da un lato pubblica o legge i suoi lavori per poi scandalizzarsi se la giovane donna sarda ottiene il riconoscimento più ambito dai maschi ben più “importanti”, quali D’annunzio o Pirandello. Sapevo della lettera a Treves vergata dal siciliano che riferiva, in occasione del suo Nobel, di aver appreso che l’ avrebbero conferito a lui prima, se Mussolini non avesse voluto favorire la sarda per far tacere la rivalità fra due mostri sacri, lui e il pescarese appunto, ma mi sfuggiva, benché sapessi del romanzo “Suo marito” e della polemica nei confronti di Palmiro Madesani, marito della Deledda, la consapevolezza dell’artista di essere al centro di una polemica sottile e maschilista ma anche profondamente umana, nei suoi limiti. Pare che Treves avesse risposto a Pirandello riconducendolo alle sue ragioni più intime: la gelosia per una famiglia serena e un rapporto coniugale invidiabile, appunto. E mi sfuggiva soprattutto il pensiero della scrittrice che ancora una volta si trovava indignata ma fortemente consapevole della sua forza innovatrice rispetto ad un mondo che non poteva accettare uno spirito libero e per di più donna.

Nel mio paese, la Deledda è stata assurta a modello per le donne, in un ciclo di iniziative sul tema della parità di genere, e al termine delle iniziative è stato organizzato un convegno per presentare un carteggio intrattenuto dalla scrittrice con un giovane professore di Lettere , Pietro Ganga, avo di alcuni miei compaesani. I contributi dei relatori hanno delineato una personalità forte e coraggiosa, tenace e complessa, sicura e combattuta nell’intimo dissidio generato dall’inevitabile frattura con il mondo che l’aveva generata, partorita, allevata e poi non era riuscita ad accettarla nonostante non facesse altro che narrare quello stesso mondo a cui profondamente era debitrice. Si è ricordato inoltre che nel 2016, anno di pubblicazione del lavoro di Fois, sono apparsi alcuni altri timidi contributi sulla figura ancora poco conosciuta della Deledda, compresa la biografia di Luciano Marrocu, “Deledda. Una vita come un romanzo”, sottolineando come ci sia una timida ripresa dell’interesse verso la scrittrice sarda oltre che un incessante lavoro accademico che si spera di raccordare con il lavoro delle scuole di ogni ordine e grado, soprattutto in Sardegna, al fine di evitare quel terribile oblio, dovuto allo studio della letteratura per movimenti letterari che vede penalizzata una scrittrice non inquadrabile in tal senso. Ironia della sorte: stesso destino che le fu riservato in quanto donna.
Profile Image for arcobaleno.
658 reviews167 followers
March 21, 2019
Lo scrittore è uno specchio
Marcello Fois ha scritto questa pièce per ricordare la sua conterranea Grazia Deledda. Tre quadri per tre momenti salienti della scrittrice. Tre sintesi del pensiero ribelle e determinato di una donna intelligente e volitiva (ogni fuga bisogna sapersela permettere. Ogni indipendenza bisogna potersela permettere), ma anche ansiosa e inquieta (senza ansia, senza inquietudine, senza invidia, come credi che abbia potuto scrivere?). Tre personaggi principali, tre figure a impersonare tre tempi: Grazia, il presente e l'attuale; il marito, per il futuro e la fiducia nel cambiamento; e la madre, a volte solo un'ombra incombente, a rappresentare il passato e la tradizione sarda, il legame stretto della scrittrice con la famiglia e la terra d'origine. Tre attese, tre fotografie dell'attimo precedente, quando i pensieri sono più intensi e genuini: l'abbandono, ma solo fisico, della Sardegna; il ricevimento del premio Nobel per la letteratura; la consapevolezza della imminente morte. E infatti solo un destino bastardo ha potuto interrompere definitivamente, a 64 anni, l'attuazione dei suoi desideri di libertà e la sua verve creatrice.
Con questo scritto teatrale, pur breve, Fois ha saputo caratterizzare con delicatezza e sincerità la poetica di una delle donne più importanti della letteratura italiana; e valorizzare una scrittrice così poco riconosciuta e apprezzata, a cominciare dalla sua famiglia e dalla maggior parte dei suoi corregionali. Molti erano infatti quelli che la accusavano persino di tradimento per far apparire, nei suoi scritti, la Sardegna una terra retrograda e primitiva (c'è un'accusa nei miei confronti... Per essermi rifiutata di mediare, di offrire una possibile consolazione. Si sono abituati a confondere lo scrittore col cerimoniere. E invece lo scrittore è uno specchio. Riflette e ti mette davanti a quello che sei, senza sconti. Sennò non è uno scrittore).
Faranno a gara per dileggiarmi, ma non sanno che nessuno li amerà come li ho amati io. Nessuno. Mai più. Non hanno capito che se io cadessi nell'oblio che mi augurano, loro cadrebbero nell'oblio insieme a me.
Profile Image for Patty_pat.
464 reviews78 followers
March 2, 2022
Sublime. Ho le lacrime agli occhi. Tre episodi avvenuti nella vita di Grazia Deledda, romanzati o forse no. Chi ci dice che non siano effettivamente andati così? La vita di una donna in tre momenti fondamentali, con tutti i retroscena appena accennati ma prorompenti; la presenza fisica e immaginata della madre, così importante; il marito, la sua roccia, il suo amore, la sua sola presenza avvolgente. Le parole di Fois riportano alle parole della Deledda, vive e vere. Quasi Grazia, o forse Vera Grazia. Una donna più rivoluzionaria di quanto abbia mai potuto immaginare di essere.
Profile Image for Chik67.
262 reviews
October 4, 2017
Tre squarci nella biografia di Grazia Deledda sotto forma di scene teatrali.
Il rapporto con la Sardegna e quello con la madre. Due rapporti in cui amore e conflitto si mischiano senza soluzione. Intrigante.
Profile Image for Giorgia.
14 reviews9 followers
June 5, 2017
Un punto di vista.
Un conterraneo contemporaneo che decide di omaggiare chi ha fatto della Sardegna una terra di scrittori.

Da leggersi. Nessuno scrive più teatro.
Profile Image for Luigi Serra.
46 reviews1 follower
December 12, 2025
Quasi Grazia, romanzo di Marcello Fois, si concentra su tre momenti cruciali della vita di Grazia Deledda.

Il primo atto riguarda il trasferimento definitivo che Grazia, insieme a suo marito Palmiro, compie da Nuoro a Roma.
Il dialogo iniziale che ci viene presentato è quello tra la scrittrice nuorese (che si accinge ad abbandonare la casa natale), e sua madre. Due donne accomunate da un atteggiamento granitico ma che sono, per ambizioni, una l'opposto dell'altra.
Grazia, già dalla sua giovane età, è una ragazza determinata che vuole fare della scrittura lo strumento e il mezzo, attraverso il quale, potersi finalmente emancipare. Francesca Cambosu, la madre, ritiene che scrivere soprattutto per una donna non possa essere una scelta auspicabile ma un'attività da evitare.

Nel secondo atto, invece, troviamo Grazia e Palmiro a Stoccolma, capitale della Svezia. Qualche giorno più tardi, infatti, l'autrice verrà insignita del premio Nobel per la letteratura (1926). Prima e unica donna italiana, ancora oggi, ad averlo ricevuto.

L'autrice sarda, nel terzo e ultimo atto, scopre di avere un male incurabile e si ritrova a fare un resoconto della sua vita.
Il suo ultimo romanzo, anche autobiografico, è 𝐶𝑜𝑠𝑖𝑚𝑎. Pubblicato postumo ed incompiuto, nel 1936.

Grazia Deledda, pur essendo nata nel 1871, lotta per la sua libertà e capisce, fin da subito, che Nuoro non le basta e le sta stretta. La città natale, infatti, non potrebbe consentirle di spiegare le ali e di concretizzare il suo sogno più grande: diventare una scrittrice.

Di quest'opera è stata realizzata, a fine novembre del 2025, una trasposizione cinematografica diretta dal regista sardo Peter Marcias in cui la scrittrice nuorese è interpretata, nelle varie fasi della sua vita, da tre bravissime attrici: Irene Maiorino, Laura Morante e Ivana Monti.
107 reviews1 follower
April 30, 2025
molto bello, a tratti toccante.
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