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Il Corbaccio

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L'opera, composta negli anni della maturità dello scrittore e presumibilmente, come sostiene il filologo Giorgio Padoan, nel 1365, è scritta in volgare secondo lo schema delle rime petrose.
L'opera ci è stata tramandata in ottantadue codici tra i quali quello più attendibile, a seguito degli ultimi studi, pare essere il Laurenziano XLII, I scritto a mano da Francesco D'Amaretto Mannelli.
L'etimologia del titolo risulta ancora incerta e rimangono due ipotesi: potrebbe riferirsi allo spagnolo corbacho e al francese courbache che sta a significare sferza contro le donne, oppure potrebbe riferirsi a un uccello dal colore nero (il corvo) simbolo dell'amore che fa impazzire.[1]
L'opera viene narrata in prima persona e si apre con una giustificazione (non si tratta infatti di un vero e proprio prologo) nel quale l'autore dichiara che desidera iniziare la sua narrazione per essere di consolazione a coloro che leggeranno, così come ha ottenuto di poter fare grazie a Dio e alla intercessione della Madonna.
Il protagonista, disperato per l'amore non corrisposto di una vedova, invoca la morte e, dopo essersi addormentato, sogna. Gli appare in sogno un uomo che dichiara di essere il marito defunto della vedova il quale dice di essere venuto, inviato da Dio e per intercessione della Madonna, per distoglierlo dal labirinto d'amore nel quale è caduto.
Il protagonista racconta allo spirito la storia del suo amore e da costui viene messo in guardia dalle donne che con la loro lussuria mettono in pericolo gli uomini.
Lo spirito inizia poi a raccontargli la sua esperienza con la donna e ne mette in evidenza tutti i difetti. Dopo aver sentito quanto raccontato dallo spirito, il protagonista dice di essersi convinto e di voler rimediare al suo errore. Lo spirito lo invita quindi alla vendetta che potrebbe consistere nell'usare la sua bravura di scrittore per "smascherare" la vera indole delle donne. Sempre nel sogno il protagonista promette di farlo appena sarà uscito dal labirinto d'amore e quando si sveglia, nella sua camera, si ritrova guarito dalle sue pene. L'autore conclude la sua opera mettendo in guardia i giovani dalle "malvagie femmine".

137 pages, Hardcover

First published January 1, 1365

4 people are currently reading
111 people want to read

About the author

Giovanni Boccaccio

1,830 books583 followers
Giovanni Boccaccio (1313 – 21 December 1375) was an Italian author and poet, a friend and correspondent of Petrarch, and an important Renaissance humanist in his own right and author of a number of notable works including the Decameron, On Famous Women, and his poetry in the Italian vernacular. Boccaccio is particularly notable for his dialogue, of which it has been said that it surpasses in verisimilitude that of just about all of his contemporaries, since they were medieval writers and often followed formulaic models for character and plot.

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Displaying 1 - 13 of 13 reviews
1 review10 followers
March 14, 2017
The whole ultra-misogynist schtick is just badly enough argued by the revenge-obsessed narrator and his heaven-sent interlocutor, who is a kind of pathetic Boccaccian Beatrice, to show itself as playful and ironic, rather than seriously wrathful (as many did, and do, consider it). The dream is played out in the vein of a prophetic Biblical vision but the message that comes out of it is one of vengeance and anger, contrasting amusingly with the narrator's invocation of the Virgin Mary in the proem; it is moreover fallaciously and self-contradictingly argued by the spirit-guide who is still creepily obsessed with his wife even after his death, choosing to spend his time on earth going to watch her with her lover, and who contrives to argue that Mary was not actually a woman.

It would be absurd to ignore the extent of the misogyny on show (as Cassell points out in his introduction, Boccaccio is partaking in – and bringing to its culmination with the outrageousness of the spirit-guide's prolonged tirade – a whole genre of misogynist treatises) which remains shocking and quite disgusting, but readers must try not to take the whole thing at face value. Above all, it's crucial to avoid equating the two speakers with the author himself. Boccaccio is famous for creating distance between himself and his (usually unreliable) narrators – see above all The Decameron – and I would argue that rather than being an outlier to this trend, the Corbaccio stands as the best example of it.
Profile Image for Butnarasu Radu.
29 reviews
December 21, 2022
Un vero viaggio nel mondo della misoginia, dove Boccaccio riesce a sorprendere la disumanità della femmina. Dopo una delusione d'amore, al personaggio principale viene presentato il vero volto della donna amata e della femmina in generale. Essendo “inviluppato nelle branche d’amore” lui non può notare il naturale senno e l’ornata eloquenza con cui è stato ingannato. Lui è afflitto da un tormento spirituale e questi momenti sono giusti per un cambiamento delle aspirazioni. Credo che Boccaccio vuole comunicarci, in un modo punitivo, che la donna non dovrebbe essere idolatrata, non deve essere vissuta come un trofeo, perché anche lei come gli altri ha le sue debolezze. Possiamo concludere con l’espressione “post tenebras lux”.
Profile Image for Alexandra.
8 reviews26 followers
February 17, 2015
i wish i could give it -100000. It raped my intelligence
Profile Image for João Moura.
Author 4 books23 followers
June 17, 2020
É difícil ler um autor que nos diverte (em Decameron) e nos desilude logo de seguida (em Corbaccio). Longe do tom cómico das novelas eróticas do Decameron, Corbaccio é um escabroso diálogo entre dois homens. Um deles é um morto que aparece em sonho ao outro, o narrador, que está apaixonado pela mulher do falecido.
O morto descasca na sua antiga mulher ao extremo (e no sexo feminino em geral) e faz com que o apaixonado abra os olhos e prefira os livros e a arte a essa mulher e ao amor. That's all folks.
Apesar de ter apenas 96 páginas é uma leitura bem penosa de terminar pelo estilo formal, monótono e pelo conteúdo pejorativo.
Profile Image for Phantoomer.
111 reviews1 follower
April 6, 2025
A volte un po' di sana (?) misoginia ci vuole (???), ma questo è lungi dall'essere il miglior libro di Boccaccio. Ammetto di averlo trovato un po' noioso e le argomentazioni fiacche. Per essere una specie di Divina Commedia alla rovescia e una satira giovenaliana contro le donne è veramente lento e per nulla interessante.
Preferivo quando Boccaccio fa ridere e non è pieno d'odio.
L'unica cosa che si salva è l'aura di mistero che circonda questo libro: chi è il narratore? È Boccaccio stesso? Sono le sue idee o le sta ridicolizzando? Come si inserisce questo libro in tutta la sua produzione precedente?
Profile Image for Carlos Luís Ramalhão.
34 reviews2 followers
May 15, 2022
A hard book to read when you're a feminist. Which I am. There's a historical context and my reading of it also reminds me of the many democrats I've met who've read that hatred-inspiring book by a guy named hess. It's' know your enemy'.

Ultimately, it's also not very good when compared to "Decameron", the author's masterpiece.
Profile Image for Elisa.
687 reviews19 followers
August 8, 2019
“集古今misogyny之大成”……“Boccaccio shows himself equally talented at misandry and misogyny.”天才的讽刺往往隐没作者的立场。
Profile Image for Salvatore Conte.
1 review
August 3, 2012
Stylistically speaking, well written; otherwise, one of the most misogynistic things I've ever read.
Displaying 1 - 13 of 13 reviews

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