L'opera di Erodiano ripercorre la storia degli imperatori romani dal 180, anno della morte di Marco Aurelio, fino al 238, anno emblematico del caos politico militare in cui Roma era precipitata, che alla fine vede la nomina del tredicenne Gordiano III dopo l'uccisione in sequenza di ben cinque suoi predecessori. Sono poco più di cinquant'anni ma molto densi di eventi, anni caratterizzati da forti cambiamenti dei costumi e da personalità di rilievo come Commodo, Settimio Severo, Caracalla, Eliogabalo. Il racconto di Erodiano è sempre avvincente per la vivacità del suo stile e per il fatto che si rifà perlopiù a esperienze dirette o testimoni oculari. Più che uno storico, quasi un giornalista. La sua Storia dell'impero romano dopo Marco Aurelio è preziosa per la messe di dati e ci permette di indagare le vicende del III secolo come pochi altri autori. Questa nuova edizione riprende (ma senza il testo greco a fronte) quella pubblicata nel 1967 a cura di un grande studioso di storia greca e romana, Filippo Cassola (1925-2006). Con pochi aggiornamenti indispensabili e una prefazione scritta appositamente da Luciano Canfora, che mette in luce le interpretazioni del tardo impero secondo le varie epoche, le ideologie e i diversi modelli di classicità che si sono succeduti dalla fine dell'Ottocento fino a oggi.
Herodian or Herodianus (Greek: Ἡρωδιανός) of Syria, sometimes referred to as "Herodian of Antioch" (c. 170 – c. 240), was a minor Roman civil servant who wrote a colorful history in Greek titled History of the Empire from the Death of Marcus (τῆς μετὰ Μάρκον βασιλείας ἱστορία) in eight books covering the years 180 to 238.
His work is not entirely reliable although his relatively unbiased account of Elagabalus is more useful than that of Cassius Dio. He was a Greek (perhaps from Antioch) who appears to have lived for a considerable period of time in Rome, but possibly without holding any public office. From his extant work, we gather that he was still living at an advanced age during the reign of Gordianus III, who ascended the throne in 238. Beyond this, nothing is known of his life.
Sicuramente Erodiano non è un grande storico; il suo racconto molte volte è vago in termini militari, è pieno di ripetizioni (soprattutto negli ultimi due libri) e altri storici hanno coperto in modo migliore il periodo, trovandosi più vicini (e qui più informati) al potere, come Cassio Dione.
Gli va però riconosciuta una onestà di fondo, che lo porta a dire che l'odiato tiranno Massimino fu un grande imperatore per meriti bellici; interessantissimo il punto di vista su Commodo, per cui parla di "grandi speranze" tradite. Interessante anche il giudizio negativo sull'uomo Settimio Severo, infido e manipolatore come pochi.
Comunque da leggere perché quello di Erodiano è il parere della parte orientale ed ellenica dell'impero (potremmo dire quasi piccolo-borghese), giusto contrappeso a Dione, sempre greco di lingua ma senatore.
Herodiano da un tratamiento desigual y a menudo sucinto pero con una narración relativamente fluida, añade una perspectiva e ideologia diferente que complementa muy bien a Dion Casio (y llega un poco más lejos). Me ha gustado la lectura, la recomiendo.
"31 Był to Klaudiusz Pompejanus Kwintianus, syn męża Lucylli Pompejana z jego pierwszego małżeństwa, ożeniony z jej córką z poprzedniego małżeństwa z Lucjuszem Werusem."