Gabriele D'Annunzio, Prince of Montenevoso (12 March 1863 – 1 March 1938), was an Italian poet, playwright, orator, journalist, aristocrat, and army officer during World War I. He occupied a prominent place in Italian literature from 1889 to 1910 and later political life from 1914 to 1924. He was often referred to under the epithets Il Vate ("the Poet") or Il Profeta ("the Prophet").
D'Annunzio combined in his work naturalism, symbolism, and erotic images, becoming the best interpreter of European Decadence in post-Risorgimento Italy.
His love affairs, relationship with the world-famous actress Eleanora Duse, heroic adventures during World War I, and his occupation of Fiume in 1919 made him a legend in his own time.
D'Annunzio sputa versi come un drago. Sulle sue pagine fiamme, non parole. Inutile dirlo, ma lo dico lo stesso: davvero un vanto per la letteratura italiana (e abruzzese).
Ho voluto leggere questo libro perchè volevo conoscere il d'Annunzio letterato rispetto alla figura storica che viene studiata a scuola. Sfortunatamente, forse anche influenzato dalla luce negativa con cui viene trattata la sua figura attualmente, non sono riuscito ad apprezzare questo romanzo. L'ho sentito vecchio anche per il suo tempo (1889), in quanto a lingua e temi trattati. I vocabili usati sono troppo ricercati e impediscono una fluidità narrativa necessaria per immergersi nella lettura. I temi trattati (il triangolo d'amore) viene presentato con delle caratteristiche quasi trecentesche, e quindi idealizzate e poco realistiche nella vita quotidiana. I personaggi sono tutti nobili di Roma (nobili non borghesi) che fanno duelli, vanno all'ippodromo e fanno salotto. Il tutto crea una sensazione che il romanzo sia una perifrasi a se stesso e alla sua capacità sintattica e di stile, ma senza riuscire a lasciare nulla al lettore.
Having previously read L'innocente (also a famous film), I've wanted to read this for while. I'll simply say: both are literary masterpieces that I highly recommend.
"Il finale del pranzo era, come sempre in casa d’Ateleta, splendidissimo; poiché il vero lusso d’una mensa sta nel dessert. Tutte quelle squisite e rare cose dilettavano la vista, oltre il palato, disposte con arte in piatti di cristallo guarniti d’argento. I festoni intrecciati di camelie e di violette s’incurvavano tra i pampinosi candelabri del XVIII secolo animati dai fauni e dalle ninfe. E i fauni e le ninfe e le altre leggiadre forme di quella mitologia arcadica, e i Silvandri e le Filli e le Rosalinde animavan della lor tenerezza, su le tappezzerie delle pareti, un di que’ chiari paesi citerèi ch’esciron dalla fantasia d’Antonio Watteau."
Al contrario di diverse recensioni, ho apprezzato molto il personaggio di Andrea: incostante, superficiale, deliberatamente contraddittorio, che mente a se stesso e agli altri per essere all'altezza dello stile di vita impartitogli dal padre, inevitabilmente fallendo. In poche parole assurdo, un personaggio che farebbe gola a Freud per le sue sedute di psicanalisi.
Un mio pensiero su un piccolo dettaglio: quando leggiamo il punto di vista di Maria lei si dispera perchè "capisce" che Francesca, cugina di Andrea, è innamorata di lui. Io non trovo che sia così, ma che Francesca fosse in realtà innamorata proprio di Maria!
Ho trovato ne “Il piacere” di D’Annunzio un’opera favolosa. Sono riuscito ad identificarmi sia nel lettore comune, che nel lettore ricercato descritti nella postfazione di Simona Micali. L’integrazione fra l’estetica ricercata (sia nelle ambientazioni che nelle citazioni) e la storia “popolare” rende “Il Piacere” un romanzo completo, assolutamente compiuto in ogni suo macro aspetto. Ricordavo dagli studi liceali la poetica di D’Annunzio, per cui ho avvertito fortemente la nota autobiografica. Sono sinceramente colpito, non mi aspettavo mi piacesse tanto!
Nel libro primo veniamo catapultati a Roma nel mondo lussuoso di Andrea Sperelli, unico erede della sua famiglia intellettuale. Attraverso lunghi flashback, siamo testimoni degli incontri con Elena Muti e dell'amore passionale che nasce tra i due, fino a quando Elena lascia Andrea all'improvviso. L'uomo cerca di dimenticarla intraprendendo diverse relazioni. Una tra queste con Donna Ippolita, già amante di un altro uomo. I due uomini si sfidano a duello e Andrea, nonostante le buone conoscenze della scherma, rimane gravemente ferito.
Il secondo libro, quindi, si concentra sulla convalescenza di Andrea nella casa della cugina Francesca in Abruzzo. Qui conosce Maria Ferres, una donna fisicamente simile ad Elena e tra i due scoppia un amore spirituale. Maria, però, è sposta a ha una figlia; ci vorrà molto prima che dia libera voce ai suoi sentimenti.
Nel libro terzo Andrea ritorna nel suo appartamento a Roma, ritornato in forze e pronto a svolgere la sua vita di tutti i giorni, tra lavoro, serate e donne. Scopre poi che entrambe le sue amanti, Elena e Maria, sono a Roma e si trova diviso tra l'amore che prova per l'una e per l'altra.
Nel quarto libro si viene a sapere che Elena è al suo secondo matrimonio e, nonostante conceda qualche incontro con Andrea, lo respinge definitivamente. Andrea si dedica così a Maria, rimanendole vicino soprattutto quando si scopre che il marito gioca d'azzardo. Andrea, però, continua a pensare ad Elena e dopo aver scambiato il nome delle due, rimane da solo e abbandonato a se stesso.
Lo stile è raffinato e ricercato. Molti sono gli accenni che riguardano la musica, la storia, l'arte e la politica dell'Ottocento/Novecento.
I personaggi e le ambientazioni sono ampiamente ben descritte, come lo sono anche i sentimenti che prova Andrea Sperelli, punto di vista principale - fatto eccezione le tracce del diario personale di Maria nel libro secondo.
Quest'opera mette in luce l'amore passionale per Elena e l'amore spirituale per Maria. Due contrasti che lo stesso Andrea definisce quasi parti che si completano per formare una terza figura, quella perfetta. Andrea ama entrambe a modo suo, ma la prevalenza di Elena si percepisce soprattutto quando i due amanti si rivedono dopo anni e chiama Maria con il suo nome. Vedremo Andrea destreggiarsi in questo sentimento sempre più difficile da gestire, senza mancare agli impegni lavorativi e algi incontri con gli amici.
Senza dubbio non è una lettura semplice. Lo stile è molto ricercato e i molti dettagli nelle descrizioni potrebbero rallentare la lettura, ma per gli amanti della letteratura è indubbiamente un Classico da non perdere.
Sono rimasta affascinata della tanta cura per i dettagli che sì, alcuni non servono ai fini della lettura, ma D'Annunzio è uno dei massimi esponenti del decadentismo e dell'estetismo; non si può dimenticarlo.
estenuante. quando ho cominciato la lettura di questo libro, credevo avrebbe superato ogni mia aspettativa. la persona che me lo ha consigliato lo ha definito il suo libro preferito, di conseguenza ho deciso di acquistarlo. purtroppo però, non l’ho trovato chissà quanto coinvolgente, bensì piuttosto scialbo. la trama narra di un giovane, andrea sperelli, alto, lussurioso, donnaiolo, che si innamora perdutamente di una donna: elena muti. i due diverranno amanti, ma successivamente lei sarà costretta ad abbandonarlo, lui incontrerà altre donne e tenterà di colmare il vuoto provocato da lei. addirittura l’uomo, si convincerà di non averla mai amata. andrea rincorre assiduamente il piacere, una sorta di soddisfazione, la quale non riuscirà ad ottenere. sotto ogni punto di vista, questa donna è sublime, quasi considerata una dea degli innamorati: ogni sua azione diventa emblema per andrea sperelli. non voglio anticiparvi il resto della storia, è un romanzo particolarmente sentimentale. posso essenzialmente dirvi che impiega 350 pagine per arrivare ad un finale “sconvolgente” di mezza pagina. inizialmente il libro mi è parso molto discorsivo, fluido, ricco di descrizioni ridondanti e ripetitive (intere pagine anche solo per la descrizione di una semplice rosa). durante tutte queste descrizioni, ho perso più volte la concentrazione, e la mia conseguente azione è stata quella di chiudere il libro e riporlo nella libreria. per quanto la storia possa sembrare coinvolgente, non credo sia stata sviluppata correttamente. mi ha delusa, e ho deciso di terminarlo solo per non lasciarlo incompleto.
No. Questo libro non è per me, ho addirittura dovuto saltare delle parti per riuscire ad arrivare alla fine di questa lettura-supplizio. D’Annunzio romanziere per me resterà limitato a quanto ne ho studiato a scuola e a cuor leggero non mi affliggerò più altre letture di sue opere. Se prima di iniziare la lettura integrale pensavo che questo libro sarebbe stato pesante da leggere, si è rivelato peggio.
“L'anno moriva, assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor velato, mollissimo, aureo, quasi primaverile, nel ciel di Roma. Tutte le vie erano popolose come nelle domeniche di Maggio. Su la piazza Barberini, su la piazza di Spagna una moltitudine di vetture passava in corsa traversando; e dalle due piazze il romorio confuso e continuo, salendo alla Trinità de' Monti, alla via Sistina, giungeva fin nelle stanze del palazzo Zuccari, attenuato.”
che piacere leggere questi capolavori, uno dei migliori libri che abbia mai letto. leggetelo senza saperne nulla e vi ritroverete travolti da una scrittura sublime e immensa e una storia che mette la pelle d'oca, lo rileggerò da grande sicuramente. fuorviante a mio avviso l'idea che si ha di questo libro comunemente, va letto!
Andrea e tutti gli uomini della sua famiglia dovrebbero andare in terapia. Vorrei dire anche d'Annunzio ma ho paura che mi insultino per tale affermazione.