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Perdutamente

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Una donna di cui non viene mai detto il nome racconta la propria giovanissima vita: l'infanzia bizzarra nella casa dei genitori con un padre fatto d'aria e una madre sempre in pantofole, le conversazioni con gli oggetti, la passione per il misterioso musicista Volodja, il suicidio tentato e mal riuscito, l'improvvisa partenza per la Russia alla ricerca dell'amore, la disillusione, l'incontro con il Diavolo a Pietroburgo e in ultimo la fuga a Saratov. Compagni di un viaggio che porta a un'approssimativa e molto umana conoscenza di sé, alcuni personaggi inconsueti ma familiari: il fantasma di Marx, il Santo, il gatto parlante Varenucha, un dio a forma di uovo e un diavolo danzante. Un esordio comico e tragico, miscellaneo come la sua giovane autrice che ha cominciato inventandosi una biografia pericolosamente somigliante alla propria vita.

148 pages, Paperback

Published January 12, 2017

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Ida Amlesù

5 books12 followers

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2 (5%)
1 star
4 (11%)
Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Chilidilibri Chilidilibri.
Author 0 books8 followers
July 31, 2017
Il romanzo di esordio di questa voce prorompente è animato da una forte carica surreale che trasmette emozioni senza filtro e le trasferisce direttamente davanti agli occhi del lettore.
la protagonista non dice mai il suo nome ma ci racconta se stessa in un flusso di coscienza senza inibizioni, senza remore. siamo nella sua mente e proviamo le sue emozioni.
Con lei soffriamo per la perdita del padre, ritagliamo con lei una sagoma di cartone che lo possa sostituire anche se quel vuoto no si può riempire. Con lei ci innamoriamo di Volodja e ci chiediamo perché anche lui la voglia abbandonare: come si può lasciare una creatura tanto leggiadra e soffice? Ha la consistenza dello zucchero filato la protagonista, ha le parole sublimi del pensiero animato ed è molto bella seguirla nei suoi voli pindarici da un argomento a un altro della sua vita in equilibrio precario.
Il romanzo finisce presto, dura troppo poco, ne avrei letto altre cento pagine ancora del gatto Varenucha e della magia che l’autrice ricrea. Un mondo impalpabile dove la realtà si fa sottile fin quasi a scomparire e le cose sono quasi trasparenti.
Profile Image for Annalisa  Ponti.
375 reviews20 followers
January 28, 2017
Perdutamente: in lettura.
Scrittura a tratti (spesso) dolorosamente perfetta. Ferite. O forse, una ferita. Ironia che non consola.
Vado avanti.
La lettura procede insieme al dolore. La scrittura si fa più ferma, sicura. Molto verde. Ogni tanto azzurro. La dimensione romanzesca rassicura il lettore. Romanzo di formazione? Non credo. Dove si va a finire? Forse in nessun posto.
Vado avanti.
Romanzo d'amore? Mi sembra la chiave, come scrive Barbara Alberti. Non come la Duras; più esistenziale. Ad ogni modo doloroso. E la giovinezza (della protagonista-voce monologante) dà forza a ogni pagina. Così si spiegano gli incendi. E il fiume.
Vado avanti.
Tre atti, tre movimenti. Un crescendo in cui l'ironia si stempera fino a scomparire. Scrittura non letteratura: notevole come esordio. Molto più che talento.
Finito.
Profile Image for Ivano Porpora.
Author 13 books143 followers
February 20, 2017
Un romanzo molto interessante, che parte lento e quasi involuto e poi si dispiega.
18 reviews2 followers
April 12, 2022
Perdutamente
di Ida Amlesù
Nottetempo edizioni

Dal risvolto di copertina:
“Una donna di cui non viene mai detto il nome racconta la propria giovanissima vita: l’infanzia bizzarra nella casa dei genitori con un padre fatto d’aria e una madre sempre in pantofole, le conversazioni con gli oggetti, la passione per il misterioso musicista Volodja, il tentato e tragicomico suicidio, l’improvvisa partenza per la Russia alla ricerca dell’amore, la disillusione, l’incontro con il Diavolo a Pietroburgo e in ultimo la fuga a Saratov. Compagni di un viaggio che porta a un’approssimativa e molto umana conoscenza di sé, alcuni personaggi inconsueti ma familiari: il fantasma di Marx, san Catello, il gatto parlante Varenucha, un dio a forma di uovo e un diavolo danzante. Un esordio comico e tragico, miscellaneo come la sua giovane autrice che ha cominciato inventandosi una biografia pericolosamente somigliante alla sua vita”.
Perdutamente, romanzo d’esordio di Ida Amlesù, è il monologo di una donna senza nome. Una donna che percorre un viaggio nel ricordo attraverso immagini e suggestioni che, come i ricordi quando si affacciano alla mente, non seguono un ordine cronologico, ma saltano e si intrecciano. E allora, quasi per venire incontro allo straniamento che il racconto provoca nel lettore, Ida Amlesù (che oltre ad essere scrittrice e traduttrice è anche una cantante lirica) gli dà una struttura operistica, lo divide cioè in tre atti e due intermezzi.
Il primo atto parte dal periodo antecedente al 1983, anno di nascita della protagonista. Racconta dell’improbabile incontro tra il padre, sognatore inconcludente, e la madre, donna pratica e razionale, che finisce con un abbandono e una casa in fiamme. Il racconto prosegue poi attraverso un decalogo di parole chiave e ripercorre gli anni dell’infanzia della voce narrante, fatta di solitudine, scarpe ortopediche durissime e calci dati per difendersi; gli anni dell’adolescenza dove da brutto anatroccolo si trasforma in cigno e incontra il grande amore Volodja: dita che corrono sulla tastiera, grandi occhi obliqui e sorriso crudele di bambino; degli anni della giovinezza segnata dall’assenza di Volodja, dall’insonnia e da un lavoro meccanico, fatto di “chiudere buste, fare cose, sembrare occupata”.
Nel secondo atto la protagonista torna a Mosca dove è nata e incontra di nuovo Volodja che l’accoglie,le mette a disposizione la sua casa e poi se ne va. Lei si trova sola, in un Paese che non è più il suo, in un mondo che non le appartiene e sprofonda nella depressione, in un percorso in discesa che la porta verso l’anoressia e il tentato suicidio.
Nel terzo atto c’è la presa di coscienza dell’origine del dolore e, forse, la prospettiva di un possibile riscatto:
“E nella mia solitudine era finalmente chiaro, che ero sola anche quando amavo, e soprattutto quando amavo, e questo amore aveva un nome, e questo nome era Mancanza – e io amavo perdutamente quello che non avevo, quello che non avevo avuto, quello che non potevo avere, e lo amavo in virtù della sua assenza – perché non lo avevo, perché non lo avevo avuto, perché non lo potevo avere”.

I due intermezzi, caratterizzati da una scrittura onirica, poetica ed evocativa, sono stralci di vita interiore:
“Nella vita vera ogni istante era un dono prezioso, e non era mai perso – tutto sbocciava, fruttava come il cedro del Libano. La vita vera si espandeva attraverso gli istanti del quotidiano per dilatarsi all’infinito – ogni anno conteneva secoli, al presente e al futuro, finiti e indefiniti, condizionali, congiuntivi. Tra i fili lasciati aperti dai minuti, distratta dai ticchettii di un orologio, dalla cantilena di una voce, dal brusco tirare su col naso di un vecchio senza sciarpa, intravedevo le spire di un tempo possibile, accogliente, dettagliato”.

Perdutamente è un’introspezione spietata, scritta con una lingua incisiva e con tanti rimandi alla letteratura russa attraverso citazioni da Il maestro e Margherita di Bulgakov, di Cechov fino a rievocare Goethe nei rimandi alla figura del Diavolo. Caratterizzato da registri stilistici diversi, Perdutamente è una lettura impegnativa, ma di grande suggestione.

Profile Image for Blackjessamine.
429 reviews72 followers
October 17, 2017
"Mi mancava l'ultima delle sorelle March. Fu bello scoprire di non essere l'unica a girare per casa con una molletta sul naso, cercando di scongiurare il destino. Anch'io disegnavo, mi sentivo bella pur non essendolo, avevo grandi occhi blu come nell'illustrazione a pagina due e soffrivo nell'essere umiliata in pubblico. La storia dei limoncelli mi scosse profondamente e, anche se non ne avevo mai visto uno, giurai di non portarne mai a scuola. In più, cosa importante, aveva un nome breve. Mi piacque subito.
Non così agli altri. Amy non piaceva a nessuno, dentro e fuori dal libro. Tutti amavano Jo. Non riuscivo a farmene una ragione. Non capivo la mia diversità. Ero stata montata al contrario, con i desideri a rovescio. Ero strana - lo imparai ancora prima delle moltiplicazooni a una cifra."
Profile Image for Francesco.
1,686 reviews7 followers
April 15, 2024
Mi spiace dare un voto così basso ma questa opera prima di Ida Amlesù proprio non mi è piaciuta.
Il testo scorre velocissimamente in un turbinio indistinto di immagini, suggestioni, emozioni che non lasciano traccia nel lettore - perlomeno non l'hanno lasciata in me.

Volodya è una persona reale? Un "sogno"? Il Diavolo del Maestro e Margherita (ma a San Pietroburgo, non a Mosca)?

Mi rendo conto che lo stile è tutto sommato lo stesso di Julie, solo che lì c'era una trama strutturata e un'intelaiatura da romanzo storico che in un certo senso "minimizzavano" il flusso di coscienza dell'autrice, incalanandolo in una prosa lirica e scorrevole ma con una certa qual dose di concretezza.
Qui no, qui si sfiora l'ermetismo.

Peccato
Profile Image for Alice Zanon.
137 reviews9 followers
August 12, 2025
Un libro poetico, che si destreggia tra realtà e finzione. Pian piano si fa sempre più surreale, a volte rendendo complesso comprendere per bene il tutto. E' un libro che prende, che vuole farsi leggere, ma al contempo non credo possa essere una scelta ottimale leggerlo tutto in una seduta; piuttosto sembra una lettura da centellinare e da godersi.

L'autrice ha creato una biografia somigliante alla propria vita, mescolandola però con elementi immaginari. La protagonista sembra attaccata ancora al passato ma al contempo si sente trascinata a vivere il proprio futuro, tra incertezze ed emozioni difficili.

Votazione: 3 stelle e mezzo / 4 stelle. Sono incerta per la fatica che alcune parti mi hanno fatto provare, non riuscendo a comprendere bene il tutto.
Profile Image for Francesco.
557 reviews
March 20, 2025
Mi spiace dare un voto così basso ma questa opera prima di Ida Amlesù proprio non mi è piaciuta.
Il testo scorre velocissimamente in un turbinio indistinto di immagini, suggestioni, emozioni che non lasciano traccia nel lettore - perlomeno non l'hanno lasciata in me.
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