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I difetti fondamentali

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“Gli scrittori lavorano nelle tenebre, e come ciechi soppesano l’oscurità” ha detto José Saramago. Ma è davvero possibile raccontare una figura sfaccettata, mutevole e imprevedibile come quella di chi per mestiere inventa mondi? Come rintracciare la sua natura autentica negli abissi dell’immaginazione in cui lavora? Forse bisognerebbe partire dalle cose concrete, dalle pulsioni più animali, dai difetti. Questa è la risposta di Luca Ricci, in un ritratto composto da quattordici istantanee – fulminanti, indiscrete, perfette – che sono anche quattordici racconti d’amore: perché è l’amore, a ben vedere, il difetto più evidente, e necessario, di ogni essere umano. C’è lo scrittore che trascorre una vacanza in una spiaggia nudista, salvo poi incapricciarsi dell’unica ragazza che, chissà perché, resta vestita; c’è quello che per sbarcare il lunario apre un bed & breakfast e una sera, con la complicità di un volo cancellato, ha l’occasione di affittare una camera al più potente agente letterario del mondo; c’è quello che ogni lunedì, con una puntualità inflessibile, chiama una casa editrice pur sapendo che il suo dattiloscritto non verrà mai letto… Sebbene il risultato rimandi alla perentorietà di un classico, Ricci spinge l’arte del racconto al di là delle forme note e dei generi consolidati, chiedendo alla letteratura di assolvere ancora una volta al compito più arduo, quello di indagare l’impasto misterioso di cui è fatta ogni esistenza.

352 pages, Hardcover

First published January 12, 2017

43 people want to read

About the author

Luca Ricci

77 books30 followers
Luca Ricci è considerato uno dei migliori scrittori italiani di racconti. Tra le sue opere ricordiamo L'amore e altre forme d'odio (2006, Premio Chiara), Come scrivere un best seller in 57 giorni (2009), Mabel dice sì (2012) e Fantasmi dell'aldiquà (2014). Tiene corsi di scrittura per la Scuola Holden e la Scuola del Libro, e cura per “Il Messaggero” la rubrica settimanale di libri Ricci & Capricci.

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Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for lorinbocol.
266 reviews436 followers
October 29, 2017
e niente. arrivata a il solitario getto la spugna. mancano meno di 100 pagine, ma le precedenti 237 bastano e avanzano. puoi leggere un paio di questi racconti, ma già al quarto di fila a me era scesa la catena.
poi si può pure dire che alcuni sono più riusciti (per quanto mi riguarda il rifiutato e lo stregato) ma altri si fermano a un livello quasi imbarazzante. tipo il rothiano, che peraltro apre inspiegabilmente il volume (rizzoli poteva fare due piaceri all'autore: risparmiarsi quello strillo un filo vanaglorioso in copertina, «l’arte del racconto al suo meglio», e non piazzare come prima storia questa che avrà anche un titolo bellissimo ma è in assoluto tra le cose meno riuscite del libro).
il principale difetto di fabbrica, comunque, a mio parere è che per scrivere quattordici racconti centrati sulla figura dello scrittore, si deve avere qualcosa di davvero originale o sensato da dire. a meno che non si accetti il rischio di finire per essere la quindicesima stereotipizzazione della raccolta. a proprio rischio e pericolo, e a rischio concreto di noia per il lettore.
Profile Image for stefano.
188 reviews160 followers
November 14, 2019
Ho letto quattro racconti, l'ultimo a salti, il terzo anche. Non credo che ne leggerò altri, nonostante le mirabolanti promesse che campeggiano in copertina. L'arte del racconto al suo meglio. E vabbe', lo so che non è colpa dell'autore, non decide lui cosa mettere in copertina, ma però a me mi danno una brutta sensazione lo stesso queste frasi. L'arte del racconto al suo meglio, insomma, e credo di averlo già detto, ma parole del genere mi fanno pensare al mese di luglio, quando il Cagliari presenta Pablo Fernando Dettori Ibañez , detto Niño El Maciniño, introdotto dagli addetti ai lavori come il prototipo del calciatore moderno, una via di mezzo tra Beckenbauer, Figo e Beppe Baresi. Tempo tre mesi e il suddetto Niño viene mandato in prestito ai Leones de Sant'Agata - deve farsi le ossa, si dice - e nessuno lo vedrà mai più.
Ma torniamo al Ricci: L'arte del racconto al suo meglio. Ora ho capito: nonostante ciò che si possa facilmente pensare, non è l'arte del racconto a essere al suo meglio, in generale, nell'intera storia dell'umanità. Un po' di modestia, suvvia, non cerchiamo la prosopopea anche laddove della prosopopea non vi è traccia (ho usato suvvia, prosopopea due volte e laddove nella stessa frase: l'arte di essere fenomeno al mio meglio). Ribadisco e vi spiego, senza prosopopea: non è l'arte del racconto a essere al suo meglio, no, l'aggettivo possessivo non si riferisce all'arte del racconto - no! - ma al Ricci. In pratica quella frase è atto di umiltà: mi chiamo Luca Ricci, ragazzi, guardate un po' cosa ho fatto, ho buttato giù due righine di racconti, niente di straordinario, però ho fatto del mio meglio. Non avevo capito niente, accidenti! Qua non si tratta di Niño El Maciniño, no, è più una questione di lavatrice che si rompe e per aggiustarla ti rivolgi a tuo cognato, invece che chiamare il tecnico: l'arte di riparare lavatrici al suo meglio. Ma non è l'arte di riparare lavatrici al suo meglio, no, il meglio è del cognato! Come Ricci!
Pertanto, chiedo scusa e torno alla lettura. Guarderò con occhi nuovi questi quattordici racconti al meglio del Ricci, racconti in cui il tema fondamentale è... l'industria letteraria! Scrittori, scrittori di successo, scrittori falliti, aspiranti scrittori, editor, professori di lettere, case editrici... e una spruzzatina di sesso, che il Ricci, al suo meglio, non si fa mancare niente. Insomma, siccome i letterati si vergognano di andare in edicola e comprare le riviste di gossip, allora si scrivono questi racconti in cui si gossippeggia sul mondo editoriale e già mi immagino gli addetti al lavori darsi di gomito - è propriò così, nevvero! - e ridersela di gusto. Io, al mio peggio, privilegio il gossip vero e alle turbe tardoadolescenziali del professor Lizzani preferisco i drammi di Malena la Pugliese - attrice porno di belle speranze, delegata nazionale all'assemblea del Pd, concorrente all'Isola dei Famosi - che dice di non avere più una bella famiglia, anche se non ho capito se non ce l'ha più dopo essersi data alla pornografia, o la scelta di recitare in pellicole a luci rosse (pellicole a luci rosse: frasi stupende al mio meglio) sia conseguente al fatto di non avere più una bella famiglia. Chi lo sa, chi lo sa! Oggi compro DiPiù e mi tengo aggiornato.
Tornando al Ricci, è indubbio che racconti che trattano di scrittori siano interessantissimi, ma mi sorge il dubbio che lo siano più per gli scrittori stessi e per gli aspiranti tali, che per i lettori. Insomma, io oltre alle avventure di Malena la Pugliese, vorrei tanto leggere un racconto che ha per protagonista un meccanico, oppure un cardiologo, o ancora un elettricista, o una Punto MultiJet, che ne so, ma basta con gli scrittori che parlano di scrittori. Temo che, sebbene al suo meglio, siano argomenti un tantino noiosi. E tralascio il fatto che i personaggi di un racconto, a un certo punto, si mettano a parlare di Baudrillard. Baudrillard, mannaggia.
Ultimi tre appunti, prima di immergermi nella lettura, al mio meglio:
- i dialoghi surreali, al meglio di Ionesco;
- le maiuscole: il Cardinale, l'Amministratore, al meglio di Fantozzi;
- le parole in corsivo, per ricercare enfasi e sintomatico mistero, al meglio di Battiato.
Profile Image for marco renzi.
299 reviews101 followers
August 5, 2017

Ormai è cosa nota: il racconto in Italia non ha mai avuto troppa fortuna.
Anche in un momento come questo, in cui la brevitas sembra essere diventata imperativo di ogni forma d’espressione, quella che gli anglosassoni chiamano short story non riesce a incidere come dovrebbe nel panorama letterario del Bel Paese; eppure non mancano, e non sono mai mancati, ottimi rappresentanti di questa nobilissima arte.

Luca Ricci spicca senza dubbio tra quelli della sua generazione, e si riconferma autore di razza grazia alla sua nuova raccolta I difetti fondamentali: un pugno di storie che, in modi diversi, ruotano attorno alla letteratura stessa, toccandola talvolta più da vicino e in altri momenti guardandola da lontano, attraverso vicende editoriali, universitarie e giornalistiche; episodi di follia, di tiepida o sfrenata ambizione, di paranoia e, com’è ovvio, di scrittura e velleità artistiche - un racconto s’intitola, non a caso, Il velleitario.

All’interno del libro sono rappresentati scrittori davvero esistiti come il Bianciardi citato in epigrafe e narrato nell’Adultero, o inventati come nel caso dello Scomparso, dove un celebre autore inscena la sua morte per sfuggire ai riflettori; mentre nell’Invidioso c’è un mediocre giallista di successo che si sente minacciato dall’imminente uscita del libro di uno sconosciuto ma più talentuoso amico.

Troviamo poi uno scambio telefonico tra uno scrittore e un editor che continua a rimandare la lettura di un manoscritto (Il rifiutato), una persona con la malattia di regalare volumi preziosi e introvabili dilapidando il proprio patrimonio (Il folle); un imbucato al Premio Strega (Lo stregato), un giovane sosia di Flaiano che si ritrova a fare il corriere della droga (Il manierista) e altro ancora.
Quattordici racconti di ottimo livello, levigati nella scrittura senza risultare semplicistici nella narrazione; non troppo distanti dalla poetica degli americani (Cheever, Carver) ma nel contempo intrisi di una vena surreale, nonché fantastica e qua e là grottesca, che rimanda a maestri di casa nostra quali Buzzati e Savinio, infatti citati in una coppia di novelle.

Assolutamente da leggere per chi ama la narrativa breve; un buon punto di partenza per chi – sbagliando - l’ha sempre evitata.

(mia recensione uscita sul MUCCHIO di maggio 2017)
Profile Image for Domenico Fina.
292 reviews91 followers
October 10, 2017
'L'arte del racconto al suo meglio', trovata editoriale che, a mio avviso, assesta il colpo di grazia al libro.
Profile Image for Sandro Paté.
6 reviews1 follower
May 17, 2017
Divorato. Un racconto tira l'altro per colpa della nostra voglia di avere a che fare con l'editoria. Nostra. Mia, di Luca Ricci, l'autore, di chi legge, di chi non legge solo lo Strega del momento, di tutti. Ogni racconto, ognuno in un modo creativo e originale, è basato su i tanti stereotipi del mondo dei libri. Nulla di nuovo ma raccontato con ironia, la precisione che i buoni racconti hanno sempre e quel qualcosa in più, un mix di cinismo, malinconia e divertita esagerazione. In rigoroso ordine sparso: l'invio di manoscritti originali alle case editrici, gli agenti letterari, le presentazioni di giovani autori, amazon, la competizione tra gli scrittori, l'autore di culto, il libro di culto. Storie di libri. I titoli brevi - "Il folle", "Il manierista", "Il suggestionabile", "Il rothiano" - fanno pensare subito alle tipologie di personaggi legati a doppio filo, alcune volte sembra loro malgrado, al grande spettacolo del libro. Libro che da idea bislacca può diventare qualcosa di tremendamente importante. Direi fondamentale riprendendo parte del titolo. A volte persino un peso per questa corte dei miracoli che è la gente che legge, scrive, vende, cura e a che fare con i libri. Libro che proprio per questo è in grado di generare storie. Insomma 14 racconti "dietro le quinte della letteratura" come ha scritto Piersandro Pallavicini su Tuttolibri. Lì che mi è venuta voglia di leggere l'ultimo dell'holdeniano Ricci. Raffinate anche le citazioni a inizio racconto e l'aver raccontato il Bianciardi del periodo milanese. Oltre a un incipit-omaggio a Siti, altro azzeccatissimo accostamento al mondo dell'editoria che sembra un bel mestiere, ma che forse non lo è. O forse sì. O forse no. E via così.
Profile Image for ReginLaRadiosa.
505 reviews24 followers
May 21, 2017
“Queste biografie sono veramente fantasiose, eh?”
“Se fosse un’opera di fantasia si chiamerebbe romanzo.”
Scrollo la testa: “Io credo che se una qualsiasi cosa viene scritta automaticamente perde il suo statuto di realtà, e accede a una dimensione onirica, visionaria, che è appunto quella della letteratura.”
“È un’idea un po’ ingenua” mi dice. “Ogni scrittura dipende dal contesto in cui è utilizzata, il linguaggio è un codice comunicativo.”


La mia recensione di questa raccolta sarà completamente fuori dalla mia tipica scaletta perché, come avrete capito, ogni storia è slegata e si può leggere senza alcun legame con la precedente o la successiva.
I racconti non sono il mio genere preferito (se di genere si può parlare) ma ho voluto provare e ne sono rimasta piacevolmente colpita.

Lo stile è scorrevole e le citazioni letterarie all’inizio di ogni racconto creano un collegamento, come se potessimo percepire la mano dell’autore che intreccia una storia dopo l’altra creando un arazzo pregno di intime atmosfere di attesa, passioni, rabbia, invidia, arroganza.. un caleidoscopio di emozioni umane in cui ognuno di noi può ritrovare se stesso.

Con queste quattordici storie legate alla scrittura e ai suoi protagonisti, Luca Ricci rivela al lettore le mille sfaccettature del suo meraviglioso mestiere.
D’altro, come si suol dire, nella botte piccola c’è il vino buono e scrivere un racconto è un’arte che, da lettrice, è a parimerito dell’arte di scrivere un romanzo: non tutti ne sono in grado e saperlo fare è una dote immensa.

Se avete voglia di sperimentare o siete amanti dei racconti, non perdete “I difetti fondametali – L’arte del racconto al suo meglio“!

Recensione e intervista sul sito!
Profile Image for Sara Comuzzo.
Author 7 books11 followers
May 9, 2019
Luca Ricci é in genere uno dei miei scrittori italiani preferiti. In questi racconti descrive un mondo letterario ed editoriale crudele, vuoto e spesso privo di sostanza. La critica sottostante é palese e la descrizione della situazione italiana, dove funziona tutto a conoscenze o a leccare i piedi, é ben forte in quasi ogni racconto. Apprezzabile l'ironia sottostante allo stile, un buon umorismo e ottime battute in certe parti. I titoli dei racconti, come preannuncia il titolo della raccolta, racconta dei "Difetti Fondamentali", ossia difetti che intaccano l'animo di chi abita il mondo della cultura e delle lettere in questo caso. Cosí c'é l'invidioso, il solitario, il vanitoso eccetera.
Nonostante la scrittura di Ricci sia notevole e fresca nel panorama italiano, ho trovato i richiami sessuali e la raffigurazione delle donne davvero triste e piena di stereotipi e generalizzazioni. Mi auguro questo sia ulteriormente parte della voce critica di Ricci che vuole rappresentare un mondo vano e in balia dei desideri, dove le donne sono spesso solo oggetto di istinti maschili. Mi auguro davvero questo stia come critica. Devo peró dire che se cosí era, non é stato sufficientemente chiaro nel libro, la posizione dell'autore doveva essere dichiarata in modo piú limpido. Perché, per una lettrice donna, certi racconti sono davvero poveri e anche un po' offensivi, troppe prostitute, troppe fantasie sessuali in cui le donne sono passive al servizio degli uomini, o violentate o legate. Non chiudo con Ricci, perché ritengo sia uno scrittore bravo e meritevole, mi auguro peró che nelle opere future le donne possano avere un altro ruolo, dove sesso, corpo e immagine non siano l'unica cosa che brilla in evidenzia a puro scopo edonistico, in questa epoca post #metoo.
Profile Image for Unagna.
153 reviews6 followers
February 5, 2018
Dal libro emerge un pessimismo profondo che permea i rapporti sociali, tipico della letteratura e del cinema italiano che ritraggono la società (pensate a Margaret Mazzantini: una sfiducia alla base dell'umanità, che non risparmia nessuno. Ci siamo). Peccato perché lo stile è molto bello, ma è rovinato dall'esasperazione del sesso, presentato come unico momento che rompe la monotonia delle vite dei protagonisti dei racconti. Difatti i racconti che ho apprezzato di più sono quelli in cui il sesso rimane al margine, in cui l'autore, libero di raccontare, di creare dinamiche fra i personaggi inaspettate, dimostra pienamente il suo valore.
Profile Image for Paolo Latini.
239 reviews69 followers
February 28, 2017
Racconti scritti con la solita nota maestria di Luca Ricci, ironici e amari, a volte velatamente tristi. Ognuno riporta le sconfitte e le grottesche vicissitudini di chi si trova a voler gravitare nell’orbita del mondo editoriale italiano, e lo fa con un linguaggio limpido ed efficace, senza inutili sarcasmi e senza sbavature. I difetti fondamentali dimostra come l'arte del racconto in Italia sia almeno in buona salute. Peccato che ci si ostini a snobbare la forma breve.
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
December 31, 2023
Racconti molto diseguali per pretese e riuscita, sorretti da una scrittura poco lavorata e spesso sciatta. Di sicuro, non "l'arte del racconto al suo meglio" (ma come si fa a uscire con una frase così in copertina?). Giunto alla seconda lettura di un suo libro, continuo a trovare sorpredenre il credito di cui gode Ricci, soprattutto rispetto ai racconti.
Profile Image for Nelliamoci.
743 reviews116 followers
February 13, 2017
A tratti feroce, e sicuramente fin troppo sincero, I difetti fondamentali sono una chiave per leggere la vita di tutti i giorni di chi scrive, per ricordarci che sono persone umane, sì, con gli stessi vizi e passioni di tutti noi. https://justanotherpoint.wordpress.co...
Profile Image for Carlo Impellizzeri.
98 reviews2 followers
January 17, 2018
Ho letto questo libro su consiglio di un'amica, se in questi giorni ha avvertito uno strano fischio nelle orecchie, le dirò che io ne sono stato il mittente. A parte "Il Rifiutato", ho fatto davvero fatica a farmi piacere questi racconti, salvo "Il Rothiano", "L'invidioso" e "Il suggestionabile". Alcuni li ho trovati volgari, altri, con quelle liste infinite di parole ripetute mi hanno solo fatto innervosire. I finali poi sono davvero deludenti. Il fatto è, che per me, per dirla come uno dei personaggi, un libro deve essere: esaltante, esilarante, commovente, strepitoso e magnetico. Questo non lo è stato e probabilmente per molti è un motivo per leggerlo.
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