«Algo raro debía de haber sucedido entre sus abuelos, una confusión genética de algún tipo, para que sus hijos a su vez tuviesen sólo hijas y únicas. Nieves, Ada, Luz y Lola, cada una concebida para ser y existir en la soledad. Nieves no alberga dudas de que el destino las transformó de primas en casi hermanas, pues ninguna supo nunca de la hermandad ciento por ciento sanguínea.»
Cuatro primas revisitan su pasado, sus sueños, sus deseos y sus frustraciones. La muerte de Pancha, la última de las empleadas que trabajó en la casa de la tía Casilda en el Pueblo, donde compartieron su infancia, es el detonante de un viaje que las vuelve a reunir.
En este emotivo homenaje al clásico de la literatura Mujercitas, de Louisa May Alcott, conocemos a Nieves, Lola, Ada y Luz, cuyas personalidades son el espejo de las de las hermanas March. Así, en las actitudes y acciones de estas mujeres el lector descubre cómo sus caracteres apuntan a aspectos arquetípicos de la psiquis femenina, e inevitablemente reconocerá en cada una de ellas facetas que están presentes en todas las mujeres.
En esta novela Marcela Serrano evidencia una vez más su capacidad para crear historias que cautivan y conmueven.
(Born 1951) Chilean novelist. In 1994, her first novel won the Literary Prize in Santiago, and her second book won the Sor Juana Inés de la Cruz Prize for women writers in Spanish. She received the runner-up award in the valuable Premio Planeta competition in 2001 with her novel "Lo que está en mi corazón".
Anche la donna più felice conserva nel proprio cuore un angolino pieno di rancore, quel rancore che nasce insieme a lei quando apre gli occhi e scopre che il mondo non la stava aspettando, il rancore originato dall'errore, no, non chiedermi perché, davvero!
Quattro donne. Quattro cugine, tutte figlie uniche, che crescono come sorelle. Tutte figlie uniche tranne Luz, che ha un fratellastro perché sua madre era vedova con un figlio quando ha sposato suo padre. Una storia famigliare che si ripete dal 1723. Quattro modi diversi per raccontare la stessa storia, fatta di estati in campagna nel sud del Cile, con la Storia che continua a scrivere le sue pagine, in cui la data più ricorrente sembra essere l'11 Settembre. Quattro Piccole Donne: -la femminile e materna Nieves/Meg; -la mascolina e indipendente Ada/Jo; -l'altruista e buona Luz/Beth; -la bella ed ambiziosa Lola/Amy. e il conteso Oliveiro/Laurie, il fratellastro di Luz.
Quattro diversi modi di vedere e di raccontare le cose, perché a ciascuno di noi gli episodi rimangono impressi in modo diverso, o perché siamo all'oscuro o a conoscenza di qualcosa di differente dagli altri. Solo Luz, che rimane sempre in secondo piano (Dal mio angolo, ho visto sempre tutto dal mio angolo), riesce a capire con la sua bontà le sue cugine; senza giudicarle, vegliando su di loro come un angelo.
Quattro cugine cresciute insieme come sorelle, ma che non potrebbero essere più diverse tra loro: l'angelo del focolare, la ribelle, la buona e l'ambiziosa. Ci ricorda qualcosa? Certo, dato che come si evince dal titolo questo romanzo è una rivisitazione di Piccole donne in chiave moderna. La trama si sviluppa sulla falsariga dell'opera originale, a cambiare è tutto il resto. Innanzitutto dalla tranquilla e decorosa Concord ci spostiamo nell'entroterra cileno, terra di passioni e di tradizioni. Anche il contesto storico e politico è molto diverso: nel libro della Alcott la guerra civile non è che un' eco lontana, qui il colpo di stato di Pinochet investe le protagoniste con violenza, scardinando le loro vite. Di conseguenza il candore che caratterizzava il testo classico lascia il posto ad un libro fatto di poche luci e molte ombre: niente buoni sentimenti o intenti consolatori, le piccole donne sono cresciute per davvero e devono fare i conti con le frustrazioni e le amarezze della vita adulta, struggendosi di nostalgia per un passato che forse non esiste se non nei loro ricordi. Tutto il romanzo infatti non è che un lungo flashback a quattro voci, in cui si intrecciano vari piani temporali che poi convergeranno nell'epilogo finale. Epilogo che mi ha lasciato molto perplessa, perchè lo trovo fuori luogo rispetto al tono del romanzo. Io e l'autrice condividiamo l'amore viscerale per il capolavoro della Alcott, ma è proprio questo amore che non mi ha fatto apprezzare fino in fondo il suo romanzo: alcune scelte sono troppo lontane dallo spirito dell'originale (in particolare la gestione del triangolo Ada-Lola-Oliverio) e dal confronto la Serrano uscirà sempre perdente per quanto mi riguarda. Non so se lo consiglierei a qualcuno: di sicuro non è un brutto libro, ma avevamo davvero bisogno di una versione più cinica di Piccole donne?
Perfecto. Increible como la autora puede ser fiel a la personalidad de cada una de las Mujercitas de Louisa May Alcott y al mismo tiempo darles un toque moderno que resulta creible .
La historia de amores y odios entre cuatro primas chilenas que sobreviven a una dictadura , a los exilios y a las muertes ,siempre intentando seguir adelante con las armas que cada una tiene a su disposiciòn.
2.5 A ver, es un homenaje a mujercitas pero tiene demasiadas cosas iguales por lo tanto fue bastante predecible. Es fácil de leer pero tiene momentos medio densos. Creo que no es una lectura que me haya dejado algo interesante. Sin embargo, creo que la autora merece otra oportunidad.
Conosco da parecchio questa scrittrice sudamericana, di cui avevo già avuto modo di apprezzare “Noi che ci vogliamo così bene”, “Il tempo di Blanca”, “L’albergo delle donne tristi” e “Antigua, vita mia”. Ma questo Arrivederci piccole donne mi ha particolarmente colpito ed emozionato. Come spiega la stessa autrice in un’intervista, è dichiaratamente un remake di “Piccole donne”, il celebre (almeno per la mia generazione) romanzo di Louisa May Alcott.
Qui, al posto delle quattro sorelle, abbiamo quattro cugine, che trascorrono insieme la loro infanzia sotto l’ala protettrice della zia Casilda. Come in tutti i libri della Serrano, sono indiscutibilmente le donne a farla da padrone. Gli uomini, proprio come nei film di Almodóvar, si ritrovano un po’ tutti in secondo piano, sia pur con qualche eccezione.
La storia si dipana dagli anni 70 sino ai giorni nostri e, proprio come accade in “Piccole donne”, vediamo crescere, cambiare, interrogarsi queste quattro cugine tanto diverse tra loro. Fortissimo, nonostante il solido legame che le unisce, è come sempre nei romanzi della Serrano il senso di solitudine che si percepisce e che sembra essere una costante di tutti i personaggi femminili di questa autrice, una solitudine che pare inevitabile, anche se non cercata coscientemente. Di conseguenza, la chiusa del libro è al contempo malinconica e ottimista.
Sono dunque quattro voci che raccontano magnificamente un pezzo di storia personale e della storia del Cile stesso, con un andamento non lineare in senso temporale, poiché ciascuna torna indietro nel tempo e offre la sua versione e la sua interpretazione di ciò che è stato, sino allo scioglimento, in cui Ada svela alle cugine di aver finalmente scritto un romanzo e che questo romanzo parla proprio di loro quattro. Una frase soprattutto mi sembra rivelatrice di questo universo al femminile: The past became the past only when it could no longer wound you, il passato diventò passato solo quando non fu più in grado di ferirti o, traducendo più liberamente, solo quando il passato non può più ferirti, diventa davvero passato. Ma il passato, in realtà, è sempre in grado di ferire una donna, almeno un poco, sembra dirci la Serrano.
Insomma, per chiudere, un bel libro che vi consiglio, la cui unica nota stonata è, se vogliamo, la storia un po’ improbabile tra Ada e Jaime, che mi è parsa un po’ forzata, ma che non inficia il mio buon giudizio generale.
No sé si un spoiler de Mujercitas cuenta como spoiler de este libro, pero dejo hecha la advertencia. Una chilenización muy interesante de este clásico de clásicos, que a su vez es bastante única. No son hermanas, son primas, muchas cosas les pasan en etapas de su vida mayores que en el original, sus oficios, vidas, tan iguales y tan distintas. No creo que sea interesante si no leíste o al menos viste la película Mujercitas. Me parecieron las 4 primas muy interesantes!! La historia de “Jo/Amy/Laurie” me encantó. Me encantó. No entiendo la nota de Goodreads. Sigo pensando que, aunque duela, Jo/Ada no es Jo si se quedase con Laurie/Oliverio y eso DUELE pero es tan real !!!! Si Jo se quedaba con Laurie, se convertía en Meg pero infeliz.
"—La nostalgia es la conciencia del pasado, pero elevada a potencia poética."
Es una historia de amores y odios entre cuatro primas chilenas que sobreviven a la dictadura , a los exilios y a las muertes pero siempre luchando para salir adelante. Todo empieza en 1723, contando la historia desde los comienzos. Son cuatro mujeres que a través del tiempo las vamos conociendo con sus rasgos distintos y que se asemejan a la historia del clásico de Louisa May Alcott. Nieves, Ada, Lola y Luz se reúnen en sus vacaciones de verano en la casa del pueblo que pertenece a la matriarca de la familia; Veremos cómo cada una de ellas pasan el resto del año de una manera muy diferente y aun así la amistad entre ellas es muy fuerte.
"Es que ella no está para autoanálisis, de hecho, detesta a las personas que lo hacen, y se pregunta por qué encima los comparten, por qué no se los guardan para sí mismos si son tan aburridos y egocéntricos. Ella jamás haría perder el tiempo propio ni el de otros hablando sobre sus descubrimientos, si los tuviera. Desvestir su mente en público le parece tan obsceno como hacerlo con el cuerpo."
Me ha resultado muy agradable el modo de escritura de Marcela Serrano. Ella narra ésta historia desde un punto de vista femenino y de manera bastante feminista. Creo que hay en él un planteamiento sobre la amistad femenina. Y desde que lo comencé a leerlo sentí su prosa etsilo Realismo Mágico y finalice el libro con esa sensación y con párrafos que me recordaron a Isabel Allende (cabe decir que Marcela Serrano es chilena)
"qué voluptuoso resulta el sueño, la somnolencia, cuando se instala poco a poco en el cuerpo (o en el campo de acción), es imposible no rendirse a ella, no abrazarla, sus tentáculos, tan seductores, la hunden, la van hundiendo, la hundieron definitivamente en una nada deliciosa,"
En fin. Hasta siempre mujercitas es la historia de cuatro primas que se juntan a rememorar sus vidas, sus historias, sus amores y desamores, triunfos y fracasos, traiciones y engaños que ponen a prueba el lazo que las une traspasadas por la Dictadura Militar (¿Qué literatura latinoamericana no está atravesada por éste horroroso suceso?) y la caída de las Torres Gemelas. Al igual que el clásico mujercitas, me resultó muy entretenido y divertido de leer, pasé unos días hermosos con ésta lectura, me reí, suspiré en algunos momentos y me hizo soñar con el amor. Sin embargo no le doy más nota porque el final (que se vuelve buenisimo) se da muy abruptamente y yo me quedé con ganas de más.
Sería la bien un 3,5. A veces es difícil puntuar. Me gustó la idea de la autora, me atrapó, me gustaron las protagonistas. En gran parte del libro estuve esperando que pasara algo, cómo sin entender adónde quería llegar. Cómo sin encontrar el por qué de lo que contaba. Pero me gustó. Me confundió con tantas narradoras diferentes y pasando de primera a tercera persona sin mucha lógica. Pero me dejó con ganas de leer más de la autora. Creo que se convertirá en otra de mis queridas latinoamericanas. Necesitaba este tipo de escritura.
Il romanzo scorre leggero. Ci racconta una storia avvincente con una costruzione narrativa intrigante anche se non certo innovativa: ascoltiamo le voci delle quattro protagonista e riusciamo a mettere insieme tutti i pezzi solo alla fine.
Stupenda a mio avviso la potenza immaginifica delle pagine ambientate in Cile: non ho mai visitato il Sud America e la penna della Serrano riesce ad evocare superbamente colori, profumi e suoni davvero affascinanti.
La complessità delle emozioni trattate è comunque limitata, la sfericità dei personaggi appena abbozzata. Se le descrizioni dei luoghi mi hanno lasciata a bocca aperta, quelle delle anime dei protagonisti mi hanno appena indotto un cenno del mento.
"Piccole donne" è il romanzo che ha sancito l'eterno e indissolubile legame fra me e la pagina stampata, il primo "libro vero" che ho letto, e avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Nonostante questa sacralità che lo avvolge, non ho trovato l'esercizio della Serrano invadente o irrispettoso. Nonostante quelli che a mio avviso restano dei limiti è riuscito a calare in uno spazio e un tempo completamente diversi da quelli originali le dinamiche familiari e i tipi umani che la Alcott ci ha consegnato con tanta grazia, dando loro una tonalità nuova che non posso definire illuminante, ma che certo è interessante.
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Lo amé. La verdad. Las heridas, el desarraigo, la vida, las cicatrices, las decisiones, el ser mujer, el no serlo, el buscarse, el encontrarse, el perderse. Todo lo sentí con este libro. Se me hizo corto, quería saber más de cada una, todas se me hicieron diferentes, únicas, al mismo tiempo similares. Unidas, pero también alejadas de sí. Sus rumbos, su pasado, sus percepciones se me hicieron ricas, gratificantes y con las cuales me podía sentir identificada.
Marcela, y su forma de escribir me sigue persiguiendo. Me sigue pareciendo un refugio donde recaen mis sentimientos más profundos.
Marcela Serrano is a wonderful writer and that is demonstrated in this book, I loved it, I recommend it completely and I'm very anxious to read more of this author.
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Marcela Serrano es una maravillosa escritora y eso queda demostrado en este libro, me encantó, lo recomiendo completamente y estoy muy ansioso por leer más de esta autora.
che in piccole donne laurie scelga amy al posto di jo �� stata dura da digerire ma alla fine ho dovuto accettarla, ma quest'intrigante finta amy sudamericana non riesco proprio a sopportarla! marcela serano ci ritroveremo in altri territori, piccole donne non si tocca :-)
Nieves, Ada, Lola y Luz, son primas que bajo la costumbre familiar se han criado como hermanas compartiendo los veranos en casa de los abuelos, y como tales se quieren y se pelean con facilidad. Una gusta de la lectura y sueña con escribir, otra se siente una princesa por su belleza y su gracia, otra siempre enfermiza se preocupa por lo demás y da su vida por ello, la otra se siente poca cosa al lado de sus primas-hermanas. ¿Les suena a una historia conocida? También se cuenta con una tía solterona, gruñona y rica que se hace cargo del bienestar de la familia. Y no podía faltar el primo varón que se siente rey entre sus primas y es causa de amor y culpa entre dos de ellas. Pues sí, Marcela Serrano nos regala con una versión moderna de Mujercitas.
Pero el asunto no queda ahí, también, hay otros factores más actuales, la nueva situación de la mujer que les permite estudiar y viajar, el contexto sociopolítico de Chile, su dictadura y tortura a los disidentes, historias añejas y nuevas en la estirpe familiar que hablan de incesto y amores prohibidos. Cada una vive en esta era moderna, libres de elegir y hacer, un poco atadas a las costumbres y el amor familiar, se pelean, se aman, se necesitan y apoyan cuando más lo requieren.
Una novela fresca, de fácil lectura que invita a soñar, a reír y a llorar. Una historia que nos recuerda que “nunca es tarde para empezar a acumular experiencias, para vivir.”
1723, es el año en que inicia esta novela forjando una historia desde sus raíces, 4 mujeres a través del tiempo y de su historia, en una versión paralela a mujercitas de Louisa May Alcott, 4 personajes tan distintos marcados en una novela previa reconstruida a 4 mujeres en Chile primas que asemejan la misma historia con diversos sucesos.
Bella storia di quattro cugine che però ha come protagonista un luogo, Pueblo, la casa di famiglia dove hanno trascorso infanzia e adolescenza. A tratti il romanzo sembra perdere il ritmo ristagnando sui pensieri delle quattro senza però perdere l’intensità dei sentimenti.
Lettura piacevole e abbastanza inutile, che si definisce meglio per cosa NON è, che per quello che rappresenta. Non scade in una scrittura troppo femminilista (nonostante il 90% dei personaggi siano donne). Non si lascia prendere la mano dallo stile onirico/favolistico tipico di molti scrittori latino-americano (non mancano citazioni e riferimenti al passato, c'è un'ava che rivive in spirito, etc. ma il tutto non appare stucchevole). Non è banale ma Non è neanche del tutto prevedibile, pur ricalcando lo schema dell'originale. Non riesce ad evitare la trappola Jo: nell'originale Jo rifiuta Laurie per l'indipendenza (salvo cadere nelle benevole grinfie del marito e diventare una sedentaria direttrice di scuola per ragazzi disadattati!). Nel romanzo di Serrano è Laurie/Oliviero a rifiutare Jo/Ada. Per scegliere alla fine Amy, come da copione. E solo per questo si meriterebbe una stella in meno! sgrunt
En este remake, Marcela Serrano nos brinda una lectura actual sobre el clásico de la literatura, Mujercitas, transpolando las personalidades de Meg, Jo, Amy y Beth en Nieves, Ada, Lola y Luz.
Si bien el hilo narrativo es parecido al del clásico, el juego con dos siglos diferentes, un secreto familiar y el protagonismo de un pueblo, otorgan un escenario distinto con una historia atrayente. Decir que es lo mismo, es haber leído en apuros.
Es una historia que revisita la infancia, las nostalgias y los aciertos y desaciertos de un árbol genealógico imbrincado que está en constante diálogo con las mujeres de mediana edad que son las protagonistas.
Hay un juego constante con el sujeto narrador que no sabría decir si es una genialidad o un desacierto.
Sin duda, para quienes hemos leído y releído Mujercitas, es volver a visitar la casa de las March, sus historias, odios y pasiones, pero también es esperar lo predecible de la historia, al menos en la trama principal.
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Es mi nuevo libro favorito. Te amo, Lola. A ti te rezo. A ti también Ada. Les rezo a todas, la verdad es la continuación o versión perfecta de Mujercitas, la prosa de la autora es un beso al alma, también lo son las referencias de las que el libro está plagado, la representación de los 70; increíble, igual que lo del 11 de septiembre, con el paralelismo entre la vida de Ada, la historia de Chile y los eventos ocurridos en el 2001.
ARRIVEDERCI PICCOLE DONNE , MARCELA SERRANO Sul retro di copertina si legge che è un remake di Piccole donne e ad essere sincera è uno dei motivi per cui ho scelto questo libro. Io amo il romazo di L.M. Alcott , è quello che mi ha iniziato alla lettura e che ancora rileggo quando ho voglia di tornare bambina. Come ha fatto la Serrano, mi sono chiesta : chi sarebbero state e come sarebbero diventate le March se avessero vissuto ai giorni nostri, in un’epoca più moderna? Così dalla penna della scrittrice cilena escono fuori le cugine Martinez ( e credo sia un omaggio alla Alcott mantenere parte del cognome delle “piccole donne”): Nives, Ada, Luz e Lola , che han condiviso l’infanzia e parte dell’adolescenza ( fino almeno a quell’11 settembre del ’73) al Pueblo e nella segheria della zia Casilda che le ha accolte estate dopo estate. Nives è , come Meg, la bella , quella che vede nel matrimonio e nella famiglia la realizzazione dei propri sogni. Ma cosa resta , una volta che i figli sono grandi? Cosa rimane – come le chiede Ada- della stoffa stravagante che aveva in gioventù? Invece di rispondere Nives ritaglia articoli di giornale di omicidi . (che poi si diverte a risolvere nella propria immaginazione). E poi c’è Ada, l’anticonformista, il maschiaccio- Jo- col talento della scrittura e sempre occupata a cercare un equilibrio tra le proprie luci e le proprie ombre. Sarà la prima delle quattro a lasciare il Cile per l’ Europa, diventando lettrice professionista, lasciando nel cassetto il sogno di scrivere. Prima di riuscire a scrivere ,infatti, deve fare la pace con se stessa e col desiderio nei confronti del cugino Oliverio (Laurie ). Se la Jo della Alcott ,in “piccole donne crescono” mette in chiaro fin da subito che Laurie è come un fratello, per Ada la situazione è più complessa: quello che prova per Oliverio è più simile al sentimento che lega Heathcliffe e Kathy in Cime tempestose; è un appartenersi, un comprendersi totale e totalizzante , esclusivo e per certi aspetti distruttivo, ma senza possibilità di futuro. Tanto che Oliverio si sposerà prima con Shirley e poi con Lola. Lola che come Amy ha una certezza: non sarà mai più povera. La sua bellezza e la sua buona stella ( tra le quattro è decisamente la più fortunata) le faranno avere tutto quello che desidera. Oliverio compreso ( qui la rivalità tra Jo e Amy/ Ada Lola è più profonda, maggiormente indagata e non trova una vera e propria soluzione). E infine Luz. La buona, piccola, quasi insignificante se non fosse proprio per quella bontà che si è scelta come qualità, una sorta di segno distintivo. Luz vive un po’ più a lungo della Beth di Concord, ma fa la stessa fine: morirà. Anche se a differenza della sua simile alcottiana , morirà lontana da casa, in Uganda, in missione umanitaria , piena di domande su come abbia vissuto la vita e in particolare sull’amarezza che l’affligge nel momento finale. " a che scopo?" sembra chiedersi. E il professor Baher dov’è ? è Jamie. L’amico di Ada, mandato da Oliverio a soccorrerla a Tunisi in uno dei suoi momenti bui. Da lì nel Luberon, dove le mette a disposizione la casa, il tempo e il silenzi. In questa versione Jamie e Ada restano amici, ma è un’amicizia salvifica, un balsamo all’irrequietezza di lei, proprio come il professore lo era stato per Josephine. È proprio Jamie a darle quel pizzico di coraggio necessario a mettere nero su bianco un romanzo, un remake di Piccole donne. E il finale del libro, dove le tre cugine si ritrovano per adare al funerale della vecchia Pancha( la loro vecchia domestica ), è affidato alla voce di Luz . Di nuovo tutte e quattro insieme, consapevoli che il Pueblo e tutto quello che rappresentava, non torneranno più.Non solo in senso metaforico: la segheria della zia Casilda è stata comprata da Eusebio Astudillo, l’uomo che ha portato via, in modo brutale, tanto tempo prima la verginità - e ora l’azienda -ad Ada … che però trova il modo di vendicarsi appiccando un incendio a quello che per tutte e quattro è stato il posto del cuore. Così si chiude il romanzo della Serrano, con le cugine su una jeep, in fuga da un funerale; forse e soprattutto , libere dal passato, che viene chiarito, sviscerato e affrontato. Il rogo della segheria è anche l’affrancamento dai ricordi, che sì, sono fondamentali, ma possono diventare un fardello insopportabile se non sono lasciati andare, alleggeriti grazie alla verità e alla condivisione. Ho apprezzato l’analisi introspettiva e cruda che la scrittrice dipana pagina dopo pagina, rispondendo al quesito iniziale, presentandoci queste quattro donne, non più bambine, ma mature, complesse e per nulla stereotipate; alle prese con quel che resta dei sogni, delle speranze, di quel che si pensava di sapere di sé e del mondo. Nessun idillio, ma pura e semplice –e per questo bellissima- vita.
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La scrittrice sudamericana rilegge un grande classico, nella sua versione non sono quattro sorelle ma cugine, affini eppure diverse. Trascorrono la loro infanzia in campagna con la zia matrona e gli zii eccentrici, i servitori fedeli e i vicini di casa in cerca di riscatto sociale, in un paese agricolo, ma agitato politicamente, quel Cile che conoscerà una feroce dittatura. Si disperdono nel mondo le quattro cugine: chi diviene sposa in giovane età, chi muore in giovane età, chi fugge da se stessa e chi si realizza oltre ogni aspettativa. La scomparsa di una fedele servitrice, anni dopo, le farà ritrovare (anche la cugina defunta sarà sempre presente), faranno i conti con quanto accaduto anni prima, con quanto frainteso e rimasto sospeso in precedenza e con il presente che non è mai quello desiderato. All'inizio il romanzo è lento, ma poi decolla fino ad arrivare ad un finale avvincente e di grande impatto. Come in "piccole donne", anche qui si fa il tifo per l'una o l'altra cugina, anche se alla fine ciò che colpisce è proprio il legame che le unisce, nonostante gli anni e la distanza.
La autora rescata las personalidades de los personajes de "Mujercitas", cambiando el contexto histórico. Los libros que he leído de Marcela Serrano, en general, se centran en la interioridad de los personajes femeninos, sus virtudes, carencias, logros, fracasos. En ellas, percibo una especie de fractura que se vive internamente, aunque intente ocultarse a los demás. No es diferente en esta novela. Cuatro primas con diferentes personalidades, que tienen un pasado en común, aparentemente feliz, pero con dolores, envidias, traiciones que intentan tapar con la luz de un pasado nostálgico. La vida las lleva por diferentes caminos, pero siguen unidas por sus recuerdos. Esta novela deja un sentimiento de tristeza, porque sus personajes son tristes, intentando vivir como mejor pueden, pero sus relatos internos muestran lo frágil que realmente son. La autora logra, a mi parecer, un ritmo que está acorde con la sensibilidad del relato, basado principalmente en las emociones y características personales de cada personaje.
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E' il primo libro che leggo di questa autrice, e mi sono innamorata del modo malinconico in cui ha descritto il Cile e come io sia riuscita comprendere a pieno le sensazioni che le quattro protagoniste vivevano. La storia del Cile che silenzioso modifica la vita delle quattro ragazze facendole diventare donne, ma restando sempre in secondo piano e senza mai invadere troppo nella narrazione. Le quattro protagoniste sono ben strutturate e raccontate e sono completamente diverse tra loro, nonostante il forte legame che le unisce, durante i vari scontri e divergenze si finisce per fare il tifo per l'una o per l'altra.
Il dettaglio che però ho trovato più interessante fra tutti è il modo in cui ogni capitolo è strutturato, non solo vi è un cambio di narratore e conseguentemente di visione del mondo, ma la scrittura in cui viene scritto l'intero romanzo varia continuamente fra la prima persona, la terza persona e il flusso di coscienza.
Marcela Serrano toma prestada la obra clásica de Louise May Alcott para contarnos la historia de las primas Nieves, Ada, Lola y Luz y que, por supuesto, guardan semejanza con las entrañables hermanas March: Meg, Jo, Beth y Amy. Hasta el adorable Laurie se ve reflejado en el primo Oliverio. Pasando por la niñez y juventud de los protagonistas en el Chile golpeado por la dictadura militar hasta la adultez de sus personajes, llegando hasta el atentado del 11 de septiembre a las Torres Gemelas, Serrano nos cuenta con un lenguaje plagado de emociones y recuerdos, la vida de estas cuatro mujercitas, sus dramas y también sus miserias. Hay detalles que por supuesto, emulan a la original, como el papel de Ada, que sueña con ser escritora, los celos de Lola cuando el primo Oliverio se enamora de Ada, la que se casa joven y ansiosa de formar una familia, como Nieves, o Luz, quien fiel a su vocación de ayudar a los demás se marcha lejos del hogar. Si leyeron Mujercitas, les va a gustar!
Un homenaje al clásico libro Mujercitas de May Alcott. En este libro de Marcela Serrano , conocemos a 5 mujeres cuyas personalidades son espejo de las hermanas March . La autora evidencia su capacidad para reconocer las características femeninas en estas historias más contemporáneas , que reflejan arquetipos de la psiquis femenina .
Ada , Lola, Nieves y Luz son primas que comparten la vida desde niñas hasta la edad adulta . Cada una representa el perfil de las hermanas March . Están unidas por la tía Casilda , quien las acoge en su tierras cada verano y las hace cómplices de la historia familiar que las persigue . El campo de la tía Casilda , es el escenario de cada etapa de sus vidas . Cuando muere Pancha , quien trabajo toda su vida con la tía Casilda , estas primas se reencontrarán con sus historias antiguas.
E' il terzo libro della Serrano che leggo, è chiaro che prediliga la prospettiva femminile, ma in questo libro manca la prospettiva di Oliveiro! Dopo tutto quello che ha combinato pur elui nella sua vita ci voleva il capitolo dedicato a lui, dove è lui la voce narrante, ogni capitolo infatti non è un racconto di una delle cugine quanto un flusso di coscienza, come in Joyce, manca una struttura temporale fissa, il che lo rende un po' difficile da seguire in certi tratti, ma nel complesso costruisce una storia di famiglia davvero intrigante, dolorosa, femminista ovviamente. Proprio alla fine rivela il segreto cuore di tutto e dici, sta Ada è proprio una figlia di ... Insomma, vale leggerlo per la storia avvincente e sorprendente. Ti lascia anche con un senso di incompletezza, il femminismo di sinistra è riduttivo, un punto di vista estremamente rimpicciolito sulla realtà e la vita.