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La Biblioteca di Alessandria. Storia di un paradiso perduto

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«Tolemeo II, re di Alessandria, era un uomo amante del bello e delle lettere. Fondò una biblioteca nella città stessa di Alessandro (…) e la affidò a un certo Demetrio Falereo, con l’ordine di raccogliere i libri che si trovavano in ogni parte del mondo». Con queste parole il vescovo Epifanio (fine IV secolo d.C.) rievoca la nascita ad Alessandria d’Egitto – la splendida città sul delta del Nilo fondata da Alessandro Magno nel 331 a.C. – della più importante biblioteca dell’antichità. Voluta da Tolemeo I Soter, il capostipite della dinastia macedone che resse il trono d’Egitto sino alla celebre Cleopatra, la biblioteca fu concepita come uno strumento di lavoro al servizio del Museo, il prestigiosissimo centro scientifico-letterario che per secoli attirò i migliori “cervelli” del mondo antico. Questo libro ripercorre la storia della biblioteca di Alessandria dalle origini sino alla sua dispersione; grande spazio è dato alla viva voce degli autori antichi, le cui testimonianze sono esaminate anche allo scopo di comprendere la genesi di un mito, quello della “biblioteca perduta”, che da più di due millenni simboleggia l’anelito umano verso la conoscenza universale.
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MONICA BERTI, dottore di ricerca in Scienze storiche dell’Antichità, è cultore della materia in Storia greca presso l’Università di Roma Tor Vergata e lecturer in Classics presso la Tufts University di Boston. Ha pubblicato numerosi studi di storia e storiografia greca, epigrafia e papirologia in prestigiose collane italiane e internazionali. È stata visiting scholar presso il Perseus Project, con il quale collabora per la realizzazione di modelli concernenti la codifica e la rappresentazione delle fonti antiche in ambiente digitale. Per la collana «I frammenti degli storici greci» ha pubblicato il primo volume dei frammenti di Istro il Callimacheo. Ha inoltre curato insieme a Virgilio Costa un volume sulla Biblioteca di Alessandria nella collana «Ricerche di filologia, letteratura e storia» delle Edizioni Tored.
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VIRGILIO COSTA è professore associato di storia greca presso l’Università di Roma Tor Vergata. Si occupa in prevalenza di storiografia greca frammentaria e di storia della tradizione classica. Per la collana «I Frammenti degli Storici Greci» sta preparando nuove edizioni critiche commentate dei frammenti di Filocoro (il primo di tre volumi, dedicato ai frammenti dell’Atthis, è apparso nel 2007) e degli storici di Naxos delle Cicladi.

280 pages, Hardcover

Published January 1, 2010

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Profile Image for Antonio Gallo.
Author 6 books57 followers
January 6, 2017
Da quando frequento GoodReads, il più importante sito sociale dedicato ai libri, mi sono reso conto che questo oggetto chiamato "libro" può anche essere una "terapia". Se guardo i vari volumi sugli scaffali penso alle ragioni per le quali quel libro, con quel titolo, si trova in quel posto. Se è il caso della libreria cartacea, fisica, allungo la mano, lo prendo, apro le pagine, lo sfoglio, ci guardo "dentro", ritrovo sul frontespizio la data con il luogo di acquisto, qualche utile riferimento per identificarlo. Spesso, ma non sempre, sono solito apporre a matita la memoria. Mi accade di ritrovare una ricevuta di acquisto, qualche nota con appunti, magari il foglio di accompagnamento della segretaria del club dal quale ho acquistato quel volume.

Sono diversi, infatti, i circoli e i club del libro ai quali sono stato iscritto. Organizzazioni editoriali, sia italiani che stranieri, con i quali corrispondevo per passione dei libri. I "Club degli Editori" erano diversi fino a qualche tempo fa. Ad esempio, la "Iconographia" di Franco Maria Ricci, oppure la storica casa editrice "Folio Society" di Londra, sono solo alcuni esempi di questa dipendenza, un legame sentimentale con la lettura che nasceva dalla necessità di condividere, discutere, riscaldarsi intorno ai fuochi forti o fatui che i libri di solito diffondono.

Ricordo che mio padre mi raccontava di questa passione di cui anche lui soffriva quando era giovane. Un tempo già molto diverso allora, quando me lo raccontava. Io ero un ragazzino, anni cinquanta del secolo e del millennio trascorsi. Lui un giovane degli anni venti, agli albori del non ancora famigerato "ventennio, lui ed un suo amico, di nome Antonio, si condividevano la lettura della famosa terza pagina del "Corriere della Sera". Curavano così la loro malattia per la lettura, cercando altre letture di libri. Entrambi, oltre che piccoli artigiani della povera e piccola cultura di provincia meridionale italiana, erano anche di mestiere tipografi, rilegatori di libri. Ma a quei tempi, erano in pochi a leggere libri e giornali.

Io avrei continuato a soffrire di questa grave patologia facendomi arrivare da quella indimenticabile casa editrice B.U.R. (Biblioteca Universale Rizzoli) quei piccoli, magici volumetti dalla copertina grigia, con lo sconto riservato ai librai. Che non era poco, il 30%. Mi stampavo nella stamperia paterna i fogli di carta intestata alla tipografia "Arti Grafiche" e inoltravo gli ordini. Loro, pur di vendere, mi concedevano lo sconto anche se era chiaramente un illecito, permesso dalla malattia, da questa patologia. Quei libretti li collezionavo con molto orgoglio, insieme ai tanti, troppi "fumetti" che a quel tempo cominciavano a "corrompere" noi ragazzi del tempo. I libri della scuola per me erano un peso, un fardello, un incubo. Specialmente quelli di latino e greco che determinarono poi in seguito le mie sofferte scelte professionali. Quelle letture pirate mi indicarono altre vie di fuga e da esplorare.

Di acqua ne è davvero passata tanta sotto i ponti da quei tempi. Il fiume digitale della trasformazione rischia di inondare il pianeta e gli scaffali dei vecchi libri di carta scomparire tra le acque di una nuova ed imprevedibile cultura. I miei scaffali si sono moltiplicati, la biblioteca cartacea di famiglia è stata ingrossata da altri arrivi, l'oggetto libro ha subito una lenta, inesorabile trasformazione, che chiamerei piuttosto mutazione della specie. Da cartaceo è diventato digitale e così anche il suo tradizionale ambiente: la biblioteca.

Anch'essa si è trasformata con l'arrivo del computer e "GoodReads" ne è una delle più evidenti prove. Ma la vera regina madre di tutte le biblioteche digitali esistenti su questo pianeta rimane "Internet Archive", moderna reincarnazione della mitica "Biblioteca di Alessandria" di cui si parla in questo libro. Due "visite" che ogni bibliomane che si rispetti, degno di questo nome e che voglia non curarsi da questa malattia, (un male incurabile!) ma voglia aumentarla, non può esimersi dal fare. Leggere il libro e navigare il sito https://archive.org/ per capire quello che sta succedendo non solo ai libri ed alle biblioteche, ma anche e sopratutto al nostro modo di pensare, leggere e scrivere.
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