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Sono cose da grandi

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Un giorno, davanti alla televisione, per la prima volta Simona riconosce negli occhi del figlio la paura. E non è la paura catartica delle fiabe, è quella suscitata dalla violenza del mondo. La frase usata fino ad allora per proteggerlo - «sono cose da grandi» - non funziona più. Così decide di rivolgersi a lui, con semplicità, per dirgli ciò che sulla paura ha imparato. Ma anche per raccontargli la dolcezza di una vita quotidiana a due, tra barattoli pieni di insetti e scatole magiche dove custodire i propri desideri. Scrivendogli scopre la propria fragilità, e in questa fragilità, paradossalmente, una forza.

In questo tempo incerto e minaccioso, una madre prova a decifrare il mondo per suo figlio, reinventandolo attraverso i giochi e le storie che crea ogni giorno per lui.

104 pages, Paperback

First published January 24, 2017

37 people want to read

About the author

Simona Sparaco

14 books65 followers
Scrittrice e sceneggiatrice, è nata a Roma. Dopo aver preso una laurea inglese in Scienze della Comunicazione, spinta dalla passione per la letteratura, è tornata in Italia e si è iscritta alla facoltà di Lettere, indirizzo Spettacolo. Ha poi frequentato diversi corsi di scrittura creativa, tra cui il master della scuola Holden di Torino. Per Newton Compton ha pubblicato i romanzi Lovebook e Bastardi senza amore, tradotto anche in lingua inglese. Vive tra Roma e Singapore.

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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Giuseppe Sirugo.
Author 8 books50 followers
February 18, 2025
Esta vez la autora parece desnudarse. El cuento del libro se basa sobre lo que es la fragilidad de cualquier madre. La autora muestra sus miedos por completo.
La historia bajo muchos aspectos es interesante y fácil de leer. En las primeras páginas, o hacia el final del libro, muestra un anclaje hacia la fe. Ya por el comienzo de la historia favorece el miedo de una madre: en verdad, la historia de fondo alude en haber sido impresa por un fuerte carácter parental. En este monólogo la guionista contempla su situación como madre y se da cuenta que al mirar a los ojos de su hijo observa el miedo de la vida.

Probablemente, si los niños son el espejo del alma de los padres, al menos en la fase de la vida donde el pequeño todavía es ingenuo, es la autora italiana que está a excavar dentro de sí misma. Como madre tiende a resaltar sus propios problemas.
El personaje tiene la facultad de hacer entender a su hijo, llamado Diego, la preocupación que puede causar el terrorismo. Tiene la preocupación del desastre que puede causar una catástrofe natural como un terremoto: en ese sentido, es muy razonable sobre el hecho de no tener habilidad y fuerza por ciertas circunstancias. Sobre todos quiere crecer a Diego como un hombre fuerte, cosa que puede alcanzar con el apoyo y el amor recibido de los padres.

Tal vez, estas incertidumbres percibidas al mirar los ojos del niño se deben al hecho de no poder entregar en manera correcta su criatura al mundo exterior. De los dos protagonistas principal, madre y hico, es la autora misma que está sometida a un examen continuo de la vida.
En algunos momentos la pregunta surge naturalmente: ¿Hay un niño que largo su infancia no tropezó al menos una vez desde cuando comenzó a caminar ?

Las concatenaciones de los episodios narrados son una distracción continua, pero alegres de estar bien conectadas entre sí: el niño desvía la atención de los padres. Sin embargo, es también la madre que en la vida cotidiana viviendo plenamente el niño no podría prescindir de sus juegos.

Entre tantas disputas, despreocupaciones y distracciones con su hijo, en un cierto punto de la historia Simona vuelve a la realidad de los acontecimientos actuales. Con una breve reflexión se refiere al efecto invernadero: el efecto que, por así decirlo, mantiene las aguas de los océanos templadas. Que se trata de un cambio climático donde la causa principal responsable es el hombre y la industrialización que logró en las últimas décadas. Desde esta perspectiva, la madre piensa que el hijo algún día podría convertirse en el mejor científico del mundo, pero ¡qué culpa tendría por un problema causado por parte de sus predecesores!
El miedo pertenece constantemente a Simona porque es consciente de las dificultades que surgen en la vida de las personas. Ella sabe que en día de hoy es difícil dar marcha atrás contra un desastre ambiental. Como per ejemplo es el efecto invernadero. Incluso sabe que para traer los valores climáticos a la norma servirán décadas de años de vida.

Para concluir, el cuento de Sono cose da grandi es un monólogo. Simona Sparaco podría haberse criado un espacio reapropiando el valor del tiempo, cosa que nosotros escritores la concepción del tiempo tendemos a perderla fácilmente.
Ella es una madre consciente. Sabe que su hijo está creciendo en un contexto diferente al suyo. En tiempos más modernos. Tal vez con otros instrumentos y diferentes habilidades. En consecuencia, lo que ella considera la agresión constante por parte de una realidad cada vez más desinhibida y peligrosa, con buen optimismo imagina que su hijo ciertas realidades que infunden miedo algún día aprende y acepta de vivirlas como son: sin tener que observar los problemas como parte de un conflicto existencial. Complaciendo esos temores maternos como si fueran un ruido de fondo.
Profile Image for Gilda Bonelli.
124 reviews2 followers
March 19, 2021
A novel full of emotions. This time the author seems to undress: in the first pages, or the end of the book has faith draws on mother's fragility showing the fears for complete. It's a nice letter written to his son.
Profile Image for Elena Tamborrino.
201 reviews13 followers
February 16, 2017
Una lunga lettera al figlio di quattro anni, nell'età dei primi perché e della logica stretta dei bambini, che l'autrice scrive indagando le ragioni dei suoi timori di mamma e delle sue speranze.
Profile Image for Ludovica Ponzo.
273 reviews7 followers
May 10, 2020

https://lalettricesullenuvole.blogspo...

È sempre pericoloso, per una madre, leggere qualsiasi cosa un’altra madre decida di scrivere, non solo che parli dei propri figli, ma che addirittura indirizzi direttamente a loro! Perché io, come è risaputo, sono più un generale che addestra, che una madre con un innato istinto materno? Sarà perché, lo dico anche con un po’ di rammarico, riempio la mia bocca più di regole che di parole affettuose, a parte quando la mia corazza crolla e mi dispero, anche di fronte a loro, per i miei fallimenti? No, o almeno non solo per questo.

Ho paura di questi libri, perché ho sempre il sottile presentimento che si cadrà nel retorico o nel melenso, due cose che odio troppo per andare a cercarle di proposito, ma ora, in questo preciso periodo storico, in cui ci troviamo di fronte ad una realtà più grande e spaventosa di noi, in cui ci troviamo segregati in casa, e lo sono anche i nostri figli, e spiegarglielo non è stato facilissimo, ho deciso di riesumare questo libro, acquistato tantissimo tempo fa, dopo che di questa scrittrice avevo letto (e mi ero disperata come poche altre volte!) il bellissimo Equazione di un amore.

È una madre, che al momento della storia non vive con il padre del figlio Diego, che decide di parlare a suo figlio, un piccolo quattrenne, della paura dell’ignoto, ma anche più empiricamente parlando, paura degli attentati, dopo quello di Nizza del 14 luglio 2016, e dei terremoti, dopo quello di Accumoli del 24 agosto 2016.

È una madre che non teme di mettersi a nudo, di mettere in evidenza le sue ansie, le sue fobie, la sua adulta conoscenza dell’ineluttabilità degli eventi. È una madre che non sa spiegare a suo figlio perché esistano delle persone cattive, su “un mostro bianco”, che ne uccidano delle altre, è una madre che non riesce ella stessa a nascondere la sua paura a sentir tremare la terra, ed infatti non lo fa.

Mi sono ritrovata molto in questa madre, anche se siamo diversissime ed abbiamo proprio un approccio agli antipodi, però di uguale abbiamo che siamo madri e non sempre, anzi, quasi mai, è facile riuscire a guardare un bimbo negli occhi, tuo figlio, e dirgli che tutto andrà bene, se non si è assolutamente certi dell’affermazione. Ho avuto anche io la fobia degli attentati, ma ancor di più, da sempre, soprattutto da quello de L’Aquila, ho il terrore dei terremoti. Nel 2016 i miei figli avevano cinque e quattro anni e la cosa più difficile per me fu proprio rapportarmi a loro, non nascondendo la realtà, perché non si può fare, o almeno io non amo omettere, ma dovendo fare pace con te stessa e cercare di non trasferire a loro le tue paure!

Leggerlo in questo periodo, più che se lo avessi letto in qualsiasi altro, ed ancora di più mi convinco che i LIBRI ABBIANO UN LORO TEMPO, CHE NON È NOSTRO, MA SOLO LORO, me lo ha fatto apprezzare, permettendomi di immedesimarmi ancor di più. In alcuni passaggi mi è sembrato scadere un po’ nel retorico, un po’ nell’ovvio, ma ho ritrovato una scrittura che mi era già piaciuta tantissimo, che dovrò affrontare ancora, magari, però, con qualcosa di diverso. Tipo un romanzo?

Quindi? Giudizio tiepido. Mi è piaciuto, perché ho ritrovato alcune difficoltà comuni a tanti genitori, ma poteva essere trattato in maniera più profonda e meno scontata.
Profile Image for Barbi  - Books Hunters Blog.
150 reviews6 followers
February 14, 2017
Prima di leggere questo libro, pensavo a Simona Sparaco come a una brava scrittrice. Ora, penso a Simona Sparaco come a una madre che di mestiere fa la brava scrittrice. Trovo che sia una differenza di una certa importanza, soprattutto considerato che in questo libro lei si apre completamente al piccolo Diego, il figlio al quale questa lunga lettera è destinata, in un futuro che lei stessa guarda avvicinarsi giorno dopo giorno.

Fa impressione riconoscersi così profondamente in qualcuno che ti è estraneo. Non in tutto ovviamente, ma è addirittura sconvolgente leggere tra le righe di un libro un pensiero che è tuo, che ti accompagna giorno dopo giorno, che cresce e cambia accanto a te, come una creatura che non è te, ma è complementare a te. Ti riempie, ti completa. Simona Sparaco dice che il mondo di una donna viene sconvolto dalla nascita di un figlio. Io sono una madre e sono d’accordo. Una delle cose che cambia immediatamente, è la percezione della paura. Non è più grande o più importante rispetto ad altre paure: è solo diversa. Si consegna un figlio al mondo e si consegna un mondo a un figlio. Ecco che allora ci facciamo carico di questa missione, che è allo stesso tempo un viaggio meraviglioso: preparare i nostri figli ad affrontare un mondo che intanto cerchiamo di migliorare al fine di renderlo più accogliente. Una bella responsabilità. Sembra già complicato così, eppure a un certo punto si passa a un livello superiore, quello in cui la paura la riconosci negli occhi di tuo figlio. E diventa insopportabile. Vorresti proteggerlo, vorresti prendertela tutta tu quella paura e liberare lui. Ma sai che non si può, sai che il tuo compito non è quello di sottrarlo a questo sentimento, ma piuttosto aiutarlo a riconoscerlo e affrontarlo.
See more: http://bookshuntersblog.blogspot.it/2...
Profile Image for Eleonora.
190 reviews6 followers
May 17, 2017
Simona Sparaco è, a mio giudizio, una delle autrici più profonde del panorama letterario italiano. Ho avuto modo di conoscerla ed apprezzarla per la prima volta con la lettura di “Nessuno sa di noi” e, anche con questo nuovo romanzo breve, non mi ha delusa. Il libro è la “lettera” che Simona decide di scrivere al figlio Diego per aiutarlo a superare e per cercare di giustificare quanto sta succedendo nel mondo intorno a noi. Un tir che travolge le persone in festa sulla Promenade des Anglais, una forte scossa di terremoto che ha messo in ginocchia l’Italia e i continui riferimenti all’ISIS e al terrorismo: ecco i terribili avvenimenti davanti ai quali un bambino si ritrova, suo malgrado, a dover far fronte. L’autrice, nei panni di madre e narratrice, cerca di spiegare a un bambino piccolo che il male, purtroppo, ci circonda anche se noi cerchiamo di tenercene alla larga e che ogni giorno diventa sempre più difficile trovare cose belle e pure in grado di riscaldare un po’ l’animo. Un romanzo ben scritto che rappresenta una bellissima dedica d’amore di una mamma verso il suo bambino e che mette bene in luce le sensazioni che tutti noi abbiamo provato nel 2016 (e ancora continuiamo a provare) nell’apprendere certe notizie sconvolgenti dalla televisione. Un’ottima prova che conferma le indiscusse capacità letterarie di Simona Sparaco.
Profile Image for Anna Tomasso.
273 reviews6 followers
December 14, 2020
Una mamma che interpreta il mondo per suo figlio di 4 anni dopo aver visto le immagini di una strage. In molte cose mi sono riconosciuta, nel proteggere mia figlia dal mondo, come spiegare bene e male
Nel complesso libro carino ma a volte stucchevole e scontato. Forse però da mamma ho trovato scontati determinati passaggi perché lo avevo pensato o fatto anche io.
Profile Image for Lorena.
114 reviews2 followers
February 11, 2017
Il mondo non si ferma amore mio. E nessuno può scendere davvero. Possiamo solo concederci, talvolta, il lusso di osservarlo come da lontano.
Se lo osservo attraverso i tuoi occhi, per esempio, mi fa meno paura.
191 reviews8 followers
January 26, 2018
Insopportabile. Praticamente un diario per il figlio, pieno di ovvietà melense e barbose. Se lo avesse consegnato solo a lui, invece che pubblicarlo, sarebbe stata una scelta molto più dignitosa. Un libro falso, tranne pochissimi sprazzi che comunque non valgono la pena di sorbirsi il resto.
33 reviews
July 29, 2019
Molto molto bello , leggendo la trama non pensavo mi potesse prendere tanto , è un piccolo libricino educativo e in alcune parti anche divertente , mi è piaciuto molto.
Profile Image for Ilaria_ws.
977 reviews76 followers
February 9, 2017
"Il mondo non si ferma, amore mio. E nessuno può scendere davvero. Possiamo solo concederci, talvolta, il lusso di osservarlo come da lontano. Se lo osservo attraverso i tuoi occhi, per esempio, mi fa meno paura."

Sono cose da grandi è il nuovo romanzo di Simona Sparaco, autrice italiana che apprezzo moltissimo.
Più che un romanzo, questa volta ci troviamo davanti ad una lettera aperta che Simona scrive al suo bambino. E' proprio a Diego che si rivolge cercando di spiegargli quel nuovo sentimento che ha fatto capolino nella sua breve vita, la paura. Non può più limitarsi a dirgli che "sono cose da grandi", adesso deve provare a spiegargli la bellezza di questa vita che spesso è crudele e ingiusta.
In poco più di 90 pagine l'autrice si racconta e allo stesso tempo racconta le paure e le incertezze di ogni mamma. Nella lettera rivolta al suo bambino, la Sparaco gli si rivolge per tentare di spiegargli nel modo più semplice possibile cos'è la paura e come affrontarla. Trasformando tutto in un gioco, raccontandogli quello che ha imparato sulla vita come se fosse una delle sue storie, gli svela paure, incertezze, fragilità e gioie di quella meravigliosa avventura che è la vita.
Credo che non ci sia nulla di più genuino delle parole che una madre rivolge al proprio bambino, Simona Sparaco attraverso questo libro apre il suo cuore esponendosi e svelando quelle che sono le paure che ogni madre prova. Con uno stile delicato e molto dolce, affronta temi come il terrorismo, la morte, la paura, i problemi della vita quotidiana.
Tutto viene narrato semplicemente, l'autrice si trova in bilico tra il voler proteggere suo figlio dal mondo e la necessità di lasciarlo libero. Ho trovato alcune parti davvero molto belle, la sincerità dell'autrice trapela dalle parole e arriva al cuore del lettore. Meravigliosa la descrizione del rapporto madre/figlio e dei cambiamenti a cui è soggetto col passare del tempo. Un'ulteriore prova della bravura di questa autrice che riesce ancora una volta ad emozionare profondamente!
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