Il libro strenna per il Natale, un cammino tra arte e fede alla ricerca di noi stessi. Ma cosa serve per mettersi in cammino? Un cielo a cui innalzare lo sguardo per vedere la stella che ci guida. Un cammino, perché il solo modo per trovare qualcosa dentro di noi è camminare verso una meta. E questa meta è il Bambino, attesa di vita. Vita che non è per forza un figlio, ma è sicuramente qualcuno che c’è affidato da Dio affinché noi ce ne prendiamo cura. Vita che è sicuramente Gesù. Le riflessioni di don Luigi Maria Epicoco sono affiancate da stupende immagini che disegnano un percorso nell’arte – dal Medioevo ai giorni nostri – ispirata dalla natività e accompagnano il lettore nel suo cammino di ricerca interiore sulla strada del Natale.
Luigi Maria Epicoco (Mesagne, 1980) è un presbitero, teologo, filosofo e scrittore italiano. Di origine pugliese, entra nel seminario di Molfetta, da cui esce dopo il cammino di discernimento. Successivamente dopo un nuovo cammino di discernimento e di formazione, fuori dalla sua diocesi di origine, il 6 gennaio 2005 è stato ordinato presbitero dall'arcivescovo Giuseppe Molinari per l'arcidiocesi dell'Aquila. È scrittore di libri e articoli di carattere filosofico, teologico e spirituale. Ha al suo attivo molte pubblicazioni tradotte anche in inglese, francese, spagnolo, portoghese, sloveno, coreano e polacco. È professore stabile all'ISSR Fides et Ratio dell'Aquila; dal 2014 è docente incaricato di filosofia presso la Pontificia Università Lateranense. Dal 2023 è docente incaricato di antropologia filosofica alla Pontificia Accademia Alfonsiana. Si occupa a tempo pieno di formazione e tiene regolarmente conferenze e corsi di esercizi spirituali per religiosi e laici.
È possibile fare un viaggio conosciuto in modo nuovo? È possibile, se ci si lascia accompagnare da uno sguardo nuovo. Il viaggio di questo libro è il viaggio di tre personaggi, denominati dalla tradizione Magi, verso la grotta dove i tre saggi troveranno un bambino e gli porteranno tre doni: oro, incenso e mirra. Il viaggio è contemporaneamente il nostro che da Epicoco siamo portati dentro noi stessi, le difficoltà della nostra vita (tanto più complicate nel tempo che viviamo), la complessità di lasciarsi guardare da uno sguardo che ci dice: non temere nulla, povertà, fragilità, debolezza sono già abbracciate e vinte.