«Ho letto su Facebook che la carota, condita con l’aceto, cura il raffreddore». «Io invece non farò vaccinare i miei figli perché non voglio arricchire Big Pharma, e mi nutro di costose compresse seguendo i consigli del “medico alternativo” e del suo vicino di ombrellone». Di salute, ormai, parlano un po’ tutti, dicendo un po’ di tutto. Ma la salute è un affare complicato e comunicarla correttamente significa soprattutto maneggiare la complessità. Cioè significa avere a che fare con una scienza in rapida evoluzione, definizioni non sempre granitiche, dibattiti tra scuole di pensiero, statistiche da interpretare. E una marea di interessi, economici e non soltanto. Rinunciare a questa complessità porta a riassumere il tutto in due parole: “fa bene” o “fa male”. Magari aggiungendo che “nessuno lo dice”. In realtà, qualcuno che lo dice, o che cerca di farlo, c’è: sono i giornalisti medico-scientifici. Che a quelle due parole, non sempre oneste e di certo mai esaustive, contrappongono un lavoro di ricerca e studio basato su strumenti niente affatto misteriosi. Questo libro, attraverso il racconto di storie di giornalismo e di medicina, e di bufale, ve ne propone alcuni.
Silvia Bencivelli si laurea in medicina e chirurgia all'Università di Pisa nel 2002. Nel 2004 ottiene il Master in comunicazione della scienza alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Nel 2005 inizia a collaborare con il quotidiano scientifico di Rai Radio 3, Radio3 scienza, di cui diviene uno dei conduttori.
Nel 2010 è stata fra gli inviati della prima edizione di Cosmo – Siamo tutti una rete, trasmissione scientifica di Rai 3 di Gregorio Paolini, condotta da Barbara Serra. Da novembre 2011 a giugno 2013 ha collaborato con Presa diretta, di Riccardo Iacona e Francesca Barzini, su Rai 3.
Da ottobre 2014 a giugno 2016 ha lavorato con Rai Scuola, per Nautilus, condotto da Federico Taddia, e poi per Memex. Tra settembre 2016 e giugno 2017 è stata tra i conduttori di Tutta salute, in onda ogni mattina alle 11.00 su Rai 3.
Collabora con quotidiani e riviste, tra cui la Repubblica, D di Repubblica e il Venerdì, Le Scienze, Mente e cervello, Focus, Wired.
È docente di giornalismo scientifico al Master su "La scienza nella Pratica Giornalistica" dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
Vive a Roma e fa la giornalista scientifica freelance, e collabora da più di dieci anni con la Rai, radio e tv.
Mettetemi assieme medicina e comunicazione: non c’è libro migliore per farmi felice. Sono duecento paginette, decisamente una lettura veloce e piacevole in questi giorni di vacanza - ma si tratta di duecento pagine ricche di idee, riflessioni, eventi del passato da cui imparare e porte che si aprono sulla medicina del futuro. E il tutto è stato pubblicato nel settembre 2016, perciò è tutto sufficientemente aggiornato.
Le penne dietro questo lavoro sono Silvia Bencivelli e Daniela Ovadia. La Ovadia non la conoscevo, ma è un medico che a un certo punto ha iniziato a comunicare, oltre che a curare. La Bencivelli invece ve l’avevo già presentata con Le mie amiche streghe, il suo primo romanzo: anche lei è un medico, ma ha dedicato la sua carriera al giornalismo scientifico.
È la medicina, bellezza: è difficile parlare di salute, oggi - soprattutto perché è una era di cui tutti abbiamo conoscenza superficiali, insufficienti a comprendere davvero la vastità del problema. Certo, abbiamo conoscenze insufficienti anche di fisica nucleare o di edilizia, ma sono campi che non ci riguardano nella vita di ogni giorno. La salute invece è perennemente nei nostri pensieri, soprattutto quando viene a mancare. E da questa paura nasce il nostro bisogno di sapere, di informarci, di comprendere - e la nostra fiducia verso chi ci spiega le cose nel modo più semplice possibile.
"[lo scienziato vero] non è detto che sia capace di spiegarsi, soprattutto se si gioca a farlo arrabbiare facendolo passare per uno che non ha la certezza di quello che sta dicendo e forse nasconde qualcosa. Lo scienziato italiano medio non ha nessuna preparazione in comunicazione, e non perché sia un anaffettivo o una cinica vestale di un sapere tecnico e arido, ma perché è formato per fare altro."
I medici di oggi hanno passato anni a studiare il funzionamento del corpo umano, e sono bravissimi nel raccontarlo a un docente durante un esame - ma non è detto che sappiano spiegarlo alla propria nonna. Di contro, chi non pensa alla scienza ma al profitto è bravissimo a spiegarsi - ma non è detto che voglia raccontare la verità.
È un ragionamento banale, trito e ritrito nei libri che trattano le pseudoscienze e i complotti del mondo d’oggi - ma è la chiave di lettura di questo libro, nelle sue diverse parti. E sui temi, ce n’è per tutti i gusti: microrganismi e bufale contagiose; ambiente e malattie; cibo; medicinali; prevenzione; chirurgia; medicina del futuro. Last but not least, una ricca bibliografia da cui recuperare libri e articoli: guai a voi se leggete questo libro senza una buona connessione internet a disposizione.
Bencivelli e Ovadia presentano casi e esempi tratti dalla storia, da quegli errori che sono stati commessi prima della nostra nascita, ma da cui possiamo ancora imparare. Perché in fondo questa è la chiave: capire, ricordare, imparare dagli errori e evitare di commetterli ancora. E migliorarci, sempre, e migliorare la medicina per poter salvare vite umane.
Un libro molto interessante sulla medicina e su alcune storie di medicina. Attenzione al capitolo dei farmaci che deve essere compreso assolutamente, non può essere letto di fretta e senza attenzione, porterebbe a non fidarsi di nulla. Merita molto come lettura
Un testo davvero molto interessante, utile per sfatare tanti falsi miti sulla medicina e per avere una visione più scientifica e realistica riguardo cosa aspettarsi dai farmaci che prendiamo. Credo dovrebbero leggerlo tutti. è scorrevole e ben scritto!