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Evelina y las hadas

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En las colinas de Pesaro, mientras se espera la llegada de los aliados durante el último año de la Segunda Guerra Mundial, Evelina vive en un mundo mágico. La niña está convencida de poder hablar con dos hadas buenas: la Negra, un hada que es oscura, y la Boba, un hada alegre y colorida que siempre ríe.
Cuando Evelina y sus hermanos encuentran el cadáver de un soldado alemán asesinado por los partisanos, la Negra los protege y los obliga a marcharse antes de que lleguen los alemanes.
Sin embargo, Evelina descubrirá un gran secreto: una chica judía que está escondida en un agujero en el suelo del granero. El vínculo que formará con ella es el hilo conductor de una novela que se mueve entre la tragedia y la magia, y que cautiva y conmueve desde la primera página.

«Evelina y las hadas es mucho más que una fábula. Es la guerra cruel vista a través de los ojos de una niña de cinco años que se aleja del horror de la violencia refugiándose en el territorio mágico de la fantasía, donde todo es posible».Corriere della Sera

256 pages, Kindle Edition

First published March 1, 2013

5 people are currently reading
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About the author

Simona Baldelli

14 books13 followers
Simona Baldelli è una scrittrice italiana.

Dopo il liceo, frequentato a Pesaro, si è trasferita a Bologna per studiare alla Scuola di Teatro.

Nel 2012 ha partecipato al Premio Italo Calvino arrivando in finale con il romanzo Evelina e le fate, ambientato nella campagna marchigiana durante la seconda guerra mondiale. Pubblicato per Giunti nel 2013, il romanzo è stato vincitore del premio John Fante opera prima ed è stato tradotto in spagnolo con il titolo Evelina y las hadas, pubblicato dalla casa editrice Roca Editorial nel 2015 e distribuito in Spagna e America Latina. Il libro viene scelto come libro del giorno all'interno del programma Farenheit trasmesso sull'emittente Radio3 della RAI condotto da Loredana Lipperini.

Nel 2014 è stato pubblicato Il tempo bambino, che affronta il tema della pedofilia.

Nel 2016 è stato pubblicato La vita a rovescio, romanzo ambientato nel XVIII secolo che ha come protagonista un personaggio realmente esistito, quello della romana Caterina Vizzani, la cui storia è raccontata nel saggio monografico di Marzio Barbagli, Storia di Caterina che per ott’anni vestì da uomo, Il Mulino 2014. Il romanzo ha concorso al Premio Comisso 2016.

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5 stars
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4 stars
72 (49%)
3 stars
35 (23%)
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4 (2%)
1 star
5 (3%)
Displaying 1 - 28 of 28 reviews
Profile Image for Antonella Imperiali.
1,271 reviews143 followers
May 28, 2021
Fra pagine dove la magia e le credenze popolari sono protagoniste assolute, e pagine in cui la brutalità della guerra appare in tutta la sua crudezza, scorre la vita della piccola Evelina, cinque anni, che ancora non conosce il significato della parola “pace”, ma conosce perfettamente il rumore delle bombe, la pericolosità del nemico, il lavoro duro della terra, la malattia della madre, l’amore per la famiglia tutta, il valore dell’amicizia e della lealtà.

Non si sa se le fate esistano veramente, ma di sicuro hanno popolato la fantasia della piccola, aiutandola ad attraversare con piede leggero un periodo storico durissimo, durante il quale anche il dolore viene mitigato dalla loro presenza.

Ci sta poi il dialetto, quella lingua strana che scivola tra il marchigiano e il romagnolo (più verso quest’ultimo) che insaporisce la storia, dandole spessore e un gusto pieno di veridicità. Difficile da leggere all’inizio, ma presto ci si fa l’abitudine e l’occhio diventa orecchio, se ne seguono i suoni e di sicuro il senso dei dialoghi non sfugge. Bello, l’ho apprezzato molto.



🇮🇹 3°G20: Marche
🌍 LdM - Mini sfida Europa: 44
📚 Biblioteca
Profile Image for alejandria ¡!♡!  (collisionlila).
123 reviews2 followers
January 26, 2025
|4'5☆|
Que todo esté narrado desde los ojos de una niña de 5 años me ha destrozado por completo, pero también ha sido impresionante de leer.

Desde el primer momento no he dejado de sentir pena y tristeza por todo, por todos, y el sentimiento no paraba de crecer y seguir creciendo hasta llegar al punto de sentir verdadero aprecio hacia Evelina. Y aún así no puedo explicar lo que Evelina me hizo sentir durante cada página, durante cada día, pero si puedo decir que me ha hecho conectar y pensar muchísimo durante todo el proceso, así que definitivamente no superaré esta lectura durante un tiempo.

(Leer esto fue toda una experiencia y eso que en la traducción se perdieron muchas cosas debido a las expresiones o falta de palabras en el español, así que no puedo ni imaginar lo que sería leerlo directamente en italiano. Una barbaridad.)
Profile Image for soydiannalaura.
194 reviews12 followers
November 12, 2018
Empezaré diciendo que éste libro ya me podía desde que lo compré y supe que versaba sobre la Segunda Guerra Mundial visto a través de los ojos de una pequeña niña de 5 años. Además claro que es realismo mágico y yo, debo confesarles: soy surrealista.

Me ha encantado la manera de plasmar la vida de la protagonista, las palabras y oraciones que usa para describir tal o cual cosa en versión de una infante se gana un buen mérito la autora.
Ahora la historia que no se desarrolla en Alemania directamente y que no vemos al “maligno” del bigotín Hittler sino un pueblecito olvidado por las deidades donde también vivieron la Segunda Guerra Mundial, quizá una mísera parte pero la vivieron y nadie habla de ello.
Nos va introduciendo poco a poco a conocer el contexto social y familiar de nuestra protagonista para así reconocer el contexto histórico en 1944. Y eso en verdad ha ganado muchos puntos, el hilo que se va haciendo un tejido en sí sobre la historia es ligero así como la prosa y narrativa me gusta, sin trabas ni palabras pomposas.

Evelina me tocado mi cocoro(❤️) con su manera de ver la vida, tan simple y hermosamente surrealista. Las hadas que ayudan y guían no solo a ella, sino a su familia me encanta. Las brujas y la gente que se vuelve transparente es una metáfora tan hermosa y que remarca los detalles importantes de las descripciones.
Padre y madre, los hermanos, Sara, Ángela: personajes tan completos, cada uno con una personalidad irrisible.

No le puesto las 5 estrellas por algunos sucesos que omitiré nombrar que tuvo que presenciar Evelina, tiene 5 años y para mí sería traumante así que solo por eso se queda en 4.5.

No sé si el tema de la Segunda Guerra Mundial me gusta por el morbo, por fascinación o por el hecho de que esas Alteraciones como en el fin de Bastardos sin Gloria lo hubiese preferido.
Profile Image for Elisabetta.
433 reviews11 followers
January 23, 2014
La storia della dolce Evelina, che con i suoi 5 anni racconta l'ultimo anno della seconda guerra mondiale, accompagnata da due fate: la Nera e la Scèpa. Non è una favola, anche se a tratti sembra esserlo. La storia è profonda e vera, anche se gli occhi di Evelina trasformano quello che agli occhi di un adulto è tragico e terribile, a volte in qualcosa di magico, altre in qualcosa di incompreso.
L'arrivo degli sfollati, la presenza dei partigiani e Sara, la bambina che esiste inizialmente solo agli occhi di Evelina, ma che al lettore, purtroppo adulto non può sfuggire di essere stata portata lì da qualcun altro.
La mamma malata, i fratellini e le sorelline, il passare delle stagioni; le fughe notturne per andare nella stalla; la stagione dei maiali e quella del grano; la fuga dalle bombe e un tradimento, inutile e doloroso che porta ad una catena di tragedie; le fate onnipresenti, che con i loro gesti portano in salvo Evelina e la sua famiglia; le piccole gioie quotidiane come le ciliegie, una collana di fieno o un goccio di vino versato dal papà in un momento brutto.
Tutti questi ingredienti sono dosati molto sapientemente dall'autrice, che nella prefazione avverte della presenza del dialetto come elemento importante di tutta la storia e alla quale non si può che dar ragione una volta terminata la lettura.
Ho acquistato questo libro pensando di leggere una fiaba. Ho letto invece una storia toccante, fatta di luci ed ombre, fatta di personaggi da amare e altri da detestare. L'ho letta con calma, anche se poteva andare via in un soffio, e la consiglio a tutti, perchè merita davvero questo tuffo nel passato.
Profile Image for Sandra.
964 reviews337 followers
March 29, 2014
C’è molto nelle pagine di questo romanzo, opera prima di Simona Baldelli, nata a Pesaro ed ora romana. C’è la guerra, ci sono i fascisti, i nazisti, i partigiani, gli ebrei perseguitati, ci sono gli sfollati che hanno abbandonato le case e il lavoro in città per rifugiarsi nella campagna, nascosti come topi, che si portano dietro attaccati al collo con una cordicella quei pochi averi che sono riusciti ad afferrare, custoditi come tesori preziosi fino al momento di rientrare nelle loro case, se le troveranno. Tutto questo, le piccole e grandi tragedie di gente comune allo sbando, si svolge in una dimensione spaziale ben precisa, nelle campagne di Candelara, là dove le Marche sfumano nella Romagna, con il mare all’orizzonte, dove la sfoglia delle tagliatelle –dice l’autrice- è così sottile che ci si legge attraverso e le piadine sono spesse quanto un fagiolo. In una campagna magica,sfiorata dal profumo del mare, in cui i ritmi sono ancora scanditi dalle stagioni, seppur sconvolti dalla guerra, tra campi di grano e granturco, filari di viti, noci e querce secolari, in mezzo ai colori accesi dei campi in primavera e in estate ed il bianco candido della neve invernale, la storia si dipana sotto gli occhi di Evelina, una bimba di 5 anni, che è nata durante la guerra e non conosce altro, solo povertà, malattie, sofferenze, sacrifici; affinchè l’infanzia resista ai duri attacchi esterni ci sono le fate, guardiane instancabili delle gioie e dei dolori di famiglia, al fianco della bimba e dei suoi fratelli.
Ciò che più mi è piaciuto di questa lettura è stato l’aver suscitato in me tanti ricordi di una vita di campagna che ho vissuto da bambina a casa dei miei zii: sia le tradizioni contadine come la festa del giorno della “pista” quando si ammazzava il maiale, sia le descrizioni degli interni delle case con il quadretto di Sant’Antonio col cane e il maiale appeso in cucina, la “mattera” in cui si impastava il pane, la stalla cui si accedeva dalla casa, calda del fiato delle vacche e colma degli odori della campagna, in cui anch’io, come Evelina, mi fermavo spesso a guardare quei grandi animali pacifici che pazientemente tolleravano le mani che le mungevano e ad assaporare l’odore e soprattutto il gusto del latte ancora caldo…
Ciò che mi è piaciuto di meno è l’inizio lento della storia, che non mi ha coinvolto sempre, i dialoghi in dialetto marchigian-romagnolo non sono facili da seguire anche per una marchigiana, e comunque all’inizio sono abbastanza noiosi; il finale invece diventa più intenso e la Storia, con i risvolti tragici della guerra, prende il sopravvento,anche se non riesce (fortunatamente), con la sua crudezza, a vincere la fantasia e la magia dell’infanzia.
Profile Image for arcobaleno.
649 reviews163 followers
May 5, 2014
Avevo partecipato ad una presentazione del libro e avevo dunque ascoltato la voce dell'autrice stessa. Ne ero uscita un po' perplessa, con poca convinzione sulla sincerità del romanzo e non mi decidevo a iniziarlo.
Devo ringraziare Sandra che, col suo commento, mi ha dato il via.
Ed è stata una buona lettura. Simona Baldelli ricostruisce, attraverso i ricordi con cui la madre (Evelina) la ninnava, alcuni episodi e le atmosfere del "passaggio del fronte" lungo la Linea Gotica; la bimba viveva in un borgo sulle prime colline a ridosso di Pesaro, Candelara; il paese ha invertito, oggi, il ruolo scenico, rispetto alla città e da spettatore si è trasformato in protagonista: ora, infatti, di notte esso appare un radioso presepe sospeso e senza tempo; allora, dalla sua posizione, poteva invece osservare le tristi luci dei bombardamenti sulla città.
Le atrocità di certe situazioni sono state filtrate attraverso la fantasia della piccola Evelina che, nonostante le dure mansioni che la vita in campagna già le richiedeva, continuava a reagire con l'ingenuità dei suoi cinque anni. Ma la dimensione fantastica, a volte confusa tra sogno e credenze popolari, non maschera al lettore la realtà. Ne scaturiscono pagine commoventi e altre brutali, raccontate sempre con sobrietà e senza indulgere in compiaciuta retorica.
E così ho riascoltato, attraverso i racconti dell'autrice, quelli della mia famiglia: vicende, persone, luoghi, stati d'animo,... durante lo "sfollamento", presso un casolare del prossimo entroterra; uno dei tanti, proprio come quello della famiglia Cecchini nel borgo di Candelara. E la musicalità della sua parlata dialettale mi ha permesso di partecipare e sentirmi ancor più dentro alla storia, facendomi superare, alla fine, anche il disagio, e il distaccato pregiudizio, che mi avevano generato quelle fate del titolo.

Piero gli spiegò che certe volte lo Sparvingolo correva dietro le anime che scappavano e, se non le ritrovava, saltava per dispetto sulla pancia dei cristiani, certe volte arrivava nel sonno e la gente faceva uno stolzo e si svegliava in un bagno di sudore.
Dice Simona Baldelli nella postfazione dei ringraziamenti: ...le fate. Io non so se ci sono oppure no. Mia madre, i miei zii ed altri ancora, dicono che si aggirano per Candelara da sempre. Mi sono limitata a riportare i loro racconti.
Profile Image for Yany .
342 reviews2 followers
November 30, 2021

«-Tenemos que hacer un pacto.
-¿Y eso qué es?
-Un pacto es cuando dos personas deciden hacer una cosa, pase lo que pase.
Evelina quería hacer el pacto, fuera lo que fuera, porque entendía que era una cosa especial que iba a hacer con su amiga.»

Para comenzar les quiero comentar que está historia que se mezcla con el realismo mágico, con las creencias y leyendas de un pueblo están basadas en hechos reales que vivió la mamá de la escritora. Simona nos envuelve en un mágico mundo, donde las hadas existen, también las brujas y las almas en pena.

Nuestra protagonista: Evelina es una niña inocente de tan solo 5 añitos. Vemos sus vivencias, tanto de ella como su familia, en una época de guerra. Es una historia cargada de emociones. Es una historia llena de historias tristes que te estremecen y te parten a la mitad o te dejan un nudo en el estómago. Es inevitable ver todo desde un punto vista inocente, pero luego, obviamente, comprendemos lo que realmente pasa con ojos, mente y corazón de adulto. Amé está historia por completo, pero lo que más amé es saber que está basada en hechos históricos reales sumados a las historias y creencias de un pueblo: en la provincia de Pesaro, Italia; donde la misma escritora deja un mensaje bien claro para los escépticos: que vayan a comprobar ellos mismos de la existencia de estas hadas. Hadas que acompañaron durante toda la historia a esta familia. Se lee bastante rápido, tiene una prosa bonita, pero lamentablemente su esencia, su dialecto real se pierde por completo en la traducción ya que es irreproducible al español. Subraye y marqué muchas frases, no porque sea sublimes si no porque me hacían anehalar y recordar a mí abuela, o infancia o familia.

"Evelina estaba contenta. Allí dentro se estaba bien, con aquel calorcito, el olor a comida y la abuela que desespumaba y cantaba."

Es un libro de capítulos largos y pocas páginas, es perfecto para leer un día de lluvia.

Profile Image for AraBD.
556 reviews4 followers
March 28, 2016
Compré este libro, porque según yo, en él se había basado Alfonso Cuarón para hacer la película de "El laberinto del fauno", pero comencé a leerlo y no se parecía en nada a la peli, entonces investigo en internet y Cuarón no hizo esa peli, sino Guillermo Del Toro y en ningún lado dice que este libro fue base de alguna película. Así que creo que las hadas me llevaron hasta él.

Escrito con un realismo mágico, hace que te sumerjas en los personajes y que disfrutes la historia. ¡Yo sí creo en las hadas!
Profile Image for Marta.
445 reviews15 followers
July 25, 2013
http://rosadeldeserto.weebly.com/2/po...

Ci sono piccole perle preziose che spesso rischiano di non essere viste, ma quando i miei occhi e il mio cuore hanno intravisto questo libro, tra la moltitudine di titoli che si trovano in giro per il web, ne sono rimasta subito attratta. Grazie alla gentilezza unica dell'autrice, ne ho avuta una copia, e non finirò mai di ringraziarla per questa possibilità. Soprattutto, per avermi fatto conoscere la dolce Evelina, che ha conquistato subito, sin dalle prime pagine, un pezzo del mio cuore.

Evelina è una bambina di cinque anni, che abita in un casolare di Candelara, un piccolo paese del pesarese. Vive con la sua famiglia, composta dal padre, dalla madre molto malata, dalla nonna e dai suoi fratelli: Piero, Carla, Fulvio e la piccola Anna. Altre due figure, però, risultano essenziali: due fate, che possono essere viste solo dalla sua famiglia, la Nera e la Scèpa, una sorta di angeli custodi, che si occupano di loro e li aiutano nei momenti di difficoltà.
La Nera appare come una figura d'ombra, a tratti spaventa, ma in realtà è dotata di una bontà unica. La Scèpa, invece, è bionda, perennemente allegra, con un sorriso sdentato che non svanisce quasi mai.

La vita di Evelina scorre sempre uguale, basata sui lavori della terra. Nonostante la sua tenera età, infatti, si dimostra efficiente e pronta ad aiutare i famigliari in ogni mestiere. Evelina è praticamente nata con la guerra, e non ha mai conosciuto realmente la pace.
Ma la loro apparente tranquillità è destabilizzata non solo dalla guerra, che colpisce anche i paesi più piccoli, ma anche dall'arrivo degli sfollati: uomini, donne e bambini che sembrano comparire dalla neve, e che il padre di Evelina ospita nel magazzino.
Un giorno, Evelina, nel tentativo di ritrovare un ciondolo smarrito, s'imbatte su una botola nella stalla e scopre una presenza particolare. In quel luogo angusto e ristretto, c'è Sara, una bambina poco più grande di lei, che dice di essere una principessa che però non può essere vista da nessuno, altrimenti chi la vede muore. Tra le due bambine si crea un legame unico, un'amicizia speciale, che porterà Evelina a far di tutto pur di aiutare la piccola principessa.

Candelara sarà sconvolta ben presto dalla guerra. Tra bombardamenti, la presenza sulle colline dei partigiani guidati dal Toscano - che aiuteranno anche il padre di Evelina e gli sfollati - e la presenza di tedeschi, le loro vite saranno scosse da una serie di eventi spiacevoli, ma la storia sarà arricchita anche di particolari che la rendono reale, viva, pulsante. Alla realtà, però, si unisce una fantasia particolare, con la presenza delle fate e di altre creature, che doneranno una visione più particolare di uno degli eventi più tristi della nostra storia.



Ho letto molti libri sull'argomento, ma mai una visione simile. Il punto di vista di una bambina di soli cinque anni permette di affrontare l'evento da un'angolazione diversa, più particolare e unica. Un misto di ingenuità, tenerezza, e fantasia impregnano il racconto, e devo ammettere che per quasi tutto il libro non ho fatto altro che sorridere. Un sorriso che svanisce in alcuni tratti, in descrizioni violente che però devono esserci, perché realmente accadute, e non frutto di una mera fantasia.
Simona Baldelli descrive tutto con uno stile diretto ed essenziale, a tratti ingenuo, ma perfettamente in linea con lo spirito di una bambina ancora analfabeta, che ha ancora un mondo intero da conoscere. L'ingenuità di Evelina ci permette di ridere divertiti di fronte ad alcune descrizioni, ma in altre, lo stomaco si contorce nel seguire con i suoi occhi l'aspetto più crudele e malvagio dell'uomo, della guerra in sè. Nell'osservare uomini morti, Evelina quasi non comprende. Vede la prima volta di persona la morte davanti a sé, e cerca di comprendere, di immedesimarsi, ma è una bambina, e non dovrebbe imbattersi in certe cose.

I personaggi sono caratterizzati davvero molto bene. E' facile immaginare la famigliola di campagna, presa dai riti della terra e delle stagioni. La loro miseria, ma anche la forza che li spinge ad andare avanti. Ci sono persone davvero odiose, come una degli sfollati, la madre di Luigi (un bambino che farà amicizia con Evelina e i fratelli), che incarna la cattiveria, ma anche la paura e la mancanza di coraggio. Una donna che pur di tornare a vivere bene, e pensare a se stessa, non ci mette niente a commettere atti ignobili, e vorresti quasi tirarla per i capelli.
Ma tra tutti - sfollati, bambini, partigiani e famiglia - spicca la figura meravigliosa di Evelina. Già dal primo incontro sembra entrare nel tuo cuore, a piccoli passi, e sfiorare le corde della tua anima. Evelina ha cinque anni, non sa quasi nulla della vita e della guerra, è analfabeta, ma si dimostra sovente molto più matura e coraggiosa di molti adulti. Ha un cuore puro e generoso. E' pronta a rischiare pur di aiutare le persone che contano su di lei e a cui vuol bene. Ha la spensieratezza tipica dei bambini, ma anche una mente libera da pregiudizi o cattiverie.
E' meravigliosa. Davvero meravigliosa.

Un altro personaggio che ho molto apprezzato è Angela. Una ragazza che rischia la sua vita per una causa non sua, per qualcuno molto distante da lei. Dimostra coraggio, determinazione, e spirito di sacrificio. Non vi svelo troppo per non rischiare di rovinarvi la lettura, ma leggendo capirete.
Anche la figura del Toscano, il capo dei partigiani, è molto affascinante. Uomini che arrivano da altre regioni, lasciando le loro famiglie, e che mettono a rischio le loro vite, pur di liberare il popolo e l'Italia dall'oppressione, da una dittatura assurda, da una violenza che disprezza l'uomo, che lo umilia, che porta solo alla distruzione.

Un aspetto originale, a mio avviso, ma che per altri potrebbe sembrare un po' arduo, è l'uso del dialetto del posto. Per chi non è marchigiano, o forse sarebbe meglio dire di Pesaro, può risultare difficile comprendere ciò che dicono. Però a mio avviso è un punto vincente. Ammetto che essendo anch'io marchigiana, anche se del sud della regione, non ho trovato troppe difficoltà a comprendere il senso delle loro parole. Trovo che questa scelta, anche se per taluni forse azzardata, sia perfetta per i personaggi. La famiglia di Evelina, è povera, non sono signoroni che hanno studiato, e vivono la loro vita contadina con ciò che hanno, portando avanti le proprie tradizioni. E' una scelta adeguata.

La presenza delle fate è meravigliosa. Ebbene, sì, lo ammetto. Io amo la scelta di queste figure, e quindi sono fortemente attratta da tutti quei romanzi in cui compaiono. Simona Baldelli, nel suo romanzo d'esordio, ce ne da una visione diversa. Qui non troviamo le fate quali figure splendide e ammalianti, ma creature strane, e apparentemente minacciose o sgradevoli, che si rivelano però - come già detto - come una sorta di angeli custodi della famiglia di Evelina. Più di una volta, infatti, grazie alla loro presenza, Evelina e i suoi, riusciranno a cavarsela in situazioni in cui rischiano davvero la vita.
Vi lascio la loro descrizione, per conoscerle meglio, ma potete vederle anche nelle immagini che ho postato e preso dal booktrailer che troverete in fondo a questo post.

"Là, nella penombra dell'ingresso stava la Nera.
Aveva gli occhi lucidi, due olive sotto sale, mori, più neri dello scialle e del vestito che portava e la faccia sempre scura che nessuno sapeva se avevano cominciato a chiamarla Nera per via del colore dell'abito o per quel grugno sempre serio. Quando c'era lei tutti si comportavano come si deve, niente risolini, scherzi o sciapate, perché ne avevano soggezione."

"La Scèpa era bionda, portava un vestitino leggero di cotone a fiorellini, e i capelli sciolti, che arrivavano poco sopra le spalle, le ballavano intorno alla faccia.
La Scèpa era anche bellina però non aveva i denti davanti ed infatti quando rideva si copriva la faccia con la mano, perché si vergognava di quella bocca sdentata. Rideva, anche se non c'era niente da ridere e per quello la nonna, quando l'aveva vista la prima volta, si era domandata: «Co' l'ha j' avrà da rida 'sta sciapena?» e allora avevano cominciato a chiamarla così, la Scèpa."

Evelina e le fate è un romanzo coinvolgente, una piccola perla preziosa che non va dimenticata. E' un romanzo che cerca di non far dimenticare un passato terribile che non deve tornare nel presente, ma che deve servire sempre da monito e da ricordo. Una pagina della nostra storia davvero triste e orribile, scritta seguendo lo sguardo curioso e ingenuo di una bambina speciale, che ha la capacità rara di vedere le fate e di far volare la sua fantasia.
Tramite un intreccio di storia vera, fiabe e superstizioni, possiamo scoprire la realtà di un paese piccolo, che ha dovuto affrontare ugualmente la guerra. In cui persone hanno sofferto realmente, ma hanno lottato per poter vivere.
E' una storia magica, che regala al lettore non solo una gran tenerezza, ma anche episodi quotidiani che appartengono al passato dei nostri nonni o dei nostri genitori. Mi sono ritrovata, ad esempio, a sorridere nel leggere delle donne che cantano una particolare canzone mentre vanno a lavare i panni nel fiume. Una canzone che sovente mia madre e mia nonna cantano ancora.

"Te lo stendo su un ramo di rose,
te lo stendo su un ramo di rose,
te lo stendo su un ramo di rose,
per ogni spina è un bacino d'amor."


Ma anche la presenza di particolari superstizioni che nel mio paesino persistono ancora, come quella sorta di rituale con l'olio e l'acqua per scacciare il malocchio.
Sono situazioni quotidiane, superstizioni che ancora vivono, che rendono davvero reale la storia.

Insomma, che dire di questo libro ancora? Io l'ho trovato davvero delizioso. Si legge facilmente, donando magari un'attenzione particolare ai dialoghi in dialetto, e riesce a coinvolgerti ed emozionarti davvero tanto.
Profile Image for González Yolanda.
Author 2 books19 followers
October 18, 2023
Es una novela que se desarrolla en el último año antes de que finalice la segunda guerra mundial, en 1944 💜

Una novela que ha recibido numerosos premios y que nos traslada a Pesaro en Italia.

Con una narración muy fluida en la que se mezcla la cotidianidad que viven los protagonistas de la historia mezclándolo con las tradiciones, el sufrimiento, los momentos de felicidad, los desplazados, la espera de los aliados, la resistencia...

Y todo ello desde la experiencia vivida por Evelina, una niña de tan solo 5 años 💜 y una niña judía oculta en una trampilla en el suelo del granero protegida por hadas y amuletos 😊

Un libro mágico, no solo por la presencia de las hadas sino por el realismo mágico que adereza toda la historia 💜

" Se sentó en una piedra, abrazó el fardo de ropa y se puso a llorar.
Llevaba un rato llorando cuando sintió un viento fresco que le acariciaba la cabeza.
Levantó la vista y vio a la Negra.
El hada dio una vuelta en el aire y se dirigió hacia un campo de maíz. Evelina se cargó el fardo a la espalda y la siguió.
El cielo, por dónde se había puesto el sol, era rosa y anaranjado.
Seguro que al día siguiente haría buen tiempo."

Me ha gustado mucho, pero Evelina sólo tiene 5 años 🥺 no se yo esa madurez con cinco años 🤦🏻‍♀️ también es verdad que obligado te veas 😵
Profile Image for natycuac.
352 reviews20 followers
October 10, 2015
Una linda historia que deja plasmado el cómo los niños pueden interpretar el mundo, incluso sin dejar de lado las cosas más terribles
Profile Image for Abril De León.
6 reviews
May 8, 2021
Este libro me mostro lo duro que pudo se la época de la segunda Guerra Mundial y lo realista que se vivía la situación, el surrealismo de la historia está muy bien planteado. La perspectiva de una niña de 5 años a la que todo le parece inocente y no sabe lo grabe que es la situación me tocó mucho mi corazón ❤.En lo personal me gustan muchos los libros que hablan sobre la segunda Guerra Mundial y si a tu te gustan también estas historias o te gusto "El diario de Ana Frank" Tambien te gustara esta historia.
Profile Image for Lucía Salcedo.
66 reviews
January 9, 2025
Evelina te amo, a vos, a las hadas (un poco más a la negra que a la boba, la verdad) y a tu dulce familia hasta a Carla que era un poco mala jaja.
Me rompió el corazón y lo sanó al mismo tiempo. Este libro contiene la ternura de la inocente infancia y la ignorancia ante la cruel guerra.
Estoy muy feliz de habérmelo cruzado en una feria de usados y llevármelo <3 !
Pd: lo de Sara y Angela me hizo llorar :(
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Terra.
1,235 reviews11 followers
October 20, 2025
Posso capire il fascino di questa narrazione della guerra nei pressi della linea gotica, dove nessun elemento è assente - tedeschi, partigiani, ebrei, sfollati - e dove fanno da controcanto la vita contadina e la fantasia della piccola protagonista. Però a me fate e streghe sarebbero andate bene senza le capacità divinatorie di Evelina, al loro posto insomma, senza ponti tra i due mondi. Sarà una fisima mia.
Profile Image for Tiziana.
559 reviews2 followers
April 17, 2023
L'alternarsi dei momenti di vita dura di un mondo contadino povero in mezzo alle atrocità di una guerra, e i momenti di leggerezza delle fate e la presenza di fantasie dolci ma anche inquietanti rendono il libro molto intenso ed interessante.
Profile Image for Giulia.
22 reviews
August 7, 2022
Le fatiche dei campi, gli orrori della guerra, la povertà, ma anche le fate e la meraviglia...il tutto visto con gli occhi di una bambina, Evelina.
Storia bellissima, stile impeccabile.
Profile Image for Marta Casavecchia.
56 reviews
April 22, 2023
Piacevole lettura... Simona ha saputo rendere "leggera" una storia in realtà intrisa di molto dolore
Profile Image for Von.
539 reviews2 followers
October 11, 2024
Interesante historia ambientada en el final de la IIGM con hadas.
Profile Image for Gala.
482 reviews1 follower
August 23, 2016
4.5/5 ----> 9/10
"No es cuestión de que sean malos o buenos. Es la guerra, y en la guerra mueren todos. Buenos y malos. También los niños"

Evelina y las hadas es una novela muy original, que mezcla un tema muy recurrido en la literatura como lo es la Segunda Guerra Mundial, pero genera algo especial con la presencia de las hadas y la magia.

Evelina es una niña italiana de cinco años que viene en un pueblo apartado de la ciudad durante el 1945, último año de la Segundo Guerra. Vive con su familia, muy numerosa, y está convencida de que por su casa y el campo vagan dos hadas buenas: a una la llama la Negra, y a la otra, la Boba. Evelina construye una relación de amistad con las dos hadas, y ellas aparecen en los momentos justos para avisarle o salvarla de situaciones límite relacionadas con los alemanes y la guerra.

Lo que más me gustó de la novela es la fusión entre lo real y lo fantástico o maravilloso. Esta relación, dada por un contexto real como lo es el de la Segundo Guerra Mundial y todo lo que eso conlleva y elementos fantásticos como las hadas, es lo que hizo que la historia fuera tan original. En el mercado literario hay muchísimos libros que hablan sobre este episodio histórico, y muchas veces caen en la repetición y la monotonía. En cambio, Evelina y las hadas usa este contexto agregándole elementos que hacen la novela original y diferente, una novela que vale la pena leer por su innovación.

Hay también algunos hechos casi metafóricos en el desarrollo en la historia que valen la pena mencionar.

Habiendo dicho esto, es interesante cómo la autora logra crear, en un contexto histórico y reconocido, un mundo alternativo en el que la magia, lo sobrenatural y lo onírico están en un primer plano. Cada vez que sucede algo relacionado con la guerra, ahí están las hadas para prevenir a Evelina.

Los personajes construidos por Baldelli fueron idóneos para desarrollar una historia como esta. Creo que la mejor resolución a la que pudo haber llegado es que el personaje principal fuese una niña. Con esto consiguió algo muy interesante. Evelina, al tener solamente cinco años, hace preguntas claras, concretas e incómodas a los adultos; y más en un contexto tan absurdo como el de las guerras. Con solo preguntar si van a morir los buenos o los malos, si al ver un soldado alemán muerto es porque era malo pone en aprietos a los adultos, considerados a veces los más sabios; es este el momento en que se pone en evidencia lo incoherente de la guerra. No mueren los malos, mueren todos. Buenos, malos, niños. Y justamente lo niños son los que a veces con una pregunta tan clara ponen en evidencia la real naturaleza de las guerras. Por eso considero que la autora hizo muy bien en hacer una novela sobre la Segunda Guerra Mundial desde el punto de vista de una niña, con un pensamiento inocente y sencillo, que todavía está claro y limpio, sin la "contaminación mental" que a veces sufren los adultos a medida que crecen, y que les hace no poder responder a preguntas como por qué hay guerras o por qué se muerte la gente inocente en ellas. Los otros personajes acompañaron muy bien y complementaron los pensamientos y las acciones de Evelina. Tampoco puedo hablar mucho de ellos porque la gracia de la novela está en ellos y en su historia, en ir conociéndolos a medida que avanza la lectura.

También me gustó la prosa de la autora. A través de un vocabulario sencillo y fluido, construyó una historia que cautiva y conmueve desde un principio, que todo el tiempo invita a seguir leyendo. Es atrayente cómo narra un escenario tan complicado y difícil como lo es el de las guerras, mediante una narrativa simple y espontánea, sin llegar en ningún momento a ser banal o a recurrir a detalles innecesarios. A pesar de tener este estilo, incluye también algunos elementos que sí se nota que trabajó, como el que expliqué antes de volverse transparente.

En conclusión, Evelina y las hadas es una novela muy buena, que combina unos personajes entrañables y un tema muy usado pero con elementos innovadores que hace que la historia sea completamente original.
Profile Image for Marina.
899 reviews185 followers
February 23, 2024
Mi sono avvicinata a questo libro grazie al bookcrossing, dopo aver letto un paio di recensioni assolutamente positive sul forum. E ho fatto bene a fidarmi di quelle recensioni, e ringrazio tanto Barbara per aver messo a disposizione una copia di questo bellissimo romanzo.

L’inizio non è stato all’insegna dell’amore a prima vista: entrare nel dialetto pesarese per me, che sono marchigiana ma del sud, è stato difficilissimo. Leggo senza problemi i romanzi di Camilleri in siciliano, ma mi trovo in difficoltà di fronte a un dialetto proveniente da 100 km da me. Può sembrare strano, ma è così.

La storia stessa all’inizio non mi ha preso, ma sono stata contenta di aver perseverato perché, andando avanti nella lettura, il libro svela tutto il suo valore e la scrittrice tutta la sua bravura.

La protagonista di questo romanzo è Evelina, una bambina di 5 anni che vive nella provincia di Pesaro. È dal suo punto di vista che vediamo gli avvenimenti dell’ultimo anno della seconda guerra mondiale, dalla lotta quotidiana per una vita dignitosa, agli ebrei nascosti da persone di buon cuore, dalla vita quotidiana nei campi, all’arrivo degli alleati, passando per tutto quello che ci può essere nel mezzo. Leggere degli orrori della guerra dal punto di vista di una bambina così piccola dà un sapore tutto diverso alla letteratura dedicata alla seconda guerra mondiale.

In tutto questo il dialetto, usato quasi solo per i dialoghi (che però sono numerosi) si inseirsce perfettamente per rendere la realtà di un affresco di guerra tanto realistico quanto contornato da elementi magici (le fate), grazie appunto agli occhi di Evelina. Mi spingo addirittura a dire che il romanzo non avrebbe avuto la stessa forza senza il dialetto. Resta però che è stato per me difficile da seguire, sebbene ciò non mi abbia impedito di leggere questo libro d’un fiato.

Lo consiglio a tutti, davvero.
Profile Image for Diabolika.
245 reviews51 followers
June 24, 2024
Romanzo che combina la narrativa storica con il realismo magico, in un racconto veramente commovente.

Ambientato durante il difficile periodo della Seconda Guerra Mondiale, il libro segue la storia di Evelina, una bambina di sei anni che vive in un piccolo borgo dell'Appennino umbro-marchigiano. Attraverso i suoi occhi innocenti e fantastici, si viene trasportati in un mondo dove il confine tra il reale e il magico sfuma e dove le fate diventano simboli di speranza e resistenza. La narrazione in prima persona permette di immergersi nei pensieri e nelle emozioni della piccola protagonista. La scelta di utilizzare il linguaggio semplice e genuino di una bambina contribuisce a rendere la lettura coinvolgente.

L'uso del fantastico come strumento per affrontare temi complessi e dolorosi è particolarmente suggestivo: le fate, che popolano l'immaginazione di Evelina, rappresentano una fuga dalla brutalità della guerra e al contempo una forma di resistenza contro la desolazione e la paura.

Un buon ritmo alterna momenti di tensione a pause riflessive, con un intreccio costruito con cura, che rivela gradualmente i segreti e le storie dei vari personaggi che popolano il borgo. Ogni figura, dalla madre di Evelina ai partigiani nascosti nei boschi, è dipinta con sfumature precise.

In conclusione, il libro non solo racconta una storia avvincente, ma invita anche a riflettere sulla capacità dell'immaginazione di offrire speranza nei momenti più bui.
Profile Image for Sara Booklover.
1,027 reviews888 followers
November 7, 2017
Una storia molto particolare e coinvolgente, originale per i contenuti, che offre uno scorcio realistico e al tempo stesso magico, della vita di campagna durante la fine della seconda guerra mondiale. Una sorta di realismo magico all'italiana. Quello che inizialmente mi ha "infastidita" è stata la scelta di scrivere in dialetto marchigiano-romagnolo i dialoghi. Questo è stato un piccolo impedimento, però i dialoghi non sono molti e con un po' di concentrazione si riescono a capire ugualmente (a grandi linee). Lo stile narrativo è il miglior pregio del libro, trascina dentro la storia e fa immaginare vividamente ogni scena. E anche a distanza di settimane e di mesi (ormai sono infatti passati un paio di mesi da quando ho letto il libro) il ricordo della storia rimane ancora saldo nella memoria. Ho trovato un pochino affrettato il finale.
23 reviews2 followers
June 3, 2014
Bellissima storia della seconda guerra mondiale narrato dal punto di vista di una bambina di 5 anni, abitante di una fattoria vicino ad Ancona. Vivace e un po' ribelle, Evelina è ancora abbastanza giovane per vedere le fate che proteggono la sua famiglia, la comunità e forse anche la principessa che vive nascosto sotto la stalla.
Profile Image for Paola.
214 reviews14 followers
November 9, 2015
No era nada de lo que esperé. Las primeras 100 páginas fueron muy lentas y estuve a punto de abandonarlo pero luego llegó la tragedia y no podía parar, necesitaba saber cómo terminaría la historia. Es un libro demasiado crudo con toques de magia que depende del lector la forma en que se interprete. Este libro dejó una pequeña marca de dolor en mí.
Profile Image for GaleEsVidaYEsAmor.
52 reviews24 followers
October 22, 2016
Este libro que trata sobre la Segunda Guerra Mundial, es especial y lleno de magia. Realmente fue demasiado bueno.

No podía soltar el libro, a pesar de terminarlo en 10 días por la falta de tiempo. La verdad, que este libro, al final, me hizo llorar un poco, es una historia triste contada con la ilusión de una pequeña niña.

Uno de los mejores autoconclusivos que leí en el año.

4/5
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