Celeste era la ragazza più bella del ghetto di Roma, ma quasi nessuno le si rivolgeva con il suo nome vero: la chiamavano Stella i suoi ammiratori, Pantera Nera (negli anni della guerra e dell'occupazione tedesca), i parenti e gli amici dei tanti correligionari che lei denunciava ai fascisti, condannandoli alla deportazione e alla morte. Nessuno ha mai saputo perché lo facesse. Le cronache che si occuparono di lei nel dopoguerra, quando trascorse anni in carcere e poi sparì nel nulla con un altro nome, non hanno saputo rispondere a questa domanda. Pederiali parte dalla verità dei documenti e delle testimonianze, per ricostruire la "vera" storia di "Stella di Piazza Giudia".
"La ciminiera fumava e uomini, donne e bambini venivano trasformati in nuvole grigie, fatte di vapore e polvere leggerissima, che salivano fino alle altre nuvole costruite da Dio e viaggiavano lontano. La polvere di uomini, donne e bambini raggiungeva ogni contrada d'Europa, perfino la Germania e si depositava nei campi, sulle città, e la gente la respirava, la beveva, la mangiava, anche i bambini respiravano i fantasmi di bambini invisibili nell'aria. Eppure non succedeva niente, e nessuno spegneva i fuochi." https://www.youtube.com/watch?v=6HRpx...
Inaspettatamente gradevole, restituisce in maniera vivida l'atmosfera del ghetto di Roma durante la seconda guerra mondiale, che fa contorno all'incredibile storia di Celeste Di Porto «la pantera nera», ebrea e collaborazionista, complice morale dei nazisti nell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Una stella in più per la difficoltà di rappresentarla, nonostante tutto, come un essere umano, con le sue contraddizioni e miserie, e per la forma del «romanzo a più voci», e in prima persona, che incredibilmente non stona.
Questo libro narra, pur con molte lacune, la storia di Celeste, una ragazza del ghetto ebraico di Roma che, negli anni delle leggi razziali fasciste e ancor più negli ultimi tempi dell' occupazione tedesca di Roma durante la II guerra mondiale, tradì i suoi correligionari contribuendo alla cattura di molti ebrei, destinandoli così ai campi di sterminio e a una morte quasi certa. Processata dopo la fine della guerra, se la cavò con un breve soggiorno in carcere e una volta libera, fece perdere definitivamente le sue tracce. Nonostante l'argomento interessante, questo romanzo mi ha annoiato per il suo ritmo lento e prevedibile e l'incapacità di esprimere il pathos che mi sarei atteso da una storia tanto terribile
Celeste, rinominata Stella e Pantera Nera, è una ragazza ebrea che vive nel ghetto di Roma. Fidanzata con un ragazzo che non ama, comincia ad avere una relazione con Vincenzo. Da quel momento la sua vita cambierà drasticamente. Comincerà a seminare il terrore tra parenti e amici del ghetto. Consegnerà gli ebrei ai fascisti condannandoli alle Fosse Ardeatine o ad Auschwitz. Celeste è un personaggio realmente esistito. In questo romanzo, viene ritratta dalle persone che l’hanno incontrata. Un collage di testimonianze che fa mettere insieme i puzzle al lettore. Se il personaggio di Stella viene ritratto con una certa precisione, rimangono sconosciute le ragioni per cui la ragazza si è messa a collaborare con il nemico. E questa è la domanda che il lettore si pone ad ogni capitolo. Nel frattempo vengono descritti i rastrellamenti, le case vuote e il potere della propaganda. Molti cittadini non erano a conoscenza di quello che accadeva nei campi di sterminio. Consigliato per chi ama il periodo della Seconda Guerra Mondiale e per chi vuole saperne di più sul personaggio di Celeste.
Romanzo storico che ripercorre i drammatici eventi dal 1938 al 1945, l’emanazione delle leggi razziali, il rastrellamento del Ghetto di Roma, l’eccidio delle Fosse Ardeatine e il destino dei deportati ad Aushwitz
La narrazione a più voci mette in risalto la figura di Celeste di Porto, soprannominata Stella per la sua bellezza.
Ragazza procace e spregiudicata è stata accusata di aver collaborato con le SS, le sue delazioni hanno fatto arrestare e deportare decine di persone, tutti suoi conoscenti e vicini di casa.
Perché lo ha fatto? Per opportunismo, per vendetta, per aver salva la vita sua e dei suoi famigliari, per soldi, per amore.
La trama, che lega fatti realmente accaduti alla fiction, cerca di dare risposte.
Celeste, dopo la guerra, ha scontato 12 anni di carcere ed ha lasciato il Ghetto per sfuggire dalle inevitabili ritorsioni da parte dei sopravvissuti.
È morta nel 1981.
Altra figura storica citata nel libro è Settimina Spizzichino, unica abitante del Ghetto sopravvissuta alla deportazione.
Conoscevo già la storia di questo libro, il tradimento ai danni del pugile Bucefalo, rastrellato all'ultimo per fare numero nell'eccidio delle fosse Ardeatine, probabilmente per sostituire un parente della Pantera Nera Celeste Di Porto. L'esperimento narrativo è riuscito solo per metà: c'erano tanti spunti che valeva la pena seguire (in primis: la storia pazzesca di Leone Efrati - Lelletto- zio di Bucefalo che lo fa appassionare alla boxe, che ha un successo talmente grande che finisce a vivere a Chicago ma poi torna a Roma nel Ghetto per salvare la famiglia dai rastrellamenti nazisti, che finisce nel lager a combattere a sangue per il divertimento dei kapo, e che lì muore massacrato perché quando gli uccidono il fratello lui si ribella). Ci sono personaggi meritevolissimi: la buona Settimia che sopravvive ad Auschwitz, Arminio l'interprete, il padre di Celeste che per la vergogna di avere una figlia spia si consegna da solo alle SS: eppure, nonostante il materiale, tutti questi personaggi restano sfumati, poco tangibili (soprattutto Settimia). Mi fa piacere che questa storia sia stata raccontata ma si poteva fare molto di meglio.