Non passano la maggior parte del tempo a sentirsi il re del sognano di esserlo, ma di rado lo sperimentano. Che siano guasconi ed esibizionisti, di quelli che mentre vogliono spaccare il mondo sbattono la testa al muro, o che si tratti invece di personaggi introversi e ombrosi, i tipi narcisisti aspirano alla grande vita e invece passano la maggior parte del tempo a dividersi tra il rancore, la rabbia e il disprezzo per un mondo che non li appaga mai, costantemente abitati da un senso strisciante di vuoto e di noia, e dalla certezza che la vita pulsante, se esiste, abita altrove. Se scontenti, attaccano o fuggono. In queste pagine, della personalità narcisistica, si descrivono le caratteristiche e le dinamiche, si racconta cosa significa esserlo e cosa vuol dire averci a che fare in relazioni amorose e professionali. Soprattutto si descrive una via possibile per lasciar andare via il narcisismo si tratta di rinunciare alla ricerca della gloria e scoprire la sensorialità dell’esistenza. Grazie all’approccio scientifico e allo stile narrativo, in questo libro il narcisista viene alla luce senza il filtro del linguaggio tecnico. Se ne vede la parte più spietata e la vera quel misto di passività, bisogno continuo di conferme e la dannazione di non avere mai avuto in dono il diritto a esistere davvero.
Un'apparente leggerezza attraversa questo libro nella sua interezza, la quale non mortifica mai la patologia trattata piuttosto la rende accessibile disvelando ogni angoscia sottesa alla maschera della grandezza ostentata o agognata. Per declinare il narcisismo nelle sue varianti, l'autore si avvale di personaggi fittizi della cultura mainstream, proponendone un'analisi accurata trasferibile su un piano di realtà, nelle storie dei suoi pazienti. Nonostante non sia un trattato scientifico, la complessità dell'argomento è piuttosto evidente e in alcuni passaggi ho accusato una certa difficoltà nella prosecuzione della lettura. Ecco, forse risiede qui, a mio avviso, la maggiore criticità di questo testo, il dare per assunti alcuni concetti di non immediata comprensione per chi, come la sottoscritta, si avvale della sola psicologia ingenua. Risulta comunque un libro ben scritto, utile per chi è del settore e piacevole per chiunque sappia apprezzare una buona dose d'ironia.
Delinea un'immagine reale del narcisista, andando oltre il senso comune e le nosografie manualistiche. Il tutto con una spiccata ironia e riferimenti cinematografici accessibili a ciascuno.
Un gran bel libro dal carattere divulgativo sul disturbo narcisistico di personalità. Scorrevole, completo, con qualche tecnicismo qua e là ma alla portata di tutti, da chi non sa nulla del tema a psicoterapeuti formati. Le varie sfaccettature, implicazioni e conseguenze del disturbo sono raccontate attraverso le narrazioni dei vissuti di personaggi fittizi (mondo cinematografico o dell’animazione) o di persone reali, ossia pazienti che Di Maggio stesso ha curato in prima persona. Estremamente interessante e illuminante, ti fornisce una chiave di lettura diversa per capire meglio persone che pensiamo siano puramente maligne. Ho capito che solo a volte lo sono davvero, puramente e semplicemente. Per il resto, quel maligno è la punta di rabbia, rancore, e ancora più sotto ferite profonde, sofferenza, solitudine.
Metterei 3,5 se fosse possibile.
Ps. Unica nota stonata: alcune espressioni che ho trovato sessiste e che non mi sono piaciute.
Ho ascoltato l'audiolibro che è letto benissimo. Il testo è interessante, divertente, comprensibile per chi non è esperto di psicoterapia. Mi ha svelato molte sfumature del narcisismo con esempi chiari e simpaticamente provenienti dalla cultura pop, dal cinema alle serie tv e dai fumetti.
Ho trovato diverse intuizioni interessanti, purtroppo l'autore si perde in numerose divagazioni rispetto al tema principale, come ad esempio illustrando casi che al massimo si potrebbero definire subclinici,per non dire che si fatica a capire cosa c'entrino. Inoltre in alcuni punti si lascia andare a considerazioni sessiste, e io queste cose non le perdono mai al momento della recensione. C'è persino una esternazione transfobica.
Un saggio che mi ha aiutato a capire come, dietro agli aspetti che già sapevo essere segnali del narcisismo, si nasconda in verità un mondo di dolore e sofferenza.
Per chi è interessato ai percorsi psicoterapeutici ma non sa da dove partire, questo è un ottimo punto su un argomento molto interessante, da leggere assolutamente!
Cito la mia psicologa alla quale porto quasi ogni settimana un disturbo del dsa che penso di avere e le chiedo perché non me l'avesse detto: trattare gli argomenti di salute mentale, i disturbi di personalità e così via con leggerezza, fa più danni che non parlarne proprio.
Il libro è fatto anche bene. C'è una forma esagerata di semplificazione esagerata di una struttura in realtà molto complessa che governa tutto il libro e lo rende più da intrattenimento che da approfondimento di natura psicologica.