I folletti, lo sappiamo, esistono.
Ci sono folletti Verdi, Gialli, Rossi, Grigi, Marroni, Neri. Più difficili da trovare sono quelli a due colori, ma quello che proprio non siera mai visto è quello a Righe. Eppure, il nostro lo è. E non è solo a righe: è un po' basso e paffuto, curioso, geloso, affettuoso e, come tutti i suoi simili, molto birichino. Solo che Righe sta per compiere 70 anni, l'età adulta e "della ragione" (come dice nonna Porpora) per i folletti: finisce la sua adolescenza e deve per forza scegliere un colore.
Righe non riesce a crederci: all'improvviso rimane a corto di fiato, fatica a respirare, inizia a piangere. Ma non ha molta scelta, deve dar retta agli altri folletti. Nonno Indaco gli dà un'idea: fare un viaggio, visitare altri posti per vedere cosa pensano gli altri e riuscire a capire qualcosa in più di se stesso. E Righe lo fa. Attraversa il bosco, il fiume, il prato e impara che è un gran lavoratore ma anche un po' pigro; è piccolo ma anche un gigante; molto noioso e divertente; crudele e tenero; veloce e lento. Insomma, impara veramente un sacco di cose di sé. E alla fine decide di essere...
Beh, se volete sapere cosa decide Righe, recuperate questa bellissima storia di Maria Puncel!