Books can be attributed to "Anonymous" for several reasons:
* They are officially published under that name * They are traditional stories not attributed to a specific author * They are religious texts not generally attributed to a specific author
Books whose authorship is merely uncertain should be attributed to Unknown.
Scatole cinesi arabe, molti svenimenti e il potere dell'acqua di rose Sono ormai decenni che desidero leggere le Mille e una notte, rimandando per le più svariate ragioni. Finalmente faccio i primi passi con questi estratti della versione di Burton, ma la sensazione è di parziale disappunto. La colpa, forse, è del curatore del volume: come per altri tomi della babelica collana, Borges sembra sprecare un'ottima occasione scegliendo brani non ottimali. Per contro, come per altri tomi, attira l'attenzione sulla sua pregevole introduzione.
Il brano introduttivo, tratto da I traduttori delle Mille e una notte (dalla raccolta Storia dell'eternità), ci introduce il capitano Richard Francis Burton, uomo di multiforme ingegno, vita avventurosa, enorme curiosità e penna prolifica. Incidentalmente, curatore di una traduzione delle Mille e una notte meno pudica di altre, ricca di note e (purtroppo, ad ascoltar Borges. Chi sono io per smentirlo?) traslazioni in versi inglesi dei distici e delle canzoni che caratterizzano l'originale. L'esistenza di Burton pare oltremodo interessante, e varrebbe la pena di indagarla - tramite i suoi scritti o quelli sicuramente a lui dedicati.
Il resto del volume sembrerebbe contenere, a scorrere l'indice, quattro racconti. Mai indice fu più ingannevole! I racconti, in realtà, sono due: il semplice Storia del dottore ebreo, e lo stratificato La Regina dei Serpenti, che contiene al suo interno due narrazioni concentriche. Ora, che la stratificazione delle storie, la "narrazione nella narrazione", sia una delle caratteristiche distintive delle Mille e una notte è noto. Se però il primo racconto (pur sempre una narrazione all'interno di una narrazione, inserita nella più ampia cornice della vicenda di Shahrazād) è facilmente fruibile e godibile, il secondo risulta avere troppi livelli di trama per essere seguito dal mio povero cervello: Shahrazād racconta di Hasib e del suo incontro con la Regina dei Serpenti, che gli narra la storia di Bulukiya, che contiene la narrazione delle vicende di Janshah. Troppa concentrazione richiesta, mi spiace - prese singolarmente, le narrazioni sono piacevoli, ma non indimenticabili. Credo - spero - che in quella particolare notte la pazienza del sovrano nei confronti di Shahrazād fosse sul punto di svanire. No, via, non poi così male...e ci sono parecchi personaggi che svengono dalla gioia, e si rianimano grazie al potere miracoloso dell'acqua di rose®.