Questo libro è stato una bella sorpresa, ero scettica, per quanto da un pò di tempo mi sia allontanata dai thriller made in USA devo ammettere che continuano ad avere il predominio per quanto riguarda il legal. Mi ero dimenticata che anche nel Regno Unito esiste quell'obbrobrio della giuria popolare e che quindi anche loro, in maniera più sobria ovviamente, possono mettere su processi da cui trarre spettacolo per le masse.
Il libro mi è piaciuto molto al 70%, un buon 20% mi è piaciuto con riserva, sono sicura che ci sarà un miglioramento nei prossimi libri e il 10% non mi è piaciuto tanto.
La cosa che non mi è piaciuta è stato il caso portato in tribunale, l'ho trovato macchinoso ed inverosimile, la parte dei cinesi e dell'agente sotto copertura Jock è qualcosa da dimenticare, e non mi ha fatto impazzire neanche che alla fine sia stato proprio Will a risolvere il caso come un novello Poirot.
Il protagonista, William Benson, mi è piaciuto tantissimo, anche l'avvocato Tess De Vere ha grosse potenzialità, ma in questo libro è ancora un pò marginale, è come se tenesse un piede fuori ed uno dentro, indecisa se buttarsi completamente o ad uscirne definitivamente.
Penso che comunque il personaggio predominante sarà sempre Benson, il suo carattere, la sua intelligenza e il suo background lo rendono troppo intrigante, a discapito degli altri personaggi.
Una cosa che mi sarebbe piaciuta vedere sin da subito sono i due avvocati lavorare in squadra, fare fronte comune, fidarsi l'uno dell'altra. Questo non è successo, ma ho capito le intenzioni dello scrittore.
Tess è un'impulsiva, ha creduto subito nell'innocenza di Will, e quando anni dopo lui ha avuto bisogno di aiuto, con la stessa impulsività si è buttata a capofitto nella missione di agevolarlo in ogni modo possibile.
Siamo tutti un pò Tess, come lei il lettore è portato a credere nell'innocenza di Will per poi farsi venire dei dubbi man mano che il libro procede e si scoprono retroscena che fanno sorgere qualche dubbio.
Will è un personaggio decisamente più enigmatico, ma se leggiamo bene c'è un punto in cui ci viene spiegato il suo comportamento.
C'è una parte in cui Benson ricorda quello che gli disse il suo compagno di cella e cioè " Non fidarti di nessuno, dì sempre che stai bene, prima di definire qualcuno amico sii sicuro e non crearti mai una cerchia troppo grande, devono essere pochi e fidati".
Questo è il mantra di Benson, è quello che ha fatto per la maggior parte della sua vita adulta ed è quello che lo ha tenuto al sicuro in carcere. Niente di strano che questa sua concezione della vita se la sia portata anche nel mondo esterno.
Capito questo i comportamenti di Will saranno molto più sensati e logici.
La serie si prospetta estremamente interessante e lascia un sacco di domande a cui mi piacerebbe avere risposta, purtroppo ho avuto la brutta sorpresa di scoprire che questo è l'unico libro che è stato tradotto, mentre nel RU sono già al terzo volume della serie. Spero che traducano gli altri libri, ma sono sinceramente sfiduciata. Peccato!