Rosa ha tredici anni e vive nella terra degli Hatti, un popolo ormai quasi estinto dell’Asia Minore. Lì il suo nome è Wurus, perché è destinata a diventare una Sacerdotessa, ed è in viaggio con le compagne della sua Scuola per il prescritto pellegrinaggio alla capitale perduta della sua gente, Hattusa. A poca distanza dalle aspiranti sacerdotesse, lo stesso pellegrinaggio lo stanno compiendo gli adolescenti allievi della Scuola Sacerdotale maschile. Nessuno di loro può sapere che nella zona dove trovano riparo per una notte sta per scatenarsi quella che la Grande Storia ricorderà come la Battaglia di Zela, vinta nel 47 a. C. dal romano Giulio Cesare, che la annunciò al mondo con la celebre frase: “Veni, vidi, vici”. Cominciano così le avventure del piccolo gruppo di ragazzi Hatti. I maschi li porta a Roma come schiavi lo stesso Giulio Cesare; Wurus invece diventa schiava di un mercante romano stanziato nei pressi di Pergamo, che trasforma il suo nome in Rosa. Le loro vicende sono tuttavia destinate a incrociarsi e riunirsi di nuovo, attraverso gli intrighi e le interminabili contese e guerre di Marco Antonio e Cleopatra contro il futuro dominatore del mondo, Cesare Ottaviano Augusto. A Roma, a Tarso, ad Alessandria… E all’interno della Grande Storia si sviluppa la piccola, struggente storia d’amore di Rosa…
Mario Biondi è nato nel 1939 a Milano, dove vive. Laureatosi in economia politica presso l’Università Bocconi di Milano, ha lavorato, dapprima nell’industria e successivamente nell’editoria, come direttore dell’ufficio stampa. Si è inoltre da sempre occupato attivamente di narrativa angloamericana, sia come recensore, per i più importanti quotidiani e periodici italiani, sia soprattutto come traduttore, firmando le traduzioni di opere, tra gli altri, di Bernard Malamud, William Golding, Isaac B. Singer, Wole Soyinka, Ann Tyler, John Updike, Irvine Welsh, Edith Wharton. Nel 1973 ha pubblicato un volume di poesie, Per rompere qualcosa; altre poesie sono apparse sull’Almanacco dello Specchio Mondadori 1976 e in varie pubblicazioni letterarie o antologiche. Nel 1985 ha vinto il premio Campiello con Gli occhi di una donna. Tra i suoi molti titoli ricordiamo: Un amore innocente (Rizzoli, 1988) e Crudele amore (Rizzoli, 1990).