"Il gioco dei perché è il più vecchio del mondo. Prima ancora di imparare a parlare l'uomo doveva avere nella testa un gran punto interrogativo": le parole di Gianni Rodari chiariscono bene il senso dei "perché" di questo libro e ci portano all'interno di un'officina letteraria dove razionalità e fantasia, scienza e poesia convivono. Nati da due rubriche giornalistiche in cui lo scrittore rispondeva alle più disparate domande dei suoi giovani lettori, i "perché" danno ancora una volta misura della grandezza di Gianni Rodari, che con vivacità e ironia sapeva far riflettere lettori piccoli e grandi. Età di lettura: da 9 anni.
Italian journalist and writer, particularly famous for his children books, which have been translated in many different languages but are not well known in the English speaking world. In 1970 he was awarded the Hans Christian Andersen Medal for children's literature.
Un gran bel libro per bambini, ma che può essere letto o ascoltato da tutti. Gianni Rodari è una garanzia assoluta. Con linguaggio semplice, ironico, a volte con canzoncine e filastrocche cerca di rispondere ai mille perché che i bambini pongono agli adulti. Rime bislacche, rime canterine, rime malandrine, spiegano e rispiegano concetti per noi adulti facili, per i bambini a volte incredibili e difficili. Ascoltato in audiolibro e consigliatissimo a tutti i genitori, zii e nonni, per non farsi trovare impreparati di fronte ai grandi quesiti dei piccoli.
RODARI E LE RISPOSTE AI PERCHE' DEI BAMBINI E NON SOLO ...9 modi per insegnare ai bambini ad odiare la lettura Presentare il libro come una alternativa alla Tv; Presentare il libro come una alternativa al fumetto; Dire ai bambini di oggi che i bambini di una volta leggevano di più; Ritenere che i bambini abbiano troppe distrazioni; Dare la colpa ai bambini se non amano la lettura; Trasformare il libro in uno strumento di tortura; Rifiutarsi di leggere ai bambini; Non offrire una scelta sufficiente; Ordinare di leggere. [Gianni Rodari - “Giornale dei genitori” 10 ottobre 1964] Chi scrive per ragazzi deve dunque conoscere il mondo del bambino e quello dell’adolescente.Per questo venerd' 3 maggio propongo un libro che ho usato molto nel mio quotidiano impegno professionale di Docente di Lettere: il libro dei perché Gianni Rodari è stato uno scrittore e un pedagogista italiano. I suoi testi per ragazzi hanno contribuito a rinnovare la letteratura per gli adolescenti ed anche per me, per alcuni decenni Docente di Lettere, è stato un riferimento importante, indirizzandomi ad educare alla creatività e alla partecipazione attiva dei ragazzi, alla creazione di storie per grandi e meno grandi con consigli operativi su come divertirsi giocando con le parole. Rodari dedicò alle domande che i bambini gli inviavano, una simpatica rubrica settimanale su "l'Unità", nella quale ogni perché, invece di venire "liquidato" con risposte sensate e "adulte", diventava il pretesto per filastrocche, raccontini, invenzioni fantastiche. Nel 1984 le risposte di Gianni Rodari vennero raccolte per la prima volta da Marcella Argilli in un volume che si aggiunse alla copiosa bibliografia del maestro di Omegna. Perché si nasce?
Questa è una storia vera: una volta Laila non c'era e adesso c'è. Come mai? Perché? Laila è venuta al mondo per vedere quant'è bello, così largo e così tondo, e invece cos'ha trovato? Che è vecchio, storto e mal combinato: fa pena a guardarlo... Rimbocca presto le maniche: bisogna raddrizzarlo... GRAFICA
Perché i re sono re?
I re sono re perché lo dicono loro: ma solo fin che la gente, per forza o per amore, gli dà retta. Quando la gente si accorge che i re sono uomini come gli altri, ed è abbastanza forte per cacciarli via, si fa la repubblica. Il re più famoso di tutti è un re di favola, che si chiamava Mida. Conosci la sua storia?
Senti senti come grida, come piange il buon re Mida: tocca il pane, tocca il vino, gli diventa oro zecchino, un confetto, se lo lecca, gli diventa oro di zecca. A me capita il contrario ogni mese col salario: appena lo tocco, là per là, tutto in debiti se ne va.
Perché gli scienziati vogliono andare sulla luna?
Per vedere com'è fatta. Per vedere le stelle da vicino. Per vedere la Terra, che di lassù sembrerà una luna azzurrina. E diranno così:
Di qui si vede finalmente quanto piccola è la Terra: non c'è posto per fare la guerra, statevi in pace, gente con gente.
Perché si danno i nomi alle stelle?
I primi a chiamare per nome le stelle furono gli antichi: osservando le costellazioni ne scoprirono i disegni, videro l'Orsa e la Bilancia, i Gemelli e l'Ariete; ai pianeti diedero i nomi delle loro divinità: Giove, Mercurio, Marte, Nettuno. Con i nomi distinguiamo gli astri l'uno dall'altro, per osservarli e studiarli ad uno ad uno. Milioni di stelle, del resto, non hanno nome o hanno solo un nome di famiglia, il nome della nebulosa in cui navigano, granelli splendenti di polvere infuocata.
La stella Paola
Se un giorno alle stelle si daranno nomi nuovi, io ne prenoto una, una vispa stellina a destra della luna, per darle il nome della mia bambina. Astronomi e scienziati, poeti e scolari, saranno obbligati a dire: com'è bella Paola la stella!
Vorrei sapere in che consiste la felicità e se si può essere felici per tutta la vita
"Per essere sicuro di non sbagliare a rispondere, sono andato a cercare in un grosso vocabolario la parola «felicità» ed ho trovato che significa «essere pienamente contenti, per sempre o per un lungo tempo». Ma come si fa ad essere «pienamente contenti», con tutte le cose brutte che ci sono al mondo, e con tutti gli errori che facciamo anche noi, ogni giorno dell’anno? Ho chiuso il vocabolario e l'ho rimesso in libreria, con molto rispetto perché è un vecchio libro e costa caro, ma ben deciso a non dargli retta. La felicità deve essere per forza qualche altra cosa, una cosa che non ci costringa ad essere sempre allegri e soddisfatti (e un po' stupidi) come una gallina che si è riempita il gozzo. Forse la felicità sta nel fare le cose che possono arricchire la vita di tutti gli uomini; nell'essere in armonia con coloro che vogliono e fanno le cose giuste e necessarie. E allora la felicità non è semplice e facile come una canzonetta: è una lotta. Non la si impara dai libri, ma dalla vita, e non tutti vi riescono: quelli che non si stancano mai di cercare e di lottare e di fare, vi riescono, e credo possano essere felici per tutta la vita".