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382 pages, Kindle Edition
First published January 1, 1933
5* per interesse, 3* per difficoltà di lettura
Ma voi lo sapete cosa sono i Lha kang? e i chang thang e la tsampa? Io no. E' questo il grande "limite" di questo libro, altrimenti molto interessante e piacevole.
Narra in prima persona gli 8 mesi del viaggio movimentato, azzardato, difficile e magnifico di questa straordinaria donna, nel Tibet vietato agli stranieri e nella Cina medievale degli anni 20 del 1900, fra briganti, monaci, alluvioni e scaramucce di confine. A piedi, mica in fuoristrada. Coi muli e le tende, mica in B&B. Al caldo, al freddo, sotto il diluvio, su sentieri improbabili, guadando fiumi in piena, dormendo dove capitava, spesso accolti nelle sporchissime e miserande casupole degli abitanti che, pur non avendo niente da dividere, spesso (mica sempre eh) dividevano con loro la poca tsampa e la loro catapecchia. A volte sostavano nei numerosi monasteri nei quali l'autrice, esperta orientalista, studiosa di filosofie orientali e antropologa, si perdeva in lunghe discussioni filosofiche e religiose.
E il limite? Sono le millantamila note (anche 4 per pagina) che spiegano il significato dei termini usati nel libro. Un continuo e fastidiosissimo su e giù che spezza il ritmo del racconto. E per fortuna ho il testo in elettronico, le note sono link e non costringono sfogliare su e giù le pagine fra un segnalibro e l'altro. Inoltre, dopo 50 pagine e 100 altri termini tibetani, cosa sono i chang tang l'ho bello che dimenticato e devo andare a ricercarmelo nel testo.
Alternative? Boh. Veramente non saprei. Il significato fra parentesi nella pagina? Qualche volta c'è e l'ho trovato meno fastidioso della nota.
In sostanza, libro magnifico e pesantissimo. Molto molto difficile da stellinare.
Consiglio di dare una scorsa alla biografia dell'autrice perché era veramente un personaggio interessante
https://it.wikipedia.org/wiki/Alexand...