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371 pages, Paperback
Published March 1, 2021

«Cosa ti meriti?»
Il mio sguardo si velò di pura afflizione. «Di sprofondare nell’oscurità.»
«Armand…»
«Lasciami solo!» ruggii con tutto il fiato che avevo nei polmoni.
Con tutta la mia mostruosità. [...]
«Come hai sempre voluto essere», replicò Henri, in tono greve. Con la coda dell’occhio, lo intravidi incamminarsi verso lo scalone, per poi indugiare sui primi gradini e mormorare: «Ma non lo sei».
Avrei voluto credergli.
«Non avevi più niente da insegnarmi.»
Come un banco di nuvole che, coprendo il sole, porta l’oscurità nella valle, così il buio calò sul viso di Neela. «E invece ho dimenticato di insegnarti la cosa più importante.»
Le si avvicinò, e la campionessa trattenne il respiro quando le posò una mano sul cuore, gli occhi che la penetravano come la più affilata delle lame.
«Mai far entrare qualcuno qui», le disse, arcuando le dita e conficcandole le unghie nella pelle, incurante del fatto che fosse a un nonnulla dagli squarci. «Altrimenti gli dai la possibilità di distruggerti nel modo peggiore.»
«Riesci a vedere una luce?».
Il sicario sostenne la sua espressione traboccante d’astio, finché un lampo di consapevolezza non le attraversò il viso. «Sono io», affermò, spiazzandoci. [...] «Io sono la tua luce. E adesso devi usarmi, Armand.»
«Cosa ti meriti?»
Il mio sguardo si velò di pura afflizione. «Di sprofondare nell’oscurità.»
«Armand…»
«Lasciami solo!» ruggii con tutto il fiato che avevo nei polmoni.
Con tutta la mia mostruosità. [...]
«Come hai sempre voluto essere», replicò Henri, in tono greve. Con la coda dell’occhio, lo intravidi incamminarsi verso lo scalone, per poi indugiare sui primi gradini e mormorare: «Ma non lo sei».
Avrei voluto credergli.
«Non avevi più niente da insegnarmi.»
Come un banco di nuvole che, coprendo il sole, porta l’oscurità nella valle, così il buio calò sul viso di Neela. «E invece ho dimenticato di insegnarti la cosa più importante.»
Le si avvicinò, e la campionessa trattenne il respiro quando le posò una mano sul cuore, gli occhi che la penetravano come la più affilata delle lame.
«Mai far entrare qualcuno qui», le disse, arcuando le dita e conficcandole le unghie nella pelle, incurante del fatto che fosse a un nonnulla dagli squarci. «Altrimenti gli dai la possibilità di distruggerti nel modo peggiore.»
«Riesci a vedere una luce?».
Il sicario sostenne la sua espressione traboccante d’astio, finché un lampo di consapevolezza non le attraversò il viso. «Sono io», affermò, spiazzandoci. [...] «Io sono la tua luce. E adesso devi usarmi, Armand.»

"Guardami"
"Ti guardo, amore"