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La felicità non va interrotta

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Quando si incontrano per la prima volta, Lena è appena scesa da un aereo ed è una delle migliaia di minori bielorussi mandati in Italia a disintossicarsi dalle radiazioni di Chernobyl; Anna la sta aspettando con i suoi genitori, pronti a ospitarla per un mese, e ha un po' paura che questa bambina biondissima sia venuta a rubarle l'amore della sua famiglia o, peggio, i suoi giochi. Ma a entrambe basta un niente per superare la diffidenza e scoprirsi legate da un affetto indissolubile che le renderà ‘sorelle per sempre', anche quando saranno lontane. Vent'anni dopo sono di nuovo in un aeroporto, stavolta a Minsk. Anna ha studiato Scienze politiche e sacrificato molto di sé per inseguire un sogno: combattere la dittatura che opprime la Bielorussia e salvare l'amica. Ma anche se Lena è cresciuta tra mille difficoltà – la madre scomparsa, un fratellino disabile, una figlia da crescere da sola – il ruolo della vittima, dell'essere indifeso, proprio non fa per lei. Entrambe, a modo loro, sono due guerriere. Quando si riabbracciano, un'occhiata e tre parole pronunciate a fior di labbra sono sufficienti per capire che tutto sta per cambiare radicalmente. E che forse, prima di pensare agli altri, dovranno imparare a prendersi cura di loro stesse. Alternando le voci delle due protagoniste, Anna Bardazzi racconta il destino comune a tante donne che in ogni luogo devono lottare per una vita migliore. E mostra come, anche nel grigiore apparente di alcune storie, possa sempre brillare la luce della felicità, di relazioni nate per caso e coltivate nonostante le distanze, non solo geografiche.

272 pages, Paperback

Published March 25, 2021

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Anna Bardazzi

2 books6 followers

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Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for Sara Malacalza.
174 reviews16 followers
June 22, 2021
Hanno pochi anni quando s'incontrano la prima volta. Due mondi che si guardano, in attesa, spaventati, sconosciuti.
ANNA tra due genitori Italiani, all’aeroporto, con borse piene di buoni propositi ed una barbie tenuta stretta pronta per donarla a lei, LENA, bimba sola e che con sè invece porta solo un sacchetto di plastica marrone, nessun gioco, qualche indumento e più di venti ore di viaggio.

Sarà l’incontro più importante della loro vita perchè in grado di rivoluzionare i pensieri, donare consapevolezza sulle vere necessità di due paesi che credono tante cose, troppe e spesso sbagliate. Un incontro che insegna cosa significa essere madri, figlie e soprattutto sorelle; un'unione che va oltre al legame di sangue, che dona l'indispensabile non visibile, non palpabile perché non è un oggetto ciò che serve e nemmeno i soldi. Il necessario non si consuma, non si usa, ma si vive. Si sente. È stata una rinuncia dell’ultimo momento a farli incontrare​ : lei, Lena, insieme ad altri «​ bambini di Chernobyl​ » viene portata in Italia e affidata alle cure di una famiglia Italiana che spera di poterla risollevare.

«​ Ti porterà via l’amore dei genitori e le loro attenzioni​ !​ » dicevano ad Anna. Certo, qualcosa le porterà via… qualcosa di molto importante, che non le permetterà di separarsi da Lena, che la farà viaggiare per anni tra Italia e Bielorussia per viverla nella sua terra, conoscerne le tradizioni, gli affetti, quella famiglia speciale, composta purtroppo anche da disabilità e violenza, che diventerà parte integrante di Anna e che la porterà ad avviare studi nella speranza di salvarli da una politica soffocante.

Ricchezza e povertà. Speranze e illusioni.

Due ragazze estremamente diverse, nei progetti, nei desideri, ma inseparabili che si insegnano a vicenda il vero significato di famiglia, cura, protezione.
Profile Image for Giannina Alchemilla.
52 reviews3 followers
May 28, 2021
Amo un romanzo quando mi sforzo di leggere alcune pagine anche se è tardi e ho sonno e poi le pagine diventano qualcuna in più perché mi affeziono alla storia o ai personaggi.

Chiunque abbia ospitato dei bambini bielorussi si affezionerà a questa storia ma anche chi non l’ha fatto come me. Che guardavo a questa cosa con curiosità ed attrazione come per tutto ciò che viene da lontano. Si nasce in un certo modo, ne sono sempre più convinta. Amavo il mondo già da piccolissima. A Carnevale volevo vestirmi da araba o nativa americana (appropriazione culturale a go go per la me bambina) al mare facevo amicizia solo con i bambini stranieri e naturalmente la mia amica adorata alle elementari era l’unica della scuola con la pelle nera e ci volevamo tanto bene. I miei genitori non viaggiavano e per me andare a trovare la zia a Montecarlo era l’evento più entusiasmante dell’anno.
Volevo studiare lingue e ho scelto l’unica scuola che mi concedesse almeno il francese e l’inglese. Già in prima media traducevo i testi delle canzoni di Madonna con un piccolo vocabolario. Era un altro mondo.
La Bielorussia era nell’elenco dei miei stati da scoprire su carta (e video) interrotto a causa dell’impegno totalizzante della biblioteca. Ma è arrivata a me con questo romanzo e l’ha fatto in un modo bellissimo, impetuoso ed entusiasmante e naturalmente cosa sto facendo? Cercando di organizzare una vacanza in Bielorussia.
A volte mi amo ☺️

Non so spiegare il perché ma questo romanzo mi è piaciuto tanto. Mi ci sono affezionata, così come a tutti i personaggi.
Li ho visti, così come ho visto i luoghi, sentito i profumi e i sapori.
Anche la malattia è raccontata in modo leggero.
Mi dispiace che sia finito.
Profile Image for fede viggi.
121 reviews
October 19, 2024
Un libro che mi ha fatto tornare nel passato…quando da piccolina d estate arrivavano questi bambini da Chernobyl che guardavi con sospetto….pallidi,timorosi,che non avevano mai visto il mare,che inizialmente guardavano in modo strano ma quando se ne andavano ti lasciavo un vuoto perche spesso non avresti saputo piu nulla di loro. un libro toccante che parla di un amicizia che va oltre i confini , di due vite opposte ma uguali,che mi ha commosso . Consigliatissimo
Profile Image for Serena Sorrisi.
30 reviews3 followers
June 26, 2021
Mi sono bastate poche pagine per affezionarmi alle due protagoniste. Scrittura semplice dolce e vera, a tratti commovente! Bellissimo esordio.
Profile Image for Michele Lamacchia.
Author 7 books16 followers
November 10, 2021
“Chi scappa ha sempre torto”

Amiche e amici, come state? Io un po’ stordito, in verità. Stavo preparando il mio briefing giornaliero (forse-non-tutti-sanno-che mi occupo, anche, di robe aeronautiche) e, tra le varie info meteo, limitazioni strumentali e radioassistenze, mi salta all’occhio un remark, un NOTAM (così si chiamano i messaggi diffusi a piloti e enti interessati) circa il divieto di sorvolo del territorio italiano da parte di mezzi aerei, nello specifico dei voli da e per la Bielorussia. Ora, non è una cosa affatto comune: si tratta di un provvedimento che, a mia memoria, viene utilizzato in caso di vettori o tipi di aeromobili ritenuti non sicuri dai regulator (penso ai B737 MAX, vietati fino a tutto il 2020 dopo due tragici incidenti) oppure in caso di guerra nei confronti dei paesi coinvolti (nel recente passato, i voli da e per la Libia di Gheddafi per esempio). Non ricordavo di essere in guerra con la Bielorussia, così sono andato a cercarne le ragioni e googlando ho ricordato il perché: lo scorso 23 maggio, i caccia militari bielorussi hanno intercettato e costretto all’atterraggio un volo di linea Ryanair da Atene e Vilnius per catturare Roman Protasevich e la sua compagna, oppositori dell’attuale presidente della Repubblica ex-sovietica. Ma come? Davvero esistono queste cose? Così sono andato a scavare.

Pare che in Bielorussia un’opposizione non sia consentita: oltre ottocento prigionieri politici sequestrati in carcere e decine di migliaia gli oppositori presi e messi in prigione anche ripetutamente. Non stiamo parlando di un micro-paese del sud del mondo, di quelli che non hai mai sentito nominare, dove la mattina si alza un generale e diventa il padrone, ma di uno Stato di dieci milioni di abitanti appena al di là del confine UE.

«Siamo in una dittatura!» così il mio amico R. a cui voglio molto bene e che saluto, urla e strepita in tutte le occasioni possibili. Si riferisce però all’Italia dove, da qualche mese, una certa minoranza, un mix di no-vax, no-greenpass, no-tax, Povia e gruppi di neo-fascisti (vedi che succede a non metterli in galera, certe volte…) occupano le strade e le piazze, disturbando o impedendo agli altri di lavorare, di vendere, di giocare e tutte cose. Dittatura?

Lo scorso ottobre, le ultime elezioni in Italia hanno visto un’affluenza scarsa, poco meno del 55%. Ai ballottaggi questa percentuale è scesa ancora (quasi 44%). Fortunatamente, in una Repubblica sana, queste cose non succedono: nelle ultime elezioni bielorusse Alexander Lukashenko, rieletto l’anno scorso per la sesta volta di fila dal ’94, ha vinto con l’83% delle preferenze contro la sua diretta avversaria, Svetlana Tikhanovskaya ferma al 10%. Direi di non parlare più di “percentuali bulgare”, no? Per quanto riguarda il crudo dato dell’affluenza ai seggi, su questo i bielorussi si dimostrano molto più coinvolti e affezionati di noi italiani che preferiamo, invece, fare casino al bar o via social. Come riportato da alcuni osservatori internazionali, in alcune sezioni l’affluenza è stata addirittura superiore al 100%! Che spettacolo, amici miei. Non so che cosa sia la dittatura ma lasciatemi sognare.

Avere qualcuno – e qualcuno di autorevole – che all’improvviso ti dice: ti hanno preso per il culo, erano tutte cazzate. Queste persone nate e cresciute durante l’Unione Sovietica, con concetti di nazionalismo che nessun altro ha potuto sperimentare, con l’orgoglio di far parte di un grande progetto di giustizia e uguaglianza, si sono ritrovate all’improvviso in mutande. Letteralmente. Senza cibo, senza beni di prima necessità. Senza dignità. Eh, sì. alcuni hanno iniziato ad alzare il gomito. Altri lo hanno fatto più tardi, cresciuti in situazioni di disagio profondo, senza cibo nel piatto, senza lavoro, senza futuro. Avere figli e non sapere cosa dar loro da mangiare deve essere un’esperienza terribile. E non è che spendano i soldi nella vodka: se la producono, semplicemente. Ormai le volte che ho bevuto samagon artigianale non si contano più.

Oh, parlando di Bielorussia, non potevo non menzionare il bellissimo romanzo di Anna Bardazzi, pubblicato da Salani. La storia è quella, commovente, di Anna e Lena. Lena, una delle migliaia di bambini del Progetto Chernobyl ospitati da famiglie italiane per “ripulirsi” dalla radioattività. Anna, dopo un primo momento di prudente sospetto per questa presenza aliena in casa sua, tra i suoi affetti e le sue Barbie, si lega per sempre a Lena, abbracciandola come e più di una sorella. Da quel momento, impiegherà tutta la sua vita con l’obiettivo di liberare la Bielorussia dalla dittatura e dall’arretratezza e salvare la sua amica.

“In fondo, senza errori, come si farebbe la scelta giusta?”

Nonostante le loro strade si dividano, le due ragazze finiranno sempre per cercarsi e ritrovarsi. Lena, una famiglia difficile, abbandonata dai genitori, a casa con una nonna e due fratelli, uno disabile e l’altro violento. Studierà, diventerà procuratore, diventerà madre, crescerà da sola la sua bambina, Nastia, in un contesto mai scontato, mai facile. Anna, invece, andrà a studiare a Parigi, cercherà la sua direzione consumando storie e giorni con l’urgenza dell’inquietudine e il pensiero sempre alla ragione e alla causa bielorussa. Entrambe inseguono la felicità. Una felicità che cercano di mordere giorno per giorno nelle piccole cose, guardando a obiettivi più grandi all’orizzonte.

“La vita è fatta di rischi, se non rischi mai non vinci niente”

La scrittura dell’autrice è pulita, schietta, dice le cose come stanno senza edulcorarle, evitando del tutto il politicamente corretto. Il risultato è una forte storia d’amore nei confronti di un Popolo e di un Paese, una storia di cuore. E quando scrivi col cuore al lettore arriva tutto: la delicatezza, la rabbia, la frustrazione, l’entusiasmo, il rimpianto, il rimorso, la speranza, l’amore. Sentimenti forti che attraversano il lettore, che vanno a toccare la nostra sensibilità circa i rapporti con i nostri stessi genitori, coi fratelli e le sorelle, con i figli.

“Ci dicevano che in realtà ci avevano venduto, che saremmo arrivati in un posto dove ci avrebbero prima di tutto fatto delle docce con un liquido freddo, poi ci avrebbero messo delle tute tutti uguali e assegnato dei numeri, perché i nostri nomi in quei posti lì non li sapevano pronunciare e allora tanto valeva chiamarci con dei numeri; altri però sostenevano che quegli sconosciuti non sapevano i numeri in russo, quindi ci avrebbero chiamati con dei nomi che noi non avremmo mai capito né tanto meno ricordato. Sembrava plausibile. Dopo ci avrebbero portato in grossi edifici, tutti bianchi e pieni di luci al neon, dove ci avrebbero sistemato in gabbie di un metro per uno e dove saremmo rimasti, nutriti a colli di gallina, fino al momento in cui saremmo stati chiamati per i loro esperimenti sui ‘bambini di Chernobyl'”

La storia rimbalza tra il punto di vista delle due protagoniste, ma La felicità non va interrotta è un romanzo corale, dove ciascuna figura, ogni personaggio, porta qualcosa. Leggere La felicità di Anna Bardazzi è come essere in casa, in famiglia, tra persone semplici che cucinano, mangiano, ridono insieme. E combattono, soffrono, sperano insieme. E noi con loro.

Per un bielorusso gli altri sono sempre importanti. Non si tratta di dimostrare qualcosa: nessuno perde tempo a pulire la casa, o si preoccupa dell’ordine. Quando si invita qualcuno, l’unica preoccupazione è rivolta al suo benessere: mangerà bene, mangerà abbastanza, sarà comodo, si sentirà a casa, passerà dei bei momenti?

Sullo sfondo, un grande Paese con le sue contraddizioni, il suo popolo fiero e decoroso, abbandonato a sé stesso dopo la caduta del Muro e al quale l’Occidente ha provato a portare sollievo portando soldi e doni dei quali nemmeno avevano davvero bisogno (e questo accade quando ci si parla addosso e non si ascolta, e i propri pregiudizi fanno il grosso del lavoro). Pregevole il cameo del vecchio ubriaco che dà una vera lezione di dignità ad Anna, ricordandole che sono stati anche loro ad abbattere il fascismo.

Anna Bardazzi parla di ciò che sa: laureata in Scienze Politiche con una laurea su Lukashenko, ha insegnato Relazioni Internazionali all’Università di Minsk. Impegnata a vario titolo su diverse piattaforme nel web ma fervente attivista in quanto a puntare i riflettori sulle questioni di quel Paese. Scrive (anche) per l’EastJournal, dove potete trovare i suoi resoconti e le sue analisi precise e taglienti. La sua famiglia ha ospitato bambini bielorussi per più di dieci anni, Anna è cresciuta con loro e possiamo comprenderne la sensibilità e l’empatia. Ed ecco qua la Bielorussia, così distante e straniera prima di Chernobyl, così prossima a noi dopo il più grande disastro nucleare della storia che, come una feroce pandemia, ci ha messi davanti al fatto che il mondo, in realtà, è molto piccolo e i suoi fenomeni, climatologici, sociali, politici, riguardano tutti noi, nessuno escluso.

“In fondo anche la madre di Stalin aveva sperato fino all’ultimo che diventasse prete”

Ehi, ma a proposito di dittatura, vi ho raccontato che in Bielorussia chi scende in piazza a protestare, seppur mosso dalle più nobili delle ragioni, rischia fino a 15 anni di carcere? E non parlo di un idrante per liberare un blocco stradale o per fermare un corteo non autorizzato. E nemmeno di una carezza in un pugno o l’Hilton Hotel. Bene, la prossima volta che protestate per la dittatura, scegliete meglio i vostri slogan.

https://www.instagram.com/leparolecre...
17 reviews
May 6, 2021

Il 26 aprile del 1986 il mondo veniva sconvolto dal disastro nucleare di Chernobyl e questo evento fa da sfondo al romanzo di esordio di Anna Bardazzi. Viene raccontata una bellissima amicizia nata fra due giovani donne provenienti da due culture tanto diverse fra loro, Anna e Lena, che si sono conosciute da piccole grazie al Progetto Chernobyl e che sono diventate donne insieme, tra l'Italia, la Francia e la Bielorussia, unite da un legame che va oltre ogni confine geografico. Lena è bielorussa e la scrittrice ci porta alla scoperta di questa nazione, la Bielorussia, contaminata dal disastro di Chernobyl, di cui si conosce pochissimo, con le sue betulle, i suoi boschi, i suoi fiumi, le sue tradizioni, il suo popolo tenace, fiero e solidale. Mi ha interessato moltissimo leggere della Bielorussia, nazione povera che vive enormi difficoltà e governata da troppi anni dal regime dittatoriale di Lukašėnka, ma che si presenta come una terra che sa accogliere e amare, in cui le persone sanno esserci davvero le une per le altre, in cui prendersi cura dei parenti, degli amici e dei vicini di casa è qualcosa di così spontaneo e naturale da essere parte della vita quotidiana
Profile Image for Gaia.
278 reviews2 followers
October 9, 2022
9!
Un romanzo di un’amicizia viscerale, di sorellanza, di sentimenti profondi: una storia femminile.
Anna incontra Lena la prima volta a sette anni quando arriva in Italia dalla Bielorussia per “pulirsi” dalle radiazioni di Chernobyl, un mese.
A sedici anni Lena torna in Italia, e così pur sceglie di di non rimandare, rafforza il legame che le accompagnerà per tutta la loro vita.
E’ una storia molto intima che scava nell’animo dei protagonisti offrendo dettagliate fotografie della loro vita, leggere questo romanzo e’ stato come quando a casa della nonna sfogli un album di famiglia e condividi racconti vivi che ti toccano il cuore.
“Anni dopo, durante la malattia, mio papà mi aveva raccontato di quel giorno d’inizio estate, in cui sentendoci ridere e sentendo il rumore dell’acqua, aveva chiesto a mia mamma: «Come mai non le sgridi? Chissà che casino stanno combinando». E lei aveva risposto: «La felicità non va interrotta».
Profile Image for La_fede_legge.
344 reviews9 followers
May 23, 2021
Lettura estremamente dolce e tenera. La tragedia di Chernobyl fa da sfondo alla meravigliosa, quanto coinvolgente, amicizia tra Lena e Anna, due bambine 'nate nel posto sbagliato del mondo' ma legate tra loro da una forza maggiore e indiscutibile!
In poche pagine, l'autrice riesce a descrivere un legame affettivo speciale in grado di condizionare, positivamente e non, la vita delle due protagoniste. Un'amicizia speciale che lega le due ragazze da sempre,e per sempre, anche quando il destino sembra agire contro la loro felicità.
Testo semplice e delicatissimo,a tratti commovente ed emozionante.
Lettura super consigliata!
Profile Image for Nico.
499 reviews18 followers
September 9, 2021
La mia è stata un'infanzia tutto sommato felice, perché chi non ha niente ha il cuore libero per l'amore.

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Durante il semi-lockdown dell'inizio 2021 la mia migliore amica e io facevamo lunghe camminate insieme, durante una di queste mi raccontò l'inizio di questa bellissima storia e quando partii per tornare a Londra mi regalò il libro per poter leggere il finale.
Ovviamente l'ho letto tutto, ripercorrendo all'inizio quello che già sapevo e poi scoprendo il resto. L'ho amato tantissimo, probabilmente sarà il mio romanzo preferito dell'anno, mi ha fatto provare tante emozioni e sensazioni che avevo bisogno di sentire ancora vive dentro di me.
Profile Image for Violetta.
183 reviews
March 25, 2022
Le premesse di questo libro sono genuine e molto interessanti. L'ho letto volentieri con trasporto per le prime 150 pagine, dopodiché ha cominciato a diventare un po' una minestra allungata, da cui traspare la penna di un'esordiente. I temi sono comunque molto molto interessati e ben sviscerati, il rapporto tra Anna e Lena, la sua nascita e il suo sviluppo, ma anche le singole dinamiche tra i vari personaggi di questa grande famiglia allargata sono toccanti ed emozionanti. Ci ho forse letto però una punta di ipocrisia e artificio che a lungo andare è diventata stucchevole, mutando il sapore della lettura.
Profile Image for Tullipan.
62 reviews7 followers
May 2, 2022

Per essere un’opera prima a mio parere non è male, molto scorrevole, godibile, non ti fa venire voglia di andare avanti ad ogni costo, ma nemmeno annoia.
La forma narrativa scelta , però, è molto ambiziosa, e non trova compimento, il racconto da due punti di vista non riesce, le due voci sono evidentemente una sola. E se è pur vero che le due protagoniste sono definite più volte (forse anche troppe volte!) come anime gemelle questo non basta a giustificare questa mancanza di sfumature.
Sicuramente l’autrice ha messo molto di sè stessa nel libro e questo la premia.
Come primo romanzo comunque è molto godibile, un buon inizio direi!
Profile Image for monia ferrato.
11 reviews
July 28, 2021
un libro davvero bellissimo che racconta una storia d'amore profonda... astenersi chi ha la lacrima facile. Ho amato tutto di questo libro, i personaggi i paesaggi e il modo di raccontare le emzioni dell'autrice.
47 reviews
April 16, 2023
Libro che sa emozionare attraverso le storie delle protagoniste e di chi vive attorno a loro.
Una storia che parla di amicizia, vicinanza tra culture, tutto attraverso una scrittura piacevole (a volte un po' acerba, ma a un primo romanzo così intenso si persona tutto) e accattivante
Profile Image for Sonia.
14 reviews2 followers
September 7, 2021
Questo libro racconta la forza di dover salutare un'amicizia, ma è un pretesto per parlare anche di famiglia, maternità, adozione, amicizia che diventa quasi consanguineità.
Lettura scorrevole che dona tantissimi spunti di riflessione.
Profile Image for Giusy Guerra.
473 reviews7 followers
May 27, 2023
Libro che non mi ha entusiasmato molto.
La scrittura è frettolosa e non approfondisce nessun argomento.
Sembra una sorta di diario di bordo dove vengono annotate le cose salienti delle giornata.
Mi dispiace perche poi ho letto che il messaggio che la scrittrice voleva dare è un altro. Ma a me personalmente non è arrivato.
Trama: Lena e Anna si incontrano per la prima volta da bambine.
Lena è una delle tante bambine che vengono mandate in Italia per disintossicarsi dalle radiazioni di Chernobyl, Anna è la figlia della famiglia che la ospiterà.
Il loro legame durerà tutta la vita nonostante la distanza.
Anna studierà scienze politiche e si infilerà nei meandri della lotta per i diritti umani, e delle donne, finché un evento cambierà di nuovo le loro vite.
Profile Image for Francesca Panichi.
6 reviews
June 16, 2024
Anna mi ha fatto appassionare alla Bielorussia con i suoi post del blog, come non amare anche questo libro che ce ne racconta i sapori, i profumi e la vita dura ? Scritto magistralmente, l'ho volato
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