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Pianeta Tschai - seconda parte

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Nella Zona Nera alcuni si avventurano di notte, altri in pieno giorno. C’è chi si sente più sicuro in gruppo e chi preferisce tentare da solo. Ciascuno ha una propria teoria; quasi nessuno, una volta entrato, ritorna a raccontare se fosse giusta. La Zona Nera è l’Eldorado di Tschai, un immenso territorio aspro e accidentato dove affiorano le pietre preziose – rosse, turchine, verdi, opalescenti – che sono la moneta comune a tutto il pianeta. E tra i disperati di ogni razza che rischiano la vita nella Zona Nera c’è anche Adam Reith, il terrestre. Anche lui vuole arricchire in fretta, ma solo perché questo è l’unico mezzo che gli permetterà, forse, di tornare sulla Terra. Tra lui e la fuga da Tschai ci sono soltanto piccole comitive di sportivi. Lo sport che praticano è la caccia all’uomo.

Copertina di Franco Brambilla

Pianeta Tschai - Prima parte

308 pages, Mass Market Paperback

Published December 1, 2016

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About the author

Jack Vance

774 books1,614 followers
Aka John Holbrook Vance, Peter Held, Ellery Queen, Alan Wade.

John Holbrook Vance was an American writer widely celebrated for his imaginative contributions to science fiction, fantasy, and mystery literature. Over a career that spanned more than six decades, he became known for richly detailed worlds, inventive language, and stories that combined adventure with sharp social observation. His work influenced generations of speculative fiction writers and helped expand the literary possibilities of the genre. Vance wrote more than sixty books and numerous short stories, many first appearing in science fiction magazines before later being expanded into novels and collections. His fiction was widely translated and developed an international readership.
Vance grew up in California and spent part of his youth on a ranch near the Sacramento River delta, where he developed a love of the outdoors and an appetite for reading. The family experienced financial hardship during the Great Depression, prompting him to take a variety of jobs before completing his studies at the University of California, Berkeley. During these years he worked in several trades and cultivated interests in music, travel, and sailing, experiences that later informed many of the settings and themes in his fiction. Before becoming a full-time writer he held numerous occupations, including shipyard worker, merchant seaman, carpenter, and surveyor.
His earliest published story appeared in the mid 1940s in a science fiction magazine, marking the beginning of a long writing career. Throughout the following decades he produced stories across multiple genres, though he became best known for science fiction and fantasy cycles that combined imaginative settings with elaborate cultures and social systems. Among his most famous works are The Dragon Masters and The Last Castle, both of which received Hugo Awards. The Last Castle also earned the Nebula Award, confirming Vance's reputation as one of the most distinctive voices in speculative fiction. His fantasy trilogy Lyonesse later received the World Fantasy Award, while his memoir This Is Me, Jack Vance! earned another Hugo decades later.
In addition to speculative fiction, Vance wrote several mystery novels, some under pseudonyms including Ellery Queen. These works often blended crime elements with psychological or social themes and sometimes anticipated ideas that later appeared in his science fiction. His storytelling frequently emphasized cultural conflict, moral ambiguity, and intricate social customs rather than large-scale warfare, setting him apart from many contemporaries in the genre.
Vance maintained close friendships with other science fiction writers and participated in literary communities that shaped postwar American speculative fiction. He traveled widely with his family and spent extended periods abroad, experiences that influenced the exotic settings and cosmopolitan tone found in many of his books. Music also played a role in his life and writing, reflecting his long-standing enthusiasm for traditional jazz.
Despite gradually losing his eyesight later in life, Vance continued writing with the aid of specialized software and completed both fiction and autobiography in his later years. Over time his reputation grew steadily, and he received numerous honors, including the World Fantasy Award for Life Achievement and recognition as a Grand Master by the Science Fiction and Fantasy Writers of America. Critics and fellow writers often praised his distinctive style, wit, and imagination, and his stories remain widely read within the science fiction and fantasy community.

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Profile Image for Fabio R.  Crespi.
395 reviews4 followers
August 19, 2025
Urania Collezione ha riproposto, in due volumi, i quattro romanzi che compongono la saga del "Pianeta Tschai" (Mondadori, 2016; trad. di Beata Della Frattina) di Jack Vance.
Il terzo volume ("I tesori di Tscahi") fu una delle prime letture che mi fidelizzarono alla sf e, da allora, penso di aver preso quasi tutte le edizioni in cui è stato proposto il ciclo, compresa ora questa in formato digitale.

Le avventure del naufrago terrestre Adam Reith sul pianeta di Carina 4269 a 212 anni-luce dal Sole sono un classico di Vance e un classico del "planetary romance" in generale. Su Tschai sono presenti una razza autoctona (i Pnume) e tre razze che arrivano dalle stelle (Chasch, Wankh e Dirdir), oltre a umani (sottouomini) in parte servi delle quattro razze aliene, in parte liberi e dispersi in diversi clan o nazioni. Il protagonista cercherà, nel corso di tutti e quattro i romanzi (che vanno letti preferibilmente senza soluzione di continuità), di trovare un modo per scappare da Tschai e tornare sulla Terra, anche con l'aiuto di un paio di sottouomini che si sono legati al misterioso straniero.

Quello che colpisce, oltre alla capacità dell'autore di rendere a tinte forti culture aliene, sono anche gli equilibri descritti tra le diverse razze e la varietà sociali e comportamentali delle diverse culture umane, quasi aliene loro stesse dopo cinquantamila anni di evoluzione su Tschai, soprattutto nei casi di rapporto diretto con gli altri alieni. Non solo avventura, quindi, ma fantascienza che, pur ammiccando allo stile della Golden Age, si arricchisce di tante preziose sfumature. E, in appendice, "Jack Vance, l’uomo dei mondi accanto", una rapida presentazione di Giuseppe Lippi.

Questo secondo volume raccoglie "I tesori di Tschai" ("The Dirdir", 1969) e "Fuga da Tschai" ("The Pnume", 1970).
Profile Image for Alex.
146 reviews13 followers
December 27, 2018
VOTO AL CICLO INTERO: 4,8
Probabilmente uno dei cicli più belli di fantascienza avventurosa, dove l'epicità e l'azione prevale su qualsiasi altra caratteristica letteraria: puro intrattenimento, senza fronzoli!
Profile Image for ⚔️Kelanth⚔️.
1,131 reviews166 followers
February 14, 2017
Cerco qui di recensire un "must have" delle saghe fantascientifiche, di un autore che sicuramente ai più risulterà sconosciuto, rispetto ai più famosi Asimov, Bradbury, etc... Ma chi è davvero appassionato di science-finction sicuramente riconoscerà, che invece è appassionato di letture del futuro e non ha mai letto questa saga di Jack Vance, cercherò di convincerlo a rimediare subito.

Questa è un'opera di ampio respiro, sembra quasi una fantascienza del periodo di quel "sense of wonder" degli albori, dove la parte avventurosa in questi libri era preponderante rispetto alle tecnologie. Consentitemi un paragone al famoso "Lucky Starr" Asimoviano, anche se qui parliamo di un ciclo forse più ingenuo che si svolge tutto nel nostro sistema solare, con un pizzico di giallo.

La saga planetaria di Vance invece ha luogo sull'immaginario pianeta Tschai orbitante attorno alla stella Carina 4269, a 212 anni luce di distanza dalla Terra dove fa naufragio l'astronauta Adam Reith, il protagonista umano, unico sopravvissuto di una spedizione terrestre in risposta ad un messaggio d'aiuto di oltre duecento anni prima. Il ciclo, pubblicato tra il 1968 e il 1970, si compone di quattro volumi ed è uno degli esempi tipici di planetary romance, un filone della fantascienza avventurosa in cui l'ambientazione è un pianeta sconosciuto, lontano dalla Terra.

La trama ricorda molto, se lo confrontiamo con le sale cinematografiche, alla saga con Vin Diesel "Pitch Black" e "Le Cronache di Riddick"; non ho potuto fare a meno di immaginarmi Adam Reith come il protagonista dei sopracitati film. La storia è semplice, un uomo naufraga su un pianeta alieno e fa di tutto per lasciarlo alla svelta, solo che tra il dire e il fare c'è di mezzo... l'alieno.

Molti alieni in questo caso, tutti diversi, tutti perfettamente descritti nella loro ambientazione, nel loro contesto e nella loro cattiveria. Unica nota dolente è probabilmente la reperibilità di tale volume, in quanto facente parte di uno speciale di "Urania Collezione" e dunque uscito unicamente nelle edicole. La versione della "Nord" è impossibile da recuperare nelle librerie, ma se amate le bancarelle degli usati o volete esplorare il web, troverete sicuramente il modo di leggere questo ciclo.

Vi consiglio caldamente dunque, anzi vi sprono, se siete appassionati di fantascienza, di mettervi sulle tracce di questa saga, non ve ne pentirete di certo.
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